Showing posts with label Malta. Show all posts
Showing posts with label Malta. Show all posts

12 April 2011

Sbarco a Malta: muore una ragazza di 29 anni

Pare che a un certo punto ieri sera, per attirare l'attenzione abbiano bruciato uno straccio. A vederli è stato un peschereccio siciliano, che alle 21:15 ha lanciato l'sos. A bordo erano in 116 passeggeri. Somali e ciadiani, partiti dalla Libia e finiti alla deriva senza carburante a 45 miglia da Malta. La Valletta ha mandato le sue motovedette in soccorso dopo aver ricevuto dall'Italia la comunicazione che Roma non sarebbe intervenuta perché fuori dalle sue acque di competenza. Sei dei passeggeri sono stati ricoverati d'urgenza all'ospedale Mater Dei di Malta. Una ragazza invece non ce l'ha fatta. Aveva 29 anni, l'hanno ritrovata senza vita a bordo. Non era l'unica ragazza. A bordo c'erano 18 donne, un bimbo di tre anni e tre neonati. Tutti i passeggeri, compresi i 98 uomini, erano in brutte condizioni di disidratazione. Il che fa pensare che fossero in mare da una settimana. E allora viene da chiedersi ancora una volta come sia stato possibile che nessun radar li abbia visti prima. Nemmeno quelli delle navi militari della Nato, che ho personalmente incrociato in quel tratto più volte quando due settimane fa sono andato in Libia proprio da un peschereccio partito da Malta, con un carico di aiuti per la città di Misratah. Di seguito i dettagli della notizia sulla stampa maltese.

18 December 2009

"Do they know?" Nuovo rapporto di JRS Malta sulla Libia

LA VALLETTA - Un'altra voce autorevole si leva contro i respingimenti in Libia. Il servizio rifugiati dei padri gesuiti di Malta, (Jesuit Refugee Service) pubblica un duro rapporto sulla Libia. Rifugiati politici sbarcati a Malta dopo lunghi periodi di detenzione nelle carceri di Gheddafi raccontano l'altro lato della medaglia. Ciò che il governo italiano e l'Unione europea vorrebbero fosse taciuto. La pratica quotidiana delle violenze e degli abusi della polizia libica. Un rapporto che si aggiunge al recente e aggiornato lavoro di Human Rights Watch, al documentario Come un uomo sulla terra, e all'audio doc Noi difendiamo l'Europa!. Scaricate, leggete e diffondete.

26 October 2009

In Italia i 300 naufraghi abbandonati da Malta. Salvati da una petroliera

La barca soccorsa il 26 ottobre, copyright Francesco Viviano, RepubblicaMALTA - Sono giunti a Pozzallo (Rg) i 300 eritrei e somali del peschereccio rimasto per quattro giorni nel mare in burrasca, senza che Malta prestasse i dovuti soccorsi. Tra di loro anche 46 donne, quattro delle quali incinte, 29 bambini e il cadavere di un uomo morto nella traversata. Dieci dei passeggeri sono stati ricoverati in ospedale in precarie condizioni di salute. Il vecchio peschereccio su cui viaggiavano è stato soccorso a una decina di miglia da Portopalo di Capo Passero da una motovedetta veloce della Guardia costiera e da un rimorchiatore d'altura di una vicina piattaforma off-shore. Si chiude così l'odissea dei 300 passeggeri, tra cui molte donne e bambini, che da venerdì erano in balia del brutto tempo, che tra sabato e domenica ha raggiunto mare forza 7 e vento 31 nodi. Ma il finale avrebbe potuto essere drasticamente diverso. Duecento persone su una barca instabile con il mare in burrasca sono state abbandonate alla sorte per quattro giorni dalle autorità libiche e maltesi, prima del loro ingresso nelle acque italiane. A salvare loro la vita è stato il pronto intervento della petroliera italiana Antignano, dirottata sul posto già venerdì sera, dopo che la Guardia costiera italiana aveva ricevuto l'allarme dai parenti di alcuni dei passeggeri a bordo, che avevano dato l'sos con il telefono satellitare a bordo. La petroliera, lunga 176 metri per una stazza di 40.000 tonnellate, ha scortato la barca navigando sopra vento per rompere l'onda e rendere la traversata verso nord meno pericolosa. All'equipaggio dell'Antignano va la nostra massima ammirazione.

21 August 2009

Malta intercettò il gommone, ma abbandonò i superstiti

Valletta, 21 ago 2009 - La Marina maltese ha avvistato ed avvicinato all'inizio della settimana il gommone con a bordo i cinque eritrei messi in salvo, ormai allo stremo delle forze, ieri da una motovedetta italiana a largo di Lampedusa. Lo hanno confermato fonti militari della Valletta, spiegando che l'equipaggio della corvetta maltese consegnò ai cinque dei giubbotti di salvataggio, fornendo loro assistenza - affermano i maltesi - nel rispetto «degli obblighi del diritto internazionale». Ma i militari maltesi non cercarono di sviare gli eritrei dalla destinazione che avevano scelto, sostengono ancora le fonti facendo intendere che furono i migranti a non accettare di essere soccorsi insistendo nel voler raggiungere l'Italia. Diversa la versione raccontata da uno dei sopravvissuti secondo il quale lui e i suoi compagni, che erano in un grave stato di disdratazione, hanno chiesto soccorso. Ed in tutta risposta l'equipaggio della nave ha dato loro i giubbotti salvagente ed ha acceso il motore del gommone - «perchè noi non avevamo la forza di farlo» - indicando la direzione di Lampedusa ed abbandonando i naufraghi al loro destino. (Ses/Col/Adnkronos)

19 April 2009

Malta: Msf denuncia le terribili condizoni dei centri di detenzione

ROMA, 19 aprile 2009 - Medici senza frontiere pubblica il rapporto "Not Criminals" per denunciare le condizioni di vita inaccettabili e disumane nei centri di detenzione di Malta e rinnova la richiesta di miglioramento immediato delle condizioni di vita nei centri. La politica di detenzione sistematica nel paese - sostiene Msf - mira a dissuadere le persone dall’entrare irregolarmente nel territorio. All’arrivo a Malta gli immigrati irregolari e i richiedenti asilo politico sono costretti a restare in centri di detenzione sovraffollati per 18 mesi. Nonostante le nuove strategie messe in atto per ridurre gli arrivi e nonostante i controlli più assidui lungo il confine meridionale europeo, nel 2008 il numero di persone sbarcate è aumentato, con 2.704 nuovi arrivi e dall’inizio del 2009 si sta confermando la stessa tendenza. La maggioranza delle persone si dirige verso Malta per fuggire da guerre civili, persecuzioni, problemi economici o catastrofi ambientali – motivazioni più incisive dell’effetto deterrente dei centri di detenzione.

19 February 2009

Brucia Lampedusa. Rivolte anche a Malta. No ai rimpatri

CAIRO, 19 febbraio 2009 - Iniziano i trasferimenti dal Cie di Lampedusa. Ieri la rivolta degli 800 cittadini tunisini detenuti da dicembre nel Centro di identificazione e espulsione dell'isola, che hanno dato alle fiamme la struttura per protestare contro l'imminente deportazione di 107 persone. Nella notte, 180 persone sono state trasferite nei Cie di Cagliari e Torino. E un terzo aereo è volato a Crotone, in Calabria. Sono una cinquantina le persone rimaste ferite nell'incendio, alcuni intossicati e altri contusi.

22 November 2008

Malta: più sbarchi e più rifugiati. Crollano i rimpatri

LA VALLETTA – Più sbarchi, più richieste d’asilo e meno rimpatri. È questa in estrema sintesi la situazione dell’isola di Malta. Nei primi nove mesi del 2008 sono sbarcati 2.559 persone, contro i 1.702 di tutto il 2007 e i 1.780 del 2006. Un trend simile a quello registrato a Lampedusa e in Sicilia. In particolare il numero dei rifugiati somali è cresciuto progressivamente negli ultimi anni, a riprova della terribile situazione che vive la Somalia dilaniata dalla guerra. Nei primi nove mesi di quest’anno ne sono sbarcati già 1.266 contro i 613 del 2007, i 311 del 2006 e i 146 del 2005. In totale, dal 2002, sono arrivati a Malta un totale di 3.221 somali. Sono la prima nazionalità del totale di 11.273 migranti e rifugiati sbarcati sull’isola dal 2002 a oggi. Di questi, soltanto 204 (1,8%) hanno avuto lo status di rifugiato politico, 3.761 (33%) una protezione umanitaria e 3.241 (29%) un diniego. La seconda nazionalità è rappresentata dagli eritrei. In sei anni ne sono sbarcati sull’isola 1.583.

13 March 2008

Malta: the Safi Barracks camp

"For us die is better that live in this camp. Darfur is better to stay here..." Interview with migrants and refugees who have been detained for one or two year in the Safi Barracks camp, after their arrival on the island of Malta. Produced and directed by Sergio Serraino. 8 minutes

01 January 2008

Rapporti sulle condizioni di detenzione a Malta

ROMA - Tutti i migranti che entrano illegalmente sul territorio maltese sono detenuti. La legge maltese sull'immigrazione, risalente al 1970, stabilische che tutti gli immigrati con un ordine di espulsione debbano essere detenuti fino alla loro espulsione dal territorio. Una volta arrestati, i migranti sono detenuti anche se presentano richiesta di asilo politico. Fino al 2002 il numero di migranti detenuti non superava il centinaio, e in pochi casi la detenzione superava il mese. Malta era un punto di transito per raggiungere la Sicilia. Soprattutto per pakistani, bengalesi e srilankesi, che venivano traghettati dall'isola sulle coste siracusane. Ma di sicuro non era una meta dei migranti. Le cose iniziano a cambiare nel 2002. La Tunisia ha aumentato il pattugliamento davanti alle proprie coste e il grosso degli imbarchi per la Sicilia si sposta a sud est, in Libia. Malta si trova lungo la nuova rotta per la Sicilia. Gli arrivi sull'isola aumentano vertiginosamente. Nessuno ha come meta La Valletta. Ci finiscono le navi in avaria o alla deriva. Nel 2002 arrivano 1.686 persone. Sono 502 nel 2003 e di nuovo 1.388 nel 2004, anno in cui Malta entra a far parte dell'Unione europea. E su ancora: 1.822 nel 2005 e 1.780 nel 2006. Di fronte all'emergenza sbarchi i periodi di detenzione diventano di mesi e anni. Poi la riforma dell'attuale governo, che ha posto un limite alla detenzione: 18 mesi, entro i quali, se non si è deportati, si viene rilasciati sul territorio.

25 November 2007

Malta: condizioni "spaventose" di detenzione. La denuncia di Mdm

ROMA, 25 novembre 2007 – Condizioni di detenzione “spaventose” che “si ripercuotono sulla salute fisica, psicologica e psichiatrica, con frequenti problemi di salute mentale”. L’ong francese Médecins du Monde accusa i campi di detenzione dei migranti di Malta. E lo fa in un rapporto pubblicato recentemente, dopo una missione nei centri tra aprile e settembre 2007. Infezioni respiratorie e malattie dermatologiche, ma anche depressioni e stress legati all’incarcerazione sistematica fino a 18 mesi prevista dalla legge maltese per tutti i migranti e rifugiati sbarcati sull’isola. I centri sono “sovraffollati e insalubri”, e vi “sono detenute donne incinte e bambini” in “ambienti promiscui. L’accesso alle cure è “limitato e spesso tardivo”.