Da Lampedusa sono partiti tre voli con 45 passeggeri tunisini ciascuno. Il primo gruppo di 45 è stato diviso tra il Cie di Bologna e quello di Gradisca, quest'ultimo ancora interessato da lavori di ristrutturazione dopo che l'ultima rivolta aveva reso inutilizzabile metà delle celle, e ancora con 80 detenuti su un totale di 44 posti disponibili. Altri 45 tunisini dall'isola sono stati smistati nei Cie di Lamezia Terme e Brindisi, e altri 45 tra Bari e Crotone. Le autorità dichiarano che i tunisini saranno comunque rimpatriati dai Cie. Ma logisticamente sembra difficile. Prima infatti i rimpatri avvenivano direttamente da Lampedusa a Tunisi, due aerei al giorno con 30 espulsi su ogni volo. Adesso staremo a vedere. Quello che è certo è che c'è da aspettarsi altre fughe, come è successo l'altra settimana a Bologna. E altre rivolte, com'è è successo nei giorni scorsi nei Cie di Torino e Milano.
Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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03 May 2011
06 January 2011
Capodanno nei Cie
Come se la sono passati la fine dell'anno i circa mille reclusi nei dieci centri di identificazione e espulsione? Di certo c'è poco da festeggiare quando la prospettiva sono sei mesi di detenzione, soprattutto sapendo che non si è commesso nessun reato... E allora la festa degli altri può diventare un'ottima occasione per tentare di tagliare la corda e tornare in libertà. C'hanno provato a Lamezia Terme e a Milano. Ma con pessimi risultati. A Lamezia è finita a lacrimogeni e manganellate, a detta dello stesso direttore del centro, Raffaello Conte, che sulla sua pagina facebook scrive da vero statista: "casini al cie... manganellata sul dito sinistro della mano sinistra, penso si chiami anulare, un'culu che dolore". La notizia è confermata dalla stampa. Su Milano invece si sa poco, perché la polizia ha sequestrato i telefonini ai reclusi. Ma pare che in seguito alla rivolta di capodanno uno dei detenuti sia stato ricoverato in ospedale e dimesso soltanto il 6 gennaio, mentre in tre persone sarebbero state arrestate, secondo la ricostruzione di Macerie. Ecco le notizie come riportate dalla stampa.
05 December 2009
Cie Lamezia: una canzone rap per liberare Talla
Free Talla. Si chiama così l'ultimo pezzo dei Twin Vega. "Questo è per il nostro fratello Talla, rinchiuso a Lamezia Terme. Vogliono farti rimpatriare ma noi con i fiori o con le bombe lo impediremo". La canzone è dedicata proprio a uno dei rapper del gruppo: Talla Ndao, senegalese, a cui la polizia ha ritirato il permesso di soggiorno per un precedente penale del 2003, quando appena arrivato in Italia lavorava ancora come venditore ambulante di cd masterizzati. Quando i musicisti della sua band hanno saputo che Talla era stato portato al centro di identificazione e espulsione di Lamezia Terme hanno fatto il possibile per tirarlo fuori. Una canzone di denuncia e una campagna sulla stampa. "Non ti lasceremo solo qui la voce si diffonde. La tua gente sta con te non preoccuparti frate tu ritornerai nel Sulcis". Hanno mobilitato l'intera cittadina di Iglesias, dove Talla era residente, e coinvolto un deputato ex sindaco della cittadina, che sul caso ha presentato anche un'interrogazione parlamentare. "Fratello siamo qui, stiam combattendo per te, nelle radio nei giornali noi raccontiamo di te". L'odissea di Talla, cominciata con il fermo nel novembre del 2009, si è felicemente conclusa il 5 dicembre, quando Talla è stato rimesso in libertà ed è potuto tornare a casa dagli amici della sua band. "Arriveremo fino in alto come dicevamo sempre saliremo sopra i palchi con sotto tutta la gente". Per saperne di più vi invitiamo a visitare la pagina facebook che gli è stata dedicata e un articolo pubblicato su l'Unità. Anche perché queste sono le storie che dimostrano come una mobilitazione da fuori possa portare a bloccare un'espulsione. Ben tornato in libertà, Talla.
08 September 2009
Lamezia Terme: fuga dal Cie. La polizia spara lacrimogeni
LAMEZIA TERME (CATANZARO) - Sei immigrati sono riusciti a scappare nella serata di ieri dal Centro identificazione ed espulsione (Cie) di Lamezia Terme, a Catanzaro, dove erano detenuti perché sprovvisti di documenti di soggiorno. Non si conosce la loro nazionalità, ma pare che fossero tutti originari del Maghreb. I sei sono riusciti a scavalcare l'alta rete di recinzione esterna del centro. Gli agenti in servizio di vigilanza, per evitare che anche altri potessero seguirli, hanno lanciato alcuni lacrimogeni. Sul posto sono poi intervenute diverse pattuglie di polizia e carabinieri che poco dopo hanno bloccato tre dei sei fuggitivi mentre si aggiravano nelle campagne di Lamezia. L'evasione di Lamezia segue quella di Brindisi della scorsa settimana, e quelle di Gradisca e Bari. Segno che la tensione nei Cie continua a essere alta
18 November 2008
Lamezia: video del presidio davanti al Cpt
Immagini di una manifestazione davanti al centro di permanenza temporanea di Lamezia Terme nel novembre del 2005
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