
Il 22 agosto, intorno alle dieci del mattino, la Nato aveva bombardato gli edifici amministrativi della prigione. Le sparatorie iniziarono subito dopo. All'inizio tutti i detenuti pensavano che fossero le armate dei rivoluzionari. Ma dopo un'intera giornata gli spari non erano ancora cessati. E allora tra i prigionieri si diffuse il panico. Qualcuno iniziò a dire che anziché una battaglia fosse una strage. E che le guardie del carcere stessero fucilando tutti i reclusi, come già era successo nel 1996 nello stesso carcere, quando vennero uccisi 1.200 detenuti politici nella sola notte del 29 giugno. Finché il giorno dopo sentirono cigolare il pesante portone di ferro della sezione.







