Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
31 August 2008
Israele: nuove deportazioni di rifugiati in Egitto
Israel deports African migrants to Egypt in crackdown
CAIRO, Aug 31 2008 (Reuters) - Israel has forcibly returned to Egypt dozens of African migrants who had slipped into the Jewish state, and rights activists say they fear some are refugees who risk torture if Egypt sends them home as expected. Egyptian security sources said Israel had returned 48 migrants of Eritrean, Sudanese and Senegalese nationality to Egypt this month, and that Cairo planned to deport them all. The Israeli returns come as Egypt is under scrutiny by rights groups over its deportations of up to 1,200 Eritrean asylum seekers in June. The United Nations objected to the deportations, saying the Eritreans could face torture at home. "It's clearly a flagrant violation of international law," Hossam Bahgat, head of the Egyptian Initiative for Personal Rights, said of the Israeli move. He said the returns meant the migrants were now certain to be deported by Egypt "to countries where they face a serious threat of detention, torture and even the death penalty".
22 August 2008
Canale di Sicilia: tornano i respingimenti in Libia
21 August 2008
Egitto: Amnesty chiede un'indagine sui morti del Sinai
Torino e Milano: ancora rivolte nei Cie
Sempre più minori non accompagnati a Lampedusa e Canarie
18 August 2008
Bari: reportage dal centro d'accoglienza richiedenti asilo
Fa tappa a Bari il viaggio di Fortress Europe nei centri di identificazione e espulsione (Cie) e nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara). Il Cara di Bari Palese sorge in una base dell'Aeronautica militare. Costruito per accogliere 744 persone, ospita già 978 richiedenti asilo. Tra loro anche due dei superstiti del terribile naufragio di Teboulbah, nel maggio scorso. Solo 70 degli ospiti però saranno accolti nello Sprar alla fine dell'anno. Gli altri torneranno in strada, con o senza documenti. Oppure saranno rimandati in Grecia in base al regolamento Dublino II.Bari capolinea della diaspora afgana. Ma il viaggio comincia dall'Iran
Tar boccia Dublino II. Bloccata riammissione in Grecia
ROMA - Per la prima volta in Italia una sentenza del Tar ha annullato il trasferimento in Grecia, ai sensi del Regolamento Dublino II, di un richiedente asilo politico. La terza sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, a Lecce, ha infatti accolto il ricorso 656/2008 presentato dal cittadino afgano Mohamadi Jan, difeso dall"avvocato D’Antonio Marco, in quanto la Grecia non è può considerarsi un paese sicuro. La sentenza è stata depositata lo scorso 24 giugno 2008 e rappresenta un importante precedente. Mohamadi era entrato in Italia dopo essere transitato per la Grecia. Al Cara di Bari uno dei superstiti del naufragio di Teboulbah
BARI - Era la notte dell’undici maggio del 2008, e una motovedetta della guardia costiera tunisina intercettava un gommone di migranti finiti alla deriva al largo delle coste di Teboulbah, vicino Monastir. A bordo c’erano 16 uomini sfiniti e disidratati, unici superstiti di una settimana passata in balia delle onde, senza acqua né viveri. Una settimana di stenti che aveva visto morire 47 dei passeggeri. Godpower non conosceva nessuna delle vittime, ma ricorda tutti i dettagli di quella traversata. Viene da Benin City, in Nigeria, ed è uno dei superstiti. È ospite del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Bari Palese.Pestato dalla polizia greca, rifugiato afgano rischia di tornare ad Atene
BARI - La foto è un po' sbiadita, ma si distinguono chiaramente quattro uomini e il vecchio carro armato. S. indica con l’indice suo fratello. Combatteva nell’esercito dei taliban. Per questo l’hanno ammazzato, dice. S. è nato e cresciuto nella città di Jalalabad, in Afghanistan. Parla pashtun, ha da poco compiuto 20 anni. Da tre anni è in esilio. Oggi si trova al Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Bari. Il passato del fratello maggiore ha condannato tutta la famiglia. S. dice di non avere più nessuno. Si rimbocca i pantaloni fino a farmi vedere una brutta cicatrice larga otto centimetri, sulla gamba destra, sopra il ginocchio. È una scheggia della bomba con cui hanno fatto saltare la casa, dice. Sotto il ginocchio ci sono altre cicatrici. Macchie marroni, su entrambe le caviglie e le tibie. Souvenir della Grecia. Indicano i punti dove il manganello ha colpito con più forza. È successo lo scorso febbraio, sull’isola greca di Simi, nel mar Egeo.Bari: reportage dal centro di accoglienza per richiedenti asilo
BARI - Sulla vecchia pista dell’aeroporto militare di Bari Palese è cresciuta l’erba. Le 250 roulotte che dal 1991 ogni estate erano destinate alla prima accoglienza dei migranti che sbarcavano in Puglia, Calabria e Sicilia, non ci sono più. Al loro posto sorge un nuovo centro. Sempre all’interno della base dell’aeronautica militare. Un piccolo villaggio di 124 moduli prefabbricati montati su un grande piazzale di cemento, intorno ad una grande cupola di tela, usata come mensa e sala comune. Ci sono campi da calcio e da pallavolo. C’è l’ufficio immigrazione della polizia. Ogni modulo ha l’aria condizionata, c’è un infermeria, i bagni sono puliti e gli spazi comuni ben curati. C’è una ludoteca, una scuola di italiano. E tuttavia si respira una certa tensione.12 August 2008
No border holidays in Hamburg, Patras and Dikili
Hamburg, from 16 to 24 August 2008
Hamburg organizes deportation charter flights for the European Union, since 2004. Frontex, the European Border Agency, participates in such mass deportations since some time. Frontex also carries out training programs for its staff at Federal Police Academy in Lübeck near Hamburg. The camp will take place in Hamburg. Lectures and seminars are previewed. The focus shall be the big airport-occupation-demo.
For more info http://camp08.antira.info/.
You can also write to the organizers
10 August 2008
Vacances antiracistes à Hamburg, Patras et Dikili
08 August 2008
Tendopoli, container e... braccianti. Reportage da Borgo Mezzanone
Reportage da Borgo Mezzanone: continua il viaggio nei Cpa. Sulla pista del vecchio aeroporto militare di Ortanova sono ospitate 1.020 persone in 91 tende e 41 container. Donne e nuclei familiari sono invece alloggiati nei locali destinati al Centro di identificazione e espulsione mai aperto. L'ente gestore è la Croce rossa italiana. Carente l'assistenza legale. Con o senza documenti i richiedenti asilo lasceranno il centro. Alcuni, i casi più vulnerabili, saranno accolti nello Sprar, come abbiamo verificato per un rifugiato somalo disabile. Tutti gli altri torneranno in mezzo alla strada. E la prima tappa della loro clandestinità sarà il lavoro nero e lo sfruttamento, magari nelle campagne foggiane.Foggia, Msf avvia la distribuzione del kit sanitario ai braccianti immigrati
FOGGIA – Spazzolino, dentifricio e sapone, una bacinella e una tanica di plastica. Medici senza frontiere ha recentemente distribuito questi kit igienico sanitari a circa un migliaio di braccianti immigrati impiegati nella sola provincia di Foggia per la raccolta del pomodoro, tra agosto e settembre. Servirà a fare prevenzione, dopo l'installazione di cisterne e bagni chimici. Adesso l'impegno è potenziare i 20 ambulatori per stranieri temporaneamente presenti (stp) della provincia foggiana, attraverso la distribuzione di materiale informativo multilingue. I pomodori iniziano a tingersi di rosso, e come ogni estate, migliaia di lavoratori stranieri raggiungono la piana del Tavoliere in cerca di un lavoro nella raccolta di uno dei prodotti più importanti dell'industria agroalimentare italiana. Da Cerignola a Stornara, da Lucera a San Severo. C'è chi è sbarcato a Lampedusa tre mesi fa. C'è chi ha i documenti e approfitta della chiusura delle fabbriche del nord. Ma la maggior parte è senza permesso di soggiorno e si sposta nelle campagne del sud tutto l'anno, seguendo il calendario delle stagioni del pomodoro, delle fragole, delle patate, dell'oliva e dell'uva. Da Caserta al foggiano, da Rosarno (in Calabria) ad Avola e Cassibile in Sicilia.Viaggio tra i braccianti immigrati nelle campagne di Foggia
FOGGIA - A Verona lavorava come addetta alle pulizie, in una libreria. Poi l'incidente in auto, il femore rotto, la lunga degenza. E l'inizio di quella lenta discesa che dal ricco nord l'ha portata nelle campagne foggiane, in mezzo a quell'umanità precaria, che ogni mattino alle prime luci dell'alba va a cercare lavoro nei campi per 20-25 euro al giorno. Nella masseria occupata dove vivono una trentina di nigeriani, in mezzo a una distesa piatta di piantagioni di pomodori e campi appena arati, la chiamano mommy, mamma. Avrà una cinquantina d'anni. Nel femore ha ancora i ferri dell'operazione. Vive in Italia da diciassette anni. L'incidente le ha fatto perdere il lavoro. E senza lavoro non ha potuto rinnovare il permesso di soggiorno. Adesso, con un decreto di espulsione alle spalle, è tagliata fuori dai giochi.Quando lo Sprar funziona: rifugiato disabile accolto a Ferrara
FOGGIA – A volte funziona. Sebbene il Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) conti un numero insufficiente di posti (3.000 per il 2009, a fronte di 14.050 richieste d'asilo presentate in Italia nel 2007), sono molti i rifugiati che grazie al Servizio centrale accedono ad una seconda accoglienza, una volta rilasciati dai centri di prima accoglienza. M. è uno di loro. Viene dalla Somalia. Classe 1967. La commissione territoriale di Foggia gli ha riconosciuto un permesso di soggiorno di protezione internazionale un mese fa. Lunedì partirà per la città di Ferrara, dove sarà ospitato da un progetto Sprar.Reportage da Borgo Mezzanone: continua il viaggio nei Cpa
FOGGIA - Le ultime cinquanta tende le hanno montate la settimana scorsa. Adesso la tendopoli occupa un paio dei sette chilometri della pista d'atterraggio del vecchio aeroporto militare di Ortanova. Le tende, di sei metri per sei, sono 91. E ospitano metà dei richiedenti asilo presenti al Centro di prima accoglienza di Borgo Mezzanone, a Foggia. Ma al momento della nostra visita, alle undici di questa mattina, le tende erano semivuote. Nonostante il telo ombreggiante infatti, il sole di agosto rende impossibile rimanere sotto le tende quando il sole è alto.05 August 2008
Vite sospese. Migranti e rifugiati sull'isola di Cipro
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panoramica di Nicosia |
Reportage dal Sant'Anna. Il cpa più grande d'Europa
Dopo Gradisca e Caltanissetta, la nuova inchiesta di Fortress Europe sui centri di prima accoglienza e i centri di identificazione e espulsione (ex cpt) fa tappa a Sant'Anna, in provincia di Crotone. Qui si trova il centro d'accoglienza più grande d'Europa. Ospita 1.677 persone su una capienza ufficiale di 1.698 posti. Dormono in container e tende. Un ospite su quattro viene dall'Afghanistan. Fuggono dalla guerra ma non hanno fatto i conti con la burocrazia. E per chi è transitato in altri Stati Ue, il Regolamento Dublino II blocca l'iter della domanda d'asilo.Cpa di Crotone, presto un’interrogazione al Senato
CROTONE – Le senatrici Daniela Mazzucconi (Pd) e Dorina Bianchi (Pd) lavorano ad un'interrogazione parlamentare sulle condizioni del centro di accoglienza Sant'Anna di Crotone. Accompagnate da rappresentanti delle associazioni locali impegnate nella promozione dei diritti dei migranti – raccolte nel Coordinamento Baobab – le parlamentari hanno visitato il centro lo scorso 18 luglio. Il rapporto della visita, diffuso dal Coordinamento Baobab, giudica “preoccupanti” le condizioni di accoglienza nei container e nella tendopoli. Critiche sono state espresse anche sull'accoglienza delle donne e sull'assistenza sanitaria.Investire di più nello Sprar: la richiesta delle associazioni
CROTONE – Proporre la richiesta di radicamento della competenza dello Stato Italiano sui casi Dublino presenti sul territorio ormai da diversi mesi, e sollecitare la Commissione Nazionale a dare indicazioni affinché le Commissioni Territoriali competenti garantiscano misure di protezione a tutti i richiedenti asilo afgani presenti in Italia in quanto non esistono aree di questo Paese che possano essere ritenute sicure. Queste le richieste del Coordinamento Baobab, dopo la visita, con le senatrici Mazzucconi e Bianchi, del centro di accoglienza Sant'Anna a Crotone e del centro di identificazione e espulsione di Lamezia Terme, lo scorso 18 luglio.Cpa di Crotone, afgano un richiedente asilo su quattro
CROTONE – Nel più grande centro di accoglienza d'Europa, gli afgani sono gli ospiti più numerosi. Dei 1.677 presenti al 4 agosto 2008 nel campo di Sant'Anna, a Crotone, ben 424 provengono dall'Afganistan. Uno su quattro. Arrivano in Italia nascosti nei camion che da Patrasso, in Grecia, si imbarcano sui ferry diretti nei porti italiani dell'Adriatico, a Venezia, Ancona, Bari e Brindisi. Fino a Crotone invece li porta il passaparola. Per loro i tempi di attesa sono più lunghi degli altri richiedenti asilo. C'è chi è al Sant'Anna da cinque o sei mesi. Per lasciarsi la guerra alle spalle hanno attraversato l'Iran, scalato a piedi le montagne innevate della provincia di Van per entrare in Turchia, hanno viaggiato stipati nei camion fino a Istanbul, sfidato il mar Egeo sui gommoni diretti alle isole greche e infine rischiato la vita appesi sotto i telai dei tir imbarcati a Patrasso.Sprar saturo, rifugiati abbandonati a se stessi
CROTONE - Sono arrivati i militari. Annunciati dal pacchetto sicurezza, cento uomini in mimetica, distribuiti su tre turni, da ieri presidiano il centro di prima accoglienza per immigrati di Sant’Anna, a Crotone. Stanno di piantone lungo la rete all’ingresso, sotto il sole, appoggiati alle portiere dei fuoristrada dell’esercito. A vigilare la struttura ci sono anche polizia, carabinieri e guardia di ginanza. La situazione è la stessa negli altri centri di prima accoglienza. Ma a Crotone non è l’unica novità. Da un anno è quotidianamente presente all’interno della struttura anche un rappresentante dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. Ciononostante i tempi di attesa per il riconoscimento dello status di rifugiato continuano a superare i tre mesi. E i tempi raddoppiano per i casi Dublino. La commissione territoriale ha sede all’interno del campo, come pure l’Ufficio immigrazione della polizia, ma ciò non abbrevia le lungaggini burocratiche. E intanto gli ospiti sono costretti a aspettare, senza la possibilità di lavorare né di mantenersi. Sono costretti a essere assistiti.Tende e container per i richiedenti asilo al Cpa di Crotone
CROTONE – Alle dieci del mattino il caldo sotto le tende è già insopportabile. Non c’è un filo d’aria. Il telo grigio è macchiato del sangue di dozzine di zanzare schiacciate nella notte da Ahmed e dai suoi due compagni. Vengono dal Sudan. Sono sopravvissuti al genocidio del Darfur. E dopo cinque mesi in Libia sono riusciti a imbarcarsi per Lampedusa. Da 40 giorni l’Italia li accoglie così, su materassini gialli di gommapiuma senza lenzuola. Sotto tende senza acqua corrente né elettricità. I bagni a trecento metri di distanza. La tendopoli è l’ultima novità del campo di accoglienza per richiedenti asilo più grande d’Europa. Siamo in provincia di Crotone, il centro Sant’Anna si trova di fronte all’omonimo aeroporto, sull’altro lato della Statale 106, a metà strada tra Crotone e Isola di Capo Rizzuto. Dalla sua apertura, all’epoca degli sbarchi in Puglia dei kosovari nel 1999, da questa vecchia base dell’Aeronautica militare sono transitate circa 70.000 persone, di cui 7.000 solo nel 2007.02 August 2008
Juli 2008
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Rapport juillet 2008 et reportage depuis Istanbul
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ROME – Victimes d’une carte. Depuis la naissance. Pensez à un enfant de quelques mois, serré contre la poitrine de sa mère. Et ensuite pensez à une vague qui l’emporte, épuisé, après des jours passés sous le soleil en haute mer. Demandez-vous pourquoi. Et reposez-vous la question 13 fois. Treize c’est le nombre de nouveau-nés morts noyés sur les routes de l’immigration en Méditerranée pour le seul mois de juillet. Onze au large des côtes andalouses, deux dans le Canal de Sicile, où se sont aussi noyées deux femmes enceintes. Ce sont les enfants de voyages qui durent des années que leurs mères – somaliennes, nigérianes, érythréennes – accomplissent pour rejoindre l’Europe. Ce sont les enfants de l’espoir que charge de tant d’attentes leur arrivée sur le Vieux continent. Les mères n’ont pas le choix. Elles ne peuvent les laisser tous seuls dans des pays étrangers comme le Maroc ou la Libye. Surtout les femmes réfugiées. Et ainsi elles les emmènent avec elles, elles montent sur les zodiacs avec les couches-culottes et elles s’accrochent à une prière. Toutefois les murs invisibles des frontières n’épargnent pas non plus les tous petits. Au contraire, leur innocence indique avec certitude la faute de leurs parents: être né au mauvais endroit. Ce qui les tue, bien plus que la mer, ce sont les cartes.
Istanbul, on the way of African migrations
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IZMIR - “So when are you leaving, today or tomorrow?” John is joking with Hammady in the square in front of the mosque. They start laughing. A few days ago, they risked their lives. That night John had shouted: "Nina! Nina!”. Nina - his wife - was the only woman on board. Now she’s safe. Everybody was rescued. But it could have been a massacre. Hammady and John are two of the 25 survivors of the umpteenth shipwreck in the Aegean sea. But this time the boat was not sank by the waves, neither by the Greek coastguard, but by the Turkish authorities. It happened on June 4th 2008, in an undefined point of the Turkish coast, a couple of hours drive from Izmir. Hammady, from Ivory Coast, is a young professional footballer. I met him in Izmir, in the Basmane neighbourhood, behind the great bazaar in the centre. Somalis and Sudaneses, Eritreans and Senegaleses, Nigerians and Ivorians sit in the bar along the narrow alleys. And also many Algerians and Moroccans. Everybody has already paid the kaçakçi (the smugglers) in Istanbul and came here to wait for the departure.Luglio 2008
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