ROMA, 28 novembre 2007 - Il capo missione in Libia dell'Organizzazione internazionale della migrazione (Oim), Laurence Hart, non ha gradito le provocazioni del nostro recente articolo Libia: blitz italiano a Tripoli in vista del vertice di Lisbona, in cui accusavamo Acnur e Oim di "dare una copertura umanitaria alle deportazioni di massa" dei migranti africani dalla Libia.
Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
28 November 2007
25 November 2007
Somalia: già 20.000 profughi sbarcati in Yemen nel 2007 e 900 morti
ROMA, 25 novembre 2007 – Non ne parliamo perché è una rotta che non tocca le frontiere europee. Ma nelle acque del Golfo di Aden, tra la Somalia e lo Yemen, si sta consumando una vera carneficina. Dall’inizio dell’anno almeno 20.000 profughi somali, in fuga da un paese dilaniato da anni di guerra civile, hanno raggiunto le coste yemenite, e almeno 800 hanno perso la vita nella traversata. L’ultimo incidente lo scorso 21 novembre, quando 64 profughi sono annegati al largo di Shabwa, dopo che l'imbarcazione a bordo della quale viaggiavano si è capovolta in mare. Lo riferisce l'agenzia ufficiale yemenita Saba. Tra le vittime anche 3 bambini e 7 donne. I 25 sopravvissuti sono riusciti a salvarsi raggiungendo la riva a nuoto. All’inizio di novembre, le autorità yemenite avevano ripescato i cadaveri di 40 profughi annegati. Il 23 ottobre scorso l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) aveva informato della morte di 66 somali, costretti a buttarsi in mare dai trafficanti e annegati.
Malta: condizioni "spaventose" di detenzione. La denuncia di Mdm
ROMA, 25 novembre 2007 – Condizioni di detenzione “spaventose” che “si ripercuotono sulla salute fisica, psicologica e psichiatrica, con frequenti problemi di salute mentale”. L’ong francese Médecins du Monde accusa i campi di detenzione dei migranti di Malta. E lo fa in un rapporto pubblicato recentemente, dopo una missione nei centri tra aprile e settembre 2007. Infezioni respiratorie e malattie dermatologiche, ma anche depressioni e stress legati all’incarcerazione sistematica fino a 18 mesi prevista dalla legge maltese per tutti i migranti e rifugiati sbarcati sull’isola. I centri sono “sovraffollati e insalubri”, e vi “sono detenute donne incinte e bambini” in “ambienti promiscui. L’accesso alle cure è “limitato e spesso tardivo”.Libia: blitz italiano a Tripoli in vista del vertice di Lisbona
ROMA, 25 novembre 2007 – Mancano due settimane al vertice euro-africano di Lisbona. Si discuterà anche di immigrazione irregolare, pattugliamenti congiunti e respingimenti in Libia, con l’obiettivo di promuovere a pieni voti la cooperazione con Tripoli e le deportazioni di massa di migranti e rifugiati dell’africa sub-sahariana. Il negoziato italiano con la Libia non prescinde dalla partita del gas e dei risarcimenti post coloniali. “Un’intesa di principio” è già stata annunciata il 10 novembre 2007 dal ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che dopo un incontro a Tripoli con il leader libico Mu‘ammar Qaddafi ha annunciato la costruzione di una grande autostrada nella ex colonia per voltare la pagina del passato, in attesa di conoscere il trattamento degli italiani espulsi dalla Libia nel 1970, dopo il colpo di stato. In cambio il leader libico ha offerto a Roma una partnership privilegiata in campo politico ed economico. Un mese prima, il 16 ottobre 2007, Eni aveva siglato un accordo con la compagnia di stato libica National Oil Company (Noc) prevedendo 28 miliardi di dollari di investimenti oltremare in dieci anni, con un’estensione della durata dei diritti di estrazione di gas e petrolio fino al 2047.Così si vive a Cassibile, reportage dal cpa siciliano
ROMA, 25 novembre 2007 – Roman Herzog, un giornalista tedesco, ha visitato a metà novembre il centro di prima accoglienza di Cassibile, a Siracusa, in Sicilia. Riceviamo e pubblichiamo volentieri il suo reportage. Da un lato emergono le condizioni degradanti in cui migranti e rifugiati sono detenuti, compresi donne e bambini. Dall’altro, nelle parole di chi ricorda il viaggio, ritornano le gravi denunce della situazione in Libia.
Marocco: le testimonianze degli harragas arrestati in Libia
ROMA, 25 novembre 2007 – Sono 763 i migranti marocchini detenuti nelle carceri libiche. La denuncia è dell’ong marocchina “Associazione degli amici e delle famiglie delle vittime dell’immigrazione clandestina” (Afvic). Il presidente Khalil Jemmah, sulla base delle testimonianze raccolte tra gli ex detenuti rimpatriati in Marocco, denuncia il sequestro dei beni degli arrestati e accusa gli agenti della polizia libica di stupri e torture.
24 November 2007
Continuano i respingimenti di irakeni e afgani dai porti italiani
ROMA, 24 novembre 2007 – L’ Italia non riconosce il diritto d’asilo. All’indomani dell’approvazione in Consiglio dei ministri, il 9 novembre 2007, di due importanti direttive europee in materia di asilo (la 2004/83 e la 2005/85), la polizia di frontiera continua a espellere i richiedenti asilo irakeni e afgani fermati a bordo dei traghetti dei turisti in arrivo ogni giorno dalla Grecia a Bari, Brindisi, Ancona e Venezia. Basta leggere le notizie degli ultimi tre giorni: 55 irakeni fermati nel porto di Bari il 20 novembre, due iracheni denunciati ed espulsi, il giorno dopo, da Ancona, dove venerdì 23 novembre almeno 7 persone (di cui 4 irakeni e 2 afgani) sono stati rispediti in Grecia. In Grecia sì. Lo stesso paese dove martedì scorso, le autorità di polizia informavano di aver arrestato 55 iracheni alla frontiera con la Turchia, nella regione di Evros, e annunciavano il loro trasferimento in un campo di detenzione, a Alexandroupolis, in attesa dell’espulsione in Turchia.
23 November 2007
Traversée clandestine
Traversée clandestine, di Gregoire Deniau, Guillaume Martin e Emmanuel Charieras, realizzato nel 2005 per la trasmissione Envoyé Special di France 2. Uno dei più completi documentari sulla traversata dal Marocco alle isole Canarie. Deniau compra un passaggio alle Canarie da un passeur di Rabat e affronta tutti i passaggi del viaggio insieme a una trentina di migranti. La vita nel deserto, le violenze, la riparazione della barca e poi il primo tentativo di imbarco, che però finisce in tragedia, con il timone nelle mani di passeggeri che non hanno mai visto prima il mare. Durata: 48 minuti. Davvero interessante
13 November 2007
Miraggio Europa
Di Franca Verda Hunziker e Gianni Padlina, 31 minuti, girato in Senegal nel 2007 dagli inviati della trasmissione Falò, della tv svizzera RTSI. Uno spaccato sulle contraddizioni di un Paese, il Senegal, incapace di offrire un futuro a una intera generazione, e sugli effetti collaterali dei pattugliamenti Frontex. Ma anche il ruolo cruciale dei marabù, le associazioni delle madri che hanno perso i figli nella traversata, un'intervista rubata a un passeurs, i giovani rimpatriati, i pescatori in crisi, e le denunce nelle canzoni dei rapper senegalesi.Per vedere il video è necessario Real Player. Se non hai il software puoi scaricarlo gratuitamente dal sito ufficiale
08 November 2007
Resettlement: due progetti di legge fermi in Parlamento
ROMA, 8 novembre 2007 - Programmazione triennale delle quote di rifugiati da reinsediare in Italia, consultazione con l"Acnur, le ong e il mondo del lavoro per stabilire le quote e priorità ai casi più vulnerabili. Questi i capisaldi della via italiana al resettlement previsto nelle due proposte di legge sull’asilo depositate al Parlamento. Il disegno di legge Emanuela Baio n° 1390, recante "Norme in materia di protezione sussidiaria e di asilo”, è stato assegnato alla Commissione Affari costituzionali al Senato, il 10 maggio 2007, ma non è ancora iniziato l’esame. L’altro progetto di legge – pdl Zaccaria n° 2410, recante “Disciplina del diritto di asilo e della protezione sussidiaria” – è in fase di prima lettura alla Commissione Affari costituzionali della Camera, a cui è stata assegnata il 16 aprile 2007.
L’Italia non ha una legge organica sull’asilo. Tuttavia in passato ha accolto centinaia di rifugiati politici reinsediati nel nostro Paese. Dopo il golpe del 1973 in Cile, che portò al potere Augusto Pinochet, capo della risultante giunta militare, 35.000 rifugiati politici lasciarono il Paese. Anche l’Italia rispose all’appello dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, e accolse oltre 600 cileni che avevano trovato riparo nell’ambasciata italiana a Santiago. Altre 300 persone vennero accolte con ricongiungimenti familiari. Sei anni dopo, nel 1979, era la volta di 895 profughi vietnamiti soccorsi nel mare cinese dagli incrociatori della Marina italiana “Vittorio Veneto” e “Andrea Doria” e dalla nave d’appoggio “Stromboli”, nel corso dell’operazione “Boat people”, e quindi accolti in Italia, a Chioggia (Ve), Cesenatico (Fo), Treviso, Trieste e Jesolo. Nel 1986 invece furono 41 i rifugiati vietnamiti reinsediati in Italia dalle Filippine. Mentre nel 1987-88 un totale di 110 iracheni caldei veniva accolto in Italia dalla Turchia. Provvedimenti straordinari, seppure non veri e propri reinsediamenti, vennero presi nel 1994 nella ex Jugoslavia, accettando come visto d’ingresso alla frontiera una “protection lettre” che veniva rilasciata ai profughi in patria dall’Acnur. E ancora nel 1999, quando 4.500 rifugiati politici kosovari vennero evacuati dalla Macedonia sugli aerei dell’Aeronautica militare italiana e accolti nella ex base della Nato, a Comiso. Quello di ieri da Tripoli è il primo reinsediamento che l’Acnur fa dalla Libia, dove è presente dal 1991, salvo rari precedenti che però non avevano mai riguardato un gruppo di persone.
L’Italia non ha una legge organica sull’asilo. Tuttavia in passato ha accolto centinaia di rifugiati politici reinsediati nel nostro Paese. Dopo il golpe del 1973 in Cile, che portò al potere Augusto Pinochet, capo della risultante giunta militare, 35.000 rifugiati politici lasciarono il Paese. Anche l’Italia rispose all’appello dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, e accolse oltre 600 cileni che avevano trovato riparo nell’ambasciata italiana a Santiago. Altre 300 persone vennero accolte con ricongiungimenti familiari. Sei anni dopo, nel 1979, era la volta di 895 profughi vietnamiti soccorsi nel mare cinese dagli incrociatori della Marina italiana “Vittorio Veneto” e “Andrea Doria” e dalla nave d’appoggio “Stromboli”, nel corso dell’operazione “Boat people”, e quindi accolti in Italia, a Chioggia (Ve), Cesenatico (Fo), Treviso, Trieste e Jesolo. Nel 1986 invece furono 41 i rifugiati vietnamiti reinsediati in Italia dalle Filippine. Mentre nel 1987-88 un totale di 110 iracheni caldei veniva accolto in Italia dalla Turchia. Provvedimenti straordinari, seppure non veri e propri reinsediamenti, vennero presi nel 1994 nella ex Jugoslavia, accettando come visto d’ingresso alla frontiera una “protection lettre” che veniva rilasciata ai profughi in patria dall’Acnur. E ancora nel 1999, quando 4.500 rifugiati politici kosovari vennero evacuati dalla Macedonia sugli aerei dell’Aeronautica militare italiana e accolti nella ex base della Nato, a Comiso. Quello di ieri da Tripoli è il primo reinsediamento che l’Acnur fa dalla Libia, dove è presente dal 1991, salvo rari precedenti che però non avevano mai riguardato un gruppo di persone.
Sono 2.589 gli eritrei sbarcati lungo le coste siciliane nel 2006
ROMA, 8 novembre 2007 - Passa da Lampedusa l'esilio degli eritrei in fuga dalla guerra con l"Etiopia. Sono 2.589 gli eritrei sbarcati lungo le coste siciliane nel 2006. Il 12% dei 22.016 cittadini stranieri sbarcati in Italia lo scorso anno, e il 20,8% dei 10.438 richiedenti asilo dello stesso periodo. Per loro le carrette del mare sono l’unica possibilità per raggiungere l’Europa. Ma la maggior parte dei rifugiati eritrei sono in Sudan: oltre 130.000 rifugiati in 12 campi profughi. Migliaia ogni anno attraversano il deserto del Sahara per raggiungere la Libia e da lì imbarcarsi clandestinamente per l’Italia, anche se l’obiettivo finale spesso è la Svezia, o l’Inghilterra, come documentano i recenti episodi della frontiera di Calais, il porto d’imbarco francese per Dover, oltre la Manica, dove lo scorso 8 luglio una ventenne eritrea è morta investita mentre fuggiva dalla polizia.
L'Italia accoglie 40 rifugiati arrestati sulle rotte per Lampedusa
ROMA, 8 novembre 2007 - L'Italia accoglie 40 dei 600 rifugiati politici eritrei arrestati sulle rotte per Lampedusa e detenuti da un anno e mezzo a Misratah, in Libia. È il primo resettlement di rifugiati in Italia dai tempi della crisi cilena del 1973. Sono 34 donne, 5 uomini e una bambina neonata. Sono atterrati ieri mattina alle 8:00 a Fiumicino e sono stati trasferiti in un centro d"accoglienza a Cantalice, a Rieti. Soddisfatti i soggetti che hanno contribuito all'operazione. Acnur, Cir, Oim e Ministero dell"Interno.
Italien nimmt Eritreer aus Libyen auf
ROMA, 8/11/07 -Italien nimmt 40 der 600 eritreischen Flüchtlinge auf, die auf dem Weg nach Lampedusa gestoppt und nach Libyen verbracht wurden, wo sie seit eineinhalb Jahren in Misratha in Haft sitzen. Das ist das erste resettlement von Flüchtlingen in Italien seit der Chile-Krise 1973. Es handelt sich um 34 Frauen, 5 Männer und ein neugeborenes Kind. Die Flüchtlinge sind gestern morgen um 8 Uhr in Rom gelandet und in das Aufnahmezentrum Cantalice bei Rieti gebracht worden
06 November 2007
Libye: inquiétant rapport publié par Fortress Europe
ROME, 6 novembre 2007 - Les morts dans le désert et dans le canal de Sicile, les tortures et les violences sexuelles dans les centres de rétention financés pas l’Italie, les déportations dans le Sahara, les expulsions collectives au large de nos mers, les rapatriements des réfugiés sur les vols payés par Rome, les déportations depuis Lampedusa, les homicides dans les commissariats, les abus des passeurs et les attaques racistes à Tripoli. Tout ce qu’il ne faut pas savoir sur le Pays auquel l’Italie et l’Ue ont confié la garde des frontières du sud, à la veille des contrôles Frontex en Libye en 2008, quand les reconduites au large seront la règle.
Dechargez le rapport en pdf
Libya, the special report of Fortress Europe
ROME, 6 November 2007 - The deaths in the desert and in the Channel of Sicily, the tortures and rapes in detention centres funded by Italy, deportations to the Sahara, collective refoulements, the repatriation of refugees on flights paid by Rome deportations from Lampedusa, murders in police stations, the abuses perpetrated by passeurs and racist attacks in Tripoli. Everything that must not be known about the country to which Italy and the EU entrust the control of the southern border, on the eve of Frontex patrol operations in Libya in 2008, when refoulements at sea will become the norm03 November 2007
Mamadou dì a tua madre
L'aumento del pattugliamento lungo le coste tunisine ha soltanto spostato più a sud le partenze dei giovani sub-sahariani. Partono da Zuwarah a Sabratah, lungo la costa libica occidentale. Lampedusa è a 300 chilometri di mare. Più di una volta è successo che passeurs senza scrupoli abbiano fatto scendere decine di passeggeri sull’isola tunisina di Kerkennah, nelle acque di Sfax, dicendo loro «voilà Lampedusa». Lo raccontano ancora i vecchi nei bar dell’isola. «Buongiorno, buongiorno. Come stai?» dicevano ingenui i nuovi arrivati. È bastata una secca risposta in arabo a gelare gli animi e a capire che no, era ancora Ifriqiya, solo un poco più in là. A loro è andata comunque meglio delle migliaia di morti annegati lungo le rotte del Canale di Sicilia. Molte barche sono ferrivecchi e spesso sono pilotate da gente che non conosce il mare. Tante fanno naufragio nelle prime ore di viaggio. I corpi dei morti talvolta raggiungono Zarzis e l’isola di Djerba al sud della Tunisia. Li tirano su i pescatori. Nelle reti del pesce corpi nudi, mummie in blue jeans, scheletri, alghe e magliette. Sono gli stessi litorali dove Omero condusse i compagni di Ulisse rapiti dai fiori di loto e dove migliaia di turisti ogni mese d’estate vanno in vacanza. Inizia qui il cimitero Mediterraneo.02 November 2007
Ottobre 2007
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Νοέμβρης του 2007
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October 2007
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Οκτώβριος του 2007
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تقرير أكتوبر 2007
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روما - الكارثة لا تتوقف. 296 مهاجر و لاجىء على الأقل لقوا حذفهم على حدود الإتحاد الأوروبي خلال شهر أكتوبر 2007. أكثر من 200 مفقود قبالة جزر الكناري بإسبانيا، 51 ضحية بقناة صقلية و كالبريا و 33 متوفى في بحر إجي، بين تركيا و اليونان. 1.343 متوفى على الأقل منذ بداية السنة. على الموقع يوجد التقرير السري للبعثة التقنية بليبيا لفورتكس. تقريرين قاسيين لحصن أوروبا يستنكران إساءة المعاملة الخطيرة ضد المهاجرين العابرين بليبيا. بعد زيارة لليونان، إتهم أثينا بإعتقالات منظمة، تعذيب و ترحيل جماعي للمهاجرين و اللاجئين بيما فيهم القاصرين.
Informe octubre 2007
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Oktober 2007
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