Il 3 agosto alla Camera dei deputati, Andrea Sarubbi (Pd) risponde all'informativa urgente del governo sui 25 morti a Lampedusa, citando i dati di Fortress Europe sui 1.674 morti nel Canale di Sicilia dall'inizio dell'anno, le nostre inchieste sul ruolo del regime libico nell'organizzazione delle traversate e nelle deportazioni verso Lampedusa, la campagna lasciateCIEntrare, la rivolta di venerdì notte al Cie di Roma e la situazione dei minori a Lampedusa. Tutto materiale che dalle pagine virtuali del blog finirà nella carta ingiallita dei verbali del Parlamento italiano. Il che non ci concederà alibi. Tra vent'anni nessuno potrà dire ai nostri figli che non sapeva cosa stava accadendo in Europa.
Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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03 August 2011
In parlamento i dati e le inchieste di Fortress Europe
Il 3 agosto alla Camera dei deputati, Andrea Sarubbi (Pd) risponde all'informativa urgente del governo sui 25 morti a Lampedusa, citando i dati di Fortress Europe sui 1.674 morti nel Canale di Sicilia dall'inizio dell'anno, le nostre inchieste sul ruolo del regime libico nell'organizzazione delle traversate e nelle deportazioni verso Lampedusa, la campagna lasciateCIEntrare, la rivolta di venerdì notte al Cie di Roma e la situazione dei minori a Lampedusa. Tutto materiale che dalle pagine virtuali del blog finirà nella carta ingiallita dei verbali del Parlamento italiano. Il che non ci concederà alibi. Tra vent'anni nessuno potrà dire ai nostri figli che non sapeva cosa stava accadendo in Europa.
05 July 2011
Cie: se la parola “lager” finisce in parlamento
Non più “ospiti dei centri di identificazione e espulsione” ma addirittura “reclusi nei lager”! Testuali parole. Messe a verbale durante il question time dello scorso 29 giugno alla Camera dei deputati durante la replica della parlamentare Rosa Villecco Calipari (Pd) al ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito, dopo che Salvatore Margiotta (Pd) aveva definito i cie "centri di reclusione, carceri" dove sono "recluse" persone che "non hanno commesso nessun reato" . Fortunatamente il parlamento era letteralmente vuoto. Altrimenti Calipari e Margiotta avrebbero rischiato di essere segnalati alla Digos dai loro stessi colleghi di partito. Gente come il sindaco di Torino, Piero Fassino, tanto per non fare un esempio. Lo scorso 30 giugno era l'invitato d'onore a un dibattito sui Cie organizzato da Amnesty International al Museo della Resistenza di Torino. Bene il sindaco non l'ha visto nessuno neanche da lontano, perché ha disdetto all'ultimo minuto come pure ha fatto la prefettura. Abbiamo visto invece, con incredulità, due camionette dei carabinieri parcheggiate davanti all'ingresso del Museo della Resistenza e una squadra di agenti della Digos in borghese particolarmente interessati al dibattito e soprattutto alle facce dei presenti in sala. Cosa mai vista in quattro anni di dibattiti su Cie e dintorni.
30 May 2011
Lasciateci entrare nei Cie! L'appello in Parlamento
L'hanno inspiegabilmente trasformato in una campagna dell'Unità, ma alla fine hanno aderito anche loro. Articolo 21, il giornale online per la libertà di stampa di Giuseppe Giulietti sostiene l'appello "Lasciateci entrare nei Cie!" lanciato una settimana fa da Fortress Europe su iniziativa di un gruppo di giornalisti che chiedono a gran voce di ristabilire il diritto di cronaca dopo che il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha vietato alla stampa di entrare nei centri di identificazione e espulsione (Cie), con la ormai famosa circolare ministeriale numero 1305 del primo aprile 2011. A dire il vero l'appello non sta suscitando grandi reazioni, per non dire quasi alcuna, tra i divi della stampa italiana. Ulteriore conferma - se mai ce ne fosse stato bisogno - che il tema Cie non è mai stato così sexy per i guru della comunicazione in Italia. Tuttavia qualcosa si muove. Ed è qualcosa di grosso. Il nostro appello infatti arriva domani al Senato e alla Camera. Al Senato, dove martedì 31 maggio viene formalizzata l'interrogazione scritta presentata dai senatori radicali Marco Perduca e Daniela Poretti al ministro Maroni proprio sulla questione dell'accesso della stampa ai Cie e che potete leggere qui. E alla Camera dove alle 14,30 di martedì 31 maggio si terrà una conferenza stampa sulla questione, a cui parteciperanno Giuseppe Giulietti (Articolo 21), Roberto Natale del sindacato dei giornalisti (Fnsi) e Jean Leonard Touadì, giornalista e deputato del Pd, che sul tema ha preso posizione e si è impegnato a presentare un'interrogazione alla Camera.
05 February 2011
Respingimenti: interrogazione parlamentare su cable Wikileaks
Ricordate il cable dell'ambasciata americana a Tripoli sul pestaggio degli eritrei durante il respingimento in Libia e sull'ostruzionismo del nostro ambasciatore a Tripoli contro le Nazioni Unite? Bene, a distanza di 24 ore dalla pubblicazione in rete di quelle notizie, il deputato Matteo Mecacci ha presentato un'interrogazione a riposta orale alla III° Commissione Affari Esteri della Camera per sapere se è vero o no quello che racconta l'ambasciatore americano a Tripoli Gene Cretz. Ecco il testo completo dell'interrogazione.
29 July 2010
Eritrei: Stefania Craxi risponde all'interrogazione di Touadi
ROMA - Arriva (in data 22 luglio 2010) la risposta all'interrogazione parlamentare di Jean Leonard Touadi sul caso dei 205 eritrei deportati il mese scorso nel campo di Brak in Libia. Al solito evasiva, il governo italiano non si pronuncia nè sulla situazione in Eritrea, né sulle proprie responsabilità giuridiche rispetto ai 103 respinti del gruppo dei deportati, nè al trattamento riservato loro dentro un camion container. E anzi si compiace dell'unica cosa positiva fatta in questi tre anni: l'accoglienza tramite reinsediamento in Italia di 136 rifugiati eritrei trasferiti da Tripoli a Roma, rispettivamente 40 nel 2007, 29 nel 2008 e 67 nel 2009. Altro notizia interessante che emerge è che l'Ufficio delle Nazioni Unite per i rifugiati ha riaperto i battenti e che sta lavorando, pare, al reinsediamento in Europa e non solo di 900 dei 9.000 rifugiati riconosciuti in Libia. Ci chiediamo però che fine faranno gli altri... C'è da aspettarli sulle nostre coste nei prossimi mesi... Comunque ecco il testo della risposta, diviso in quattro pagine
- pagina 1
- pagina 2
- pagina 3
- pagina 4
- pagina 1
- pagina 2
- pagina 3
- pagina 4
03 July 2010
Eritrei: l'interrogazione a Frattini di Touadi
Interrogazione ON. J.L.TUADì 2 luglio 2010
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta
presentata da
JEAN LEONARD TOUADI TOUADI
- Al Ministro degli esteri
- Per sapere
- premesso che:
- il sito di informazione "Fortress Europe - L'Osservatorio sulle vittime dell'emigrazione", in data 30 giugno 2010 riportava la notizia secondo la quale non si hanno più informazioni circa la sorte di circa 300 eritrei detenuti in Libia, parte dei quali già precedentemente respinti in mare da Lampedusa.
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta
presentata da
JEAN LEONARD TOUADI TOUADI
- Al Ministro degli esteri
- Per sapere
- premesso che:
- il sito di informazione "Fortress Europe - L'Osservatorio sulle vittime dell'emigrazione", in data 30 giugno 2010 riportava la notizia secondo la quale non si hanno più informazioni circa la sorte di circa 300 eritrei detenuti in Libia, parte dei quali già precedentemente respinti in mare da Lampedusa.
17 September 2009
Aperte due inchieste sui respingimenti. Interrogazioni in parlamento
MILANO - "Siamo torturati mentalmente e fisicamente da anni, è terribile guardati intorno, non abbiamo futuro, ormai abbiamo perso la speranza". Ascoltate questo straordinario documento. È stato registrato dentro il campo di detenzione di Misratah, in Libia, dal giornalista Roman Herzog in un documentario che sarà presentato a Roma il 24 settembre. Era il novembre del 2008.
18 August 2009
Libia: interrogazione dei Radicali sul massacro di Benghazi
ROMA - Mentre a Palazzo Chigi fervono i preparativi per il primo anniversario del trattato di amicizia firmato lo scorso 30 agosto 2008 da Berlusconi e Gheddafi a Benghazi, sui banchi del parlamento arriva il dossier della strage commessa dieci giorni fa proprio a Benghazi, nel centro di detenzione di Ganfuda, costata la vita a 20 cittadini somali, uccisi dalla polizia libica durante un fallito tentativo di evasione e una rivolta, secondo quanto riferito dal sito Shabelle Media Network, e verificato da Fortress Europe. I deputati radicali hanno infatti presentato oggi un'interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri riguardo a questo massacro. Ricordando che soltanto lo scorso 12 agosto il nostro paese ha respinto in Libia un'0ttantina di cittadini somali richiedenti asilo politico, i Radicali hanno chiesto al presidente del consiglio di rinunciare alla visita in Libia il 30 agosto.
14 August 2009
Interrogazione parlamentare del Pd sui respingimenti del primo luglio
ROMA, 14 agosto 2009 - Il Partito democratico ha depositato una interrogazione parlamentare sui respingimenti in Libia. Il segretario Franceschini ha dichiarato: «Il rispetto dei diritti umani e delle regole internazionali non è negoziabile. Per questo suscitano allarme le notizie che arrivano dalla Libia sui comportamenti italiani verso persone che sono state respinte benchè chiedessero asilo politico e protezione perchè provenienti da zone devastate dalle guerre e dalla violenza». L'interrogazione porta la firma di Piero Fassino, Marco Minniti, Roberto Zaccaria, Rosa Villecco Calipari, Antonello Soro, Marina Sereni, Gianclaudio Bressa. L'interrogazione fa riferimento in particolare al respingimento del primo luglio dei 75 eritrei, che per primi denunciammo e che suscitò le critiche dell'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr).
28 April 2009
Lampedusa: interrogazione parlamentare sui pestaggi nel Cie
ROMA, 28 aprile 2009 - Il Parlamento italiano chiede spiegazioni sui pestaggi al centro di identificazione e espulsione (Cie) di Lampedusa. L’interrogazione a risposta scritta è stata presentata ieri, 27 aprile 2009, dalla deputata Rita Bernardini - che già si era occupata dal caso Cassibile - e dai co-firmatari Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco e Zamparutti, (tutti radicali eletti nelle liste del Pd). Il riferimento è alle violenze praticate da uomini delle forze dell’ordine contro i migranti detenuti nel Cie lo scorso 18 febbraio 2009, il giorno in cui venne appiccato il fuoco in un padiglione del centro. La notizia dei pestaggi venne diffusa il 15 aprile scorso da una nostra inchiesta pubblicata da "Redattore Sociale" e "l'Unità" e consultabile sul nostro sito.24 October 2008
Libia: interrogazione parlamentare su Kufrah
BERLINO, 24 ottobre 2008 - L'Italia ha finanziato campi di detenzione in Libia? E le nostre autorità sono al corrente degli abusi e delle torture compiute in quel paese ai danni di migranti e rifugiati arrestati sulla rotta per Lampedusa? Queste le domande di una interrogazione alla Presidenza del Consiglio, presentata dalla deputata del Partito Democratico, Rosa Maria Villecco Calipari, lo scorso primo ottobre, in Commissione Affari Esteri e Comunitari, alla Camera. Aspettiamo una risposta. Qui potete scaricare il testo dell'interrogazione.02 October 2008
Cassibile: interrogazione parlamentare della Bernardini
CASSIBILE – Seconda interrogazione parlamentare nel giro di due mesi sul Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Cassibile (Sr). A presentarla è di nuovo Rita Bernardini, deputata eletta nelle liste del Partito Democratico. Dopo la visita del 5 luglio 2008, Bernardini è tornata al “Giovanni Paolo II” lo scorso 20 settembre e ha presentato una seconda interrogazione scritta ai ministri dell’Interno, della Giustizia e degli Esteri. Nel testo dell’interrogazione, Bernardini definisce il centro “fatiscente e inadeguato al soggiorno di tante persone”. Per quanto ha potuto verificare la parlamentare, ci sono “pavimenti dissestati, mura sporche e da intonacare, servizi igienici non conformi ad elementari norme di sicurezza”. Le camerate ospitano “un numero a dir poco smisurato di letti a castello dove lo spazio fra un letto e un altro non supera i 30 centimetri”. Le sbarre alle finestre e all’esterno danno al centro “l’aspetto di un carcere”.05 August 2008
Cpa di Crotone, presto un’interrogazione al Senato
CROTONE – Le senatrici Daniela Mazzucconi (Pd) e Dorina Bianchi (Pd) lavorano ad un'interrogazione parlamentare sulle condizioni del centro di accoglienza Sant'Anna di Crotone. Accompagnate da rappresentanti delle associazioni locali impegnate nella promozione dei diritti dei migranti – raccolte nel Coordinamento Baobab – le parlamentari hanno visitato il centro lo scorso 18 luglio. Il rapporto della visita, diffuso dal Coordinamento Baobab, giudica “preoccupanti” le condizioni di accoglienza nei container e nella tendopoli. Critiche sono state espresse anche sull'accoglienza delle donne e sull'assistenza sanitaria.25 October 2007
Ue: due interrogazioni scritte sui detenuti di Misratah
ROMA, 25 ottobre 2007 – Arriva al Parlamento europeo la questione dei 600 eritrei detenuti da un anno e tre mesi a Misratah, in Libia, dopo essere stati arrestati dalle autorità libiche sulle rotte per la Sicilia. L’eurodeputato Giusto Catania ha infatti depositato due interrogazioni scritte il 16 ottobre 2007. Una rivolta alla Commissione europea e l’altra al Consiglio. È possibile “impedire l'espulsione dei 600 eritrei, visti i pericoli che rischiano al momento del rimpatrio in Eritrea?” chiede Catania a Commissione e Consiglio. E continua: “Alla luce dei dati forniti da Frontex e delle palesi violazioni dei diritti umani denunciate da numerose ONG internazionali e dall'ACNUR, può chiarire la Commissione su quali basi e su quali settori si svilupperà la cooperazione con la Libia?”. E il Consiglio “può intervenire per permettere alle 49 donne con bambini, cui l'ACNUR ha riconosciuto lo status di rifugiato, di giungere nei paesi europei che si sono mostrati disponibili ad accoglierli?”.
15 October 2007
Alla Camera un'interrogazione sui rapporti Italia-Libia
ROMA, 15 ottobre 2007 – Quali rapporti intercorrono tra l’Italia e la Libia in materia di cooperazione per il contrasto all’immigrazione clandestina dal 2004? L’Italia ha pagato voli di rimpatrio per l'espulsione di cittadini di Paesi terzi dalla Libia in questi anni? Domande rimaste fino ad oggi senza risposta, ma che lo scorso 4 ottobre sono state messe per iscritto in una interrogazione parlamentare scritta, non ancora calendarizzata, presentata al Ministero dell’Interno e al Ministero degli esteri dai deputati Mercedes Frias (prima firmataria, nella foto), Tana De Zulueta, Franco Russo, Iacopo Venier, Elias Vacca, Sabina Siniscalchi e Graziella Mascia, che ai ministri chiedono anche di sapere come si muoverà l’Italia nei confronti dei 600 richiedenti asilo eritrei arrestati dalla guardia costiera libica sulla rotta per Lampedusa e detenuti da oltre un anno a Misratah, oggi a rischio di espulsione.
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