Destinazione charter Frontex OperazioneJoint Return 2010 | Numero rimpatriati | Spesa in euro |
Nigeria-Camerun-Gambia | 777 | 4.111.175 |
Kosovo-Albania | 530 | 588.865 |
Georgia-Armenia | 225 | 986.171 |
Colombia-Ecuador | 215 | 1.010.329 |
Iraq | 154 | 945.529 |
Ucraina | 116 | 210.777 |
Burundi | 21 | 273.206 |
Totale | 2.038 | 8.525.782 |
Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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13 July 2011
Frontex quanto mi costi? 10 milioni per 2.000 rimpatri
12 January 2011
Caccia all'uomo
A volte mancano le parole. Guardate questo video. Girato dalle pattuglie aeree di Frontex alla frontiera tra Grecia e Turchia. Aerei militari, infrarossi e fucili contro della povera gente inerme che corre a piedi per attraversare la frontiera che gli può garantire un futuro sognato. Mentre a pochi chilometri di distanza, milioni di turisti ogni anno atterrano a Istanbul e Atene in vacanza. Grazie al blog http://frontexplode.eu che ha messo in rete il video
15 April 2010
Picchiati e maltrattati sui charter di Frontex per la Nigeria
Testimonianza su le condizioni di espulsione effettuate dai charter nel quadro del dispositivo europeo FRONTEX.
Tratto da Millebabords
"Ovunque si posava il mio sguardo, non c’era altro che punizione gratuita". Questa è la testimonianza di una persona deportata su un charter Frontex (tradotta dall'inglese da Alessandra Cervi). Si tratta della storia di PBBB, che è rimasto in contatto con un amico della Gran Bretagna e ha accettato di scrivere la sua testimonianza su ciò che cosa accade sui voli di Frontex.
Tratto da Millebabords
"Ovunque si posava il mio sguardo, non c’era altro che punizione gratuita". Questa è la testimonianza di una persona deportata su un charter Frontex (tradotta dall'inglese da Alessandra Cervi). Si tratta della storia di PBBB, che è rimasto in contatto con un amico della Gran Bretagna e ha accettato di scrivere la sua testimonianza su ciò che cosa accade sui voli di Frontex.
01 June 2009
Frontex reports, budget and activities
Frontex, the EU agency based in Warsaw, was created as a specialised and independent body tasked to coordinate the operational cooperation between Member States in the field of border security. The activities of Frontex are intelligence driven. Frontex complements and provides particular added value to the national border management systems of the Member States.30 April 2009
Pattuglie, Rabit e voli charter. I piani di Frontex per il 2009
LUCCA, 30 aprile 2009 - Un sistema permanente di pattugliamenti congiunti delle frontiere esterne dell'Unione europea. Marittime, aeroportuali e terrestri. Con mezzi militari e sistemi elettronici di sorveglianza. E voli charter per i rimpatri che facciano scalo nei vari Stati membri. È questo il disegno dell’agenzia comunitaria Frontex, secondo quanto esposto dal suo stesso direttore Ilkka Laitinen in un’audizione alla Commissione Libe del Parlamento europeo lo scorso 27 aprile. Proprio nella settimana in cui – subito dopo la risoluzione del caso Pinar - è partita l’operazione Nautilus IV nel Canale di Sicilia. Laitinen ha tracciato un bilancio delle attività di Frontex nel 2008 e presentato le priorità per il 2009. Ovviamente senza nessun riferimento ai casi dei gommoni di emigranti affondati nel mar Egeo dalla Guardia costiera greca, né alla proposta delle autorità tedesche di togliere viveri e carburanti alle imbarcazioni per far loro invertire la rotta, e tantomeno alle gravi condizioni di detenzione dei migranti intercettati in Libia, imprescindibile collaboratore per i futuri pattugliamenti nel Mediterraneo centrale.07 March 2009
“Così le navi di Frontex ci respinsero in Libia”. La storia tre liberiani
27 September 2008
Lampedusa: mitra sulle navi francesi di Frontex
ROMA, 27 settembre 2008 - Mitra a bordo contro gli immigrati nel Canale di Sicilia. Almeno sui mezzi francesi. Lo denuncia l'euro-parlamentare Giusto Catania, che il 25 settembre ha presentato un'interrogazione scritta alla Commissione europea "sull'utilizzo di armi da parte di agenti Frontex durante i salvataggi in mare”. Una foto scattata al molo di Lampedusa la sera del 24 settembre e pubblicata sul sito di Catania, mostra un militare con un mitra a tracolla, puntato – secondo testimoni oculari – contro il gruppo di migranti a bordo della fregata francese Arago P675. La nave è impegnata nella missione congiunta di pattugliamento Nautilus III, coordinata dall’agenzia europea Frontex e attiva nel Canale di Sicilia, tra la Libia, Malta e l’Italia. Gli stessi migranti soccorsi dalla P675 la sera del 24 settembre, hanno raccontato ai giornalisti sul molo e agli operatori umanitari, che i militari francesi avrebbero sparato in aria al momento dell’avvicinamento in mare del vecchio peschereccio su cui viaggiavano in 212. La tensione – secondo il racconto degli immigrati – sarebbe nata in seguito a un piccolo impatto tra le due imbarcazioni per un errore di manovra. I militari avrebbero allora sparato alcuni colpi di mitra, chiedendo contemporaneamente di mantenere la calma. In seguito, i militari stessi avrebbero mantenuto i mitra puntati verso i migranti per tutto il tragitto e fino all'entrata in porto a Lampedusa, come testimoniato da giornalisti e operatori umanitari presenti al molo.01 July 2008
Mauritania: rapporto di Amnesty accusa Frontex e Spagna

ROMA 1/7/08 – Amnesty International ha pubblicato un rapporto sulle condizioni dei migranti in Mauritania, il Paese che dal 2006 rappresenta uno dei principali punti di imbarco verso l’arcipelago spagnolo delle isole Canarie. Dal 2006 migliaia di persone sono state detenute nel campo costruito a Nouadhibou con fondi spagnoli e quindi rinviate alla frontiera con il Senegal e con il Mali. Il rapporto di Amnesty svela i rapporti tra Spagna e Mauritania, per poi affrontare i punti critici dei respingimenti in mare di 5.000 persone operati dai pattugliamenti di Frontex nell’Atlantico, con un caso studio sulla vicenda dei 369 passeggeri del Marine I, intercettati in mare il 30 gennaio e mantenuti in detenzione in condizioni degradanti per mesi, prima del rimpatrio della maggior parte di essi, in India, Pakistan, Sri Lanka e Guinea. Il rapporto, che è il primo del suo genere sulla Mauritania, si basa sulle testimonianze raccolte in Mauritania durante una visita del marzo 2008. Al campo di Nouadhibou è dedicato anche uno dei capitoli del libro “Mamadou va a morire”.
29 June 2008
Guerra nel Mediterraneo
PALERMO, 29/06/08 - Alcune unità di Frontex tolgono viveri e carburanti dalle navi dei migranti nel Mediterraneo per costringerli a tornare indietro a loro rischio e pericolo. È quanto emerge dall'ultimo documentario radiofonico di Roman Herzog, "Guerra nel Mediterraneo” , messo in onda dalla Radio Pubblica Tedesca (ARD) il 22 giugno 2008. Lo ammettono la Guardia di Finanza italiana e il direttore esecutivo dell'agenzia europea per il pattugliamento delle frontiere esterne (Frontex) Ilkka Laitinen. Sui respingimenti in mare però le autorità degli Stati membri sarebbero divise. Priorità al soccorso per gli italiani, pugno di ferro da parte della Germania. Ecco un estratto del documentario con le dichiarazioni di Frontex e della Finanza.10 December 2007
Frontex: conclusa operazione Indalo in Spagna, 305 migranti fermati
ROMA, 10 dicembre 2007 – Nuovi pattugliamenti Frontex in Spagna di fronte alla riapertura della rotta andalusa. L’ultima missione dell’agenzia per il controllo delle frontiere esterne europee, appena conclusa, si chiama Indalo: 305 i migranti fermati e 28 le imbarcazioni sequestrate dal 30 ottobre al 20 novembre 2007 nelle acque della Spagna meridionale. È la risposta dell’Unione europea alla riapertura di quella che gli spagnoli chiamano la via mediterranea. Quella che porta dritto dal Marocco e dall’Algeria verso l’Andalusia orientale e Murcia. Una via tornata ad essere battuta negli ultimi mesi, dopo un paio d’anni di relativa calma. Anche l’Italia ha partecipato alla missione di pattugliamento, insieme a Portogallo, Francia, Malta, Germania, Cipro, Romania e, naturalmente, Spagna. Il pattugliatore “Corsi” della Guardia Costiera è rientrato a Civitavecchia il 29 novembre. Intanto per il 2008 anche la Guinea Conakry ha chiesto aiuti a Frontex. Servono pattugliamenti europei – assicurano fonti governative – soprattutto per bloccare le nuove rotte dei migranti asiatici, almeno 2.000 persone, che da Conakry puntano dritto alle Canarie su grandi vecchie navi da pesca.
22 September 2007
Frattini: dal 2008 Frontex nelle acque libiche
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FIRENZE, 22 settembre 2007 – Diventeranno permanenti, nel 2008, i pattugliamenti Frontex contro l’immigrazione clandestina nel Canale Sicilia, a cui parteciperà anche la Libia. Il piano è pronto. Lo sostiene il commissario Ue Franco Frattini, intervenuto alla Conferenza nazionale sull’immigrazione a Firenze. E sul piatto sono già stati messi altri 30 milioni di euro dei fondi Libe, che si aggiungono ai 34 milioni di euro del bilancio 2007 di Frontex. La missione Nautilus nel Canale di Sicilia, ripresa il 10 settembre 2007, “durerà alcuni mesi”. Non solo. Frattini si augura pattugliamenti permanenti nell’Atlantico e nello Stretto a partire dal 2008. Con una novità: la sempre più vicina collaborazione della Libia, a cui in cambio l’Ue offre un sistema elettronico di controllo della frontiera sud con Niger, Chad e Sudan. Frontex ha già un ufficiale di collegamento con il Governo libico, un alto funzionario del Ministero dell’Interno libico. Presto Frattini invierà una missione alla frontiera sud del Paese per verificare le esigenze di pattugliamento e per poi installare le forniture per la sorveglianza elettronica delle frontiere. Lo aveva già annunciato Amato il 18 settembre. In cambio la Libia si sarebbe impegnata a partecipare ai pattugliamenti congiunti di Frontex nello Stretto, sul modello di quanto fatto in Senegal e Mauritania. Insomma, ammette Frattini, “l’obiettivo è bloccare tutto nelle acque libiche, intorno ai porti della partenza”. L’Ue collabora già con la Libia, attraverso un programma di rimpatrio assistito dell’Oim in Niger e Chad, finanziato con i fondi Aeneas, di cui avrebbero beneficiato, secondo Frattini, già alcune centinaia di persone.
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