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01 October 2013

እዚ ቀጺሉ ዝስዕብ መግለጺ ከምዘመልክቶ፡ ካብ 1988ዓም ብውሕዱ 19,144 ሰባት ኣብ ገማግም ኤውሮጳ ሞይቶም። ካብዚኦም 8,822 ኣብ ባሕሪ ዝሞቱ'ዮም። ኣብ ባሕሪ ሜድትራንያንን ኣትላንቲካዊ ውቅያኖስ ብሸነኽ ስጳኛን ከኣ 14,309 ስደተኛታት ሞይቶም። ኣብ ከባቢ ወሽመጥ ሲሲሊ 6,837 ሰባት ካብ ሊብያ፡ ግብጽን ቱኒዝያን ናብ ማልታን ኢጣልያን ንምብጻሕ ክሞቱ ከለዉ ገለ 5,086 ካብኣቶም ደሃዮም ዝጠፍአ'ዩ፡ ካልኦት 229 ሰባት ድማ ካብ ኣልጀርያ ናብ ሳርዲንያ እናተጓዓዙ ጥሒሎም።ካብ ማውሪታንያ፡ ሞሮኮን ኣልጀርያን ናብ ስጳኛ ብ ደሴታት ካናሪ ወይ ጊብራልታር ስትረይት ኣቢልካ ኣብ ዝግበር ጉዕዞ ከኣ ብውሕዱ 4,899 ሰባት ሞይቶም፡ ካብዚኦም እቶም 2,562 ደሃዮም ዘይተኽበ'ዮም።ኣብ ባሕሪ እጊያን…ኣብ መንጎ ቱርክን ግሪኽን ዝርከብ… 1,504 ሰባት ሞይቶም፡ ብካልእ ወገን ድማ ኣብ መንጎ ግብጽን ግሪኽን 842 ሰባት ክጠፍኡ ከለዉ፡ ኣብ ባሕሪ ኣድሪቲክ 705 ሰባት ሞይቶም። ኣብ መንጎ ኣልባንያ፡ ሞንተኔግሮን ኢጣልያን ከባቢ 310 ሰባት ጠፊኦም።
ምድረ-በዳ ሳሃራ ከኣ እቲ ባሕሪ ንምብጻጥ ናይ ግድን ክሕለፍ ዘልዎ ሓደገኛ ጉዕዞ'ዩ። ካብ ሱዳን፡ ጫድ፡ ኒጀርን ማሊን ዝተበገሱ ሰባት ናብ ሊብያን ኣልጀርያን ንምብጻሕ ካብ ጽርግያ ወጻኢ ዝጎዓዛ መካይን ተጠቂሞም ይጎዓዙ። ኣብ'ዚ፡ ካብ 1996 ንደሓር ጥራይ 1,703 ሰባት ሞይቶም ኣሎዉ። እቶም ብህይወት ዝደሓኑ ከም ዝምስክርዎ ግና ዳርጋ ነፍሲ ወከፍ ጉዕዞ ህይወት'ዩ ዝኽፈላ። [...]

እዚ ቀጺሉ ዝስዕብ መግለጺ ከምዘመልክቶ፡ ካብ 1988ዓም ብውሕዱ 19,144 ሰባት ኣብ ገማግም ኤውሮጳ ሞይቶም። ካብዚኦም 8,822 ኣብ ባሕሪ ዝሞቱ'ዮም። ኣብ ባሕሪ ሜድትራንያንን ኣትላንቲካዊ ውቅያኖስ ብሸነኽ ስጳኛን ከኣ 14,309 ስደተኛታት ሞይቶም። ኣብ ከባቢ ወሽመጥ ሲሲሊ 6,837 ሰባት ካብ ሊብያ፡ ግብጽን ቱኒዝያን ናብ ማልታን ኢጣልያን ንምብጻሕ ክሞቱ ከለዉ ገለ 5,086 ካብኣቶም ደሃዮም ዝጠፍአ'ዩ፡ ካልኦት 229 ሰባት ድማ ካብ ኣልጀርያ ናብ ሳርዲንያ እናተጓዓዙ ጥሒሎም።ካብ ማውሪታንያ፡ ሞሮኮን ኣልጀርያን ናብ ስጳኛ ብ ደሴታት ካናሪ ወይ ጊብራልታር ስትረይት ኣቢልካ ኣብ ዝግበር ጉዕዞ ከኣ ብውሕዱ 4,899 ሰባት ሞይቶም፡ ካብዚኦም እቶም 2,562 ደሃዮም ዘይተኽበ'ዮም።ኣብ ባሕሪ እጊያን…ኣብ መንጎ ቱርክን ግሪኽን ዝርከብ… 1,504 ሰባት ሞይቶም፡ ብካልእ ወገን ድማ ኣብ መንጎ ግብጽን ግሪኽን 842 ሰባት ክጠፍኡ ከለዉ፡ ኣብ ባሕሪ ኣድሪቲክ 705 ሰባት ሞይቶም። ኣብ መንጎ ኣልባንያ፡ ሞንተኔግሮን ኢጣልያን ከባቢ 314 ሰባት ጠፊኦም። እንተኾነ ግና ባሕሪ ምስጋር በተን ዘይወግዓውያን ጀላቡ ጥራይ ኣይኖነን ክፍጸም ጸኒሑ። ኣብ ምዝጉባት ናይ ህዝብን ናይ ኣቑሑን መራኽብ ተሓቢእካ ኣብ ዝግበር ናይ ምስጋር ፈተነ 160 ሰባት፡ ብ ምጥሓል ወይ ክኣ ሕጽረት ትንፋስ ሞይቶም።

10 March 2012

Mare deserto. Gli eritrei lasciati morire dalla Nato


Fine marzo 2011. In Libia è appena iniziata la guerra e da Tripoli migliaia di lavoratori africani si imbarcano verso Lampedusa. Uno dei tanti gommoni però finisce in avaria, e nonostante la richiesta di soccorso arrivi direttamente alla centrale operativa della Guardia Costiera Italiana, nessuno interviene. Nemmeno le decine di navi da guerra della Nato che in quei giorni presidiano quel tratto di mare, impegnate nei combattimenti. Si limitano a mandare un elicottero militare, che getta ai naufraghi un po' d'acqua e biscotti, poi sparisce nel nulla. Condannando alla morte 63 dei 72 passeggeri. La trasmissione Falò, della televisione Svizzera Italiana (Rsi) ha rintracciato tutti i nove superstiti, tra Italia, Tunisia e Norvegia. Ha ascoltato le loro testimonianze. Ha raccolto documenti. E ha costretto la Nato – che per mesi ha negato ogni coinvolgimento - ad ammettere di aver ricevuto una chiamata d’allarme. Sulla tragedia intanto, il Consiglio d’Europa ha aperto un'inchiesta.

Di Emiliano Bos e Paul Nicol, 54 minuti, GUARDA IL VIDEO

08 June 2011

From Timosoara


Con Selamawi per le strade di Tripoli nel 2008

Ci eravamo conosciuti alla chiesa di Tripoli ormai tre anni fa, durante il mio primo viaggio in Libia con Roman Herzog nel novembre del 2008. E da subito avevamo capito che non era un tipo come gli altri. Aveva accettato di invitarci a pranzo a casa sua, assumendosi il rischio di essere intercettato dagli uomini dei servizi segreti libici che ci pedinavano. E prima di salutarci, ci aveva consegnato l'appello che aveva scritto quattro mesi prima con altri cinque studenti universitari di Asmara, con cui aveva trascorso un lungo periodo di detenzione nel carcere di Misrata, in Libia, dopo che li avevano arrestati sulla rotta per Lampedusa. Da allora Selamawi non aveva mai smesso di collaborare con Fortress Europe. Era uno degli informatori più attivi della comunità eritrea in Libia. E grazie alla sua militanza abbiamo potuto diffondere importanti notizie, soprattutto all'epoca dei respingimenti e delle rivolte nelle carceri libiche. E questo nonostante le minacce che i funzionari dell'ambasciata eritrea gli avevano fatto arrivare neanche tanto velatamente, facendogli capire che sapevano che dietro alla pseudonimo di Selamawi c'era il suo nome e che doveva piantarla di interessarsi tanto di politica. Ma lui imperterrito ha sempre continuato. Traducendo gli articoli di Fortress Europe in tigrino, per gli eritrei della diaspora. E aggiornando il suo blog dagli internet point di Tripoli. Finché un bel giorno è sparito nel niente.

09 May 2011

Abbandonati alla deriva dalle navi della Nato

Una barca con 72 passeggeri eritrei alla deriva per due settimane. Gli inutili appelli lanciati da un sacerdote eritreo di Roma. E il racconto di uno degli 11 superstiti che accusa le navi da guerra della Nato di avere negato loro i soccorsi. La storia l'avevamo già raccontata lo scorso 13 aprile. Ma non è finita qua. Perché adesso se ne è occupato anche un quotidiano importante come il Guardian. In un articolo pubblicato oggi e che vi riproponiamo di seguito.

15 March 2011

Libia: evacuati in Italia altri 56 eritrei

Seconda evacuazione umanitaria dalla Libia in una settimana. Il 14 marzo sera è atterrato a Crotone un altro aereo italiano che ha portato via da Tripoli e messo in salvo 56 cittadini eritrei e etiopi, tra cui 28 donne, 14 bambini e 14 uomini. L'Italia dei respingimenti per una volta si distingue in positivo, se ogni paese europeo facesse lo stesso, in una settimana sarebbero messi in salvo i circa 2mila eritrei e somali di Tripoli, che si trovano in queste ore bloccati tra due fuochi in un paese ormai in guerra civile.

11 March 2011

Diario da Tripoli. Le voci dei somali bloccati in Libia

La paura di uscire di casa, le voci sui linciaggi dei neri scambiati per i mercenari di Gheddafi, l'occupazione dell'ambasciata a Tripoli e gli appelli alla comunità internazionale perché apra un corridoio umanitario per evacuarli. Filo diretto con la comunità somala a Tripoli. Per la prima volta riusciamo ad avere il polso della situazione dei rifugiati somali bloccati nella capitale libica, da tre settimane teatro di scontri tra le truppe di Gheddafi e la piazza dei ribelli. Si tratta di una sorta di diario da Tripoli, scritto da Asha Sabrie, che dal 17 febbraio tiene i contatti con i somali oltremare. Finora l'unica testata che se ne era occupata in Europa era stata l'edizione somala della radio della Bbc, sul cui sito si può scaricare l'audio di una telefonata a Tripoli, ovviamente in lingua somala.

09 March 2011

L'Italia evacua 58 eritrei dalla Libia. Atterrati ieri a Crotone

Sono atterrati ieri sera a Crotone a bordo di un C130 dell'aeronautica militare. Sono 58 eritrei di Tripoli. L'Italia ha finalmente accettato di evacuarli dalla Libia e di offrire loro asilo politico. Il gruppo è stato scelto sulla base della vulnerabilità dei casi. In tutto sono 21 famiglie: 17 uomini, 14 donne e 27 bambini. Si tratta di un precedente importantissimo. Se ognuno dei 27 Stati Membri dell'Unione europea facesse lo stesso, potrebbero essere evacuati in pochi giorni i 2.000 eritrei che si stima si trovino ancora bloccati a Tripoli. E con loro i somali, sulle cui presenze a Tripoli non ci sono stime certe. Entrambe le comunità infatti sono le più a rischio in questo momento di violenze nel paese libico. Mentre tutti gli altri possono infatti contare sulle proprie rappresentanze consolari, eritrei e somali non hanno nessuno che possa tutelarli in questo momento. I primi perché rifugiati politici perseguitati dal regime in patria. I secondi perché cittadini di uno stato al collasso dopo vent'anni di guerra civile, che semplicemente non ha istituzioni in grado di tutelarli. Per i dettagli dell'operazione, riportiamo di seguito il comunicato della Agenzia Habeshia, che ha collaborato al resettlement. Segnaliamo inoltre che domani mattina a Roma in piazza dei Santi Apostoli alle 10,00 gli eritrei della capitale organizzano una manifestazione per chiedere di evacuare tutti gli eritrei a rischio a Tripoli.

22 February 2011

Lampedusa chiama Tripoli. E risponde un eritreo

Crollano le borse, chiude il gasdotto e continuano le violenze. La Libia entra nel settimo giorno della rivoluzione scoppiata lo scorso 15 febbraio con il primo presidio antigovernativo a Benghazi. Da allora è successo di tutto: legioni straniere utilizzate dal regime per massacrare i civili, con armi pesanti e addirittura con colpi di antiaerea. I morti si contano ormai a centinaia, e al contrario di quanto dice Gheddafi - che oggi in televisione ha invitato il popolo alla guerra civile - è tutto documentato da filmati e fotografie amatoriali diffusi sul web. Ma in tutto questo nessuno si è chiesto cosa sta accadendo alle comunità africane a Tripoli. Sì perché, non lo dimentichiamo, parliamo di un paese dove vivono circa sei milioni di libici e un milione di emigrati africani.  Precisiamolo subito: la maggior parte sono comunità stabilmente inserite in Libia, sudanesi, chadiani, ghanesi, mentre una minoranza in Libia ci sono arrivati negli anni precedenti ai respingimenti per passare la frontiera e venire in Italia via mare. Ad ogni modo, rappresentano almeno il 15% della popolazione e possono fare la differenza, nel bene e nel male. Ma come si stanno schierando?

05 February 2011

Respingimenti: interrogazione parlamentare su cable Wikileaks

Ricordate il cable dell'ambasciata americana a Tripoli sul pestaggio degli eritrei durante il respingimento in Libia e sull'ostruzionismo del nostro ambasciatore a Tripoli contro le Nazioni Unite? Bene, a distanza di 24 ore dalla pubblicazione in rete di quelle notizie, il deputato Matteo Mecacci ha presentato un'interrogazione a riposta orale alla III° Commissione Affari Esteri della Camera per sapere se è vero o no quello che racconta l'ambasciatore americano a Tripoli Gene Cretz. Ecco il testo completo dell'interrogazione.

22 January 2011

Fiaccolata a Roma per gli eritrei del Sinai

Dopo Milano anche Roma si stringe in solidarietà con gli eritrei sequestrati nel Sinai da ormai due mesi. Segnatevi la data in agenda. Martedì 1 febbraio. Sarà una fiaccolata sulle scale del Campidoglio, a partire dalle 18,00. Di seguito trovate l'appello dei promotori dell'iniziativa. Tre giorni prima, il 29 gennaio, ci sarà un'iniziativa simile a Milano.

19 January 2011

Sinai: 27 eritrei sono ancora sotto sequestro

Due notizie, una bella e una brutta, sulla situazione degli eritrei respinti dall'Italia in Libia e sequestrati dai loro contrabbandieri beduini nel deserto egiziano alla frontiera con Israele, ormai da mesi. A diffonderle è il sito dell'associazione eritrea Agenzia Habeshia, da Roma. La buona notizia è che i contrabbandieri avrebbero accelerato la liberazione degli ostaggi, anche di quelli che non sono riusciti a completare il pagamento del riscatto di 8.000 dollari. Anche perché si vocifera di una imminente operazione di polizia contro i contrabbandieri nelle prossime ore. Ad ogni modo, secondo Habeshia, dei 250 eritrei del gruppo iniziale, esclusi gli 8 ammazzati dagli uomini del capo dei contrabbandieri, Abu Khaled, ne rimarrebbero sotto sequestro solo 27, di cui quattro donne, una delle quali incinta al quinto mese. Al telefono hanno detto che sta molto male, e che rischia di perdere il bambino, per via dei maltrattamenti subiti dai suoi carcerieri. Intanto però - e questa è la brutta notizia - dalla diaspora eritrea arriva la segnalazione di un altro gruppo di 32 persone finite sotto la prigionia di un altro gruppo di contrabbandieri egiziani sulla rotta per Israele. Tutti eritrei. La segnalazione arriva dallo zio di uno di loro, anche lui eritreo, residente qui in Italia. Tramite lui, Habeshia ha raccolto la testimonianza di uno dei sequestrati, che rilanciamo di seguito.

18 January 2011

Morire di viaggio a vent'anni

I nostri ragazzi a 20 anni fanno l'erasmus. I ragazzi di Asmara invece di viaggio muoiono. L'ultima vittima è una ragazza eritrea di 20 anni, uccisa ieri a colpi di pistola, lungo il confine tra Egitto e Israele, la nuova meta della diaspora eritrea da quando i respingimenti hanno chiuso la rotta libica verso Lampedusa. A sparare è stato un agente della polizia di frontiera egiziana, che l'ha colpita all'altezza del petto. Perché sul Sinai si spara per uccidere. Negli ultimi tre anni ne hanno ammazzati almeno 77. E nessuno ha mai pagato per questi omicidi. Non tutte le vite hanno lo stesso valore. Di seguito i dettagli nella cronaca della AP

17 January 2011

Eritrei: l'eurodeputato Watson chiede l'intervento della delegazione Ue al Cairo

Qualcosa si muove. Dopo la denuncia del Gruppo EveryOne e del Gruppo Facebook “Per la liberazione dei prigionieri nel Sinai”, l’eurodeputato Graham Watson ha chiesto l’intervento della delegazione UE al Cairo, per sbloccare la situazione dei duecento eritrei - in parte respinti dall'Italia - da due mesi sequestrati nel deserto del Sinai dai contrabbandieri a cui si erano affidati per attraversare la frontiera egiziana con Israele. Di seguito il comunicato stampa del Gruppo Every One. Intanto online si può firmare una petizione per la loro liberazione.

Parlamento e Commissione Ue in campo per liberare gli africani nel Sinai

06 January 2011

I nomi della catena

La cosa più paradossale di questa vicenda è che si conoscono ormai tutti i dettagli. Il Gruppo EveryOne ha addirittura pubblicato nel suo ultimo comunicato nomi e cognomi dei contrabbandieri egiziani che tengono da due mesi sotto sequestro un gruppo di eritrei che si erano affidati ai loro servizi per passare la frontiera egiziana diretti in Israele. Il prezzo del ricatto è fissato a 8.000 euro, i familiari dei sequestrati, in Europa, seguono con ansia la vicenda. Perché in questo sporco gioco sono già morti ammazzati almeno 8 uomini, uccisi per mano dei loro sequestratori, che evidentemente fanno sul serio. Tutti sanno, dicevamo, ma nessuno agisce. E gli unici che possono agire sono gli egiziani. Che fino a pochi giorni fa negavano addirittura l'intera vicenda. Per la prima volta in Italia una vicenda di oltreconfine è stata seguita con tanta assiduità dalla stampa, principalmente su AnsaL'Avvenire e L'Unità. Anche perché, non lo dimentichiamo, un'ottantina di quegli eritrei si trovavano un anno fa sulle motovedette italiane della Guardia di Finanza, durante i respingimenti in Libia. Come dire che queste sono le estreme conseguenze della guerra ai viaggiatori in corso nel Mediteranneo.

Onu, Egitto e Israele si impegnino contro il traffico nel Sinai

11 December 2010

Profughi eritrei, tragedia nel deserto. Uccisi due diaconi tra i sequestrati

tratto da Repubblica

di CARLO CIAVONI

ROMA, 11 dicembre 2010 - Sono stati uccisi due diaconi ortodossi che erano tra i 250 eritrei, tenuti in catena dai trafficanti di esseri umani nel deserto del Sinai egiziano dal 20 novembre scorso. Diventano così otto le vittime di questa lunga tragedia che si sta consumando in territorio egiziano a pochi chilometri dal confine israeliano. Altri sei sono stati eliminati dai trafficanti nelle scorse settimane. I carcerieri hanno ammazzato i due religiosi di fronte a tutti gli altri, accusati di aver lanciato l'allarme. E' quanto riferisce padre Moses Zerai, direttore dell'agenzia eritrea Habeshia, che tiene clandestinamente i contatti con i profughi attraverso i cellulari che gli stessi sequestratori mettono a disposizione delle loro vittime affinché chiamino chiunque, parenti oppure organizzazioni umanitarie, sia in grado di mandare loro il denaro per pagare il riscatto: 8000 dollari.

30 November 2010

Uccisi 6 eritrei. Nel Sinai l'incubo di un popolo in fuga

La Repubblica

ROMA - Ne hanno ammazzati altri tre. Dunque adesso sono sei i profughui eritrei uccisi dai trafficanti che da oltre un mese tengono in ostaggio 80 rifugiati 1 in fuga verso Israele e che avevano già pagato 2.000 dollari a testa per il viaggio. Una cifra che poi i trasportatori aguzzini avevano rilanciato a 8.000 appena il camion, zeppo di persone in fuga, sfiancate dalla stanchezza, dalla fame e dalla sete, s'è fermato nel deserto del Sinai egiziano, quasi al confine con lo stato ebraico. Qui i mercanti di uomini hanno detto: "Fino a quando non pagate altri 8 mila dollari resterete qui, in mezzo al deserto".

05 September 2010

Libia: rischio espulsione per 21 eritrei

Diffondiamo l´appello di Mussie Zerai, dell´agenzia Habeshia, che venerdí sera ha ricevuto una telefonata da un gruppo di eritrei arrestati in Libia sulla rotta per l´Italia e che ora rischiano di essere espulsi in un paese sotto regime dove rischiano il carcere per reati politici. Nei prossimi giorni vi aggiorneremo sulla vicenda.

15 August 2010

Police fear higher Sinai migrant death toll

ISMAILIA, Egypt, Aug 15 (Reuters) - Smugglers may have killed as many as 10 African migrants in an armed battle near the Egyptian-Israeli border last week and dozens more could be lost in the desert, Egyptian security sources said on Sunday.

14 August 2010

Six migrants shot dead near Egypt-Israel border

Sat Aug 14, 2010 12:47pm

ISMAILIA Egypt, Aug 14 (Reuters) - Six African migrants were shot dead near Egypt's border with Israel late on Friday, a security source said, the highest migrant death toll in one day at the border in recent years.