Dal 6 maggio è in edicola in tutta Italia, in allegato alla rivista Internazionale, il dvd de "Il sangue verde" di Andrea Segre, documentario sul bracciantato africano a Rosarno. Il film è sottotitolato in italiano, inglese e francese. L'edizione contiene anche il documentario "A Sud di Lampedusa", che racconta il viaggio degli aventuriers attraverso il deserto del Teneré verso la Libia.
Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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08 May 2011
07 January 2011
Le arance non cadono dal cielo
Era il 7 gennaio 2010 e a Rosarno scoppiava la rivolta dei braccianti africani sfruttati negli arancenti della piana di Gioia Tauro e vessati continuamente dagli attacchi razzisti dei balordi del paese. Un anno dopo è tempo di bilanci. E mentre a Roma un gruppo di braccianti maliani e ivoriani organizza con il centro sociale Snia una raccolta goliardica di arance nei giardini della capitale (qui il programma), da Rosarno arriva invece puntuale l'analisi di Antonello Mangano, il giornalista messinese che sulla vicenda aveva pubblicato lo scorso anno Gli africani salveranno l'Italia. A suo dire le condizioni abitative e lavorative dei migranti africani sono peggiorate, ma la ribellione ha invece innescato un processo di cambiamento politico. E ha interrotto la ventennale violenza contro i migranti.
01 September 2010
Il sangue verde
Il nuovo film documentario di Andrea Segre. Gennaio 2010, Rosarno, Calabria. Le manfiestazioni di rabbia degli immigrati mettono a nudo le condizioni di degrado e ingiustizia in cui vivono quotidianamente migliaia di braccianti africani, sfruttati da un'economia fortemente influenzata dal potere mafioso della 'Ndrangheta. Per un momento l'Italia si accorge di loro, ne ha paura, reagisce con violenza, e in poche ore Rosarno viene "sgomberata" e il problema "risolto". Ma i volti e le storie dei protagonisti degli scontri di Rosarno dicono che non è così. Scovarle e dare loro voce è oggi forse l'unica via per restituire al Paese la propria memoria: quella di quei di giorni di violenza e quella del proprio recente quanto rimosso passato di miseria rurale. Visita il blog del film e organizza una proiezione del film nella tua città.
06 January 2010
Visti dal Burkina Faso: se l'Italia ha la forma di un pomodoro
OUAGADOUGOU – Vista da Niagho l’Italia ha la forma di un pomodoro. E la città di Foggia è la terra delle opportunità. Dove basta avere buone braccia per guadagnarsi un futuro. Partono da questo piccolo villaggio del Burkina Faso molti dei burkinabé emigrati in Italia. Negli ultimi dieci anni ne sono partiti almeno 700, su una popolazione di poche migliaia di abitanti. C’è chi è partito in aereo e chi è arrivato via mare. Ma sono tutti passati dalle campagne del sud Italia, impiegati in nero come braccianti stagionali. Indietro però hanno portato un’immagine completamente diversa da quella a cui siamo abituati a pensare. Quelli che la stampa italiana ha ribattezzato come i nuovi schiavi, in patria sono diventati piccoli eroi. Simboli di riscatto e benessere. Li chiamano “gli italiani”. In un Paese dove una giornata di lavoro è pagata poco più di un euro, sono loro la dimostrazione pratica, per quanto paradossale, che il sogno europeo funziona.11 August 2009
San Nicola Varco S.p.a. La grande truffa dei decreti flussi

20 May 2009
Arresti spot e finanziamenti assistenzialisti. Che succede a Rosarno?
06 May 2009
La terra(e)strema
ROMA, 6 maggio 2009 - Inizia nella primavera del 2007, a Cassibile, frazione di Siracusa, il viaggio nella "Terra(e)strema”, il nuovo documentario di Enrico Montalbano, Angela Giardina e Ilaria Sposito. Girato nelle campagne della Sicilia per raccontare il lavoro dei braccianti immigrati. Ad Avola e Cassibile, ogni anno, per la raccolta delle patate, da maggio a giugno, si presentano centinaia di braccianti dal Nord Africa e dall’Est Europa. Vivono in accampamenti di fortuna, nei campi, a volte insultati e aggrediti dai residenti locali. Giampaolo e Pina, due abitanti di Cassibile spiegano come il borgo è cambiato. Il viaggio continua a Pachino, terra di pomodori, e poi verso ovest a Vittoria e Gela, verso le terre dei vigneti e degli oliveti, per poi terminare ad Alcamo, Campobello di Mazara e Giuseppe Jato. In attesa di poter vedere l’intero documentario, gli autori hanno pubblicato un’anteprima sul blog http://terraestrema.blogspot.com
16 April 2009
"Basta caccia agli immigrati". Manifestazione a Castel Volturno
ROMA, 16 aprile 2009 - A sette mesi dalla strage di Camorra che uccise sei africani a Castel Volturno (Caserta), i movimenti antirazzisti di Caserta organizzano una manifestazione per dire no al pacchetto sicurezza e alla “caccia agli immigrati senza permesso di soggiorno”. L’aumento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio casertano, che dovevano servire da contrasto alla criminalità organizzata, si sta infatti concretizzando in una serie di retate e trattenimenti di immigrati irregolari, secondo quanto denunciano le associazioni della rete antirazzista di Caserta, Ex-Canapificio e Arci Caserta. Seguiamo queste vicende da vicino, perché a Castel Volturno si concentrano migliaia degli emigrati ghanesi sbarcati negli ultimi anni lungo le coste siciliane e condannati dalle leggi italiane alla clandestinità. Non possono essere espulsi, ma non possono nemmeno avere un permesso di soggiorno, nemmeno se trovano un contratto di lavoro.
27 January 2009
All'alba sulle vie di Rosarno, con gli immigrati in attesa dei caporali
ROSARNO - Quando esco dall'hotel Vittoria, sono le 5 e 42. La reception è vuota. Meglio così, non dovrò dare spiegazioni su questa passeggiata notturna. Fuori è ancora buio. La statale 18 è illuminata dai lampioni. Dopo un quarto d'ora a piedi raggiungo la Rognetta, la vecchia fabbrica occupata dai braccianti immigrati. La strada è deserta. Non ci sono marciapiedi. Si cammina tra le macchine parcheggiate e le serrande dei negozi chiusi, sfiorati dai camion in corsa. Un gruppetto di ragazzi allungare il passo sulla strada. Decido di seguirli. All'incrocio, davanti al supermercato, svoltano a destra, in una strada buia. Non ci sono lampioni. E' buio pesto. Decido lo stesso di inoltrarmi, oltre quella cortina nera, dopo un attimo di esitazione.Emergenza alla cartiera: 400 braccianti immigrati vivono in un capannone abbandonato
Don Pino Varra, il parroco rosarnese che a Natale mise un Gesù nero nel presepe
La storia di Pino: l'unico rosarnese al corteo degli africani
ROSARNO – La mattina del dicembre 2008, Rosarno fu svegliata dal chiasso degli immigrati. Erano in centinaia sulla via nazionale, come ogni mattina d'inverno. Ma non per cercare lavoro, bensì per protestare. La sera prima infatti due ragazzi ivoriani di 20 e 21 anni erano stati feriti a colpi di pistola da due giovani rosarnesi, mentre rientravano alle baracche della Cartiera dal lavoro negli aranceti. Marciavano diretti alla piazza del municipio con un cartello “Africani no criminali” e rovesciando i cassonetti. In mezzo a loro c'era un unico rosarnese. Pino. Un signore sulla cinquantina. Stava accompagnando la nipote a scuola. Chiese cosa fosse successo, non sapeva nulla della sparatoria. E allora decise di accompagnarli fino al municipio, “per capire cosa stava succedendo” e per calmare gli animi dei pochi che cercavano di divergere i cartelli della segnaletica stradale. In paese c'era una psicosi generale. Non si era mai visto nulla di simile. La gente guardava dalle finestre. Pino ricorda l'odore. L'odore forte. L'odore della miseria.
Cento immigrati vivono nelle baracche della vecchia fabbrica alla Rognetta
Rosarno ha una storia: le lotte del bracciantato nel dopoguerra
ROSARNO - Rosarno ha una storia. Ed è una storia di lotte contadine. Che con le occupazioni delle terre del demanio fecero di questo poverissimo borgo una ridente cittadina nell'immediato dopoguerra. Quella storia è disegnata su un affresco sul muro della posta centrale, in piazza Valarioti. Un uomo e una donna con un neonato in braccio, seguiti da un gruppo di contadini, marciano a testa alta in mezzo a oliveti e aranceti. Due generazioni dopo, a sfruttare il lavoro nero dei braccianti stranieri, sono i figli di quegli stessi contadini. La maggior parte dei terreni infatti è di piccoli proprietari, spesso eredi dei braccianti a cui vennero redistribuite le terre nel dopoguerra.Arance amare: reportage da Rosarno, tra i braccianti immigrati
30 September 2008
Caserta: campagna antirazzista 2008
Non c’è sicurezza senza diritti
Per una nuova stagione di diritti e dignità dei migranti e rifugiati in Italia.
Per una nuova stagione di diritti e dignità dei migranti e rifugiati in Italia.
- 4 OTTOBRE CORTEO ANTIRAZZISTA per le strade di Caserta.Al termine del corteo azioni di lotta e visibilità delle comunità dei migranti e degli antirazzisti.
- 5 OTTOBRE Piazza Vanvitelli Ce dalle ore 18.00 Proiezioni/Animazione/“Live contro il Razzismo”con la partecipazione di Pietro Condorelli e la Piccola Orchestra di Piazza Vittorio/ Talk Show con giornalisti di rilievo nazionale;
- 6 OTTOBRE la mobilitazione continua con il confronto con le Istituzioni locali e nazionali.
24 September 2008
Castel Volturno: parla il superstite che ha denunciato i killer
Tratto da repubblica.it, di Conchita Sannino
CASTELVOLTURNO - "Mi sono salvato fingendomi morto. In quegli istanti mi sono consegnato al mio Dio, ho pensato a mia moglie lontana, ai miei figli. Mi sono salvato pregando in silenzio e cercando di non respirare. Il sangue dei miei compagni morti, caduti vicino a me, mi bagnava il volto, le braccia, mi rigava i pantaloni, non dovevo muovermi. Per questo i killer hanno pensato che fossi anche io un cadavere".
22 September 2008
Viaggio a Castel Volturno, dopo la strage degli immigrati
Video Insu^tv |
20 September 2008
Non erano spacciatori gli immigrati uccisi dalla Camorra
08 August 2008
Foggia, Msf avvia la distribuzione del kit sanitario ai braccianti immigrati
FOGGIA – Spazzolino, dentifricio e sapone, una bacinella e una tanica di plastica. Medici senza frontiere ha recentemente distribuito questi kit igienico sanitari a circa un migliaio di braccianti immigrati impiegati nella sola provincia di Foggia per la raccolta del pomodoro, tra agosto e settembre. Servirà a fare prevenzione, dopo l'installazione di cisterne e bagni chimici. Adesso l'impegno è potenziare i 20 ambulatori per stranieri temporaneamente presenti (stp) della provincia foggiana, attraverso la distribuzione di materiale informativo multilingue. I pomodori iniziano a tingersi di rosso, e come ogni estate, migliaia di lavoratori stranieri raggiungono la piana del Tavoliere in cerca di un lavoro nella raccolta di uno dei prodotti più importanti dell'industria agroalimentare italiana. Da Cerignola a Stornara, da Lucera a San Severo. C'è chi è sbarcato a Lampedusa tre mesi fa. C'è chi ha i documenti e approfitta della chiusura delle fabbriche del nord. Ma la maggior parte è senza permesso di soggiorno e si sposta nelle campagne del sud tutto l'anno, seguendo il calendario delle stagioni del pomodoro, delle fragole, delle patate, dell'oliva e dell'uva. Da Caserta al foggiano, da Rosarno (in Calabria) ad Avola e Cassibile in Sicilia.
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