16 October 2011

Ancora una fuga dal cie di Brindisi. Liberi 18 tunisini

Ennesima fuga dal centro di identificazione e espulsione di Brindisi. Protagonisti 18 ragazzi tunisini, detenuti perché giunti in Italia senza visto sul passaporto. Rischiavano fino a 18 mesi di reclusione. Ma adesso sono di nuovo in libertà e potranno raggiungere i propri amici e familiari, tra Parigi, Milano e Marsiglia. A Brindisi si tratta dell'ennesima rivolta con fuga. Il copione è sempre lo stesso. Al punto che la situazione al Cie di Brindisi deve imbarazzare non poco il ministero dell'Interno, visto che soltanto nell'ultimo mese sono già scappati più di 100 reclusi. Mentre dai Cie di tutta Italia il bilancio delle fughe, dopo un'estate di rivolte, è di oltre 400 persone tornate in libertà. Ma dopotutto era difficile aspettarsi una reazione diversa dopo l'approvazione della legge che porta a 18 mesi il limite massimo della detenzione nei Cie dei senza documenti. Al punto che persino il sindacato di polizia inizia a esprimere le proprie critiche sulla norma. In fondo ogni volta si contano i feriti tra le forze dell'ordine, chiamate a reprimere un fenomeno prettamente sociale come la circolazione degli esseri umani. Anche a Brindisi all'ultimo giro si sono contati due feriti. Uno era un agente di polizia. E l'altro uno dei tunisini fuggitivi che è rimasto a terra con una gamba rotta dove aver saltato il muro di cinta. Di seguito i dettagli della notizia sulla stampa locale.

Ancora tensioni a Restinco. Fuggono 18 tunisini
tratto dal Quotidiano di Puglia

BRINDISI, 16 ottobre 2011 - Due feriti - uno tra le forze dell’ordine ed uno tra i fuggitivi - e diciotto tunisini scappati dal Cie di Restinco. E’ questo il bilancio di un’altra delle tante giornate di rabbia, disperazione e violenza vissute dalla struttura brindisina che ospita il Centro di identificazione ed espulsione insieme con il Centro di accoglienza per i richiedenti asilo. Questa mattina un gruppo di immigrati tunisini ha cercato di evadere dal Cie. Diciotto di loro sono riusciti ad allontanarsi e fuggire mentre uno si è fratturato una gamba tentando di saltare dall’alto muro di cinta che protegge il Centro di identificazione ed espulsione.

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