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25 December 2011

Nuova rivolta al Cie di Bologna. In libertà un tunisino

Ancora una rivolta, la seconda in una settimana, al centro di identificazione e espulsione (Cie) di Bologna. Come se ormai non fosse rimasto altro mezzo se non lo scontro fisico per ristabilire le ragioni fondamentali del diritto, ovvero l'inviolabilità della libertà personale. Perché nell'Italia di oggi basta una carta scaduta o un passaporto senza il timbro del visto di un'ambasciata, per scontare 18 mesi di detenzione in una gabbia. Di seguito trovate i dettagli della notizia come riportata dalla stampa locale. Non sappiamo se ci siano stati feriti negli scontri con le forze dell'ordine di guardia al Cie. Quel che è certo è che un ragazzo tunisino è riuscito a fuggire ed è di nuovo in libertà. Senza documenti per lui sarà comunque una vita difficile. Ma gli facciamo i nostri migliori auguri. Perché a 29 anni, non si possono perdere senza ragione 18 mesi della propria vita dietro a una gabbia. Bentornato in libertà.

18 December 2011

Cie Bologna: fuga riuscita per 3 tunisini e 1 algerino

Il Cie di Bologna, Ansa
Terza rivolta in una settimana nei centri di identificazione e espulsione. Dopo Trapani e Torino, anche il Cie di Bologna torna in stato di agitazione. La protesta è passata dai tetti. Ed ha portato frutto. Sì perché alla fine quattro ragazzi sono riusciti a fuggire e a far perdere le loro tracce. Sono tre tunisini e un algerino. Alle dieci di sera di venerdì 16 dicembre, sui tetti erano riusciti a salirci in dieci. Ma al momento di scavalcare la gabbia sul lato di via Mattei, sei di loro sono stati bloccati dalle forze dell'ordine di guardia al Cie. Uno di loro è inoltre stato arrestato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale. In questo momento non sappiamo se vi siano dei feriti. Di seguito la notizia come riportata dalla stampa locale. Sul sito di Macerie invece, trovate la ricostruzione dell'evoluzione della protesta. Sì perché dopo la fuga di venerdì sera, per tutto sabato e domenica ci sono state sommosse e tentativi di fuga, contrastati con gli idranti aperti dalle forze dell'ordine contro i fuggitivi sui tetti. Negli scontri sarebbero rimasti feriti almeno due reclusi, uno avrebbe riportato una frattura alla gamba cadendo dal tetto. E l'altro avrebbe perso coscienza dopo aver sbattuto la testa in una caduta.

21 November 2011

Rivolte al Cie di Bologna, rimpatri collettivi a Bari

Apprendiamo dall'Ansa di due nuovi tentativi di fuga dal centro di identificazione e espulsione di Bologna, dove ieri notte e quest'oggi si sono registrate due rivolte a cui hanno partecipato sia i detenuti che le detenute. Nessuno dei reclusi è però riuscito a guadagnarsi la libertà. Di seguito il dettaglio della notizia secondo la versione della Questura. Intanto da Bari continuano i respingimenti collettivi. In serata sono stati rimpatriati al Cairo 106 degli ultimi 170 egiziani sbarcati ieri lungo le coste pugliesi. Ancora una volta senza che le Nazioni Unite e gli avvocati abbiano avuto modo di incontrarli.

DUE TENTATIVI FUGA IN UN GIORNO DA CIE BOLOGNA
(ANSA) - BOLOGNA, 20 NOV - Due tentativi di fuga in meno di ventiquattro ore al Centro di identificazione ed espulsione di Bologna. Nel primo, un gruppo di detenuti ha scardinato una porta e ha tentato con questa di forzare le sbarre. Dopo dieci minuti di tentativi, militari e forze dell'ordine sono riusciti a fermarli. Ieri notte il secondo tentativo, organizzato in modo più scientifico: mentre un gruppo (composto sia da uomini che da donne) distraeva gli agenti colpendoli con un fitto lancio di oggetti, un altro tentava con una corda composta da lenzuola di arrampicarsi fuori dalla struttura. Nonostante il lancio che rendeva complesso avvicinarsi ai fuggitivi, anche in questo caso nessuno è riuscito a scappare. Nel settore femminile sono stati anche accesi piccoli incendi subito spenti. La polizia ha spiegato che nessuno è rimasto ferito.(ANSA

20 November 2011

Cie Bologna: in un giorno 2 rivolte con tentata fuga

Apprendiamo dall'Ansa di due nuovi tentativi di fuga dal centro di identificazione e espulsione di Bologna, dove ieri notte e quest'oggi si sono registrate due rivolte a cui hanno partecipato sia i detenuti che le detenute. Nessuno dei reclusi è però riuscito a guadagnarsi la libertà. Di seguito il dettaglio della notizia secondo la versione della Questura. Al momento non sappiamo se ci siano feriti tra i reclusi.

01 November 2011

Espulsi 3.592 tunisini, nei Cie tornerà la calma?

La settimana scorsa è decollato da Palermo l'ultimo charter per Tunisi. A bordo c'erano i soliti 60 tunisini raccolti nei vari centri di identificazione e espulsione (Cie) di tutta Italia e la scorta di 120 poliziotti. Nelle stesse ore da Bari partivano i charter con i 99 egiziani sbarcati poche ore prima sulle coste calabresi e espulsi in tempo record. Dall'inizio dell'anno sono 3.592 i rimpatri coatti verso la Tunisia e 965 quelli verso l'Egitto. Fanno 4.557 persone espulse in deroga alle leggi nazionali sull'immigrazione. Ovvero dopo un periodo di detenzione spesso non convalidato dal giudice di pace, senza aver potuto incontrare un avvocato, e senza aver potuto parlare con i funzionari di Unhcr, Oim e Save the Children, che lavorano in frontiera proprio per garantire i diritti di chi arriva in Italia senza passaporto. Lo stato d'eccezione è diventato la norma. In nome della maggiore efficienza degli accordi bilaterali in vigore con Tunisia e Egitto. E per il ministero dell'Interno il risultato è doppio. Da un lato un numero di espulsioni fino a un anno fa inimmaginabile. Dall'altro una modifica sostanziale della popolazione dei Cie (centri di identificazione e espulsione), dove con la scomparsa dei tunisini inizia una sorta di tregua tra detenuti e forze dell'ordine dopo otto caldissimi mesi di rivolte, sommosse e fughe rocambolesche.

24 August 2011

Cie Bologna: protesta al femminile, 3 donne picchiate


Donne in rivolta al centro di identificazione e espulsione (Cie) di via Mattei, a Bologna. Protestano contro la nuova legge che ha esteso a 18 mesi il limite massimo della detenzione nei Cie. La protesta sarebbe iniziata da uno sciopero della fame indetto all'ora di pranzo, quando un gruppo di nigeriane avrebbe rifiutato il cibo chiedendo la libertà. Per reprimere le proteste - pare che siano anche stati incendiati dei materassi - una quindicina di agenti delle forze dell'ordine hanno fatto irruzione nell'area femminile del Cie. Negli scontri sarebbero rimaste ferite tre recluse. Una ragazza marocchina, colpita da una manganellata alla mano, una cinese colpita alla gamba, e una nigeriana che sarebbe quella ad aver ricevuto più percosse. La cinese e la marocchina sono state medicate in infermeria. Mentre la ragazza nigeriana, Suzan, è stata portata via dal Cie. Non si capisce ancora se l'hanno trasferita in ospedale per un ricovero o se invece l'abbiano portata in questura per l'arresto. Alle tre del pomeriggio, quando abbiamo avuto la notizia, le ragazze del Cie erano ancora sotto shock per l'aggressione fisica effettuata ai loro danni dagli agenti, e gridavano chiedendo aiuto. La Misericordia di Modena, che gestisce il Cie di Bologna, ha smentito che vi siano state violenze. Tuttavia non sarebbe la prima volta che agenti delle forze dell'ordine alzano il manganello contro le recluse. Era già successo al Cie di Roma, e avevamo pubblicato su Fortress Europe le foto degli ematomi sul corpo di una reclusa tunisina. Comunque che al femminile del Cie di Bologna la tensione stava salendo lo si era capito da un pezzo, almeno dallo scorso 20 luglio, quando le ragazze avevano bruciato l'area dove erano recluse. Già il 23 luglio la parlamentare Zampa e l'avvocato Ballerini, dopo aver visitato il Cie, avevano esposto i problemi delle ragazze recluse. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'approvazione della legge sui rimpatri. Tra le recluse del Cie di Bologna infatti ben 6 hanno già ricevuto la proroga a 8 mesi.

23 July 2011

LasciateCIEntrare, il programma del 25 luglio

L'appuntamento è per le 11,00 davanti ai Cie della vostra città, insieme a parlamentari e giornalisti, per dire no alla censura imposta per circolare ministeriale da Maroni. E per parlare delle condizioni dei detenuti con i 36 parlamentari che visiteranno le strutture. Perchè gli obiettivi sono due. LasciateCIEntrare, ma anche lasciateliuscire! Di seguito il programma delle visite con orario, adesioni e referenti. Per leggere l'appello e il motivo per cui Fortress Europe aderisce alla campagna, cliccate qui.

LasciateCIEntrare, report visita del Cie di Bologna


Venerdì 22 luglio, la deputata Sandra Zampa e l'avvocato Alessandra Ballerini, hanno visitato il centro di identificazione e espulsione di Bologna. Sara Biscioni ha filmato il loro racconto a caldo all'uscita dal Cie.
Si tratta della prima visita della campagna nazionale lasciateCIEntrare, che lunedì 25 luglio porterà 33 parlamentari e decine di giornalisti a visitare i Cie e i Cara di Torino, Milano, Modena, Gradisca, Roma, Cagliari, Bari, Trapani, Lampedusa, Mineo e Crotone. Scarica il programma della giornata.
Di seguito due articoli sulla visita di Sandra Zampa e Alessandra Ballerini al Cie di Bologna.
Il fatto quotidiano - Bologna, cie "lager" vietato ai giornalisti
Repubblica - Bologna, nell'inferno del Cie tra paure e proteste

20 July 2011

Cie Bologna: detenute in rivolta appiccano il fuoco

Cie Bologna

L'ennesima protesta al centro di identificazione e espulsione si è conclusa stavolta con l'incendio di materassi, coperte e suppellettili. Tutto è nato nella tarda mattinata di oggi nel settore femminile, ma la rivolta si sarebbe presto estesa anche al maschile. L'incendio è stato prontamente domato dai vigili del fuoco. Secondo la ricostruzione della Questura di Bologna, non ci sarebbero stati scontri fisici tra reclusi e forze dell'ordine, nè ci sarebbero stati feriti per l'incendio.

10 July 2011

LasciateCIEntrare. Il 25 luglio contro la censura

Da Gradisca a Lampedusa. Visite parlamentari a tappeto nei centri di identificazione e espulsione (Cie) di tutta Italia per dire no alla censura imposta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che dal primo aprile vieta l'ingresso nei Cie alla stampa e alle associazioni. L'appuntamento è per lunedì 25 luglio alle 11,00. Davanti ai Cie di Roma, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari e Trapani. Lo stesso giorno altre delegazioni visiteranno il centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Mineo (Ct) e i centri di prima accoglienza di Lampedusa, Porto Empedocle (Ag) e Cagliari, dove pure dal primo aprile la stampa non può più entrare. La visita al Cie di Bologna invece è anticipata a venerdì 22 luglio. L'iniziativa è stata promossa da sindacato e ordine dei giornalisti insieme a un gruppo di parlamentari, dopo il primo appello pubblicato due mesi fa proprio su Fortress Europe. Consultate il programma delle visite con orari e referenti.

03 May 2011

Lampedusa: 100 tunisini trasferiti nei Cie di mezza Italia

Da Lampedusa sono partiti tre voli con 45 passeggeri tunisini ciascuno. Il primo gruppo di 45 è stato diviso tra il Cie di Bologna e quello di Gradisca, quest'ultimo ancora interessato da lavori di ristrutturazione dopo che l'ultima rivolta aveva reso inutilizzabile metà delle celle, e ancora con 80 detenuti su un totale di 44 posti disponibili. Altri 45 tunisini dall'isola sono stati smistati nei Cie di Lamezia Terme e Brindisi, e altri 45 tra Bari e Crotone. Le autorità dichiarano che i tunisini saranno comunque rimpatriati dai Cie. Ma logisticamente sembra difficile. Prima infatti i rimpatri avvenivano direttamente da Lampedusa a Tunisi, due aerei al giorno con 30 espulsi su ogni volo. Adesso staremo a vedere. Quello che è certo è che c'è da aspettarsi altre fughe, come è successo l'altra settimana a Bologna. E altre rivolte, com'è è successo nei giorni scorsi nei Cie di Torino e Milano.

21 April 2011

Bologna: in 15 riescono a fuggire dal Cie

Sono riusciti a tornare in libertà 13 tunisini e 2 marocchini detenuti nel centro di identificazione e espulsione di Bologna, grazie a dei seghetti artigianali con cui erano riusciti a segare una sbarra di ferro e a darsela a gambe levate scavalcando le due recinzioni prima che la polizia se ne accorgesse e fermasse altri sette in procinto di fuggire. I dettagli della notizia sulla stampa locale.

02 March 2011

Tunisini in rivolta nei centri di espulsione. Le foto esclusive del cie di Gradisca


Dopo due giorni di rivolte, giovedì e venerdì scorsi, il centro di identificazione e espulsione di Gradisca è letteralmente fuori uso. Resta una sola cella a disposizione per 100 reclusi, e molti sono costretti a mangiare e a dormire per terra e all’addiaccio, ammassati nei corridoi e nei locali della mensa, dove sono tenuti rinchiusi tutti il giorno, e con un unico bagno a disposizione. Oggi in esclusiva siamo in grado di mostrarvi le immagini di questo degrado. Sono fotografie scattate con un telefonino da qualcuno che si trovava nel posto giusto al momento giusto e che ha pensato bene di spedircele. Una prima fuga di notizie che conferma quanto grave sia la situazione. Le rivolte hanno devastato la struttura, ma gli altri centri di espulsione sono pieni e quindi ogni trasferimento è impossibile. La scelta più logica sarebbe di rilasciare i detenuti di Gradisca. E infatti domenica dovevano iniziare le partenze, ma poi deve essere arrivato un contrordine dai vertici perché hanno bloccato tutto all’ultimo minuto e alla fine ne sono usciti solo sei su 13 a cui era stato detto di prepararsi. E che non si respiri una buona aria tra forze di polizia e ministero lo dice il fatto che per il 3 marzo il sindacato Ugl polizia ha indetto un sit in sotto la questura di Gorizia proprio per discutere del cie di Gradisca. Ma in Friuli i problemi al centro espulsioni non sono cosa nuova. Ormai è almeno da un anno e mezzo che le cose vanno molto male. Per chi se l'è perso, riguardatevi il video del pestaggio della polizia contro i detenuti in rivolta. La data è del 21 settembre 2009. Ma ricordare fa bene. Soprattutto quando sono fatti così gravi. anche perché, come purtroppo possiamo immaginare, nessuno ha pagato per quelle violenze. Stavolta però le proteste dei tunisini sono uscite da Gradisca, e ormai le prime avvisaglie di rivolte sono scoppiate in tutta Italia, fino in Sicilia.

01 March 2011

Bologna: il video dell'invasione pacifica del Cie


Il primo marzo 2011 un corteo pacifico invade il centro di identificazione e espulsione di Bologna, portando solidarietà ai reclusi.

27 February 2011

Brucia il cie di Modena. Aggiornamenti da Bologna, Gradisca e Brindisi

"Libertà! Libertà!". È il grido che si leva da alcune ore nel centro di identificazione e espulsione di Modena. L'eco della rivolta arriva via telefono a Fortress Europe. Sono le 17,15 quando riceviamo la prima chiamata da parte di uno dei reclusi. La protesta è portata avanti dal gruppo dei 42 ragazzi tunisini sbarcati a Lampedusa nei giorni scorsi e trasferiti in blocco al cie di Modena, dove oltre a loro si trovano al momento altre 17 persone senza documenti in attesa del rimpatrio forzato. I reclusi hanno trascinato nel cortile materassi e vestiti e hanno bruciato tutto. Alcuni sono riusciti anche a salire sui tetti. Agenti della polizia sarebbero intervenuti malmenando alcuni dei tunisini e portandone via otto, al momento non si sa bene dove. Vi terremo aggiornati nelle prossime ore.

24 February 2011

Bologna, Trapani, Bari e Gradisca. Le rivolte annunciate dei Cie

Lo avevamo annunciato dieci giorni fa. La situazione nei centri di espulsione è esplosiva. E infatti puntuali stanno arrivando le rivolte. Dei tanti ragazzi tunisini arrivati di recente a Lampedusa e rinchiusi in gabbia per sei mesi come benvenuto in Italia. Le notizie trapelano dalla cronaca locale. Per ora non abbiamo ulteriori dettagli. Un incendio è stato appiccato durante una rivolta stamattina al centro espulsioni di Gradisca, rendendo inagibili tre celle, e danneggiandone altre 4. Nessun ferito per fortuna, ma in compenso 4 trattenuti sono stati denunciati e portati in carcere. Nello stesso tempo altre due rivolte hanno interessato i centri di espulsione di Bari e di Trapani. In Sicilia i detenuti hanno sfasciato i mobili della struttura, mentre a Bari c'è stato un tentativo di fuga finito con uno scontro tra la polizia e due dei trattenuti. Infine in Emilia, a Bologna, uno dei trattenuti tunisini del centro di espulsione si è cucito le labbra in forma di protesta. In tutto questo, come sempre accade, nessuno ci racconta le storie di queste persone. Chi sono? Perché sono stati rinchiusi? Perché sono venuti in Italia? Nei prossimi giorni cercheremo di capirne qualcosa di più. Intanto vi proponiamo una breve rassegna stampa dei fatti.