A volte ritornano. Ma poi che fine fanno? Dove sono finiti i ragazzi etiopi deportati dai campi di detenzione libici sui voli per Addis Abeba? E le ragazze eritrei ferite dagli spari della polizia egiziana sulla frontiera con Israele? Che ne è stato di loro? E che ne è stato degli eritrei di cui si era sentito dire che erano stato arrestati nel Sinai e trasportati verso il sud dell'Egitto rinchiusi dentro ai treni merci per poi essere espulsi? Per capirlo c'è solo un modo. Fare un viaggio al ritroso. A sud del Sahara e incontrare chi non ce l'ha fatta. Chi aveva rischiato tutto per arrivare in Europa ma che sulla frontiera ha raccolta la propria sconfitta esistenziale. Roman Herzog lo ha fatto. E come al solito ci regala un audiodocumentario dei suoi. Si intitola "Non te la prendere se non ce l'hai fatta". Il trailer si può già ascoltare sulla rete. E il 13 maggio sarà presentato in versione completa e alla presenza dell'autore alla casa del cinema di Roma.Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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09 May 2011
Le voci dei respinti. A Roma il nuovo doc di Herzog
A volte ritornano. Ma poi che fine fanno? Dove sono finiti i ragazzi etiopi deportati dai campi di detenzione libici sui voli per Addis Abeba? E le ragazze eritrei ferite dagli spari della polizia egiziana sulla frontiera con Israele? Che ne è stato di loro? E che ne è stato degli eritrei di cui si era sentito dire che erano stato arrestati nel Sinai e trasportati verso il sud dell'Egitto rinchiusi dentro ai treni merci per poi essere espulsi? Per capirlo c'è solo un modo. Fare un viaggio al ritroso. A sud del Sahara e incontrare chi non ce l'ha fatta. Chi aveva rischiato tutto per arrivare in Europa ma che sulla frontiera ha raccolta la propria sconfitta esistenziale. Roman Herzog lo ha fatto. E come al solito ci regala un audiodocumentario dei suoi. Si intitola "Non te la prendere se non ce l'hai fatta". Il trailer si può già ascoltare sulla rete. E il 13 maggio sarà presentato in versione completa e alla presenza dell'autore alla casa del cinema di Roma.15 February 2011
Radio Passpartù. Finalmente liberi
Ma perché secondo voi le cose più interessanti si sentono su piccole webradio indipendenti e non nel mainstream? E allora grazie a Marzia Coronati e Elise Melot, e a Andrea Cocco, di Passpartù e ai loro ospiti in trasmissione Annalisa, Christian, Mohsen Lihidheb e Fulvio Vassallo Paleologo, che ci raccontano i fatti della Tunisia visti da Zarzis, Lampedusa, Palermo e... dal centro espulsioni di Torino. Qui potete scaricare la puntata oppure ascoltarla in streaming sul sito di Amisnet.
06 November 2009
"Noi difendiamo l'Europa!" su Radio 3 Rai il 9 novembre
15 September 2009
«Noi difendiamo l’Europa!»
FORTRESS EUROPE e AUDIO DOC
presentano
«Noi difendiamo l’Europa!»
Opposizione politica e lotta all’immigrazione in Libia
Un audio documentario di Roman Herzog
In 70 minuti di audio, la lotta all'immigrazione in Libia e l'opposizione politica al regime. Con le voci dei profughi, della polizia, e degli oppositori. Interamente registrato in Libia
presentano
«Noi difendiamo l’Europa!»
Opposizione politica e lotta all’immigrazione in Libia
Un audio documentario di Roman Herzog
In 70 minuti di audio, la lotta all'immigrazione in Libia e l'opposizione politica al regime. Con le voci dei profughi, della polizia, e degli oppositori. Interamente registrato in Libia
29 June 2008
Guerra nel Mediterraneo
PALERMO, 29/06/08 - Alcune unità di Frontex tolgono viveri e carburanti dalle navi dei migranti nel Mediterraneo per costringerli a tornare indietro a loro rischio e pericolo. È quanto emerge dall'ultimo documentario radiofonico di Roman Herzog, "Guerra nel Mediterraneo” , messo in onda dalla Radio Pubblica Tedesca (ARD) il 22 giugno 2008. Lo ammettono la Guardia di Finanza italiana e il direttore esecutivo dell'agenzia europea per il pattugliamento delle frontiere esterne (Frontex) Ilkka Laitinen. Sui respingimenti in mare però le autorità degli Stati membri sarebbero divise. Priorità al soccorso per gli italiani, pugno di ferro da parte della Germania. Ecco un estratto del documentario con le dichiarazioni di Frontex e della Finanza.31 October 2007
Libia: esclusiva intervista con i rifugiati detenuti a Zawiyah
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06 October 2006
Porta d'Europa
L'isola di Lampedusa è un mucchio di roccia calcarea di appena venti chilometri quadrati, più vicina all'Africa che all'Europa. In origine un paese di pescatori, diventata con il tempo un luogo di vacanze. Dagli anni '90, con le nuove politiche europee di restringimento e chiusura nei confronti dell'immigrazione legale, Lampedusa è diventata uno dei principali approdi dei cosiddetti clandestini. Intanto, al largo di Lampedusa i pescatori dell'isola continuano a ritrovare le tracce di quelli che non sono riusciti a raggiungere la porta d'Europa e di cui nessuno conosce la tragica fine.12 May 2006
Lampedusa: così la Finanza deportava i migranti in Tunisia nel 2004
ROMA - In intervista del 28 ottobre 2004, l'allora vice comandante della Guardia di Finanza a Lampedusa, Romeo Cavallin, intervistato da Roman Herzog, ammetteva i respingimenti dei migranti in alto mare verso la Tunisa come soluzione "ideale". Ecco cosa dice
"Ci sono stati rimpatri in base agli accordi con la Libia e più di recente trasbordi in mare con la Tunisia. Sono stati passati sotto nostra vigilanza dal peschereccio al guardacoste tunisino e riportati direttamente in Tunisia presi in alto mare. In ogni caso non hanno ancora commesso nessun reato. Perché il reato di emigrazione clandestina, scatta qualora attraversino fascia 12 miglia, non sono ancora entrati in territorio italiano, vengono respinti prima, vengono rimandati a destinazione. Si cerca di bloccarli prima che entrino nelle acque italiane, il cosiddetto respingimento, di non consentire di entrare in Italia, questo sarebbe l’ideale".
"Ci sono stati rimpatri in base agli accordi con la Libia e più di recente trasbordi in mare con la Tunisia. Sono stati passati sotto nostra vigilanza dal peschereccio al guardacoste tunisino e riportati direttamente in Tunisia presi in alto mare. In ogni caso non hanno ancora commesso nessun reato. Perché il reato di emigrazione clandestina, scatta qualora attraversino fascia 12 miglia, non sono ancora entrati in territorio italiano, vengono respinti prima, vengono rimandati a destinazione. Si cerca di bloccarli prima che entrino nelle acque italiane, il cosiddetto respingimento, di non consentire di entrare in Italia, questo sarebbe l’ideale".
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