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21 November 2011

Rivolte al Cie di Bologna, rimpatri collettivi a Bari

Apprendiamo dall'Ansa di due nuovi tentativi di fuga dal centro di identificazione e espulsione di Bologna, dove ieri notte e quest'oggi si sono registrate due rivolte a cui hanno partecipato sia i detenuti che le detenute. Nessuno dei reclusi è però riuscito a guadagnarsi la libertà. Di seguito il dettaglio della notizia secondo la versione della Questura. Intanto da Bari continuano i respingimenti collettivi. In serata sono stati rimpatriati al Cairo 106 degli ultimi 170 egiziani sbarcati ieri lungo le coste pugliesi. Ancora una volta senza che le Nazioni Unite e gli avvocati abbiano avuto modo di incontrarli.

DUE TENTATIVI FUGA IN UN GIORNO DA CIE BOLOGNA
(ANSA) - BOLOGNA, 20 NOV - Due tentativi di fuga in meno di ventiquattro ore al Centro di identificazione ed espulsione di Bologna. Nel primo, un gruppo di detenuti ha scardinato una porta e ha tentato con questa di forzare le sbarre. Dopo dieci minuti di tentativi, militari e forze dell'ordine sono riusciti a fermarli. Ieri notte il secondo tentativo, organizzato in modo più scientifico: mentre un gruppo (composto sia da uomini che da donne) distraeva gli agenti colpendoli con un fitto lancio di oggetti, un altro tentava con una corda composta da lenzuola di arrampicarsi fuori dalla struttura. Nonostante il lancio che rendeva complesso avvicinarsi ai fuggitivi, anche in questo caso nessuno è riuscito a scappare. Nel settore femminile sono stati anche accesi piccoli incendi subito spenti. La polizia ha spiegato che nessuno è rimasto ferito.(ANSA

20 October 2011

Cie Bari: arrestati per danneggiamento 4 tunisini

Ancora una rivolta al centro di identificazione e espulsione di Bari. Protagonisti un gruppo di tunisini in stato di detenzione perché sbarcati in Italia senza visto sul passaporto. Secondo le notizie diffuse dalla stampa locale, i quattro ventenni avrebbero danneggiato una telecamera e una vetrata. Sconosciute per ora le ragioni della protesta e le condizioni dei quattro già portati in carcere. Di seguito i dettagli della notizia.

23 July 2011

LasciateCIEntrare, il programma del 25 luglio

L'appuntamento è per le 11,00 davanti ai Cie della vostra città, insieme a parlamentari e giornalisti, per dire no alla censura imposta per circolare ministeriale da Maroni. E per parlare delle condizioni dei detenuti con i 36 parlamentari che visiteranno le strutture. Perchè gli obiettivi sono due. LasciateCIEntrare, ma anche lasciateliuscire! Di seguito il programma delle visite con orario, adesioni e referenti. Per leggere l'appello e il motivo per cui Fortress Europe aderisce alla campagna, cliccate qui.

10 July 2011

LasciateCIEntrare. Il 25 luglio contro la censura

Da Gradisca a Lampedusa. Visite parlamentari a tappeto nei centri di identificazione e espulsione (Cie) di tutta Italia per dire no alla censura imposta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che dal primo aprile vieta l'ingresso nei Cie alla stampa e alle associazioni. L'appuntamento è per lunedì 25 luglio alle 11,00. Davanti ai Cie di Roma, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari e Trapani. Lo stesso giorno altre delegazioni visiteranno il centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Mineo (Ct) e i centri di prima accoglienza di Lampedusa, Porto Empedocle (Ag) e Cagliari, dove pure dal primo aprile la stampa non può più entrare. La visita al Cie di Bologna invece è anticipata a venerdì 22 luglio. L'iniziativa è stata promossa da sindacato e ordine dei giornalisti insieme a un gruppo di parlamentari, dopo il primo appello pubblicato due mesi fa proprio su Fortress Europe. Consultate il programma delle visite con orari e referenti.

15 June 2011

Rimpatri da Lampedusa. Fughe a Foggia e Crotone

Ahmed è già arrivato in Francia. Mohamed Ali è a Milano. Sono fuggiti quasi tutti i ragazzi tunisini trasferiti dal centro di identificazione e espulsione di Santa Maria Capua Vetere dopo l'incendio che ha completamente distrutto il centro lo scorso 8 giugno. I fatti li ricordate: la rivolta in nome del ragazzo che chiedeva disperatamente di rientrare a Tunisi per il funerale del fratello deceduto il giorno stesso, poi i lacrimogeni sulle tende, le fiamme, gli scontri con gli agenti delle forze dell'ordine. E infine il sequestro di tutta l'area disposto dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e il trasferimento dei reclusi nei centri di accoglienza per richiedenti asilo di Bari e Foggia. Da lì avrebbero dovuto essere trasferiti nei centri di identificazione e espulsione. Peccato però che quasi tutti si siano dati prima alla fuga. Secondo le informazioni che abbiamo raccolto, tutti i sessanta tunisini che si trovavano al centro di accoglienza di Foggia sarebbero fuggiti. E dei trenta trasferiti a Crotone, una ventina avrebbero fatto perdere le proprie tracce. Mentre gli altri dieci che non hanno preso la palla al balzo per fuggire, si trovano oggi nel centro di identificazione e espulsione di Bari, che descrivono come un carcere. Sono entrati sabato scorso. Per tutti loro, il 20 giugno scadono i primi due mesi di trattenimento dal loro arrivo a Lampedusa. Per quella data sarà chiara anche la strategia del ministero dell'Interno. Se lasciarli uscire, se rinnovargli il trattenimento per altri due mesi (il periodo massimo di trattenimento è sei mesi), o se addirittura convalidargli un nuovo trattenimento a partire dal loro ingresso nel Cie di Bari. E intanto a Lampedusa proseguono i rimpatri collettivi in Tunisia.

07 June 2011

Bari: rivolta, fuga e pestaggio al centro espulsioni

Dal cie alla galera. Undici reclusi del centro di identificazione e espulsione di Bari sono stati arrestati oggi per i disordini e il tentativo di fuga della notte tra sabato e domenica scorsa, che ha portato allo scontro tra un gruppo di trattenuti e gli agenti delle forze dell'ordine. Gli arrestati sono due marocchini di 30 e 27 anni e nove tunisini tra i 20 e i 30 anni. Su di loro pendono le accuse di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Secondo la ricostruzione della Questura, a dare il via agli incidenti sarebbero stati i due giovani marocchini dopo che avevano chiesto invano di vedere in tv sul satellitare la partita di calcio: Marocco-Algeria. Alla protesta si sarebbero poi presto associati gli altri reclusi. Due agenti di polizia intervenuti per bloccare i due marocchini sarebbero stati aggrediti e sarebbero rimasti contusi. Successivamente, nel corso della nottata, gli addetti alla sala monitor del Centro si sono accorti alle quattro del mattino che un gruppo di reclusi stava scavalcando un muro di cinta dopo aver tagliato e divelto una grata di ferro dal muro di una camerata. Agenti e militari intervenuti per bloccarli sarebbero stati aggrediti con calci e pugni. Tre militari dell'esercito, accorsi in aiuto di polizia e carabinieri avrebbero riportato contusioni e fratture. In questo momento gli undici arrestati si trovano nel carcere di Bari. Non si sa invece niente di quanti siano i feriti tra i reclusi e di quali siano le loro condizioni. Forse anche per questo Maroni tiene fuori la stampa dai Cie da due mesi, da quando in questo paese è tornata in vigore la censura per circolare ministeriale.

03 May 2011

Lampedusa: 100 tunisini trasferiti nei Cie di mezza Italia

Da Lampedusa sono partiti tre voli con 45 passeggeri tunisini ciascuno. Il primo gruppo di 45 è stato diviso tra il Cie di Bologna e quello di Gradisca, quest'ultimo ancora interessato da lavori di ristrutturazione dopo che l'ultima rivolta aveva reso inutilizzabile metà delle celle, e ancora con 80 detenuti su un totale di 44 posti disponibili. Altri 45 tunisini dall'isola sono stati smistati nei Cie di Lamezia Terme e Brindisi, e altri 45 tra Bari e Crotone. Le autorità dichiarano che i tunisini saranno comunque rimpatriati dai Cie. Ma logisticamente sembra difficile. Prima infatti i rimpatri avvenivano direttamente da Lampedusa a Tunisi, due aerei al giorno con 30 espulsi su ogni volo. Adesso staremo a vedere. Quello che è certo è che c'è da aspettarsi altre fughe, come è successo l'altra settimana a Bologna. E altre rivolte, com'è è successo nei giorni scorsi nei Cie di Torino e Milano.

09 March 2011

Class action contro il cie di Bari

Per la prima volta in Italia un tribunale civile nomina un perito per accertare le condizioni di detenzione in un centro di identificazione e espulsione. Succede in Puglia, grazie a una class action popolare contro il centro di identificazione e espulsione di Bari. A promuovere l'iniziativa è l'associazione Class Action Procedimentale, che ha presentato un ricorso davanti al tribunale civile di Bari riuscendo a ottenere un'importante ordinanza. Il presidente del tribunale civile di Bari, Vito Savino, ha infatti disposto un accertamento tecnico preventivo e ha ordinato l’ingresso nel centro di identificazione e espulsione di Bari dell’ingegnere Francesco Saverio Campanale, già provveditore alle opere pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna, al fine di verificare se "lo stato, la condizione, l’organizzazione del centro di identificazione e di espulsione di Bari, puntualizzando se in base ai parametri propri della funzione a cui è adibito sia in grado di assicurare ai trattenuti necessaria assistenza e pieno rispetto della loro dignità; in caso di constatazione di negatività, evidenzi gli interventi necessari per eliminarle". Il perito presterà il giuramento all’Udienza del 28 marzo 2011.

02 March 2011

Tunisini in rivolta nei centri di espulsione. Le foto esclusive del cie di Gradisca


Dopo due giorni di rivolte, giovedì e venerdì scorsi, il centro di identificazione e espulsione di Gradisca è letteralmente fuori uso. Resta una sola cella a disposizione per 100 reclusi, e molti sono costretti a mangiare e a dormire per terra e all’addiaccio, ammassati nei corridoi e nei locali della mensa, dove sono tenuti rinchiusi tutti il giorno, e con un unico bagno a disposizione. Oggi in esclusiva siamo in grado di mostrarvi le immagini di questo degrado. Sono fotografie scattate con un telefonino da qualcuno che si trovava nel posto giusto al momento giusto e che ha pensato bene di spedircele. Una prima fuga di notizie che conferma quanto grave sia la situazione. Le rivolte hanno devastato la struttura, ma gli altri centri di espulsione sono pieni e quindi ogni trasferimento è impossibile. La scelta più logica sarebbe di rilasciare i detenuti di Gradisca. E infatti domenica dovevano iniziare le partenze, ma poi deve essere arrivato un contrordine dai vertici perché hanno bloccato tutto all’ultimo minuto e alla fine ne sono usciti solo sei su 13 a cui era stato detto di prepararsi. E che non si respiri una buona aria tra forze di polizia e ministero lo dice il fatto che per il 3 marzo il sindacato Ugl polizia ha indetto un sit in sotto la questura di Gorizia proprio per discutere del cie di Gradisca. Ma in Friuli i problemi al centro espulsioni non sono cosa nuova. Ormai è almeno da un anno e mezzo che le cose vanno molto male. Per chi se l'è perso, riguardatevi il video del pestaggio della polizia contro i detenuti in rivolta. La data è del 21 settembre 2009. Ma ricordare fa bene. Soprattutto quando sono fatti così gravi. anche perché, come purtroppo possiamo immaginare, nessuno ha pagato per quelle violenze. Stavolta però le proteste dei tunisini sono uscite da Gradisca, e ormai le prime avvisaglie di rivolte sono scoppiate in tutta Italia, fino in Sicilia.

24 February 2011

Bologna, Trapani, Bari e Gradisca. Le rivolte annunciate dei Cie

Lo avevamo annunciato dieci giorni fa. La situazione nei centri di espulsione è esplosiva. E infatti puntuali stanno arrivando le rivolte. Dei tanti ragazzi tunisini arrivati di recente a Lampedusa e rinchiusi in gabbia per sei mesi come benvenuto in Italia. Le notizie trapelano dalla cronaca locale. Per ora non abbiamo ulteriori dettagli. Un incendio è stato appiccato durante una rivolta stamattina al centro espulsioni di Gradisca, rendendo inagibili tre celle, e danneggiandone altre 4. Nessun ferito per fortuna, ma in compenso 4 trattenuti sono stati denunciati e portati in carcere. Nello stesso tempo altre due rivolte hanno interessato i centri di espulsione di Bari e di Trapani. In Sicilia i detenuti hanno sfasciato i mobili della struttura, mentre a Bari c'è stato un tentativo di fuga finito con uno scontro tra la polizia e due dei trattenuti. Infine in Emilia, a Bologna, uno dei trattenuti tunisini del centro di espulsione si è cucito le labbra in forma di protesta. In tutto questo, come sempre accade, nessuno ci racconta le storie di queste persone. Chi sono? Perché sono stati rinchiusi? Perché sono venuti in Italia? Nei prossimi giorni cercheremo di capirne qualcosa di più. Intanto vi proponiamo una breve rassegna stampa dei fatti.

04 February 2010

Cie Bari: video dall'interno girato dai detenuti


Le immagini del centro di identificazione e espulsione di Bari. Realizzate tra il dicembre 2009 e il gennaio 2010 da uno dei detenuti, Beseghaier Fahi, che una volta espulso in Tunisia è riuscito a farle pervenire alla redazione di Radio Radicale. Il video è stato curato da Simone Sapienza e Pasquale Anselmi.

Cie Bari: video dall'interno girato dai detenuti


Le immagini del centro di identificazione e espulsione di Bari. Realizzate tra il dicembre 2009 e il gennaio 2010 da uno dei detenuti, Beseghaier Fahi, che una volta espulso in Tunisia è riuscito a farle pervenire alla redazione di Radio Radicale. Il video è stato curato da Simone Sapienza e Pasquale Anselmi.

19 October 2009

Algerino sì o no? Alì, rimbalzato tra Algeri e Milano e da 9 mesi nei Cie

BARI – Avete mai spedito un pacco postale? Se l'indirizzo del destinario è sbagliato o se per qualche motivo il destinatario non è presente e nessuno ritira il pacco, dopo un po' il pacco viene rispedito al mittente. E se il mittente non lo ritira entro un tempo prestabilito, dopo un po' viene mandato al macero. Alì è uno di quei pacchi. L'Italia lo ha rispedito in Algeria, ma l'Algeria lo ha rimandato al mittente, in Italia. Intanto però sono passati nove mesi, nove mesi che Alì ha passato in stato di detenzione. In questo momento si trova al centro di identificazione e espulsione di Bari. E ci ha raccontato telefonicamente la sua vicenda.


15 October 2009

Apolide croato cancellato dalle anagrafi, l'Italia si ostina a rimpatriarlo

cie bari paleseBARI - Secondo il censimento del 2001, la Croazia ha una popolazione pari a 4.437.460 abitanti, 9.811 dei quali sono apolidi. Già perché dopo la firma degli accordi di pace di Dayton nel 1995, che posero fine alla guerra scoppiata nel 1991, molti cittadini della dissolta Jugoslavia si ritrovarono cancellati dalle anagrafi dei nuovi Stati indipendenti. All’epoca Boris viveva in Italia da un pezzo. A Milano era arrivato nel 1989, prima della guerra, quando era ancora un ventenne cittadino jugoslavo. L’amara sorpresa arrivò nel 2002.


27 September 2009

Bari: due algerini pestati dai militari al Cie. Le foto su Youtube


BARI – “L'hanno riportato sulla barella, aveva lo sguardo perso nel vuoto, come se avesse visto la morte in faccia. Mi ha ricordato la Iugoslavia”. Dopo Gradisca, Bari. Altro centro di identificazione e espulsione, altro pestaggio. Anche stavolta, ad avvalorare le testimonianze degli immigrati reclusi ci sono delle fotografie scattate con un telefono cellulare e spedite oltre il muro di cinta che circonda il Cie di Bari Palese. I fatti risalgono all'alba di domenica 20 settembre. Sono le quattro del mattino quando un detenuto in preda alla disperazione inizia a tagliarsi con una lametta. Il sangue zampilla. Gli altri detenuti chiamano aiuto.


21 September 2009

Bari: pestaggio al Cie. Le foto dei detenuti manganellati


BARI - Presi a manganellate dai militari di guardia al centro di immigrazione e espulsione di Bari. Continuano le violenze nei Cie. Stavolta le vittime hanno un nome, di cui riportiamo solo le loro iniziali per sicurezza: K.B. e S.H. E ci sono anche delle foto, scattate col cellulare, che mostrano i segni delle manganellate sui corpi dei detenuti del Centro di Bari Palese. I fatti risalgono alla notte scorsa. Uno dei detenuti in preda alla disperazione inizia a tagliarsi le vene. I suoi compagni si svegliano, e chiamano aiuto a gran voce facendo un gran baccano. I militari arrivano subito, ma anziché capire cosa succede si scagliano addosso ai primi due che trovano a tiro. Uno dei testimoni ha raccontato a Macerie: "L’ho visto passare, era sulla barella. Sembrava gli fosse passato un tram addosso, proprio sulla faccia. Era in una condizione indescrivibile". Il ragazzo che si era tagliato invece è stato medicato e sta bene.


04 September 2009

Cie Bari: in quattro tentano la fuga. Un arresto

BARI - Nuovo tentativo di fuga dai centri di identificazione e espulsione. Dopo Gradisca, è la volta del Cie di Bari Palese, dove questa mattina all'alba quattro detenuti sono stati bloccati dai militari che presidiano la struttura, quando già erano saliti sui tetti dei blocchi per evadere. Uno dei quattro, un tunisino di 25 anni è stato arrestato con gravi accuse. I capi d'imputazione sono resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Avrebbe infatti lanciato dal tetto una bottiglia d'acqua in faccia a uno dei militari, il quale avrebbe riportato un taglio alla guancia. Sale così a tre il numero dei trattenuti arrestati a Bari. Gli altri due erano stati messi dentro dopo un altra tentata evasione, lo scorso 17 agosto.

24 August 2009

Bari Palese: tenta il suicidio al Cie e poi scappa dall'ospedale

Nuova fuga al Cie di Bari, la notte di domenica. Protagonista un ventinovenne marocchino. Prima ha tentato il suicidio ingerendo tre viti smontate da un tavolo del Cie, il Centro identificazione ed espulsione di Bari-Palese. Poi, una volta portato al pronto soccorso e ricoverato nel reparto di chirurgia del policlinico, è fuggito nella notte. Intanto il Cie è al completo. Oggi infatti sono arrivati in 25 sbarcati nei giorni scorsi sulle coste italiane.

18 August 2009

Bari: striscione di solidarietà contro il cie: "Liberi tutti"

BARI - "Solidarietà agli immigrati detenuti nel Cie. Solidarietà ai rivoltosi. Liberi tutti". È la scritta sullo striscione affisso questo pomeriggio in corso Benedetto Croce, nei pressi della Chiesa Russa di Bari, da ignoti. Lo striscione è stato legato con una catena a due semafori sul corso, bloccando il traffico. Allertati da alcuni automobilisti rimasti bloccati, sono intervenuti sul posto alcuni agenti della Digos che hanno rimosso catena e cartello. Il messaggio fa riferimento alla rivolta avvenuta la notte tra il 15 e il 16 agosto scorsi nel Centro identificazione ed espulsione di Bari a cui ha partecipato una cinquantina di extracomunitari che ha devastato la struttura che li ospitava e ha portato all'arresto di due persone.

17 August 2009

Dopo Milano arresti anche al Cie di Bari. Continuano le proteste

Le mura di recinzione del Cie di Bari PaleseBARI - Due arresti al centro di identificazione di Bari. Sono finiti in manette un cittadino marocchino di 30 anni e un tunisino di 25, che nella notte avevano tentato l'evasione. Li hanno prelevati dalle loro celle i militari del battaglione San Marco in tenuta antisommossa. L'accusa è di devastazione e saccheggio. Avevano effettivamente sfasciato una delle telecamere di sorveglianza durante il tentativo di fuga, a cui avrebbero preso parte decine di persone. Il clima nel cie di Bari Palese resta molto teso. Alcuni detenuti lamentano minacce da parte dei militari e di un ispettore di polizia. La notte di sabato in una sezione hanno dato luogo a una lunga battitura, terminata con le minacce dei militari in turno, ma fortunatamente senza nessuna carica.