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02 April 2010

Marzo 2010

MILANO - Marzo 2010: 20 morti alle frontiere del Mediterraneo, nonostante l'azzeramento degli sbarchi a Lampedusa e alle Canarie, in Spagna. Per saperne di più, i link alle notizie.

07 October 2009

Un mese al confine

Settembre 2009
Crollano gli sbarchi ma non i morti. A settembre altre 33 persone hanno perso la vita tentando di raggiungere l'Europa. 25 le vittime di un naufragio al largo delle coste marocchine sulla rotta per la Spagna, tra cui 4 bambini. Altri 8 invece sono stati ammazzati dalla polizia di frontiera egiziana sul Sinai

05 October 2009

Settembre 2009

commemorazione vittime emigrazione in spagnaROMA – Continuano le stragi lungo le frontiere della Fortezza Europa. A Settembre 2009 le vittime censite da Fortress Europe sono 33, di cui 25 in un naufragio occorso al largo delle coste marocchine sulla rotta per la Spagna, al largo dell’isolotto di Perejil, il 19 settembre, e altre 8 uccise sotto gli spari della polizia egiziana alla frontiera con Israele, nel Sinai. Una frontiera sempre più sporca di sangue. L’ultima vittima è un eritreo ammazzato dalla polizia di frontiera il 23 settembre, una settimana dopo che due eritrei erano stati fucilati il 16 settembre. Il 9 settembre invece era stata una vera strage: quattro emigrati africani freddati sotto gli spari dei militari egiziani, che una settimana prima, il primo settembre, avevano ucciso un’altra persona lungo la stessa frontiera.

04 September 2009

Agosto 2009

ROMA - Sono almeno 104 le vittime dell'emigrazione lungo le frontiere europee documentate nel mese di agosto dall'osservatorio Fortress Europe. Il dato si basa sulle notizie riportate dalla stampa internazionale. Nella classifica delle frontiere più insanguinate, il Canale di Sicilia continua a vantare un triste primato. Oltre ai 73 eritrei dispersi nei 23 giorni alla deriva da cui si sono tratti in salvo soltanto in cinque, nell'ultima settimana di agosto sono stati rinvenuti altri tre cadaveri tra Malta e Linosa, mentre un cittadino tunisino è dato disperso al largo di Pantelleria. Nei primi otto mesi del 2009 i morti registrati nel tratto di mare tra l'Egitto, la Libia, la Tunisia, Malta e Lampedusa sono 418, per 373 dei quali non è stato mai recuperata la salma delle vittime.. Un dato preoccupante se comparato con quello dello scorso anno. Se infatti le vittime documentate dall'osservatorio Fortress Europe sulla rotta per Malta e l'Italia, erano state 1.274 nei dodici mesi del 2008, il numero degli arrivi è però diminuito del 60%. Dall'1 gennaio al 19 agosto, secondo i dati del Viminale, ci sono stati infatti 7.567 arrivi, contro i 17.585 dello stesso periodo del 2008. Diecimila in meno. Vittime anche lungo le altre frontiere del Mediterraneo. In Grecia, un naufragio al largo dell'isola di Kos ha fatto cinque vittime, due corpi sono stati recuperati, altri tre sono dati per dispersi. In Spagna, la cronaca degli sbarchi del mese di agosto registra due vittime, una alle Canarie e l'atra a Cartagena, in Andalucia. Sei rifugiati somali sono invece stati uccisi dalla polizia libica nel campo di detenzione per immigrati senza documenti di Ganfuda, vicino Bengasi, durante gli scontri seguiti a un tentativo di evasione di massa, lo scorso 9 agosto.

03 August 2009

Bollettino Luglio 2009

RAGUSA, 3 agosto 2009 – I medici dell’ospedale di Rafah non hanno potuto fare niente. Al suo arrivo era già morto dissanguato. Lo hanno colpito due volte: nel petto e alla gamba. A sparare è stata la polizia egiziana. I fatti risalgono allo scorso 31 luglio 2009. Si muore così nel Sinai alla frontiera tra Egitto e Israele. Una frontiera che dal 2006 è diventata un importante punto di transito per la diaspora eritrea, somala e sudanese, di pari passo con la progressiva chiusura della rotta libica verso l’Italia. Migliaia di rifugiati, affidandosi ai contrabbandieri egiziani, sono riusciti ad attraversare il confine negli ultimi anni. Dal 2008 la polizia egiziana ha messo in atto una durissima repressione. Centinaia di eritrei arrestati nel Sinai sono stati rimpatriati nel giugno del 2008, nonostante le aspre critiche espresse in più occasioni dall’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite. E sulla frontiera è scattato l’ordine di sparare a vista: secondo l’agenzia stampa Reuters, i rifugiati uccisi sotto il fuoco della polizia egiziana sono stati almeno 28 nel 2008 e sette nei primi otto mesi del 2009. Morti su cui non è stata aperta nessuna inchiesta interna alle forze armate egiziane. Soltanto nel mese di luglio 2009 i morti sono stati tre, due dei quali erano rifugiati somali. Un dato che fa salire il bollettino di luglio ad almeno 14 morti, stando alle notizie riportate dalla stampa internazionale.

03 July 2009

La strage continua: 459 morti nei primi sei mesi del 2009

ROMA, 2 luglio 2009 – Diminuiscono i morti alle frontiere. Per la prima volta negli ultimi tre anni. Nel primo semestre del 2009 le vittime censite dalla stampa internazionale lungo le rotte dell’emigrazione nel Mediterraneo sono state 434, a cui vanno aggiunte le 25 persone scomparse lungo le frontiere terrestri, tra cui i tre ragazzi finiti sotto i camion nei porti italiani dell’Adriatico. Lo scorso anno, nello stesso periodo, i morti documentati erano stati 985. I dati – basati sulle notizie della stampa internazionale - sono stati diffusi dall’osservatorio Fortress Europe. Il motivo principale della diminuzione dei naufragi è la oggettiva diminuzione del numero degli arrivi. Soprattutto in Italia e in Spagna. Dall’avvio dei respingimenti in Libia, il 7 maggio, gli sbarchi in Sicilia si contano sulle dita di una mano. E alle isole Canarie, in Spagna, non c’è stato nessuno sbarco nei mesi di aprile e maggio, e a giugno le barche giunte sull’arcipelago sono state molto poche. Effetto dei respingimenti in alto mare, e dei pattugliamenti congiunti operati da Frontex in Senegal e Mauritania. Tuttavia è ancora presto per confrontare i dati. Dalla stampa dei paesi del sud del Mediterraneo arrivano infatti pochissime notizie sul tema. Per cui non si può dire con certezza se i morti siano diminuiti o se semplicemente i naufragi avvengano in zone più lontane dagli occhi delle nostre telecamere, sotto costa libica, o in alto mare.

02 May 2009

Aprile 2009

PISTOIA, 6 maggio 2009 - Aprile 2009: altre nove vittime lungo le frontiere europee, di cui sei al largo di Lampedusa. Nel mese di marzo i morti del Mediterraneo erano stati 316, di cui 297 sulle rotte tra la Libia, la Tunisia e la Sicilia. Difficile confrontare i dati, non avendo idea di quanti naufragi fantasma avvengano ogni mese, senza che la stampa ne riporti notizia. Di sicuro nei primi quattro mesi del 2009, Fortress Europe ha documentato la scomparsa di 339 emigranti e rifugiati nel Canale di Sicilia. In tutto il 2008 erano stati 642, mentre nel 2007 erano 556. Non stupisce l’aumento, dato che è cresciuto anche il numero dei migranti intercettati nelle acque del Canale di Sicilia. Nei primi quattro mesi dell’anno sono stati 6.300, il 75% in più dello stesso periodo dello scorso anno, quando furono 3.600. Dal 1994 almeno 3.467 persone sono annegate nella traversata del Canale di Sicilia. Mentre le vittime censite alle porte dell’Europa sono 13.771 dal 1988.

02 April 2009

Marzo 2009

MODICA, 2 aprile 2009 – Sono almeno 316 le vittime dell’emigrazione lungo le frontiere europee nel mese di marzo. Un dato basato sulle notizie riportate dalla stampa, e ancora incerto, perchè le notizie sull'ultima strage in Libia sono ancora contraddittorie. Mentre la Reuters cita fonti libiche che parlano di 100 cadaveri recuperati e 245 dispersi in mare, la missione a Tripoli dell’Oim parla di 20 morti e 210 dispersi. Al di là delle cifre rimane una delle più gravi tragedie di sempre sulle rotte dell’emigrazione, della stessa portata del naufragio di Portopalo, che il 25 dicembre 1996 costò la vita a 283 persone. Secondo i dati di Fortress Europe, dal 1994 almeno 3.163 emigranti e rifugiati hanno perso la vita lungo la rotta per Lampedusa e le coste siciliane. Restano altresì da chiarire le responsabilità della Guardia costiera libica, notoriamente priva di un numero sufficiente di mezzi per garantire un pronto intervento di salvataggio in mare, al punto che molti dei soccorsi in acque libiche sono spesso operati da unità italiane, secondo quanto dichiarato da funzionari della Sala operativa della Guardia costiera. Già una settimana prima del naufragio di Janzur, il Canale di Sicilia aveva fatto 67 vittime, su una barca colata a picco al largo dell’isola Kerkennah, vicino Sfax, in Tunisia, sulla rotta per Lampedusa. In quel caso le autorità tunisine avevano recuperato 17 cadaveri e dato per disperse altre 50 persone, secondo le testimonianze raccolte tra i 33 tratti in salvo.

09 March 2009

Febbraio 2009

OUAGADOUGOU, 09 marzo 2009 – Sono almeno 31 le vittime censite lungo la frontiera sud dell'Unione europea nel mese di febbraio dall'osservatorio Fortress Europe. Tragico il bilancio delle isole Canarie, in Spagna, dove continuano a sbarcare sempre più minori non accompagnati come risultato delle politiche di riammissione. Lo scorso 16 febbraio una barca di migranti si è rovesciata in mare, a soli 20 metri dalla costa di Teguise, sull'isola canaria di Lanzarote. Dopo alcuni giorni di ricerche, sono stati recuperati 25 cadaveri. Un uomo è ancora disperso. Tra le vittime si contano anche 4 neonati, 4 bambini tra 8 e 11 anni e 2 donne. Una era incinta all'ottavo mese. Due settimane prima erano stati trovati tre morti di stenti a bordo di una imbarcazione giunta all'isola di Gran Canaria. Stessa scena il 21 febbraio, stavolta in Andalucia, al largo di Motril, dove su una barca è stato trovato un uomo senza vita in mezzo ai passeggeri.

01 February 2009

Gennaio 2009

ROMA, 3 febbraio 2009 – Tunisi, Melilla, Syros, Bodrum, Dakar, Oran, Lampedusa. Si allunga la lista delle vittime dell'immigrazione alle porte dell'Europa. A gennaio sono state almeno 62, portando a 13.413 il numero dei migranti morti alle frontiere. I dati sono dell'osservatorio sulle vittime dell'immigraizone Fortress Europe e si basano sulle notizie riportate dalla stampa internazionale. L'ultimo naufragio è avvenuto il 29 gennaio 2009 a Hammam Lif, una cittadina a dodici chilometri da Tunisi. Otto i dispersi sulla rotta per Lampedusa e Linosa. In quelle stesse acque, dieci giorni prima, il 19 gennaio, i dispersi erano stati 26 al largo di La Marsa. A gennaio i morti nel Canale di Sicilia sono stati 35. Grave anche il bilancio al largo della Spagna. Sulle coste algerine della provincia di Oran si contano 20 dispersi nell'ultimo mese. Di 12 non si sa niente. Le famiglie sanno soltanto che sono partiti la notte del 2 gennaio scorso. Da allora nessuno ha più contattato i familiari. Dall'altro lato dell'Africa, in Senegal, il 10 gennaio sono annegate 4 donne, dopo il rovesciamento in mare della piroga su cui viaggiavano alla volta delle Canarie. A conferma del fatto che le rotte per la Spagna si siano fatte sempre più lunghe, per evitare i pattugliamenti europei. Da Dakar infatti, Fuerteventura dista almeno 12 giorni di navigazione.

02 December 2008

Novembre 2008

ROMA, 08 dicembre 2008 – Sono almeno 41 i migranti che hanno perso la vita alle frontiere europee nel mese di novembre. Otto persone sono annegate nel Canale di Sicilia, tre delle quali vittime di un naufragio fantasma avvenuto al largo di Malta tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Quattro persone sono invece morte alle isole Canarie, dopo essere state ricoverate in condizioni critiche di salute a causa dei viaggi sempre più lunghi. In un caso la piroga era partita addirittura dalla Guinea Conakry, a sud del Senegal, per una traversata durata 12 giorni. Due vittime anche in Grecia, mentre un naufragio al largo dell’isola francese di Mayotte, nell’oceano Indiano, ha fatto 21 morti. Nel deserto algerino di Tanezrouft invece sono stati ritrovati i resti di sei migranti.

02 November 2008

Ottobre 2008

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Sono almeno 108 le vittime di ottobre lungo le frontiere europee. In Marocco un barca con 50 migranti ha fatto naufragio lasciando un solo superstite. Cinque persone sono state invece ritrovate senza vita sui cayucos giunti alle Canarie, mentre altri due cadaveri sono stati ripescati a Malaga. Nel mar Egeo, tra la Turchia e la Grecia, le vittime in un mese sono almeno 20. A cui vanno aggiunti i 18 migranti rimasti uccisi nell'incidente stradale del camion su cui viaggiavano nascosti, al confine tra Turchia e Grecia. E viaggiando nascosti nei camion sono morte altre due persone, in Spagna. Mentre un uomo è annegato a Calais mentre tentava di imbarcarsi su una nave per l'Inghilterra. Con lui è annegato anche l'uomo che si era tuffato per salvarlo. In Egitto si continua a sparare sulla frontiera con Israele: altri tre morti in un mese. Al bollettino delle vittime si aggiungono poi i cinque annegati in un lago alla frontiera tra Albania e Grecia e i due corpi ritrovati al largo di Malta, nel Canale di Sicilia, vittime dell'ennesimo naufragio fantasma.

02 October 2008

Settembre 2008

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AKROTIRI, CIPRO – Era il 1998 e migliaia di profughi kurdi sbarcavano sulle coste calabresi in fuga dalle persecuzioni in Iraq, Siria, Iran e Turchia. Tra il 1980 e il 1999 l'esercito turco aveva cacciato oltre 2 milioni di kurdi da 3.428 villaggi poi distrutti. E nel 1988 Saddam Hussein aveva sterminato con armi chimiche 5.000 persone nella città kurda di Halabja.

02 September 2008

Agosto 2008

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Più sbarchi, più stragi. Raddoppiano le vittime dell'immigrazione nel Canale di Sicilia, di pari passo con l'aumento degli arrivi. Sempre più grave il bollettino dalle frontiere europee. I migranti e rifugiati morti ad agosto alle porte dell’Ue sono almeno 270, secondo le notizie censite sulla stampa, 179 dei quali tra la Libia, Malta e l’Italia. È il bilancio più grave dall’inizio dell’anno. Vittime anche tra l’Algeria e la Sardegna (14), in Spagna (45) e Iran (30), dove si è rovesciato un camion carico di rifugiati afgani diretto in Turchia. Una vittima anche nell’Egeo, al largo della città turca di Didimi; e un’altra sulla frontiera tra Egitto e Israele, uccisa dalla polizia egiziana. Continua il viaggio di Fortress Europe attraverso il Mediterraneo. Dopo i reportage su Grecia, Israele e Turchia, dedichiamo questo rapporto mensile alla grave e poco conosciuta situazione di Cipro.

02 August 2008

Luglio 2008

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ROMA – Vittime di una mappa. Dalla nascita. Pensate a un bambino di pochi mesi, stretto al petto della madre. E poi pensate a un'onda che se lo porta via, sfinito, dopo giorni passati sotto il sole in alto mare. Chiedetevi perché. E fatevi la stessa domanda per 13 volte. Tredici è il numero dei neonati morti annegati sulle rotte dell'immigrazione nel Mediterraneo nel solo mese di luglio. Undici al largo delle coste andaluse, due nel Canale di Sicilia, dove sono annegate anche due donne incinte. Sono i figli dei viaggi lunghi anni che le loro madri – somale, nigeriane, eritree - percorrono alla volta dell'Europa. Sono i figli della speranza che carica di tante aspettative il loro arrivo nel Vecchio continente. Le madri non hanno scelta. Non possono lasciarli da soli in Paesi stranieri come il Marocco o la Libia. Soprattutto le donne rifugiate. E allora li portano con sé, salgono sugli zodiac coi pannolini e si tengono strette a una preghiera. Tuttavia i muri invisibili delle frontiere non risparmiano nemmeno i più piccoli. Al contrario, la loro innocenza indica con ogni certezza la colpa dei genitori: essere nati nel posto sbagliato. Ad ucciderli, prima ancora del mare, sono state le mappe.

02 June 2008

Giugno 2008

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ROMA – È un triste anniversario quello della Giornata mondiale dei rifugiati del 20 giugno. Nel mese appena trascorso infatti, lungo le frontiere europee sono morti almeno 185 migranti e richiedenti asilo, dei quali 173 soltanto nel Canale di Sicilia. Quattro uomini sono deceduti alle Canarie, dopo essere stati ricoverati in gravi condizioni dopo il loro sbarco. In Italia, a distanza di pochi giorni, due iracheni sono stati trovati morti dentro due container sbarcati nel porto di Venezia a bordo di traghetti partiti dalla Grecia. In Turchia due migranti hanno perso la vita in un incidente del camion nel quale viaggiavano nascosti nella provincia orientale di Dogubayazit, mentre un cittadino somalo è rimasto ucciso da un proiettile durante una violenta protesta esplosa nel campo di detenzione di Kırklareli, vicino alla frontiera bulgara. E un proiettile ha ucciso anche tre profughi lungo il confine egiziano con Israele. Una delle vittime è una bambina sudanese di sette anni, ammazzata lo scorso 28 giugno.

Maggio 2008

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Lapide sulla tomba di un naufrago afgano a LesvosSAMOS – Ogni volta che entro in acqua sento l’angoscia salire allo stomaco. E penso che non sia affatto normale. Avanzo con cautela, in una piccola baia di Samos. Sono scalzo. E ho paura di toccare un cadavere sottacqua. Ho in mente le fotografie che mi hanno mostrato una settimana fa a Lesvos, in Grecia, di due bambini ripescati in mare. Ho in mente i racconti dei pescatori e la cronaca dell’ultimo mese, che parla di almeno 112 morti sulle rotte per l’Europa, di cui 102 soltanto nel Canale di Sicilia. Il corpo di una donna ritrovato sulla spiaggia di Maluk, a Lampedusa. Un’altro cadavere a Pozzallo, in provincia di Siracusa. Uno a Castel Vetrano, a Trapani. I 37 morti a Malta e i 50 a Teboulba, inTunisia. Cadaveri che galleggiano sopra questa grande fossa comune che è diventato il Mediterraneo – almeno 12.180 morti negli ultimi 20 anni -, senza che nulla si sappia delle loro imbarcazioni naufragate. Senza che nulla si sappia di quanti altri passeggeri erano a bordo e quanti siano i dispersi in mare. Come i 21 di Samos, lo scorso 16 maggio, di cui non è rimasta alcuna traccia se non una lettera autografata scritta dall’unico superstite.