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14 October 2011

L'amore ai tempi della frontiera. Winny e Nizar

Winny, Nizar e Rafael, foto di Alessio Genovese

Winny è partita dall’Olanda. Capelli biondi, occhi verdi e un sorriso sempre pronto a illuminarle il viso, salvo poi sfumare in uno sguardo malinconico e offuscato dai cattivi pensieri. La gravidanza la fa sembrare più grande dei suoi ventitré anni. I poliziotti di guardia al Centro di identificazione ed espulsione di Chinisia, dove è rinchiuso suo marito Nizar, la riconoscono da lontano e la fanno accomodare senza nemmeno chiederle i documenti. È autorizzata a visitarlo due volte al giorno. I colloqui si tengono nel tendone sul piazzale, sotto lo sguardo attento e un po’ invidioso di cinque agenti che li controllano a vista. Parlano poco e in inglese. Il resto è fatto di sguardi. Lui appoggia le mani sul pancione per sentire i calcetti del piccolino. Sarà maschio, il nome ancora non l’hanno scelto. L’unica cosa sicura è che appena nascerà, Nizar si farà un altro tatuaggio sul braccio. Una piccola stella con le iniziali del figlio, accanto alla stella più grande con la W di Winny.

05 October 2011

L'amore ai tempi della frontiera. Nathalie e Salah

Salah e Nathalie davanti al Cie di Chinisia, foto di Alessio Genovese

Mi chiamo Nathalie. Sono francese. E mio marito Salah è uno dei vostri invasori. È detenuto a Lampedusa, quest'isola di cui fino ad oggi non conoscevo nemmeno l'esistenza. Siamo legalmente sposati. Ci teniamo in contatto per sms. Gli dico di restare calmo. Mentre scrivo queste righe, mio marito aspetta ancora, come un condannato a morte, che qualcuno decida sulla sua sorte. E io mi chiedo quale sarà il suo avvenire, e il mio, e il nostro?

Nathalie ha scritto questa lettera di pugno, lo scorso 20 giugno. E me l'ha spedita per mail. Poi ha spento il computer, ha fatto la valigia ed è corsa all'aeroporto di Parigi a prendere il volo per Palermo. La sera prima aveva parlato al telefono con Sakina, un'altra donna francese, un'altra che a Lampedusa aveva il marito, Khayri. Il caso ha voluto che Khairy e Salah abbiano viaggiato sulla stessa barca partita da Zarzis il 13 maggio e arrivata sull'isola il 14. È stato il marito di Sakiné, Khiary, a raccogliere tra i reclusi del cie di Chinisia i numeri di telefono di mogli e parenti in Europa.

04 October 2011

L'amore ai tempi della frontiera. Sakina e Khayri

Sakina e Khayri, foto di Alessio Genovese
Il sole già alto del mattino, un volo Ryanair in discesa sull’aeroporto di Trapani e tutto intorno il silenzio dell’estate sulle campagne siciliane. Sakina si tiene stretta al palo d’alluminio che regge il gazebo nel piazzale di cemento. Ha un sorriso compiaciuto e si diverte a mandare baci nella direzione dei poliziotti davanti al cancello del Centro di identificazione ed espulsione di Chinisia. Alcuni si guardano con aria sospetta per capire a chi di loro siano dedicate quelle improvvise e inadeguate attenzioni. Ma non è agli uomini in divisa che guarda Sakina. I baci sono per l’uomo dietro le sbarre, il tunisino con la maglietta viola e le mani aggrappate ai ferri della gabbia, che le dice in labiale «je t’aime».

28 September 2011

L'Amore ai tempi della Frontiera. Anteprima italiana

l'amore ai tempi della frontiera, foto di Alessio Genovese

Facciamo sempre di tutto per frapporre distanze incolmabili tra noi e loro. Fuggono dalla fame, dalla guerra, dalla disperazione. Sono profughi, rifugiati, clandestini. E invece non pensiamo mai alle cose normali. Al desiderio, alla follia della gioventu', al gusto dell'avventura e perche' no all'amore. Chi l'avrebbe detto, per esempio, che dietro alla piu' violenta ribellione del centro di identificazione e espulsione di Chinisia, a Trapani, ci fosse una bellissima e commovente storia d'amore? Noi ci siamo arrivati un po' per caso. E abbiamo deciso di seguire la storia fino in fondo e di farci un film.
Insieme ad Alexandra D'Onofrio (regia e montaggio) e Alessio Genovese (foto). Con un microfono e una macchina fotografica. Il risultato e' un corto di 18 minuti, che sa piu' di visual antropology che di documentario classico. Fatto di audio, fotografie e filmati ripresi con il cellulare.
Sara' proiettato in anteprima italiana al festival di Internazionale a Ferrara. L'appuntamento e' alle 19,30 del 30 settembre a Palazzo Massari con la presenza degli autori. Presto metteremo online un trailer del film e sara' possibile organizzare proiezioni in tutta Italia.
Nei prossimi mesi arriveranno altri due film di Alexandra D'Onofrio prodotti anch'essi da Fortress Europe grazie al contributo della Open Society Foundation, sempre sul tema dei Cie e della frontiera.
Perche' siamo sempre piu' convinti che sia fondamentale ritrovare l'universale in quelle storie di frontiera troppo spesso schiacciate su un'eccessiva drammaticita'. Ci aiuta a sconfiggere il mostro dell'altro. E a identificarci con i destini dei tanti ragazzi che arrivano a Lampedusa. Perche' in fondo siamo la stessa generazione, e il mare di mezzo.