26 December 2009

Brevi dalla frontiera n°21

TENTATIVO DI FUGA DA CIE BRINDISI, BLOCCATO
BRINDISI, 25 DIC - Un nuovo tentativo di fuga, dopo quello avvenuto il mese scorso, si è verificato la scorsa notte nel Centro di identificazione ed espulsione di Restinco, alle porte di Brindisi, dove una decina di nordafricani hanno tentato di lasciare la struttura venendo però bloccati dalle forze di polizia. Al momento non si registrano feriti. È accaduto poco prima dell'una: sperando probabilmente di trovare poca opposizione da parte delle forze di polizia in servizio nella struttura durante la notte di Natale, i nordafricani hanno tentato di forzare la recinzione del centro ma sono stati subito bloccati. Controlli fatti successivamente anche con l'intervento dei vigili del fuoco lungo la recinzione hanno dato esito negativo. Il 9 novembre scorso furono una cinquantina gli immigrati che tentarono la fuga: in quella circostanza una decina di loro, dopo scontri con polizia e carabinieri, riuscì a dileguarsi. Un episodio che generò diverse polemiche riguardo la sicurezza di questa struttura la cui presenza viene da sempre contestata da istituzioni locali e associazioni di volontariato. (ANSA)

TRANSESSUALE BRASILIANO SI IMPICCA NEL CIE DI MILANO
MILANO, 25 DIC - Si è impiccato con un lenzuolo alle sbarre della finestra della sua stanza nel Cie di via Corelli. Si è ucciso così un transessuale brasiliano di 34 anni bloccato domenica scorsa perchè irregolare e portato al Centro di identificazione ed espulsione di Milano. A dare l'allarme è stato oggi attorno alle 15.30 un altro immigrato trattenuto nel centro. Secondo la prima ricostruzione, il transessuale sarebbe entrato nella sua stanza attorno alle 14. Quindi nessun segnale fino a quando è stato notato il suo cadavere appeso. Subito sono stati chiamati i soccorsi, è stato portato in infermeria dove sono iniziate, senza esito, le manovre rianimatorie. Poi, quando è arrivata l'ambulanza, il rianimatore non ha potuto che constatarne la morte. Per ora non si sa quale sia stata la causa del suicidio. La Polizia ha fatto notare che in questi giorni il Cie non è particolarmente affollato. (ANSA)

MARRONI: «ANCORA ATTI AUTOLESIONISMO TRA OSPITI CIE DI ROMA»
Roma, 23 dic - «Situazione tesa all'interno del Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria. Questa mattina, nel giro di pochi minuti, un immigrato algerino si è ferito con un rasoio mentre un tunisino ha tentato, invano, di darsi fuoco». Lo rende noto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. «L'algerino M. A., 25 anni proveniente dal carcere di Velletri, si trova da cinque mesi nel Cie in attesa del riconoscimento da parte del suo Paese di origine - continua Marroni - Questa mattina si è colpito più volte un braccio con una lametta per protestare contro il fatto che, a suo dire, un connazionale entrato nel Centro dopo di lui sarebbe stato fatto giù uscire. Il trentenne marocchino A.M., invece, si trova da tre mesi e mezzo al C ed ha provato a darsi fuoco con un accendino. L'uomo non vuol essere rimpatriato in Marocco e chiede, invano, di poter uscire dal Centro per trasferirsi in Francia, dove dice di avere dei parenti. Attualmente a Ponte Galeria sono ospitate 263 persone, 151 uomini e 112 donne. Soprattutto fra gli uomini, la presenza è in deciso aumento, al punto che il settore maschile è quasi pieno. Le norme in tema di immigrazione - dice Marroni - le difficoltà di riconoscimento legate ai rapporti con le ambasciate e, non da ultimo, il freddo stanno trasformando i Cie in luoghi di tortura psicologica che possono portare alla disperazione, come nei casi di questa mattina. A causa della lentezza delle identificazioni, non è più una eventualità ma una certezza la possibilità, per gli ospiti, di trascorrere sei mesi nel Centro. A questo, a Ponte Galeria, si aggiunge anche la criticità delle condizioni di permanenza aggravata, negli ultimi giorni, dall'interruzione della collaborazione tra Croce Rossa e Asl sull'assistenza sanitaria. A Ponte Galeria tutto sarà fuorché un bel Natale».(OMNIROMA)

HUMAN RIGHT WATCH, ANNO NERO PER ITALIA. SCARICHE ELETTRICHE NEI RESPINGIMENTI
ROMA, 22 DIC - Un clima generale di razzismo e xenofobia, inasprito dalle politiche legislative e di governo: il 2009, per gli immigrati in Italia, è stato un pessimo anno. A sostenerlo è Human Right Watch, Ong internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani. E che, in un rapporto intitolato 'Slow Movement: Protection of Migrants Rights in 2009', fa un resoconto sulle violazioni dei diritti dei migranti in numerosi Paesi del mondo. Il rapporto punta il dito soprattutto contro i respingimenti «operati dall'Italia, a partire dallo scorso maggio, contro barche di migranti provenienti dalla Libia». In una di queste azioni di «repressione», il primo luglio 2009, la Ong riferisce che «funzionari italiani hanno usato bacchette che provocano scosse elettriche e manganelli» contro i 'boat-peoplè e che alcuni persone a bordo dei barconi hanno riportato «lacerazioni alla testa, medicate prima che lasciassero le navi di soccorso italiane». Radiografando la situazione dell'immigrazione in Italia, Human Right Watch sottolinea che «le politiche di governo e la legislazione hanno inasprito un generale clima di razzismo e xenofobia». E a finire nel mirino è la legge 94 del 15 luglio, secondo cui «gli immigrati privi di documenti sono punibili con una multa superiore ai 10 mila euro». Non solo, con il cosiddetto 'pacchetto sicurezzà «il premier Silvio Berlusconi, invece di scoraggiare le azioni dei vigilantes, ha autorizzato gruppi di vigilanza, con il rischio di creare una violenza tollerata dallo Stato contro rom e migranti», riferisce il rapporto. (ANSA)

PROTESTA FIGLI IMMIGRATI DAVANTI MONTECITORIO
ROMA, 22 DIC - Una quarantina di figli di immigrati hanno manifestato questa mattina sotto la pioggia a piazza Montecitorio a Roma contro il testo unico presentato da Isabella Bertolini (Pdl) sul tema della cittadinanza e oggi in discussione alla Camera. La protesta, per sottolineare l'urgenza di riforme sul diritto di cittadinanza e organizzata da Anolf Giovani e Giovani democratici, è durata fino alle 13 e vi ha preso parte anche la deputata del Pd, Livia Turco. «La legge presentata è davvero una delusione - ha detto il responsabile nazionale Anolf Giovani Maruan Oussaifi - e prevede per i figli di immigrati che vogliono diventare cittadini italiani come requisiti la maggiore età e la frequenza della scuola dell'obbligo». «Noi chiediamo sia introdotto il principio dello ius soli - ha aggiunto Oussaifi -, ovvero acquisire la cittadinanza per nascita sul territorio, come prevede la Sarubbi-Granata. Inoltre chiediamo di dare la cittadinanza a chi viene da piccolino qui in Italia. Ai tempi d'oggi - ha concluso - non è concepibile che un ragazzino sia legato ad un permesso di soggiorno».(ANSA)

ANCONA: FINANZA SCOPRE 28 IMMIGRATI IN UN TIR AL PORTO
ANCONA, 22 DIC - I finanzieri del Comando provinciale di Ancona e i funzionari della Dogana hanno scoperto 28 immigrati irregolari, di etnia irachena, afghana, iraniana e palestinese, nascosti in un autoarticolato carico di legna da ardere proveniente dalla Grecia. Il conducente del Tir è stato arrestato, e il mezzo sequestrato. All'interno del semirimorchio era stato ricavato un doppiofondo con pannelli di legno truciolato, dissimulato sotto il carico di copertura. Gli immigrati vi erano stipati in precarie condizioni igieniche. L'autoarticolato, la motrice con targa rumena e il rimorchio con targa spagnola, era appena sbarcato dalla motonave Superfast VI. I 28 stranieri, dopo essere stati rifocillati, sono stati affidati al personale della polizia di frontiera per essere rimpatriati. Il conducente del mezzo, di origine greca, è finito in manette per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e portato in carcere a Montacuto. (ANSA)

EGIZIANO TENTA FUGA SU PISTA FIUMICINO,BLOCCATO
FIUMICINO (ROMA), 22 DIC - Un passeggero di nazionalità egiziana, appena atterrato l'aereo Alitalia proveniente da Algeri, ha tentato all'aeroporto di Fiumicino la fuga dallo scalo attraverso la pista 1 cercando di raggiungere e scavalcare la rete di recinzione del perimetro. A seguito della segnalazione giunta dalla torre di controllo, una pattuglia della Polaria, dopo che il personale ADR delle auto di servizio in pista intervenute prontamente aveva segnalato l'uomo mentre cercava di superare la recinzione, ha reso vano il tentativo del nordafricano, privo di documenti, dettato dalla volontà di entrare sul territorio italiano senza averne i requisiti. L'episodio è successo nella serata di ieri, intorno 21, ma si è appreso solo oggi. L'uomo aveva indossato un fratino fosforescente, probabilmente per tentare di confondersi con gli addetti aeroportuali che operano sulle piste dello scalo. Successivamente, dalle verifiche, la polizia, che ha da tempo ha stretto la sorveglianza sui cosiddetti voli a rischio immigrazione clandestina, ha appurato la nazionalità dell'egiziano, che aveva distrutto il documento e che avrebbe dovuto proseguire nella stessa serata di ieri alla volta del Cairo con un volo Alitalia; l'uomo sarà imbarcato domani alla volta dell'Egitto in stato di respingimento. Un analogo episodio era accaduto il 6 dicembre scorso ed aveva visto protagonisti due passeggeri di nazionalità algerina arrivati da Damasco fuggiti tra le piste dello scalo romano riuscendo, anche se solo per pochi minuti, a raggiungere, dopo avere attraversato l'autostrada Roma-Fiumicino, la via Portuense, all'altezza del centro commerciale Parco Leonardo; gli uomini della Polaria li avevano bloccati dopo che i due erano appena riusciti a scavalcare la recinzione alta circa 4 metri dotata di filo spinato che separa il sedime aeroportuale dal territorio del comune di Fiumicino. (ANSA)

ALGERINO TENTA DI DARSI FUOCO AL CIE
Roma, 21 dic - Un algerino di circa 30 anni, ospite del Cie di Ponte Galeria, ha tentato di darsi fuoco con un accendino oggi pomeriggio intorno alle 14.30. A quanto si apprende l'uomo si trovava nell'infermeria del centro. È stato soccorso dall'Ares 118 e trasportato in ospedale con una lieve ustione all'addome(OMNIROMA)

A BARI 13 AFGANI SCOPERTI IN DOPPIOFONDO TIR, DUE ARRESTI
Bari, 21 dic. (Adnkronos) - Militari della Guardia di Finanza di Bari hanno fermato al porto 13 immigrati afghani nascosti nel doppiofondo ricavato sotto il pianale di un autoarticolato appena sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia. È stato possibile grazie alla 'silhouette scan' in dotazione all'Agenzia delle Dogane. Gli extracomunitari erano privi dei documenti per l'ingresso nel territorio italiano. Due cittadini stranieri dell'Est Europa sono stati arrestati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. I 13 immigrati sono stati respinti alla frontiera. (Pas/Gs/Adnkronos)

CHIESE EUROPEE,ITALIA SPIEGHI INTESE CON LIBIA
ROMA, 21 DIC - Una richiesta di chiarimento sulla natura degli accordi stipulati con la Libia in materia di immigrazione è stata avanzata all'Italia dal Comitato centrale della Conferenza delle Chiese europee (Kek), organismo che riunisce chiese ortodosse, protestanti, anglicane e vetero-cattoliche. Ne dà notizia il Sir. La Kek chiede all'Italia di spiegare «natura e contenuti degli accordi stipulati con la Libia in materia di controllo delle migrazioni irregolari via mare, per verificare che siano conformi alla normativa comunitaria e al diritto internazionale». Si dice, inoltre, preoccupata per le «gravi violazioni dei diritti umani e le discriminazioni nei confronti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in diversi Paesi europei, in particolare in Italia». A tal proposito le Chiese europee chiedono al Consiglio dell' Unione europea, alla Commissione europea e al Parlamento europeo di «svolgere delle missioni in Italia per acquisire tutte le informazioni e la documentazione necessaria al fine di indagare sul rispetto o la violazione dei diritti umani fondamentali garantiti dal diritto comunitario e dalle Convenzioni internazionali ratificate dall'Italia». (ANSA)

IMMIGRATO MORTO NEL FOGGIANO, FORSE ASSIDERATO
FOGGIA, 21 DIC - Un giovane immigrato della Costa d'Avorio è stato trovato morto dalla polizia, pare per assideramento, in un casolare nelle campagne di Arpi Nova, a pochissimi chilometri da Foggia. Secondo prime informazioni, il giovane aveva 21 anni e ha tentato di ripararsi dal freddo nel capannone, dove però nella notte la temperatura rigida, scesa di qualche grado sotto zero, non gli ha dato scampo. A quanto pare, il giovane non aveva un permesso di soggiorno in Italia e lavorava come bracciante agricolo. Si è addormentato su alcune pedane, cercando di ripararsi con una piccola coperta. Accanto al corpo senza vita dell'africano, sono stati trovati anche i resti di un fuoco. L'allarme alle forze di polizia è stato dato con una telefonata anonima. (ANSA)

21 December 2009

Natale come un uomo: già 70 libri-dvd regalati ai politici

io non respingoROMA - Ecco i nomi dei 70 politici italiani scelti da chi ha aderito alla campagna NATALE COME UN UOMO, aggiornati al 7 gennaio 2010. Tra parentesi il numero di copie a loro destinate. Invitiamo chi aderisce alla campagna a scegliere il più possibile politici a cui il dvd+libro non sia già stato "regalato". Anche se in alcuni casi ricevere molti libri+dvd può essere una maggiore stimolo a "informarsi".

Roberto Maroni (9)
Silvio Berlusconi (3)
Franco Frattini (4)
Gianfranco Fini (2)
Roberto Calderoli (2)
Roberto Cota (2)
Deborah Serracchiani (2)
Antonio Di Pietro (2)
Pierferdinando Casini (2)
Elisa Marchionni (2)
Francesca Martini (2)

Sono a quota 1:
Giorgio Napolitano
Giuliano Amato
Massimo D'Alema
Luca Zingaretti
Maria Elisabetta Alberti Casellati
Francesco Ferrante
Rossana Boldi
Pierluigi Bersani
Dario Franceschini
David Sassoli
Letizi Moratti
Enrico Letta
Giulia Buongiorno
Roberto Castelli
Franco Claretti
Antonio Mocciaro
Sergio Chiamparino
Maurizio Fugatti
Mirko Tremaglia
Maurizio Paniz
Matteo Salvini
Renata Polverini
Stefano Volpara
Maurizio Filippucci
Giovanni Vuono
PierPaolo Natali
Lorenzo Guerini
Mons. Giuseppe Zenti
Renato Schifani
Mons. Bruno Fasani
Gianfranco Conte
Rocco Buttiglione
Claudio Cecchini
Manuela Lanzarin
Manuela Repetti
Mario Borghezio
Rosy Bindi
Silvia Costa
Vittorio Prodi
Gaetano Nastri
Stefani Craxi
Giovanni Fava
Massimo Bitonci

Se serve, qua trovate l'elenco dei politici italiani eletti http://www.openpolis.it/politici

20 December 2009

Brevi dalla frontiera n°20

VIMINALE, 31 ESPULSIONI IN UNA SETTIMANA
ROMA, 19 DIC - Nel corso di questa settimana sono stati rimpatriati, con diversi voli charter, 31 immigrati soprattutto tunisini, marocchini, e algerini, sbarcati in precedenza sulle coste italiane. Lo rende noto un comunicato del Viminale. (ANSA)

ISTAT: OLTRE 1 MLN ITALIANI RESIDENTI DISCENDENTI DI EMIGRATI
ROMA, 19 DIC - Oltre un milione di italiani, residenti in Italia, sono discendenti di connazionali emigrati all'estero in anni passati. È la stima, riferita al primo trimestre 2008 ed alla classe di età 15-74 anni, dell'Istat contenuta nell' indagine sull'integrazione nel lavoro degli immigrati in Italia e svolta insieme ad altri paesi europei. Il numero ricavato dall'Istat, 1.2 di italiani con antenati emigrati, è così costituito: - circa 600 mila sono nati in Italia ma hanno almeno un genitore nato all'estero; - poco più 450 mila sono migranti con cittadinanza italiana dalla nascita; sono persone nate all'estero ma con entrambi i genitori nati in Italia. Più dei due terzi di questo gruppo sono arrivati nel nostro paese entro la fine degli anni '70, il loro ingresso è avvenuto in oltre la metà dei casi in età prescolare. Circa la metà, inoltre, vive oggi in una delle regioni meridionali. Tra i paesi di emigrazione i primi tre sono Svizzera, Germania, Francia; questi assorbono il 56% del totale dei residenti nati all'estero; - circa 150 mila sono migranti con cittadinanza italiana acquisita; hanno un peculiare rapporto con il nostro paese: avere uno o entrambi genitori nati in Italia. Anche qui, spiccano tre paesi europei di destinazione di emigrazione, Svizzera, Francia e Germania. Fra i paesi non europei, per numero di residenti nati all'estero e con cittadinanza italiana acquisita, si collocano al quarto e quinto posto rispettivamente Venezuela e Brasile. (ANSA)

GUARDIA DI FINANZA, NEL 2009 FERMATI IN 4.737
ROMA, 18 DIC - Nei primi 11 mesi dell'anno sono stati fermati dalla Guardia di Finanza 4.737 cittadini privi di permesso di soggiorno; di questi 348 sono stati arrestati per inottemperanza a precedenti provvedimenti di espulsione. È quanto emerge dal rapporto annuale delle Fiamme Gialle illustrato oggi a Roma. Inoltre, 365 stranieri sono stati intercettati da unità navali del Corpo in alto mare e riconsegnati alle autorità libiche sulla base di specifiche misure di cooperazione internazionale assunte dal ministero dell'Interno. (ANSA).

CISL, IL 22 DICEMBRE SIT IN DAVANTI PARLAMENTO
Roma, 17 dic. - Il 22 dicembre, dalle ore 9.00, si terrà un 'sit in' organiozzato dalla Cisl davanti al Parlamento per dire 'nò alla proposta di legge sul riconoscimento del diritto di cittadinanza agli immigrati in discussione in aula proprio a partira dal 22. Lo annuncia in una nota Liliana Ocmin, Segretario confederale della Cisl. «La proposta di legge presentata, come, per altro, quella attualmente in vigore- spiega Ocmin- non piacciono alla Cisl, perchè non tengono conto della presenza dei 700.000 bambini e ragazzi, le così dette 'seconde generazionì di immigrati, la maggioranza dei quali sono nati sul territorio, parlano italiano, frequentano le nostre scuole e guardano al Paese come loro propria patria». «La riforma- continua il Segretario confederale- esclude questi minori dal riconoscimento dello 'ius solì, infrangendo, così, da una parte, i loro sogni e le loro speranze, dall'altra, rallentando considerevolmente i processi di integrazione e di concreta e definitiva interazione». «La Cisl- sottolinea Ocmin- ribadisce l'importanza di onorare le aspettative di questi 'nuovì cittadini che purtroppo oggi vivono una condizione di discriminazione e di privazione delle pari opportunità, nonostante essi si sentano italiani a tutti gli effetti. C'è bisogno di una legislazione attenta alle nuove esigenze derivanti da una presenza sempre più elevata di questi nuovi cittadini; occorre una misura che prevenga lo scontro culturale ed un inutile e deleterio rancore». «Ci appelliamo- conclude Ocmin- al senso di responsabilità delle Istituzioni affinchè si trovino soluzioni concrete per risolvere la delicata questione». (Vgr/Ct/Adnkronos)

MARRONI; A RISCHIO SALUTE OSPITI CIE
ROMA, 18 DIC - Si interrompe la collaborazione tra Croce rossa italiana e l'Asl Roma D che fino ad oggi aveva garantito l'erogazione delle prescrizioni sanitarie agli immigrati del centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Ponte Galeria. Lo ha segnalato, in una nota, il garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. «La gravità della decisione - ha detto Marroni - sta tutta nel fatto che mette concretamente a rischio la salute degli ospiti del Cie, ora costretti ad essere accompagnati all'esterno per poter ottenere le prescrizioni mediche necessarie. Una situazione difficile data la situazione giuridica degli immigrati, trattenuti nel centro impossibilitati ad entrare ed uscire liberamente». Questa mattina l'Asl Roma D, ha riferito Marroni, ha comunicato ufficialmente alla direzione sanitaria del Cie l'interruzione di ogni rapporto di collaborazione.(ANSA)

MINORI NON ACCOMPAGNATI;2010, STANZIANI 15 MLN
ROMA, 17 DIC - Per il 2010 il ministero del lavoro e delle politiche sociali stanzierà 15 milioni di euro in favore del Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati e per «rafforzare ulteriormente la collaborazione istituzionale tra ministero e Anci, l'associazione nazionale dei Comuni. Lo rende noto il ministero precisando che questa mattina il ministro, Maurizio Sacconi, si è incontrato con il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, proprio per valutare i risultati del programma. »Entrambi - si legge in un comunicato stampa del ministero - si sono dichiarati soddisfatti degli obiettivi raggiunti e hanno concordato sull'utilità di proseguire nell'attività«. Per il 2010 il programma è finalizzato a potenziare la rete di posti per la pronta accoglienza e assistenza dei minori attraverso l'ampliamento dei comuni coinvolti con particolare riguardo alle aree metropolitane più interessate al fenomeno. Tra i requisiti di ammissibilità sarà considerata la disponibilità dell'ente locale a sperimentare l'affido familiare quale forma di accoglienza qualificata per i minori stranieri non accompagnati e l'attivazione di servizi aggiuntivi per sostenere i percorsi di integrazione sociale dei minori. (ANSA)

IN ITALIA NONOSTANTE ESPULSIONE: ARRESTATO
Roma, 17 dic - È stato individuato dagli Agenti della Polizia di Stato nel corso dei servizi di pattugliamento del territorio nelle zone circostanti la stazione Termini ed è stato fermato per un controllo, dal quale è emerso a suo carico un decreto d'espulsione. Condotto negli uffici del Commissariato Esquilino, R.T.C. colombiano di 36 anni, è stato arrestato per inottemperanza al decreto d'espulsione.(OMNIROMA)

ASILO; NEL 2008 ENTI LOCALI ACCOLTO 34% IN PIÙ
ROMA, 17 DIC - Nel 2008 il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) ha accolto 8.412 persone, il 34% in più rispetto al 2007 quando i beneficiari accolti sono stati 6.284. Il risultato è stato ottenuto grazie ad una rete di 4.388 posti di accoglienza, distribuiti in 114 progetti diffusi su tutto il territorio nazionale, con il coinvolgimento di 101 enti locali ed oltre 100 realtà del terzo settore. Sono i dati che emergono dal Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati 2008/2009', che l'Anci insieme al ministero dell'Interno, ha presentato oggi. Il rapporto, curato per la prima volta da Cittalia Fondazione Anci Ricerche, evidenzia come nel 2008, per far fronte al sensibile aumento degli arrivi via mare, ai 2.541 posti inizialmente finanziati dal Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo (Fnpsa), ne sono stati aggiunti ulteriori 1.847. Questi ultimi attivati con risorse straordinarie del ministero dell'Interno, sia come ampliamento di progetti già finanziati che di progetti ammessi ex novo alla rete. Le persone accolte nel 2008 sono state soprattutto di sesso maschile (quasi i 2/3), mentre i minori sono 1.091, il 13% del totale. Complessivamente, i Paesi maggiormente rappresentati nel Sistema sono stati: Eritrea, Afghanistan, Somalia, Nigeria, Etiopia, Costa d'Avorio e Iraq. L'analisi svolta da Cittalia conferma il buon funzionamento complessivo del sistema, reso possibile dall'apporto dei Comuni e degli altri soggetti attuatori che, con la quota di co-finanziamento, partecipano con risorse proprie al 34,65% del costo complessivo (pari ad oltre 31,3 milioni di euro) del Sistema. Nel 2009, invece, i progetti territoriali finanziati dal Fnpsa sono cresciuti del 20%, passando da 114 a 138, di cui 31 a favore di categorie vulnerabili. Allo stesso modo sono aumentati sia i posti complessivi pari a 3.000 (+18% rispetto al 2008), come la rete territoriale, che coinvolge 123 enti locali distribuiti in 69 province e 19 regioni italiane. (ANSA)

OSAPP; ALLIBITI DA CIRCOLARE,INTERVENGA MARONI
ROMA, 16 DIC - Non piace affatto al sindacato di polizia penitenziaria Osapp la circolare con cui il Dap impone di non verificare se sia irregolare o meno lo straniero che fa visita in carcere a un familiare detenuto. «Siamo allibiti. L'avevamo detto che al Dap non c'era più bisogno dei magistrati, e questa circolare ne è la riprova - commenta Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp -. Sono anni che lottiamo per fare sì che la polizia penitenziaria sia considerata al pari delle altre forze di polizia, ma ogni volta fanno di tutto per ricacciarci indietro». «Come agenti e ufficiali di polizia giudiziaria abbiamo l'obbligo di far rispettare le leggi e reprimere i reati, non certo di chiudere un occhio. Su questa vicenda - annuncia Beneduci - ci rivolgeremo al ministro dell'Interno Maroni per avere giustizia». (ANSA)

DAP, VISITE IN CARCERE NON VIETATE A IRREGOLARI
ROMA, 16 DIC - Allo straniero che si presenta in carcere per far visita a un familiare detenuto non dovrà esser richiesto alcun documento che dimostri la sua regolare presenza in Italia. Con una circolare 'ad hoc' il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria mette nero su bianco come il poliziotto penitenziario debba agire alla luce delle nuove norme previste dal pacchetto sicurezza che hanno introdotto il reato di immigrazione clandestina. I detenuti stranieri nelle sovraffollate carceri italiane sono oltre 25mila (circa il 27% del totale) e molti di essi sono irregolari. La probabilità che siano irregolari anche alcuni dei familiari che fanno loro visita in carcere è assai alta. Dal momento che gli agenti penitenziari sono pubblici ufficiali, come dovranno comportarsi ora che l'immigrazione clandestina è un reato? «Il personale del Corpo di polizia penitenziaria non dovrà richiedere allo straniero che accede alla struttura penitenziaria l'esibizione di alcuna documentazione attestante la sussistenza dei requisiti legittimanti la presenza sul territorio italiano, nè lo straniero sarà tenuto a dimostrare in alcun modo la regolarità della sua posizione», scrive Sebastiano Ardita, magistrato a capo della direzione generale detenuti del Dap. E questo vale a maggior ragione «nel caso in cui a richiedere il colloquio siano i figli minori di persone prive di permesso di soggiorno». Ma la circolare, diramata a tutti i provveditori regionali, precisa anche che il mancato obbligo di verifica sulla regolarità dello straniero all'ingresso del carcere «non esclude che il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, in qualsiasi modo venga a conoscenza della sussistenza del reato» di immigrazione clandestina «non sia tenuto, in via generale, a denunciare tempestivamente il reato all'autorità giudiziaria o ad altra che abbia a sua volta obbligo di riferire a quella». La decisione di non chiedere allo straniero in visita un documento che ne attesti la regolare presenza è stata presa - scrive Ardita - sulla base della considerazione che l'accesso per il colloquio con i familiari in carcere «non si configura come la fruizione di un servizio pubblico ma come esercizio di un diritto, tanto da parte dei ristretti quanto da parte dei congiunti».(ANSA)

IN UE TANTI ITALIANI,OLTRE A ROMENI E POLACCHI
BRUXELLES, 16 DIC - Non solo polacchi o romeni, ma anche molti italiani hanno scelto di emigrare in uno dei Paesi europei. Lo rileva Eurostat, l'ufficio europeo di statistica, che nell'ultimo rapporto sui cittadini stranieri nell'Ue indica in 1,3 milioni coloro che dall'Italia hanno scelto di vivere in un altro Stato dell'Unione. I dati, relativi al 2008, disegnano infatti l'Italia come una nazione che ha accolto molti stranieri (3,4 milioni), ma anche quella che ha visto partire molti dei suoi cittadini. Più di un terzo degli stranieri che vivono nell'Ue (37%) sono arrivati da un altro Stato membro, dice Eurostat, indicando il numero maggiore tra coloro che sono partiti dalla Romania (1,7 milioni, pari al 15% del totale), ma mettendo al secondo posto gli italiani (1,3 milioni, ossia l'11%), solo di poco superiori ai polacchi (1,2 milioni, 11%). I numeri di Eurostat non indicano quando e perchè questi flussi migratori si sono verificati, ma fotografano la realtà prendendo in esame coloro che hanno la cittadinanza in un paese diverso da quello in cui risiedono. Da qui emerge, ad esempio, che i turchi con 2,4 milioni sono il maggior numero di stranieri arrivati nell'Ue da un Paese terzo, seguiti dai marocchini (1,7 milioni) e dagli albanesi (un milione). Il Paese Ue con più stranieri resta la Germania (7,3 milioni), seguita dalla Spagna (5,3 milioni) e dal Regno Unito (4 milioni). A seguire vengono Francia (3,7 milioni) e Italia (3,4 milioni). Questi Paesi insieme accolgono il 75% degli stranieri che complessivamente nell'Ue sono 30,8 milioni (6% della popolazione Ue). I turchi hanno scelto soprattutto la Germania dove si confermano il gruppo più numeroso di immigrati (25,2%), mentre in Italia la comunità più grande è quella dei romeni (18,2%), ma questi ultimi hanno optato in gran numero anche per la Spagna (14,2%). In Gran Bretagna il gruppo più consistente è quello dei polacchi (9,9%). In Belgio la comunità più numerosa è quella degli italiani (17,4%). (ANSA)

IMMIGRAZIONE:ESPLOSIONE A CIE; PREOCCUPAZIONE, NO DANNI
GRADISCA D'ISONZO (GORIZIA), 16 DIC - Un portafoglio imbottito di polvere pirica è esploso, senza causare danni a persone e cose, al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Gradisca d'Isonzo (Gorizia). E solo la prontezza di spirito del direttore del Centro, Luigi Del Ciello, che si è accorto in tempo dell'innesco, ha evitato il peggio. Per le modalità dell' attentato e il confezionamento dell'ordigno gli investigatori propendono per la pista anarco-insurrezionalista. Il pacco, è stato detto, era stato preceduto da volantini di minaccia e anche per questo si teme possa rappresentare l'inizio di una nuova campagna di attentati eversivi come quella del dicembre 2003 quando pacchi esplosivi furono recapitati oltre che a Romano Prodi all'Interpol e a Eurojust. A Gradisca, ieri sera, tutto si è risolto in pochi attimi, anche se la paura è stata tanta. Il portamonete era in una busta giallastra, probabilmente spedita dalla provincia di Milano, di 25 centimetri per 15, indirizzata indistintamente al Cie di Gradisca. La busta è stata recapitata insieme ad altra posta. Quando il direttore ha aperto il piccolo pacco si è accorto dell'innesco. Ha scaraventato il portamonete a terra dove è esploso. All'interno su un foglietto una rivendicazione che gli inquirenti, secondo i quali si è trattato di un atto dimostrativo, fanno risalire a un non meglio identificato gruppo anarco-insurrezionale. Subito è scattato l'allarme. La sorveglianza interna ed esterna del Cie è stata rafforzata. Il Prefetto di Gorizia ha riunito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza che ha deciso appunto di aumentare i controlli. Preoccupazione è stata espressa dal sindaco di Gradisca d'Isonzo, Franco Tommasini. «Francamente sono preoccupato per quanto successo ieri. Auspico e spero però che si tratti di un gesto isolato, frutto di qualche mente instabile. Sono preoccupato - ha spiegato - perchè nel Paese c'è un clima difficile. Inutile aggiungere altro. Spero però che tutto finisca lì e che non ci siano altre ripercussioni. Rimane però un fatto inquietante. Come giunta comunale - ha ricordato il sindaco - stiamo lavorando per tranquillizzare la popolazione. Il nostro sforzo è totale. Questi fatti però non aiutano». Proprio la scorsa settimana molte organizzazioni umanitarie della provincia avevano organizzato un incontro con i residenti del Cara (Centro di accoglienza richiedenti asilo), una struttura attigua al Cie. «Ma là la situazione è diversa - ha aggiunto Tommasini - perchè quelle persone si possono muovere e possono avere rapporti con l'esterno. Al Cie la situazione è esplosiva anche se in questo periodo il numero dei presenti è calato». Al Cie di Gradisca alcuni mesi fa ci furono diverse proteste, con fughe di ospiti e danneggiamenti alla struttura. In diverse occasioni la Polizia è dovuta intervenire per riportare la calma. Poi alcuni componenti delle cooperative addette alla pulizia e al vitto hanno denunciato aggressioni. Anche per questi fatti quanto avvenuto ieri ha riportato la tensione a mille. (ANSA)

RIFUGIATI POLITICI OCCUPANO SCUOLA A BARI
BARI, 16 DIC - Circa 100 rifugiati politici, senza casa e lavoro, hanno occupato nella notte l'edificio dell'ex liceo classico Socrate in via Fanelli, a Bari. Si tratta di un gruppo composto per lo più da eritrei, etiopi e sudanesi, che nei giorni scorsi aveva organizzato una protesta, davanti al Comune, contro l'ipotesi di accogliere i rifugiati in una tendopoli. Il gruppo si è riunito nel seminterrato della scuola, un' area un tempo adibita a palestra che si trova in un edificio pericolante, polveroso, senza acqua e luce. Un plesso che per molti dei rifugiati - secondo quanto riferiscono i volontari - rappresenta l'alternativa a notti trascorse per strada. I rifugiati sono assistiti da volontari della Rete antirazzista che in queste ore stanno cercando di procurare loro generi di prima necessità e pasti caldi. Nella notte il gruppo è stato assistito anche da carabinieri. Al momento non pare si pensi di procedere a uno sgombero coatto. Nel corso della mattinata il gruppo si è riunito per gestire la distribuzione degli spazi e per cercare di procedere alla pulizia del plesso. A quanto viene reso noto, il Comune è tenuto a dare ospitalità ai rifugiati e a dare loro alloggi e sussidi economici. Secondo i volontari che li assistono, l' Amministrazione comunale avrebbe già ricevuto, nel 2007, più un milione di euro dalle Nazioni Unite, per far fronte alle necessità dei rifugiati, ma la somma non sarebbe stata ancora utilizzata.(ANSA)

PROTESTA IN CIE BARI, DANNI A STRUTTURA
BARI, 16 DIC - Circa cinquanta ospiti del Cie, il centro di identificazione ed espulsione di viale Europa, nel quartiere San Paolo di Bari, hanno protestato nella notte contro il rimpatrio, occupando due moduli abitativi. Alcune persone sono salite sui tetti lanciando oggetti contro gli agenti di polizia e le auto delle forze dell'ordine. Una protesta rientrata subito dopo l'intervento delle Volanti della polizia. Nell'ambito della manifestazione di protesta un cittadino di nazionalità tunisina ha tentato la fuga ma, nel tentativo di scavalcare il muro di cinta del centro, si è procurato ferite e contusioni giudicate guaribili in una decina di giorni. Sono stati registrati danni alla struttura.(ANSA)

AUMENTANO MINORI STRANIERI IN ITALIA. SAVE THE CHILDREN, PIÙ AFGHANI E EGIZIANI
ROMA, 15 DIC - Aumentano i minori stranieri che vivono in Italia, sia quelli con famiglia che non accompagnati, e tra questi ultimi crescono gli afghani e gli egiziani. E sono sempre di più i bambini stranieri che nascono nel nostro Paese. È questo il quadro che emerge dal Rapporto annuale di Save the Children su «I minori stranieri in Italia». Il rapporto premette che, a causa della mancanza di un sistema centrale di rilevazione e della 'invisibilita« di molti minori stranieri, soprattutto non accompagnati, i dati ufficiali restituiscono un quadro per difetto del numero di under 18 in Italia. Ciò che comunque emerge è un aumento costante: negli ultimi sei anni il numero di minori stranieri residenti è passato dai 412.432 dell'1 gennaio 2004 agli 862.453 dell'1 gennaio 2009. La maggior parte, circa 519 mila, è nata in Italia, e l'incidenza dei nati stranieri sul totale dei nati in Italia è passata dal 2,5% del 1997 al 12,6% del 2008. Le province dove si registra il maggior numero di minori residenti sono Milano, Roma, Torino, Brescia e Bergamo. Quanto ai minori non accompagnati, al 30 settembre 2009 sono 6.587 quelli segnalati al Comitato Minori Stranieri, e il 77% risulta non identificato, cioè senza documento di riconoscimento. Quelli censiti provengono da 77 Paesi diversi, in prevalenza africani: i più numerosi sono marocchini, egiziani, albanesi, afghani. I maschi sono il 90% del totale e più della metà ha 17 anni, uno su 4 ha 16 anni. Il 74% dei minori non accompagnati è alloggiato in una struttura di accoglienza mentre il 16% si trova presso parenti o in affido. Una settantina i minori che si trovano negli istituti penali minorili. Rispetto all'anno scorso, i minori egiziani e afghani sono aumentati: i primi sono passati da 906 a 962, gli afghani da 614 a 743. Ma da dove sono entrati questi minori stranieri? Nel corso del 2008, si legge nel rapporto, ne sono approdati sulle coste delle regioni meridionali 2.749, di cui il 95% in Sicilia e in particolare a Lampedusa. Altri 210 sono giunti ai porti di Ancona e Venezia. Non ci sono dati invece sugli arrivi via terra. Una volta arrivati in Sicilia e inviati alle comunità di accoglienza, però, molti scappano: secondo Save the Children, tra maggio 2008 e febbraio 2009 su un totale di 1.860 minori accolti, ben 1.119 sono fuggiti. Molti di questi »ricompaiono« poi a molti chilometri di distanza, per esempio a Roma, dove spesso vengono intercettati dalle unità di strada. È il caso di molti egiziani: secondo l'organizzazione, per arrivare in Italia le loro famiglie pagano mediamente ai trafficanti dai 4.700 ai 5.500 euro. Costa invece da 3.000 a 6.000 euro il viaggio verso l'Italia ai minori bengalesi. (ANSA)

GRECIA: INCONTRO AD ATENE CON FRONTEX
ATENE, 15 DIC - Il 75% degli immigrati irregolari che si dirigono o arrivano nell'Unione Europea passa dalla Grecia. Lo ha detto Michalis Chrisochoidis, ministro per la Protezione del Cittadino, durante il suo incontro con il Direttore Esecutivo di Frontex, Illka Laitinen. La presenza del Direttore Esecutivo di Frontex in Grecia, ha sottolineato Chrisochoidis, dimostra l'accresciuta sensibilità dell'Unione Europea per il problema dell'immigrazione clandestina e il tentativo comune dei paesi membri dell' Unione per affrontare un enorme problema che la Grecia da sola non può affrontare. Il ministro Chrisochoidis ha inoltre fato notare che la Grecia è determinata a chiudere i confini con la Turchia per risolvere questo problema e ha presentato a Illka Laitinen, il piano d'azione nazionale della Grecia. (ANSAmed)

MACEDONIA, FERMATI 29 AFGANI DIRETTI IN ITALIA
SKOPJE, 15 DIC - La polizia macedone ha fermato oggi al valico di frontiera con la Grecia di Bogorodica 29 migranti provenienti dall'Afghanistan e diretti in Italia. Lo informano radio e tv macedoni. I 29 migranti erano nascosti in un camion con targa macedone che trasportava mandarini. Gli afghani sono stati scoperti a causa di un sovrappesso di circa due tonnellate del carico. Al controllo, 16 membri del gruppo sono risultati minorenni, tra cui un bambino di appena 8 anni. I migranti hanno detto alla polizia che gli era stato promesso il trasporto fino in Italia. (ANSA)

14 NORDAFRACANI SBARCANO A LINOSA
AGRIGENTO, 15 DIC - Un gruppo di 14 migranti è riuscito a sbarcare ieri pomeriggio sull'isola di Linosa, la più piccola delle Pelagie. Gli extracomunitari, tutti magrebini, sono stati bloccati dai carabinieri in una strada del paese; nessuna traccia, invece, dell'imbarcazione utilizzata per la traversata. Gli immigrati sono ancora Linosa, perchè i collegamenti marittimi sono interrotti a causa del maltempo. Non appena le condizioni meteo lo consentiranno saranno trasferiti a Porto Empedocle. A Lampedusa e Linosa non si registravano sbarchi dall'estate scorsa.(ANSA)

INDETTO SU FACEBOOK PRIMO SCIOPERO IMMIGRATI
ROMA, 14 DIC - Che cosa accadrebbe se i 4 milioni di immigrati presenti in Italia incrociassero le braccia per un giorno? Forse si capirà il primo marzo del prossimo anno, data prescelta per il primo sciopero nazionale dei lavoratori stranierì in Italia, organizzato su Facebook in concomitanza con quello dei Sans Papiers in Francia. Il gruppo Fb, intitolato 'Primo marzo 2010, 24 ore senza di noì, conta già oltre 3.000 iscritti e si propone di organizzare una «grande manifestazione di protesta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Siamo collegati e ci ispiriamo - si legge sulla descrizione del gruppo - a 'La journèe sans immigrès : 24h sans nous', il movimento che da qualche mese, in Francia, sta camminando verso lo sciopero degli immigrati per il primo marzo 2010». Anche in Francia la manifestazione è stata lanciata su Facebook da una giornalista (Nadia Lamarkbi) che si è domandata: «Cosa succederebbe se il nostro Paese si svegliasse domani senza di noi? Senza di noi immigrati?». In pochi giorni quella che sembrava una provocazione è diventata un'iniziativa concreta, con oltre 45.000 iscritti sul gruppo Fb, ed in poco tempo ha 'contaminatò anche l'Italia.(ANSA)

ABRUZZO: OPERAZIONE ANTI-TRUFFA: 152 GLI INDAGATI, 25 ITALIANI
PESCARA, 14 DIC - Sono complessivamente 152 gli indagati nell'ambito dell'operazione «Lavoro pulito» che ha sgominato una organizzazione criminale dedita allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina: delle 108 misure cautelari emesse ne sono state eseguite 81. Sono 25 gli italiani coinvolti, 51 i tunisini, due bengalesi, quattro cinesi, due albanesi, 19 marocchini, tre cingalesi, un algerino e un francese. A capo dell'organizzazione c'era Roberto Avigdor, 60 anni, nato a Napoli, ma residente a Sant'Egidio alla Vibrata (Teramo). Un'impiegata della Coldiretti di Pescara - che ha avuto l'obbligo di dimora - svolgeva attività di intermediazione per conto di Avigdor, rivolgendosi agli imprenditori e convincendoli a predisporre documentazione ingannevole in modo da favorire l'ingresso o il rinnovo del permesso di soggiorno agli extracomunitari. Le persone arrestate devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina, estorsione, violenza privata, falsità materiale indotta dal privato in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, sostituzione di persona, false attestazioni a pubblico ufficiale sulla identità personale. (ANSA)

ISMU; QUASI 5 MLN IN ITALIA, CALANO IRREGOLARI
MILANO, 14 DIC - Gli immigrati in Italia, secondo dati aggiornati al 1 gennaio 2009, sono oltre 4,8 milioni, aumentati di circa mezzo milione nel giro di un anno. Si stima poi che sono in calo gli irregolari, passati dai 651 mila del 2008 a 422 mila. È quanto emerge dal XV Rapporto sulle migrazioni, presentato oggi a Milano dalla Fondazione Ismu. «È possibile inoltre - spiega il segretario generale della Fondazione Ismu Vincenzo Cesareo - formulare alcune ipotesi sull'evoluzione del fenomeno migratorio nei prossimi anni: le nostre valutazioni segnalano il passaggio dagli attuali quasi 5 milioni a poco più del doppio nel 2030». In generale, la nazionalità più numerosa è quella romena con 968 mila presenze, che rappresentano il 21% del totale. Seguono gli albanesi (538 mila) e i marocchini (497 mila). La comunità marocchina, in termini assoluti, è invece quella con il maggior numero di irregolari (59 mila persone), seguita da quella albanese (54 mila) e da quella ucraina (28 mila). Analizzando l'appartenenza religiosa, emerge che i musulmani sono la maggioranza, con 1,2 milioni di fedeli (il 32,4% del totale), seguiti da 860 mila cattolici (23,3%). Crescono anche le seconde generazioni, anche se a un ritmo leggermente più lento rispetto al passato: gli alunni stranieri sono passati nell'anno scolastico 2008/2009 da 574 mila a 627 mila e rappresentano il 7% della popolazione scolastica. (ANSA)

IMMIGRATI: NUOVO SBARCO IN CALABRIA, RINTRACCIATI IN 41
BADOLATO (CATANZARO) 14 DIC - Un gruppo di immigrati tra cui due donne è stato rintracciato dai carabinieri della Compagnia di Soverato sulla strada statale 106 tra i comuni di Guardavalle, Santa Caterina dello Jonio e Badolato, nel catanzarese. Gli immigrati, 26 dei quali sono di nazionalità afgana e 15 turchi di etnia curda, sarebbero sbarcati da un'imbarcazione che è approdata sulla costa Jonica. In corso le ricerche del natante e non è escluso che possano esserci altre persone al momento non rintracciate. Del gruppo di extracomunitari, che sono tutti in buone condizioni di salute, 19 sarebbero i minori di diciotto anni. Uno di loro ha dichiarato di avere 13 anni. Attualmente gli immigrati si trovano nel Centro della protezione civile di Badolato dove sono stati rifocillati e dove gli agenti della polizia scientifica della questura di Catanzaro stanno effettuando tutte le formalità legate all'identificazione. Nelle prossime ore gli immigrati saranno trasferiti nel centro di accoglienza di Crotone.(ANSA)

ALGERIA; FERMATI 11 MIGRANTI, 16 DISPERSI
ALGERI, 13 DIC - La Guardia costiera algerina ha intercettato undici migranti irregolari al largo della costa occidentale dell'Algeria, vicino a Mostaganem, mentre continuano le ricerche di altre 16 persone scomparse in mare. Lo ha annunciato la Guardia costiera precisando che «undici candidati all'emigrazione sono stati fermati a due miglia da Mostaganem da dove, poche ore prima, avevano preso il largo a bordo di una piccola imbarcazione». Intanto, «ieri, sono state avviate le ricerche di altre 16 persone», continua la nota diramata da Aps, «scomparse in mare mentre tentavano di raggiungere la riva nord del Mediterraneo». Secondo la stessa fonte, l'SOS sarebbe stato lanciato dagli stessi migranti che con i telefoni cellulari avrebbero contatto i genitori. (ANSA)

UN ARRESTO E TRE RESPINGIMENTI DA PORTO ANCONA
ANCONA, 12 DIC - Per far entrare illegalmente in Italia una coppia di giovani turchi e il loro bambino con dei documenti falsi, un turco di 29 anni si era fatto consegnare 3.700 euro. Allo sbarco da un traghetto greco però, l'auto dei quattro è stata bloccata da agenti della polizia di frontiera di Ancona, che hanno arrestato il ventinovenne per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. I due coniugi e il loro figlioletto sono stati reimbarcati sulla stessa motonave di provenienza. La vettura, un'auto di grossa cilindrata, è stata sequestrata insieme al denaro. (ANSA)

18 December 2009

"Do they know?" JRS Malta release a new report on Libya

“Does the international community know about this, what is happening here?
This is what we used to ask each other when we were in prison in Libya.”

Asad, an asylum seeker in Malta

Since May 2009, some 1409 migrants, attempting to reach a place where they could obtain protection or the possibility to live in safety and dignity, were pushed back to Libya. These actions were widely criticised and held by many to be a violation of international law, as Libya does not have the mechanisms in place to grant protection to those who need it and there is evidence that those returned would be at risk of harm.

Libya: pushed back migrants speak out: “Beaten and deported to the Sahara”

campo di detenzione di ZlitenROME - Beaten by Italian soldiers and deported to the Sahara. The migrants pushed back to Libya speak out. For the first time. From the cells of a prison situated in the middle of the Libyan desert, a thousand kilometres south of Tripoli, where they have ended up after having been sent back to Libya on Italian military ships. We have reached them by phone. They are 38 Somalis. All men. Part of that ship crew composed of 81 Somalis who left Tripoli on the 27th August 2009 and were rejected by Italian authorities after three days at sea, on the 30th August.

"Do they know?" Nuovo rapporto di JRS Malta sulla Libia

LA VALLETTA - Un'altra voce autorevole si leva contro i respingimenti in Libia. Il servizio rifugiati dei padri gesuiti di Malta, (Jesuit Refugee Service) pubblica un duro rapporto sulla Libia. Rifugiati politici sbarcati a Malta dopo lunghi periodi di detenzione nelle carceri di Gheddafi raccontano l'altro lato della medaglia. Ciò che il governo italiano e l'Unione europea vorrebbero fosse taciuto. La pratica quotidiana delle violenze e degli abusi della polizia libica. Un rapporto che si aggiunge al recente e aggiornato lavoro di Human Rights Watch, al documentario Come un uomo sulla terra, e all'audio doc Noi difendiamo l'Europa!. Scaricate, leggete e diffondete.

Egyptian police kill two migrants at Israeli border

Reuters

EL-ARISH, Egypt, Dec 18 (Reuters) - Egyptian police shot dead two African migrants trying to slip across the border into Israel on Friday, security sources said.

Police in Egypt have stepped up efforts to control the frontier with Israel in recent months and have killed at least 19 migrants at the border since May.

One of the migrants was identified as a 22-year-old Sudanese, Bakheet Noureen Abdullah, one source said, adding that the second man's identity was unknown.

The Sinai border is on one of the main routes for African migrants and refugees seeking work or asylum in Israel.

Eritreans are the largest group who try to cross into Israel but Ethiopians and Sudanese also frequently make the trek.

Egypt has faced Israeli pressure to halt the flow and says the people smugglers who ferry migrants to the border region sometimes fire on security forces. (Reporting by Yusri Mohamed; writing by Alexander Dziadosz in Cairo; editing by Andrew Dobbie)

17 December 2009

Condannati e premiati. Lo strano caso dei pescatori tunisini

menzione del premioROMA – In Italia sulle loro teste pesa una condanna di due anni e mezzo di carcere per resistenza a pubblico ufficiale. In Germania hanno appena ricevuto una medaglia d’oro all’impegno per la salvaguardia dei diritti umani. È lo strano caso dei due comandanti dei due pescherecci tunisini che l’8 agosto 2007 salvarono la vita a 44 naufraghi nel Canale di Sicilia e li sbarcarono a Lampedusa e che sono stati processati per due anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina insieme ai cinque uomini dell’equipaggio. La sentenza è stata pronunciata lo scorso 17 novembre. Assolti per il favoreggiamento, i due comandanti, Bayoudh Abdelkarim e Zenzeri Abdelbasset, furono condannati a due anni e sei mesi per aver disatteso gli ordini delle autorità italiane di restare fermi al largo di Lampedusa.

La medaglia d’oro della Lega internazionale dei diritti umani, intitolata al giornalista tedesco premio Nobel per la pace nel 1935 Carl-von-Ossietzky, è stata consegnata lo scorso 13 dicembre a Berlino al comandante tedesco Stefan Schmidt della Cap Anamur, la nave dell’omonima associazione il cui equipaggio finì sotto processo con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dopo aver tratto in salvo 37 naufraghi al largo di Lampedusa nel 2004. L’equipaggio è stato assolto con formula piena dal Tribunale di Agrigento il 7 ottobre 2009, dopo cinque anni di processo. Schmidt ha voluto condividere il premio con i due comandanti tunisini. A partecipare al conferimento della medaglia a Berlino sono venuti il figlio del comandante Abdel Karim Bayoudh, Mohamed Amine, e il comandante Abdel Basset Zenzeri.

L'associazione borderline-europe, di cui è membro anche il comandante Schmidt, sta ora cercando con altre associazioni tedesche di raccogliere fondi per i pescatori tunisini, che dall'inizio del processo sono senza lavoro in Tunisia, essendo i pescherecci sequestrati a Lampedusa.


Per approfondimenti
VIDEO Capitani coraggiosi. Pescatori, salvataggi e processi
Assolti i pescatori tunisini. Ma resta la condanna per resistenza
Delitto di solidarietà. Il processo ai pescatori visto da Teboulbah
REPORTAGE Capitani coraggiosi. Parlano i pescatori di Mazara del Vallo
Cap Anamur: assolo l'equipaggio della nave tedesca. Il salvataggio non è reato

Condenados y premiados: el extraño caso de los pescadores tunecinos

En Italia pende sobre sus cabezas una condena a dos años y medio de cárcel por resistencia a la autoridad pública. En Alemania acaban de recibir la medalla de oro al compromiso por la salvaguardia de los derechos humanos. Es el extraño caso de dos patrones de dos pesqueros tunecinos que el 8 de agosto de 2007 salvaron la vida a 44 náufragos en el Canal de Sicilia, los obligaron a desembarcar en Lampedusa y los llevaron a juicio, junto con sus cinco marineros, por favorecimiento de la inmigración clandestina. La sentencia fue pronunciada el pasado 17 de noviembre. Absueltos de favorecimiento, los dos patrones, Bayoudh Abdelkarim e Zenzeri Abdelbasset, fueron condenados a dos años y seis meses por no hacer caso a las órdenes de las autoridades italianas de mantenerse lejos de las costas de Lampedusa.

El pasado 13 de diciembre en Berlín se otorgó la medalla de oro de la Liga Internacional de Derechos Humanos, que lleva el nombre del periodista alemán premio Nobel de la Paz en 1935, Carl von Ossietzky, a Stefan Schmidt, patrón alemán del barco Cap Anamur, que también fue acusado de favorecimiento de la inmigración clandestina por haber salvado a 37 náufragos frente a las costas de Lampedusa en 2004. La tripulación fue absuelta por el Tribunal de Agrigento el 7 de octubre de 2009, después de cinco años de proceso. Schmidt quiso compartir el premio con los dos patrones tunecinos. Acudieron a recibir la medalla en Berlín el hijo del patrón Abdel Karim Bayoudh, Mohamed Amine, y el comandante Abdel Basset Zenzeri.

La asociación Borderline-Europe, de la que también es miembro el patrón Schmidt, busca ahora con otras asociaciones alemanas fondos para los pescadores tunecinos, que desde que comenzó el proceso carecen de trabajo en Túnez, al seguir sus barcos secuestrados en Lampedusa.

Traducido para Rebelión por Gorka Larrabeiti




Capitanes intrépidos
salvataggio in mare
“Nos hallamos en medio del paso. Es nuestra zona de pesca y su zona de tránsito”. Casi a diario los pescadores del Canal de Sicilia se cruzan con las barcas de los migrantes frente a las costas de Lampedusa. Cada vez más a menudo sustituyen a la Guardia Costera y la Marina militar en los rescates difíciles. Historias de profunda humanidad, de héroes anónimos que no miraron hacia otro lado porque “cuando ves a un niño de tres meses en el mar no piensas ni en el dinero ni en el tiempo perdido: sólo piensas en salvarle la vida”

16 December 2009

Campagna di Natale contro i respingimenti. Partecipa anche tu

MARSIGLIA - "Come uno uomo sulla terra" vince il premio internazionale Gran Prix CMCA del documentario e reportage Mediterraneo di Marsiglia. E insieme a Asinitas, Zalab e Fortress Europe lancia una nuova campagna contro i respingimenti in Libia. Fate un regalo a un politico. Regalategli una copia del documentario che per primo ha raccontato le violenze delle carceri libiche finanziate dall'Italia dove sono respinti migranti e rifugiati intercettati nel Canale di Sicilia. Perché nessuno dica che non sapeva.

L'editore del dvd+libro Infinito ha garantito per l'iniziativa un prezzo speciale di 13 euro anziché 15. Gli autori rinunciano ai propri diritti sulle copie vendute durante la campagna, i cui proventi andranno ai protagonisti del film.

Da oggi e fino al 6 gennaio sul sito del film ognuno di voi potrà regalare una copia del documentario sulla Libia a un parlamentare, un ministro, un prefetto, un parlamentare europeo, un segretario di partito, un sindaco, un assessore. E poi spediteci il loro nome.

Già perché pubblicheremo sul blog i nomi di tutti i politici a cui il film sarà stato spedito. E a loro chiederemo tutti insieme, noi autori e voi "donatori", risposte concrete alla drammatica situazione di abuso e violenza che vivono migliaia di uomini, donne e bambini nei centri di detenzione libici finanziati dall'Italia.





Seven held in Kosovo after migrants drown

PRISTINA (Reuters) - Kosovo and EU police arrested seven people on Wednesday in connection with the death of illegal migrants whose boat sank in a river between Hungary and Serbia two months ago, police said.

About 15 Kosovo Albanians including a one-year-old baby were trying to cross into the European Union when their boat sank in the Tisza River between Serbia and Hungary.

Eleven bodies were recovered. The fate of the other four is unknown.

"The individuals were taken into custody following a series of police operations on Wednesday morning," the European Union police and justice mission (EULEX) said in a statement.

The suspects were charged with smuggling migrants and organized crime, an EULEX spokesman said. They are suspected of having taken money from the victims and organized their journey.

The raids were carried in five towns across the country.

Kosovo, which declared independence from Serbia in 2008, is one of the poorest countries in Europe with a 40 percent unemployment rate.

Around 30,000 young people enter the job market every year and many leave the country, most often illegally, by paying 2,000-3,000 euros ($2,900-4,350) to human traffickers in their effort to build a better life mainly in EU countries.

(Reporting by Fatos Bytyci; editing by Adam Tanner and Paul Taylor)

15 December 2009

Calais, jeune afghan tué fauché par une voiture anonyme


communiqué de sôs soutien ô sans papiers


CALAIS, 15 décembre 2009 - Ils étaient plusieurs attendant sur une aire d'autoroute. Il faisait nuit. La voie routière était plongée dans l'obscurité. Soudain l'un d'entre eux traverse. Une voiture passe. Le choc. Il est mort. Qui était-il ? Maïouad. Il avait une quinzaine d’années et était afghan. Que faisait-il là ? Il attendait sans doute avec ses compagnons un avenir plus radieux en espérant franchir ce bras de mer qui est devenu un mur pour lui et ses camarades.

Cette nuit là, mardi 15 décembre, un enfant venu d’un pays en guerre pour demander asile a fini sa courte vie fauché par une voiture anonyme dans le Calaisis. Non, c'est trop simple ! Besson, Sarkozy et le gouvernement britannique ont construit ce mur de la honte, alors qu'ils commémoraient, il y a peu, la chute d'un autre mur de la honte, celui de Berlin.

Algeria: 16 dispersi sulla rotta per la Spagna a Mostaganem

Ansa

ALGERI, 13 DIC - La Guardia costiera algerina ha intercettato undici migranti irregolari al largo della costa occidentale dell'Algeria, vicino a Mostaganem, mentre continuano le ricerche di altre 16 persone scomparse in mare. Lo ha annunciato la Guardia costiera precisando che «undici candidati all'emigrazione sono stati fermati a due miglia da Mostaganem da dove, poche ore prima, avevano preso il largo a bordo di una piccola imbarcazione». Intanto, «ieri, sono state avviate le ricerche di altre 16 persone», continua la nota diramata da Aps, «scomparse in mare mentre tentavano di raggiungere la riva nord del Mediterraneo». Secondo la stessa fonte, l'SOS sarebbe stato lanciato dagli stessi migranti che con i telefoni cellulari avrebbero contatto i genitori.

12 December 2009

Brevi dalla frontiera n°19

IN SETTIMANA RIMPATRIATI 35 IMMIGRATI
ROMA, 12 DIC - Negli ultimi sette giorni sono stati rimpatriati, con diversi voli charter, 35 extracomunitari clandestini, soprattutto marocchini, tunisini e algerini, sbarcati sulle coste italiane. Lo rende noto il Viminale. (ANSA)

RIVOLTA E TENTATA FUGA AL CIE DI MODENA
MODENA, 11 DIC - Una rivolta di immigrati irregolari è stata sedata oggi al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Lamarmora a Modena. Una Volante della polizia ha bloccato cinque maghrebini che avevano tentato la fuga dopo aver dato in escandescenze per non aver potuto utilizzare i telefoni cellulari nella struttura. Anche i carabinieri sono accorsi al Cie. Gli stranieri minacciavano di dare foco ai materassi per il mancato permesso di usare i telefoni. Due nordafricani sono stati arrestati e altri due già trasferiti al Cie di Bologna. Risulta che i fuggitivi fossero tra gli immigrati extracomunitari trasferiti a Modena dal centro di Caltanissetta, dove nella notte tra il 13 e il 14 novembre scorsi un incendio aveva devastato l'edificio. Già la notte scorsa alcuni stranieri trattenuti al Cie di Modena avevano cercato inutilmente di fuggire facendo un buco nel soffitto dello stabile. (ANSA)

ADRIATICIO: UN ARRESTO E DUE RESPINGIMENTI IN PORTO ANCONA
ANCONA, 11 DIC - La polizia di frontiera di Ancona ha arrestato un cittadino turco di 38 anni che viaggiava a bordo di un'auto di grossa cilindrata con due connazionali di 35 e 37 clandestini. I tre erano appena sbarcati in porto da un traghetto. I loro passaporti, francesi, sono stati controllati dagli agenti, che si sono accorti che uno dei documenti era contraffatto. L'autista è stato arrestato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, l'autovettura e il documento falso sequestrati e gli altri due turchi respinti con la stessa nave con cui erano arrivati. (ANSA)

FRANCIA;DETENZIONE MINORI CLANDESTINI È LEGALE
PARIGI, 11 DIC - La detenzione amministrativa di un immigrato in situazione irregolare accompagnato dai suoi figli minorenni non costituisce un trattamento inumano o degradante ed è quindi legale. Lo ha stabilito la corte di cassazione francese. La magistratura francese aveva giudicato la detenzione dei minorenni nei centri temporanei di detenzione amministrativa una palese violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, insistendo sulla «grande sofferenza morale e fisica inflitta ai bambini». «Una sofferenza - affermavano ancora i magistrati francesi in una sentenza - chiaramente sproporzionata, con lo scopo di ricondurli alla frontiera». La corte di Cassazione ha però annullato la decisione, sottolineando che i giudici hanno sollevato «delle motivazioni inadeguate per caratterizzare un trattamento inumano e degradante». Ciò significa che la magistratura avrebbe dovuto motivare in modo più approfondito la loro decisione e non accontentarsi di scrivere che la detenzione dei minori è illegale. (ANSA)

GRECIA, UN MORTO E UN DISPERSO IN NAUFRAGIO
ATENE, 11 DIC - Un uomo è morto e una donna è data per dispersa in seguito all'affondamento nelle prime ore di oggi di un'imbarcazione che trasportava 27 immigranti clandestini a largo dell'isola di Leros. I 25 sopravvissuti sono stati portati in salvo da un peschereccio, secondo quanto indicano i media. Il naufragio è stato causato dalle cattive condizioni del mare e dai forti venti.(ANSAmed)

GUARDIA COSTIERA, CLANDESTINI SOCCORSI -70%
MILANO, 10 DIC - Quest'anno la guardia costiera ha soccorso meno di 10 mila immigrati, cioè meno di terzo di quelli dello scorso anno. L'ammiraglio Raimondo Pollastrini, il comandante generale della guardia costiera, tenendo una conferenza all'università Cattolica di Milano ha spiegato che nel 2009 i clandestini soccorsi in mare sono stati 9.108 contro i 34.827 del 2008, ovvero il 73% in meno. Lo stesso calo si è avuto per le unità intercettate (passate da 473 a 94) e quelle sequestrate (passate da 228 a 52). E questo è merito, fra l'altro, dell'accordo stretto con la Libia che prevede, fra l'altro, pattugliamenti misti delle coste. «Dopo la collaborazione siglata a maggio tra il governo italiano e quello libico - ha spiegato -, il flusso si è ridotto a poche decine di unità, con una diminuzione che, ad oggi, possiamo stimare attorno all'85-90%». Certo, «il contrasto via mare, pur avendo un effetto deterrente assai elevato - ha aggiunto -, non appare tuttavia uno strumento risolutivo se confrontato con la vastità delle aree marine da controllare, i mezzi a disposizione e i pericoli insiti per la salvaguardia della vita dei migranti». I canali di accesso, ad esempio, cambiano col tempo. Se negli anni Novanta la maggior parte degli sbarchi era nell'Adriatico, in seguito è passata a Sud, verso Sicilia, Calabria e in parte Sardegna. E ora si sono «aperti altri flussi - ha detto l'ammiraglio ispettore capo -, ad esempio quello dei curdi che sbarcano in Italia dopo essere passati da Turchia e Grecia». Con l'operazione Poseidon che ha coinvolto Italia, Turchia, Grecia coordinate dall'agenzia europea Frontex nel 2009 sono stati arrestati 160 scafisti. Dal 1992 gli sforzi della Guardia Costiera sono stati decisi come dimostrano alcuni dati sull'attività: 169.228 clandestini soccorsi dal 1992, 2.592 unità intercettate, 1.600 sequestrate e 455 persone arrestate. (ANSA


HAMMARBERG, ITALIA E MALTA INDAGHINO SU STRAGE
LA VALLETTA, (MALTA) 10 DIC - Il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Thomas Hammarberg ha inoltrato una nuova richiesta ai ministri degli Interni di Italia e Malta per sollecitare una indagine sulla strage di immigrati avvenuta nell'agosto scorso, quando un gommone con circa 78 eritrei rimase alla deriva per 20 giorni nel Canale di Sicilia. Solo cinque migranti riuscirono a sopravvivere, dopo essere stati soccorsi dalle motovedette italiane a Sud di Lampedusa. I superstiti raccontarono che i compagni di viaggio erano morti di stenti durante la traversata e che una decina di imbarcazioni avevano ignorato le loro richieste d'aiuto. Una motovedette maltese, che li aveva agganciati il giorno precedente, si sarebbe invece limitata a rifornirli di acqua, viveri e carburante, invitandoli a proseguire verso Lampedusa. Nelle missive inviate ai ministri Roberto Maroni e Mifsud Bonnici, il commissario europeo auspica «l'apertura di un dibattito sulla necessità di armonizzare una politica sull'immigrazione con il rispetto dei diritti umani». Hammarberg, che aveva già inoltrato un'analoga richiesta il 27 agosto scorso, sottolinea infine le responsabilità legate al soccorso di persone in mare e raccomanda a Malta e all'Italia la necessità di «lavorare insieme costruttivamente nello sviluppo di pattugliamenti congiunti che rispettino i diritti umani e i principi umanitari». (ANSA)

IMMIGRAZIONE: BADANTI; FALSE ATTESTAZIONI DA 4-5000 EURO
VICENZA, 10 DIC - Costavano dai 4000 ai 5000 euro le false attestazioni di regolarità riferite alla 'Sanatoria colf-badantì offerte da una associazione per delinquere sgominata dalla Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Vicenza. Una parte dei soldi era da versare subito, il resto ad avvenuto rilasco dell'attestazione di inserimento della pratica nel sistema informatico del Ministero degli interni. In tutto, 447 pratiche, già esaminate dagli investigatori della Sezione mobile del Nucleo di polizia tributaria, secondo cui nelle mani degli indagati sono finiti almeno due milioni di euro. Tra i 13 arrestati (cinque in carcere, otto ai domiciliari), otto sono italiani, due marocchini, due bangladesi, un serbo. I reati loro contestati vanno dall'associazione a delinquere all'immigrazione clandestina alla truffa, fino ai delitti specifici previsti dalla normativa in tema di regolarizzazione di colf e badanti ed ai reati connessi alla violazione delle norme sulla privacy. Gli altri 20 indagati - 16 italiani e due bangladesi - sono invece stati al momento denunciati a piede libero per concorso in favoreggiamento all'immigrazione clandestina. L'organizzazione provvedeva a istruire e trasmettere telematicamente le richieste di emersione, associando ad ogni singolo cittadino extracomunitario segnalato come 'colf badantè il nominativo di un datore di lavoro che mai aveva avuto alle sue dipendenze il soggetto da regolarizzare. Le pratiche, nonostante la professione di colf sia prevalentemente femminile, riguardavano esclusivamente uomini provenienti da Bangladesh, Cina, India, Egitto, Marocco, Pakistan e Tunisia. (ANSA)

CASSAZIONE SU STRAGE PORTOPALO, 30 ANNI ALL'ARMATORE TURAB
Roma, 9 dic. (Adnkronos) - C'è un colpevole per la più grande strage di immigrati del dopoguerra nel Canale di Sicilia. La Quinta sezione penale della Cassazione ha, infatti, reso definitiva la condanna a 30 anni di reclusione nei confronti dell'armatore pakistano Ahmed Sheik Turab, considerato l'organizzatore del viaggio di migranti che, la notte di Natale del 1996, fece naufragio e dove persero la vita 283 clandestini tra pakistani, indiani, cingalesi e Tamil. Attualmente l'armatore, il cui ricorso è stato rigettato, è libero e dovrebbe essere in Libano. Su di lui resta in vigore il mandato d'arresto in Francia. La decisione di piazza Cavour conferma il verdetto della Corte d'assise d'appello di Catania che, il 9 aprile 2008, aveva condannato a 30 anni di reclusione l'armatore pachistano considerato l'organizzatore del viaggio di migranti che fece naufragio a 19 miglia al largo della costa di Portopalo di Capo Passero. Per la stessa vicenda il 9 aprile del 2008 la Corte d'assise d'appello di Catania ha condannato a 30 anni di reclusione il libanese El Hallal Youssef, comandante della 'Yohan' la nave madre che, secondo l'accusa, entrò in collisione con il barcone F174 poi inabissatosi, mentre stava effettuando il trasbordo degli immigrati. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Yossef El Hallal era al comando della 'Yohan', un mercantile che trasportava circa 450 immigrati. Il cargo si fermò tra Malta e la Sicilia, in attesa dell'arrivo di un'imbarcazione più piccola sulla quale trasbordare i migranti che dovevano raggiungere le coste siracusane. Le cattive condizioni del mare provocarono un incidente: durante l' operazione la nave madre speronò la carretta che in pochi istanti si inabissò con il suo carico umano. Per molto tempo quella tragedia rimase avvolta nel mistero, anche perchè i cadaveri degli immigrati rimasero imprigionati dentro il barcone. Solo alcuni anni dopo le telecamere piazzate su un mini sommergibile consentirono di localizzare il relitto, un peschereccio maltese che aveva come segno distintivo la sigla F-174, e di trovare la prova della strage. La Francia non ha mai estradato l'armatore, sostenendo che aveva già subito la detenzione per gli stessi reati. Per i parenti delle vittime era stata stabilita una provvisionale di 20 mila euro ciascuno ma, poichè l'armatore è stato giudicato in contumacia, nessuno dei familiari ha mai visto un centesimo. (Dav/Gs/Adnkronos)

DEVASTARONO CIE CALTANISSETTA, 21 DENUNCIATI
CALTANISSETTA, 9 DIC - La Digos di Caltanissetta ha denunciato per devastazione, rogo e danneggiamento aggravato 21 immigrati ritenuti responsabili dell'incendio appiccato al Centro di identificazione e espulsione di Pian del Lago nella notte tra il 13 e il 14 novembre scorsi. Le fiamme provocarono ingenti danni al centro rendendo inagibili tre padiglioni. La mattina successiva tutti gli ospiti furono trasferiti da Caltanissetta nei Cie di Lamezia Terme, Crotone, Bologna, Gorizia e Modena, tramite voli charter in partenza da Catania organizzati dal Dipartimento della pubblica sicurezza. L'indagine della Digos si è avvalsa della visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza all'interno della struttura e delle dichiarazioni di alcuni testimoni. Gli extracomunitari denunciati, secondo la ricostruzione della polizia, erano in attesa del riconoscimento da parte dei consolati e della successiva espulsione coatta dal territorio nazionale. È stato accertato che in tarda serata, anche a seguito della fitta nebbia che era scesa nella zona di Pian del Lago, alcuni degli ospiti, in particolare una dozzina di tunisini, avevano cominciato a prepararsi per la fuga. Dopo essersi vestiti e istigato tutti gli ospiti alla rivolta, hanno intrecciato le lenzuola per formare delle corde quindi si sono recati nel salone mensa dove hanno sradicato uno dei tavoli in cemento armato ricoperto di acciaio. Subito dopo lo hanno usato come testa d'ariete contro uno dei cancelli laterali del Centro e lanciando oggetti contro le forze dell'ordine tra cui pezzi di lavandini, wc e rubinetterie poco prima divelti dai servizi igienici e poi finestre, sedie e vassoi della mensa. Non riuscendo ad abbattere il cancello, anche perchè la polizia aveva circondato il perimetro esterno della recinzione, sono rientrati nei padiglioni adibiti a dormitori ammassando i propri indumenti sui materassi e sulle lenzuola e hanno appiccato l'incendio. (ANSA)

UE: ASILO, MOLTE DOMANDE E POCHE PROTEZIONI ACCORDATO A 76.300 SU 280.000
BRUXELLES, 8 DIC - Tante le domande dei richiedenti asilo nell'Ue, molte meno le protezioni accordate. Su 280.000 posizioni prese in esame nel 2008 nei 27 Paesi dell'Ue, hanno ottenuto una protezione 76.320 immigrati. In Italia, la situazione fotografata da Eurostat indica un totale di 20.260 domande: hanno beneficiato di un parere positivo 9.740 persone (quasi quindi il 50%). Nel complesso il numero maggiore di decisioni positive, anche se non in termini proporzionali, riguarda la Francia (11.500 contro 56.115 domande), seguita dalla Germania (10.700 contro 30.405) e dalla Gran Bretagna (10.200 contro 33.525). In tutta l'Ue lo status di rifugiato è stata ottenuta da 40.000 richiedenti asilo, mentre 25.500 hanno avuto una protezione sussidiaria e 10.800 hanno beneficiato di un soggiorno per ragioni umanitarie. Il tasso di riconoscimento, in prima istanza, varia molto da un Paese all'altro nell'Ue, dal 65% della Polonia al meno dell'1% della Grecia passando per il 48,2% dell'Italia e una media Ue del 28,3%. Quanto alle decisioni definitive in appello, in Italia la percentuale è zero, così come in Grecia, contro la media Ue del 23,7%. In Italia complessivamente nel 2008 è stata accordata protezione a 3.500 somali, a 1.600 eritrei e a 1.050 afghani, ma nell'Ue sono gli iracheni coloro che hanno ottenuto il maggior numero di protezione (16.640), seguiti dai somali (9.520).(ANSA)

VISITA RADICALI A CIE IN VARIE REGIONI
ROMA, 8 DIC - Ultimo giorno dell'iniziativa «Ponte dell'Immacolata nei centri per immigrati», promossa dai radicali Marco Pannella, Emma Bonino, Rita Bernardini e Maurizio Turco insieme al direttore di Radio radicale Massimo Bordin e al presidente dell'associazione «A buon diritto» Luigi Manconi. Decine di parlamentari, accompagnati da dirigenti e militanti radicali e da volontari di associazioni visiteranno i Cie (centro di identificazione ed espulsione), i Centri di accoglienza per richiedenti asilo e i Centri di accoglienza sparsi sul territorio nazionale. In particolare, verranno «ispezionati» i centri di Ponte Galeria a Roma, Bari (Palese), Pian del lago (Caltanissetta), Salina Grande (Trapani), Mazara del vallo (Trapani) e Valderice (Trapani). Nel corso delle ispezioni, cominciate nei giorni scorsi, i visitatoti stanno registrando, attraverso la compilazione di un questionario, informazioni relative al numero di immigrati ospitati e alla loro nazionalità, dati sul personale in servizio e sull'assistenza e i servizi prestati dalle strutture. I parlamentari che hanno aderito all'iniziativa dei radicali sono tutti del Pd con l'eccezione di Savino Pezzotta dell'Udc. (ANSA)

GENOVA: 5 KURDI CHIEDONO ASILO AL PORTO,FERMATO MARITTIMO
GENOVA, 7 DIC - Cinque turchi kurdi, arrivati a Genova come clandestini a bordo della nave Mukkades Kalkavan, sono stati accolti sul territorio nazionale in conseguenza della loro richiesta di asilo politico. L'uomo che avrebbe favorito l'imbarco dei cinque nel porto turco di Izmir, un marittimo turco di 39 anni, Suleyman Evircan, è stato sottoposto a fermo di pg e si trova ora a disposizione del pm genovese Stefano Puppo. Secondo quanto ricostruito dalla Polmare, la vicenda ha inizio ai primi di novembre, quando il capitano della nave turca, in arrivo allo scalo del capoluogo ligure, si accorge della presenza dei cinque e la segnala. In quell'occasione i cinque uomini, di un'età compresa tra i 30 ed i 40 anni, vengono respinti dalle autorità italiane e sono così costretti a proseguire il viaggio a bordo della Mukkades Kalkavan. I cinque vengono respinti anche in Francia ed in Spagna, fino a quando, di ritorno a Genova, con l'aiuto di un'interprete, spiegano di essere curdi e di chiedere asilo politico. Ascoltati dagli agenti della polizia di frontiera, gli immigrati spiegano di aver consegnato del denaro (tra i mille ed i tremila euro ciascuno) ad Evircan, per ottenere l'imbarco. Nel corso di una perquisizione nella cabina del marittimo, nascosti nella custodia di una cinepresa, gli agenti hanno trovato undicimila euro. (ANSA)

Grecia: un morto e un disperso in un naufragio

Ansa

ATENE, 11 DIC - Un uomo è morto e una donna è data per dispersa in seguito all'affondamento nelle prime ore di oggi di un'imbarcazione che trasportava 27 immigranti clandestini a largo dell'isola di Leros. I 25 sopravvissuti sono stati portati in salvo da un peschereccio, secondo quanto indicano i media. Il naufragio è stato causato dalle cattive condizioni del mare e dai forti venti.(ANSAmed)

10 December 2009

Eritrei: Hammarberg scrive all'Italia e Malta, riaprire il caso

Il gommone degli eritrei alla derivaSTRASBURGO - Il commissario europeo per i diritti umani, Thomas Hammarberg, ha pubblicato sul sito internet del Consiglio d'Europa due lettere inviate a fine agosto al ministro dell'Interno italiano, Roberto Maroni, e a quello maltese Carmelo Mifsud Bonnici. E chiede di aprire un’indagine su quanto accaduto. Le lettere si riferiscono ai fatti dello scorso agosto, quando un gommone partito dalla Libia con 80 persone a bordo, soprattutto eritrei, vagò per tre settimane alla deriva nel Canale di Sicilia, senza ricevere soccorsi, e vedendo morire quasi tutti i passeggeri, a parte cinque superstiti. La pubblicazione delle due lettere arriva dopo le richieste avanzate al commissario Hammarberg da parte del comitato dei familiari dei 77 eritrei morti nella traversata, che con una lettera – pubblicata su Fortress Europe lo scorso 4 dicembre 2009 – chiedevano di aprire un’indagine sull’omissione di soccorso che aveva reso possibile la morte dei figli.

"Ho reso pubbliche queste lettere per riaprire una discussione sulla necessità di riallineare le politiche migratorie con il rispetto dei diritti umani. Servono delle indagini su questo grave incidente", ha dichiarato il commissario. "Quattro dei superstiti - ha continuato Hammarberg - hanno ottenuto lo status di rifugiati politici in Italia e un'altra sta aspettando la risposta della sua domanda d'asilo. Questa è una buona notizia. Tuttavia, c'è ancora un urgente bisogno di prendere tutte le misure necessarie affinché una tale tragedia possa ripetersi. Spiacevolmente, ad oggi le autorità non hanno risposto"

Nella sua lettera, il commissario sottolinea anche come sia venuta meno la responsabilità di soccorrere le persone in mare. E raccomanda quindi che entrambi i paesi coinvolti, Italia e Malta, si impegnino in una cooperazione costruttiva per sviluppare un sistema di pattugliamento in mare che sia pienamente rispettoso dei diritti umani e dei principi umanitari.

"La protezione dei diritti umani dei migranti ha bisogno di un'urgente attenzione - ha detto Hammarberg -. Ogni Stato europeo dovrebbe agire in spirito di solidarietà verso gli altri Stati, e garantire una reale protezione dei migranti, i cui diritti oggi sono in serio rischio".

Leggi la lettera di Hammarberg all'Italia
Leggi la lettera di Hammarberg a Malta

09 December 2009

Mort d'un migrant à Marseille

AP

09/12/2009 - Le corps d'un jeune migrant d'origine africaine a été découvert dans les quartiers nord de Marseille par un routier qui s'apprêtait à décharger sa cargaison en provenance du port de Tanger, a-t-on appris aujourd'hui de source policière.

La victime aurait été trouvée dans un conteneur réfrigéré, précise-t-on de même source. Une enquête a été ouverte par le parquet et confiée à la brigade criminelle de la police judiciaire de Marseille. Selon cette même source, la victime pourrait faire partie des nombreux candidats à l'immigration, qui tentent de gagner Marseille au péril de leur vie, depuis le Maroc et la Tunisie.

05 December 2009

Cie Lamezia: una canzone rap per liberare Talla


Free Talla. Si chiama così l'ultimo pezzo dei Twin Vega. "Questo è per il nostro fratello Talla, rinchiuso a Lamezia Terme. Vogliono farti rimpatriare ma noi con i fiori o con le bombe lo impediremo". La canzone è dedicata proprio a uno dei rapper del gruppo: Talla Ndao, senegalese, a cui la polizia ha ritirato il permesso di soggiorno per un precedente penale del 2003, quando appena arrivato in Italia lavorava ancora come venditore ambulante di cd masterizzati. Quando i musicisti della sua band hanno saputo che Talla era stato portato al centro di identificazione e espulsione di Lamezia Terme hanno fatto il possibile per tirarlo fuori. Una canzone di denuncia e una campagna sulla stampa. "Non ti lasceremo solo qui la voce si diffonde. La tua gente sta con te non preoccuparti frate tu ritornerai nel Sulcis". Hanno mobilitato l'intera cittadina di Iglesias, dove Talla era residente, e coinvolto un deputato ex sindaco della cittadina, che sul caso ha presentato anche un'interrogazione parlamentare. "Fratello siamo qui, stiam combattendo per te, nelle radio nei giornali noi raccontiamo di te". L'odissea di Talla, cominciata con il fermo nel novembre del 2009, si è felicemente conclusa il 5 dicembre, quando Talla è stato rimesso in libertà ed è potuto tornare a casa dagli amici della sua band. "Arriveremo fino in alto come dicevamo sempre saliremo sopra i palchi con sotto tutta la gente". Per saperne di più vi invitiamo a visitare la pagina facebook che gli è stata dedicata e un articolo pubblicato su l'Unità. Anche perché queste sono le storie che dimostrano come una mobilitazione da fuori possa portare a bloccare un'espulsione. Ben tornato in libertà, Talla.

04 December 2009

Brevi dalla frontiera n°18

RADICALI,DA OGGI ALL'8 ISPEZIONI IN TUTTI I CIE
ROMA, 6 DIC - Partono oggi le visite ispettive a tappeto nel centri per immigrati di tutta Italia in occasione del Ponte dell'Immacolata. L'iniziativa, analoga a quella realizzata a ferragosto, è promossa dai radicali Marco Pannella, Emma Bonino, Rita Bernardini e Maurizio Turco, insieme al direttore di Radio Radicale Massimo Bordin e al Presidente di 'A Buon Dirittò Luigi Manconi. Oggi, domani e martedì - spiega una nota - decine tra deputati e senatori, accompagnati da dirigenti e militanti radicali e da volontari di associazioni, visiteranno tutti i Centri di Identificazione ed Espulsione, Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo e Centri di Accoglienza sparsi in nove regioni italiane. Nel corso delle ispezioni, i visitatori compileranno questionari per registrare informazioni preziose, relative al numero di immigrati ospitati (anche a fronte della capienza regolamentare) e la loro nazionalità; dati sul personale in servizio, l'assistenza e i servizi prestati e lo stato della struttura. I parlamentari che hanno risposto all'appello sono tutti del Pd, con l'eccezione di Savino Pezzotta che fa parte del gruppo dell'Udc.(ANSA)

TENTA INCENDIO IN CARA NISSENO, ARRESTATO
CALTANISSETTA, 5 DIC - La polizia ha arrestato un nigeriano, Chuks Nelson, 22 anni, perchè colto in flagrante mentre tentava di incendiare alcune coperte e un materasso del suo letto all'interno del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Pian del lago (Cl). Il giovane ieri notte, secondo i poliziotti, avrebbe pianificato un tentativo di rivolta. Sono stati altri extracomunitari dello stesso padiglione ad avvertire la polizia in servizio dentro la struttura. Gli agenti hanno spento le fiamme con un estintore. Nelson aveva chiesto asilo politico. Il 29 ottobre era stato arrestato sempre dalla polizia perchè aveva rapinato un giovane del telefono cellulare. Per quell'episodio era stato sottoposto all'obbligo di dimora a Caltanissetta e, dopo la scarcerazione, aveva ripreso a domiciliare al Centro di Pian del Lago.(ANSA).

IN ITALIA NONOSTANTE ESPULSIONE: ARRESTATO
Roma, 04 dic - Avrebbe dovuto lasciare da alcuni mesi il territorio nazionale in quanto colpito da decreto d'espulsione. Ieri sera, gli agenti della polizia di Stato lo hanno sorpreso nei pressi della stazione Termini e al termine di verifiche effettuate al terminale collegato con la sala operativa della Questura, è emerso a carico di T.I. tunisino di 33 anni, il provvedimento e pertanto è stato condotto negli uffici del commissariato Viminale dove è stato arrestato per inottemperanza al decreto d'espulsione.(OMNIROMA)

ANCONA: UNDICI AFGANI RESPINTI DAL PORTO IN GRECIA
ANCONA, 3 DIC vedi anche Melting Pot - ANCONA, 4 DIC - L'Ambasciata dei diritti di Ancona ha diffuso una nota in cui sostiene che ieri, durante le operazioni di rimpatrio di un gruppo di 11 afghani intercettati allo sbarco da un traghetto greco, solo tre di cinque sedicenti minorenni sarebbero stati sottoposti all'esame radiologico dei polsi per stabilire la loro effettiva età. Alcuni migranti, dice l'Ambasciata, avrebbero informato telefonicamente gli incaricati del Consiglio italiano per i rifugiati di voler chiedere asilo politico, ma poi sarebbero stati rimpatriati ugualmente. La polizia però ha precisato che a bordo della nave c'erano solo due minori soli non accompagnati, affidati, come prevede la legge, ai servizi sociali del Comune. In tutto poi i sedicenti minorenni erano tre e non cinque, ma uno dei tre, sottoposto anche lui all'esame radiale, è risultato avere 18 anni. (ANSA).

INSEGUITO DA AGENTI SI TUFFA IN NAVIGLIO,MORTO
MILANO, 3 DIC - Un uomo dall'apparente età di 25 anni, forse nordafricano, sospettato di essere uno spacciatore, è morto annegato stasera nel Naviglio alle porte di Milano, dove si era tuffato per sfuggire ai poliziotti che lo inseguivano. È accaduto dopo le 20 sulla strada provinciale 48 Vecchia Vigevanese, tra Trezzano e Gaggiano. Secondo quanto riferito dalla questura, alcuni agenti della squadra mobile di Milano stavano svolgendo un appostamento per individuare il presunto spacciatore. Quando si sono avvicinati, il giovane è scappato per i campi ed è stato inseguito a lungo, in auto e a piedi. A un tratto l'uomo si è gettato nel Naviglio e non è più riemerso. I vigili del fuoco lo hanno recuperato ormai incosciente e i medici del 118 non sono riusciti a rianimarlo. Durante la fuga a piedi lo spacciatore ha gettato per terra 80 grammi di eroina e mezzo grammo di cocaina, che sono stati recuperati. L'uomo non aveva con sè alcun documento. (ANSA)

MEDICI NON DEVONO SEGNALARE IMMIGRATI, CIRCOLARE VIMINALE
Roma, 2 dic. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - I medici italiani non saranno obbligati a segnalare gli immigrati senza documenti di soggiorno che si rivolgono a loro per essere curati. «Sussiste il divieto di segnalazione da parte dei medici e di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale degli stranieri non in regola con le norme sul soggiorno che si rivolgono alle strutture sanitarie». Con questo chiarimento giunto dal ministero dell'Interno con una circolare del 27 novembre, «si è scritta la parola fine su una vicenda a cui l'intera categoria dei medici del Ssn ha dedicato mesi di proteste a colpi di comunicati e manifestazioni», si legge in una nota del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed. «Siamo molto soddisfatti - ha commentato Carlo Lusenti, segretario nazionale Anaao Assomed - che anche il ministero dell'Interno, a cui ci siamo spesso rivolti negli ultimi mesi, abbia riconosciuto le nostre istanze che si fondavano sugli stessi assunti ora ammessi dalla circolare e cioè che la legge cosiddetta anticrisi non ha abrogato nè modificato il divieto di segnalazione contenuto nella precedente disposizione del 1998». La circolare aggiunge anche un altro elemento molto importante: per l'accesso alle prestazioni della pubblica amministrazione e quindi anche a quelle sanitarie non viene richiesta l'esibizione dei documenti di soggiorno. «Non siamo spie, dicevamo qualche mese fa - conclude Lusenti - e oggi siamo orgogliosi della correttezza della nostra posizione di professionisti che con il nostro impegno e responsabilità quotidiani cerchiamo di garantire a tutte le persone che a noi si rivolgono, indipendentemente dal sesso, dal censo, dal colore della pelle e dalla lingua che parlano la migliore salute e la migliore sanità possibile». (Com-Ram/Pn/Adnkronos)

47 IMMIGRATI RINTRACCIATI NEL SALENTO
NARDÒ (LECCE), 2 DIC - Un gruppo di 47 cittadini di Paesi mediorientali e dell'Est asiatico è stato rintracciato nel pomeriggio dalla polizia di Stato del commissariato di Nardò nel parco di Porto Selvaggio e sulla strada che da qui porta a Sant'Isidoro. Subito soccorsi e rifocillati, grazie all'intervento immediato degli amministratori comunali di Nardo, dei servizi sociali e della Caritas, sono stati condotti a Lecce dove sono in corso le procedute per la loro identificazione. Del gruppo fanno parte 24 minorenni, dieci dei quali non sono accompagnati da alcun familiare. Le famiglie saranno sistemate nel centro di accoglienza di Bari, mentre i singoli in quello di Restinco a Brindisi. Una bambina di quattro anni è stata ricoverata nell'ospedale civile di Gallipoli in pediatria, dove sono giunti anche i suoi genitori e due suoi fratellini: la bimba è febbricitante ma le sue condizioni non destano preoccupazione.(ANSA)

8 AFGHANI IN TIR ARANCE, 1 ARRESTO
ANCONA, 1 DIC - Otto immigrati di nazionalità afghana sono stati scoperti dai funzionari della Dogana di Ancona, in collaborazione con la Polizia di frontiera, a bordo di un autoarticolato proveniente dalla Grecia. Il tir era appena sbarcato in porto da una delle motonavi dell'Anek Lines. Il conducente dell'automezzo, che secondo la documentazione trasportava arance destinate alla Germania, è stato arrestato, e gli afgani stati affidati al comandante della nave per il rimpatrio. (ANSA)

PROTESTA AL CIE BARI, BRUCIATE SUPPELLETTILI
BARI, 30 NOV - Tre persone sono state fermate dalla polizia nell'ambito delle indagini su quanto accaduto al centro. La loro posizione è al vaglio degli inquirenti. Alla protesta ha preso parte una ventina di immigrati sui circa 150 ospiti del Cie del quartiere San Paolo. Per cause che non sono state ancora accertare, nel primo pomeriggio gli immigrati hanno appiccato il fuoco a suppellettili e ad alcuni materassi all'interno di due moduli della struttura. La protesta è cessata con l'intervento di pattuglie della sezione Volanti della Questura e dei vigili del fuoco.(ANSA)

UE; A MALTA UFFICIO SU DOMANDE ASILO CENTRO AIUTERÀ PAESI EUROPA SUD
BRUXELLES, 30 NOV - Malta ospiterà la sede dell'Ufficio europeo incaricato di aiutare i paesi dell'Europa meridionale nell'esame delle domande di asilo di immigrati clandestini sbarcati sulle loro coste. Lo hanno deciso oggi a Bruxelles i ministri dell'Interno dell'Ue. La decisione è stata annunciata dal ministro dell'Interno francese, Brice Hortefeux, che ha sostenuto la candidatura di Malta, uno dei paesi più sotto pressione per i flussi migratori. Sono state più di 67 mila, secondo dati dell'Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati, le persone che nel solo 2008 hanno attraversato il Mediterraneo per chiedere asilo in Europa. Più della metà sono sbarcate in Italia e Malta. (ANSA-AFP)

03 December 2009

Eritrei: i parenti delle vittime d'agosto scrivono al Consiglio d'Europa

MILANO - “Perché non furono salvati e chi è responsabile per la loro morte?”. I familiari e gli amici dei 73 eritrei morti nell’agosto 2009 al largo di Lampedusa, dopo oltre 20 giorni alla deriva senza ricevere soccorso, scrivono al Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg. Accusano Italia, Malta, Frontex e diverse navi civili di aver negato il soccorso ai propri cari, e chiedono che venga aperta un’inchiesta sul caso. In una lettera inviata per conoscenza anche all’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite, all’Organizzazione internazionale per le migrazioni e ai Ministeri dell’Interno maltese e italiano, i familiari delle vittime - residenti in Africa, Australia, Europa, Canada e Usa - ricostruiscono i fatti alla luce degli elementi raccolti tra la diaspora eritrea. E chiedono giustizia. Ricordiamo che sui fatti sta indagando anche la Procura di Agrigento.

Al Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg

E per conoscenza: Unhcr, International Organisation for Migration, Jesuit Refugee Service Malta, Associazione Studi giuridici sull’immigrazione, Consiglio Italiano Rifugiati, Amnesty International, Pro Asyl, European council for refugees and exiles, Human Rights Watch, Ministero dell’Interno italiano, Ministero dell’Interno maltese

"Gentili signori e signore,
siamo i familiari e gli amici dei rifugiati morti nel Mediterraneo nell’agosto 2009. Chiediamo che venga aperta un’indagine su Italia e Malta, per il mancato soccorso dei 77 africani morti nelle acque europee.

Come tutti saprete, i 77 richiedenti asilo erano parte di un gruppo di 82 richiedenti asilo africani partiti dalla Libia il 28 luglio 2009 a bordo di un gommone sovraccarico. Tra i 77 rifugiati morti in mare, c’erano 25 donne, due delle quali incinte. La maggior parte delle vittime erano eritrei, ma a bordo si trovavano anche alcuni nigeriani e etiopi. Anziché soccorso e protezione, ai poveri immigrati è stata riservata una crudele sentenza di morte nei mari dell’Europa.

Un giorno dopo la partenza dalla Libia, la barca dei rifugiati rimase senza carburante, lasciando i richiedenti asilo abbandonati a se stessi in mezzo al mare, per tre settimane. Le famiglie al corrente della loro partenza, allertarono diverse Ong. Il 14 agosto 2009, una delle Ong, il Consiglio dei rifugiati (Flüchtlingsrat) di Colonia, in Germania, allertò l’onorevole Carmelo Mifsud Bonnici, ministro della Giustizia e degli Affari Interni di Malta, spiegando in una email la situazione dei rifugiati.

Tuttavia nessuno venne in loro soccorso, né le navi di transito in quel tratto di mare, né le autorità maltesi, che hanno obblighi stabiliti dal diritto marittimo, né tantomeno i mezzi di Frontex, fortemente impegnati in un monitoraggio delle frontiere e dei mari europei.

Secondo i racconti dei cinque superstiti, mentre i naufraghi in pena lottavano per rimanere in vita, a una certa distanza, tante navi li hanno incrociati ma senza prestare loro aiuto. Tre rifugiati, nel disperato tentativo di chiedere aiuto si buttarono in mare e nuotarono verso una nave per chiedere aiuto. Tuttavia, la nave continuò a allontanarsi dai rifugiati, giocando al gatto e al topo con le vite dei rifugiati. I tre coraggiosi rifugiati scomparirono ingoiati dalle onde del mare.
Inoltre, un altro rifugiato raggiunse a nuoto una nave e riuscì a arrampicarsi per allertare l’equipaggio, ma venne addirittura ributtato in mare senza pietà. Come risultato delle temperature estreme, della sete, della fame e di una deliberata negligenza, 77 richiedenti asilo, incluse 25 donne, due delle quali incinte, morirono così agonizzando nei mari dell’Europa.

Il 20 agosto 2009, dopo tre settimane di pena in mare, con una disperata e estrema determinazione a restare in vita, cinque emaciati richiedenti asilo vennero salvati dagli italiani. I cinque superstiti dettero la scioccante notizia al mondo. Sebbene siano sopravvissuti all’orrore, porteranno con sé il trauma per il resto delle loro vite.

Perché la barca degli immigrati alla deriva per più di 20 giorni nelle acque europee non venne intercettata e soccorsa? In un periodo in cui gli Stati sono in stato di massima allerta per il timore di attacchi terroristici e di atti di pirateria, è molto verosimile che la barca fosse stata monitorata dai sistemi radar e dai satelliti.

Il sistema di sorveglianza era particolarmente progettato per intercettare le piccole imbarcazioni utilizzate dai migranti nelle traversate dall’Africa. E troviamo impossibile credere che le basi militari e la guardia costiera non fossero a conoscenza della barca dei migranti alla deriva. Pertanto chiediamo di avere accesso ai dati della sorveglianza.

Alla luce delle politiche d’asilo sempre più restrittive dell’Unione europea in generale, e di Malta e dell’Italia in particolare, crediamo fortemente che i 77 richiedenti asilo sono morti a causa di una negligenza internazionale. Le loro vite avrebbero potuto essere salvate se i rifugiati fossero stati visti come esseri umani e non come “immigrati illegali africani”.

La cosa triste è come si possa essere rimasti seduti a guardare mentre altri esseri umani vagavano alla deriva lottando per salvarsi la vita. Non è soltanto una violazione del diritto alla vita e una violazione del diritto marittimo, ma anche un atto di inciviltà appartenente a un’epoca oscura.

Noi pertanto, chiediamo una inchiesta appropriata sulle cause della morte di questi 77 richiedenti asilo. Perché non furono salvati e chi è responsabile per la loro morte?

Sinceramente vostri,
i familiari e gli amici dei rifugiati da: Africa, Australia, Europa, Canada e Usa"
DEI PARENTI E DEGLI AMICI DELLE VITTIME

Julien Winandy, 03.09.2009
Ich bin schockiert über die unterlassene Hilfeleistung der italienischen und maltesischen Regierungen gegenüber den afrikanischen Flüchtlingen. Eine Regierung, die zusieht, wie arme, unschuldige, verzweifelte Menschen an Hunger und Durst sterben hat offenbar nicht mitgekriegt, wofür Europa steht. Diese Taten sind auf's Schärfste zu verurteilen.

Interessengemeinschaft boatpmalital@rocketmail.com, 07.09.2009
Hiermit wollen wir zum Ausdruck bringen, wie erschüttert wir über den Vorfall am Mittelmeer sind. Als Familie von Filmon Gheressin trauern wir nicht nur um den heranwachsenden, sehr intelligenten jungen Mann, der seine Abitur mit Bravour bestanden hat und Vorbild von vielen Kindern war für seine u. a. sportliche Aktivität, seine Hilfsbereitschaft und seine Höflichkeit jedem gegenüber. Wir trauern um jeden von denen, welche qualvoll sterben mussten, weil die Malteser und die Italiener sie nicht als "Menschen" angesehen hatten, sondern für die beiden Regierungen waren diese junge Leute irgendwelche Versuchskaninchen, über die gewettet wurde, wie lange wohl diese afrikanischen Flüchtlinge diese Qual ertragen werden würden, damit sie als Beispiel gelten, falls irgend ein verzweifelter Flüchtling jemals wieder in ein Boot einsteigen sollte!!! Wir, die Angehörigen von Filmon, sind überall auf der Welt zerstreut. Manche von uns fühlen sich als Europäer, manche als Amerikaner, manche als Australier und die meisten der Familie fühlen sich als Afrikaner, weil sie in Afrika leben. Wir, die Familie, welche in Europa leben, haben uns wohl geirrt. Wir dachten, wir gehören zur europäischen Gesellschaft, was uns durch diese Aktion klar wurde, wir als Afrikaner werden wohl niemals der europäischen Gesellschaft angehören, weil die Regierungen alles daran setzen, dass kein Afrikaner sich hier in Europa wohl fühlt, sondern sich als Mensch zweiter Klasse fühlen muss.
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Pastor Friedrich Scherrer, Bremen, 07.09.2009
Als Christ bin ich erschüttert über den Tod der Flüchtlinge und das Verhalten der Regierungen und denke an die Angehörigen.

Amina Rimi & Familie, 07.09.2009
75 unschuldige Opfer der Regierung von Malta und Italien vom August 2009.
Ich trauere mit Euch gemeinsam um die 75 junge Leute, die ihr Leben so früh und so grausam verloren haben. Die Umstände, wie sie ihr Leben verloren haben, macht es noch mehr schmerzhafter. Wie können Länder wie Italien und Malta, die sich gern als "zivilisierte Welt" bezeichnen so Schlimm das Menschenleben beenden. Wie können sie nur zugucken, wie die 75 Menschen eines nach dem anderen wegen Durst und Hunger so qualvoll sterben. Wie grausam müssen die Malteser und die Italiener sein, das ganze zu beobachten. Es macht uns alle sprachlos um das ganze harmlos auszudrücken.

Ich lebe seit meine Jugend in Deutschland und arbeite fast 20 Jahre als Krankenschwester. Jedes mal, wenn ich mich von einen sehr kranken Patienten Abschied nehmen muss, kann ich meine Schmerzen kaum ausdrücken, weil ich einen "Menschen" verloren habe. Ich kann mir diese Grausamkeit, was die Malteser und die Italiener getan haben nicht vorstellen und auch überhaupt nicht akzeptieren.Wenn Italien und Malta so grausam sind, diese armen junge Menschen, die aus politischen Gründen ihr Heimat verlassen mussten, vor Hunger und Durst langsam sterben zu lassen, warum haben sie sie nicht direkt nach Libyen abgeschoben, so hätte man zumindest ihren Leichnam gefunden oder um das ganze einfacher auszudrücken sie hätten sie gleich erschießen können. Die Tat, was die beiden Länder sich geleistet haben, ist Feige, Grausam und unmenschlich.

Ich frage mich, ob ich überhaupt als Afrikanerin ein Platz in Europa habe.
Leute Kopf hoch, viele Menschen, die ein Gewissen haben fühlen mit euch!! Es geht hier nicht um schwarz gelb oder weiß, hier geht es um Menschen und Menschlichkeit
Wir denken an Euch und an unsere grausam hingerichtete Landsleuten

Amete Mekonnen, 07.09.2009
Herzliches Beileid an allen Angehörigen, Freunde und Bekannte der Opfer der Regierung von Malta und Italien.
Ich bin wütend darüber und gleichzeitig traurig, dass vor allem der Rettungsdienst auf dem Meer seine Pflicht zur Lebensrettung nicht wahrgenommen hat. Es ist merkwürdig, nach Hilfe schreienden Menschen, nicht zu helfen. Wie gleichgültig die unschuldigen Bootsflüchtlinge wohl für die beiden Regierungen waren??? Für diese Tat sollen sich beide Länder ewig schämen. Sie haben eine schlimme Geschichte für ihre Länder geschrieben. Organisationen, wie hier die EU, sind doch dazu verpflichtet ein gutes Beispiel für die anderen zu sein! Ich kann mich nach diesem Geschehnis, leider nur kritisch zur Theorie der Menschenrechte äußern. Da das Handeln der Regierungen und des Rettungsdienstes auf offener See für mich kriminell ist. Leute die niemandem was schlechtes gesagt oder getan haben, mussten auf eine grausame Art sterben, nur weil die Regierungen sich vorgenommen haben keine Immigranten mehr in ihre Länder zu haben. Es wundert mich, dass die Ausländer in diesen Ländern sehr gern als billige Arbeitskräfte angesehen werden, und trotzdem sind sie unerwünscht? In meinem Beruf als Krankenschwester weiß ich, dass es meine Pflicht ist, jedem hilfsbedürftigem Menschen das Leben zu retten, ohne zuerst auf die Nationalität, Hautfarbe oder sozialen Stand zu schauen.

So sollte es auch im normal Fall bei allen Rettungsdienste auf dem Meer sein, auch wenn diese Leute in der Augen der Regierungen "nur Bootsflüchtlinge" sind. Ich bin der Meinung, dass solche Länder erst Menschenleben retten und dann die Konsequenzen für die illegalen Einwanderer treffen. Denn kein Mensch ist illegal. Die Menschen, welche ihr Leben auf offener See riskieren, um überhaupt in Frieden leben zu können, wurden von Kriminellen Regierungen in Empfang genommen und bewusst getötet. Die beiden Regierungen sollen erstmal darüber im klaren sein, dass sie in der Lage waren Menschen hinzurichten. Was für eine tragische und dunkle Geschichte diese 24Tage der Flüchtlinge auf offener See wohl für die beiden Länder ist, wird immer wieder lauter. Es erinnert vielen in den 2.Weltkrieg, wie damals die unschuldigen hingerichtet wurden und alle weg guckten. So haben es die beiden Regierungen es geschafft, dass ihre Bevölkerung (Fischer & Marine) weg guckten, während junge Leute vor Durst und Hunger auf offener See qualvoll starben.

Ich könnte hunderte von Seiten schreiben mein Wut und mein Trauer Luft zu machen, aber die Geschichte wird uns allen ewig begleiten und wir alle werden lange brauchen, um diese Kriminalität zu verdauen.
Gott gebe Euch und uns allen viel Kraft.

Fagret Kafil, Demsas Kebin, Asgedet Kafil, Ajir Kafil, Okbalidet Kafil, Saba Kafil, Amanet Demsas, Selwa Demsas, David Auinger, Tina Bender, Christoph Auinger, Elif Solak, Yasaman Shamloo, 10.09.2009
Hiermit möchten wir den Familien der Opfer unsere aufrichtige Anteilnahme aussprechen und möchten gerne der Interessengemeinschaft angehören und alles mitgestalten. Bitte informiert uns, was wir machen können, um diese schlimme Geschichte Weltweit bekannt zu machen, damit jeder weiß, wie kriminell und GLEICHGÜLTIG Italien und Malta gegenüber Bootsflüchtlinge sind. Solche Taten in den 21Jahrhundert zu gedulden, würde bedeuten, dass sich alle Menschen mitschuldig machen, wenn sie nicht öffentlich demonstrieren und die beiden Regierungen offiziell verurteilen. Wir alle sind der Meinung, dass die Italiener und die Malteser die 75 Bootsflüchtlinge gezielt ermordet haben.

Nebiat Eyob, 11.09.2009
Wir sind traurig, empört, verzweifelt und sprachlos.
Wir sind über das was geschehen ist sehr bestürzt und empört. Die italienische und maltesische Regierung hätte dies verhindern können und schaute tatenlos zu, wie die Flüchtlinge ihrem Schicksal überlassen wurden. Dies ist menschenverachtend.Wir fordern, dass die italienische und maltesische Regierung offiziell zu gibt falsch gehandelt zu haben und sich bei den Hinterbliebenen entschuldigt,auch wenn das kein Trost ist,ist dies jedoch eine „Genugtuung“ für die in der hohen See verstorbenen Menschen.
Unser herzlichstes Beileid an alle Familienangehörigen.

Sennait aus Frankfurt am Main, 13.09.2009
Grausamkeit, Gleichgültigkeit, Kaltblütigkeit; Hinrichtung und Mord der Flüchtlinge durch die Malteser und den Italienern
Ich bin über die Tragödie zutiefst bestürzt und bewegt. Die italienische und maltesische Staaten wurden mehrmals informiert, dass sich Flüchtlinge auf hoher See befinden und sie hatten mehrere Möglichkeiten sie zu retten, jedoch ist dies nicht geschehen aus Gründen die nicht akzeptabel sind und die ich als menschenunwürdig bezeichne.

Ich finde es menschenverachtend, dass man die Flüchtlinge verdursten und verhungern ließ. Der Gedanke allein löst in mir tiefste Verachtung gegenüber denen, die es zuließen, dass man den vielen Flüchtlingen nicht geholfen hat. Ich frage mich, wo war ihr Mitgefühl, als diese an den Flüchtlingen vorbei fuhren ohne angemessene Hilfe zu leisten. Wie Grausam und Gefühls kalt muss man dazu seien, um Menschen einfach sterben zu lassen. Allen Schiffen, die an den Flüchtlingen vorbei fuhren sei gesagt, dass Sie für deren Tod mitverantwortlich sind.
Allen Familienangehörigen mein herzlichstes Mitgefühl.

Milite Bahta - Wichita, Yodit Mowes and Meles Okbalidet - Wichita, Tecle Tensew - Wichita, 15.09.2009
We are realy upset,
We hereby want to express how upset we are about the incident of between 28 July to 20 August 2009 on the Mediterranean sea. As a family of Filmon Gheressin we mourn not only the adolescent, very intelligent young man who has passed his school with flying colors and pattern of many children were among others for his sport that his helpfulness and his courtesy towards all. We mourn every one of those who had to painfully die, because the Maltese and the Italians had not considered them as "people", but for the two governments that young people have any guinea pigs was bet on how long these African refugees were well this torture would be tolerated, so that they serve as an example, if at all should ever again enter a desperate refugee in a boat!

We, the members of Filmon, are scattered all over the world. Some of us feel, as Europeans, some Americans, some as Australians and most of the family feel as Africans, because they live in Africa. We, the family, who live in Europe, have probably made a mistake. We thought that we belong to the European society, which we realized by this action, we as Africans will probably never belong to European societies, because governments will do everything that no Africans here in Europe feel good, but the second as man Class must feel.

We doubt whether the Maltese and the Italians even a belief, or even have a conscience. For a creditor or a person with no conscience is directed toward people who are screaming for help. This intended execution of the 75 refugees, showing the younger generations that they are as long as they are in Europe, have to move with their backs to the wall. The Eritrean, Ethiopian and many other African youth today has no other issue than the execution of the refugees by the Maltese and Italian. As the governments have got the whole point that the Europeans have no conscience. Is this just because of existential angst or put other stories behind it?

We know definitely that we executed our families and friends will not get back, but we still want to express our sorrow for the two governments expressed their people with hatred which feeds and above all with indifference, for tomorrow, all the hatred is return and the indifference to those countries because their own children grow up with hatred, anger and indifference.

We are 'grateful for the compassion of others who are committed, despite its European origin for human rights and tirelessly with us to share this pain.
We thank Ms Judith Gleitze and Mr. Gabriele Del Grande and the lawyer who is willing to represent the rights of our victims.
Family Filmon Gheressin from Africa, Australia, Europe, America, and Canada & Syndicate

Unterzeichnet haben 69 Personen, die Namen sind borderline-europe bekannt, 16.09.2009
Liebe Freunde, liebes Boatp.team,
wir möchten sehr gerne der Interessengemeinschaft angehören und fragen uns: sollen wir der maltesischen und der italienischen Regierung für ihre kriminelle Tat applaudieren? Sollen wir nur für einen kurzen Augenblick eine Schweigeminute halten und an die Opfer der beiden Regierungen denken und sagen "die armen Bootsfllüchtline" und sie gleich vergessen? Sollen wir sagen, dass die Fischer und die Marine nur Angst hatten ihre "Existenz" zu verlieren und für sie Verständnis aufbringen, dass sie die qualvoll sterbenden Menschen bemitleidend angesehen haben und weiter gefahren sind? Oder sollen wir nur sagen, wie ungerecht die Welt ist und weiter in unser alltägliches Leben zurückkehren? Oder, oder, oder????? Wir wissen es wirklich nicht, wie wir mit diese kriminelle Tat umgehen oder sie verarbeiten sollen.
Für diese Gleichgültige, kriminelle Tat wird es nie eine Erklärung bzw. eine Antwort geben. Diese Geschichte ist genau so schlimm wie die Geschichte des zweiten Weltkrieges. Während Menschen vor Durst und Hunger sterben, fahren mehr als zehn Schiffe vorbei. Was war anders im zweiten Weltkrieg? Die meisten hatten auch nur Angst um ihren Existenz oder hatten Angst als Verräter des eigenen Landes zu gelten. Das ist genau so!!! Berlusconi & Co. schüren Hass und Verfolgung gegen unterdrückte, politisch verfolgte oder auch "Wirtschaftsflüchtlinge" , die Schutz und Frieden suchen und die Italiener haben nicht einmal den Mut, um gegen diese Verschwörung NEIN zu sagen? Sie müssen die Flüchtlinge nicht aufnehmen, sie sollten aber auch auf die billige Arbeitskräfte, die sie sehr gern ausbeuten verzichten. Das gilt auch für Malta. Es geht nicht, dass man nur die Rosinen aus dem Brot raus pickt. ...
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Aster Hamid, Feven Johannes, Helen Dirar, Tina, Danel, Ezana, London, 24.09.2009
Me and my close friends and family would like to express how sad we are about the lost of our beloved brother and son Abel Yohannes, and some for all of those other people between July 28 to August 20. However we would like to say how disappointed we are of the Italians and Maltesers for not rescueing them.We were informed that our brother and (the people who died tragically) asking for help at the time of death, however the Italian and Malta ignored them, left them to die in tragic circumstance.We are really shocked to hear this. We couldn't belive how cruel some people can be to leave other people to die in an unknown place. The young adults who were left to die were only looking for a better life and bright future but instead they were ignored while they were asking for help. This is a shameful reputation for the Italians and Maltesers authorities. What if it was themselves or a family member on the boat instead of those unknown immigrants. These authorities need to reflect upon their actions.

We give our condoliances to all Family members of the victims and their Friends.
We are grateful for the compassion of others who are committed, despite its European origin for human rights and tirelessly stay with us to share this pain.

Anonymous, 27.09.2009
Liebe G.,
ich habe Dir lange nicht geschrieben, hauptsächlich weil ich nicht wusste, was ich Dir schreiben soll. Aber ich habe Dich keine Minute außer Acht gelassen. War zu allen möglichen und unmöglichen Zeiten bei Dir. Immer in Deiner Reichweite. Ich habe für Dich und für den jungen Abel gebetet. Ich habe für ihn gebetet, dass er nun die Ruhe finden möge, die ihm hier nicht gegönnt war. Dass ihm seine erstaunliche Mut und Entschlossenheit, in Frieden leben zu wollen, anerkannt und hochgelobt wird. Dass ihm hoch anerkannt wird, dass er mutig und bereit war, viel und wenn nötig, alles zu geben, um dem, was ihm wichtig war, wofür er lebte, bedingungslos nachzugehen.
Dass man es ihm nicht verübelt, dass er lieber groß und frei leben wollte als klein und versklavt. Dass man ihm wahren Respekt erweist, dass er für diese Freiheit bereit war, wenn es sein muss, auf ein für ihn bedeutungsloses Leben zu verzichten. Helden fallen nicht vom Himmel.Wer in der unerschütterlichen Entschlossenheit bestrebt ist, seiner Freiheit zu erkämpfen, egal was dabei raus kommt, ist ein Held. Er hat sich entschlossen, in Freiheit zu leben, und wenn es sein muss, lieber sein Leben als Löwe zu verlieren anstatt als Maus daran zu klammern. Das verlangt Mut, und sollte einem nicht übel genommen werden.

Und ich habe für Dich gebetet, dass Du, trotz der tiefen Trauer bei der Verlust eines so geliebten Menschen doch recht bald in die Lage versetzt wirst, Kraft schöpfen zu können. Dass Du trotz der Tragik Dich von der Niedergeschlagenheit, der Mutlosigkeit und Verzweiflung, die von uns in diesen Situationen Besitz ergreift, dennoch lösen und erheben kannst.Trauer und Leid engt unser Horizont ein und drehen uns in einem Karussell negativer Gedanken und Gefühlen. Sie versperren uns die Sicht der Sonne. Wir sind gefangen in der dunklen Kessel der Niedergeschlagenheit, Mutlosigkeit, und Ohnmacht. Wir sind abgeschnitten von unseren inneren Ressourcen der Energie und Freude. Ich hab deshalb für Dich gebetet, dass die Schleier der Trauer durch neuen Lebensfreude durchströmt wird, dass Dein Herz zum Zentrum eines energetischen Sonnenstrahlen wird, der die dunklen Wolken trauriger Gedanken aufnimmt und auflöst, dass Du aus dem Kreislauf der Mutlosigkeit und Ohnmacht heraus brechen kannst. Dass Du Deine Freude wieder erlangst, der auf andere wie heilende Balsam für die Seele so gut wirkt, auf eine Art und Weise wie nur Du auf dieser Erde kannst.

Kaleab and the rest of Abel's family, 16.10.2009
We hereby want to express how upset we are about the incident that happened between July 28 to August 20, 2009 in the Mediteranean sea. People migrate from their homeland for many reasons but all have one thing in common, to better their quality of life in the so called more human and democratic societies. Nowadays, from the sub-seharan countries, many people attempt to cross Mediteranean sea to enter European countries. Eritrea is one of the sub-saharan countries which breeds many immigrants to European countries.

From July 28 to August 20, 2009 there was tragedy in the Mediteranean sea. 73 Eritreans were discovered dead because the ship bringing them from Libya to Sicily drifted for 23 days due to lack of fuel without receiving assistance from passing vessels (except one fishing boat).

It was heart breaking news for all Eritreans, particularly for the family members of the dead. One of the dead was Abel Yohannes. Abel was a very intelligent young man who was eager to help others. Abel has many family members in the West such as America, Europe, Australia, Eritrea and the rest of the world. We were shocked by Abel’s death. We mourn for Abel and for every one of those who had to painfully die, because the Maltese and the Italian governments had not considered them as “People”. We know that it is stated on paper that the European Union is fully committed to international law but we are concerned that these irresponsible and inhuman actions will be repeated. We feel ashamed as citizens of the West.

We know that our families and friends who died in this tragedy will not come back, but we still want to express our sorrow to the two governments that expressed no humanity. We are greatful for some who stand for human rights and tirelessly stay with us to share this pain despite of their European origin.
We thank Ms. Judith Gleitze and Mr. Gabriele Del Grande and the lawyer Leonardo Marino who is willing to represent the rights of our victims.

Azieb, Roger, Andrew, Familymembers from Atlanta, 17.10.2009
We request rights of our victims!

Tesfazghi Paulos, 19.10.2009
We request rights of our victims.
We hereby want to express how upset we are about the incident that happened between July 28 to August 20, 2009 in the Mediteranean sea.
People migrate from their homeland for many reasons but all have one thing in common, to better their quality of life in the so called more human and democratic societies. Nowadays, from the sub-saharan countries, many people attempt to cross mediteranean sea to enter European countries. Eritrea is one of the sub-saharan countries which breeds many immigrants to European countries.
From July 28 to August 20, 2009 there was tragedy in the Mediteranean sea. 73 Eritreans were discovered dead because the ship bringing them from Libya to Sicily drifted for 23 days due to lack of fuel without receiving assistance from passing vessels (except one fishing boat).

It was heart breaking news for all Eritreans, particularly for the family members of the dead. One of the dead was Abel Yohannes. Abel was a very intelligent young man who was eager to help others. Abel has many family members in the West such as America, Europe, Australia, Eritrea and the rest of the world. We were shocked by Abel’s death.
We mourn for abel and for every one of those who had to painfully die, because the Maltese and the Italian governments had not considered them as “People”.
We know that it is stated on paper that the European Union is fully committed to international law but we are concerned that these irresponsible and inhuman actions will be repeated. We feel ashamed as citizens of the West.

We know that our families and friends who died in this tragedy will not come back, but we still want to express our sorrow to the two governments that expressed no humanity. We are greatful for some who stand for human rights and tirelessly stay with us to share this pain despite of their European origin.
We thank Ms. Judith Gleitze and Mr. Gabriele Del Grande and the lawyer who is willing to represent the rights of our victims.

Medina Beshir, Familie & Freunde, 20.10.2009
Wir können es gar nicht beschreiben, welche Trauer, Wut und Schmerzen wir empfinden. Wir sind zutiefst betroffen.
Wir fragen uns: Was haben diese junge Menschen, die ihr Leben noch vor sich hatten, verbrochen, dass sie auf so eine grausame und qualvolle Art sterben mussten? Für uns ist das ein Verbrechen,wenn in den Gewässern Europas, die sogenannten zivilisierten Länder, von denen behauptetet wird, sich für Menschenrechte und Gerechtigkeit einzusetzen und achten, bewusst Menschen hingerichtet werden.

Wo bleibt die Menschlichkeit?
Haben die 75 Eritreer, die verzweifelt um ihr Leben gekämpft, verzweifelt und laut nach Hilfe geschrien haben keine Menschlichkeit verdient? Diese jungen Menschen wollten nur in Frieden leben und Zukunft haben, wie jeder andere auch. Doch ihre Träume und das Recht zum leben hat man ihnen genommen. Es wurde gedankenlos über deren Schicksal entschieden und sie wurden zum Tode verurteilt. Zwei EU-Länder haben bewusst über deren Leben entschieden und beschlossen, dass diese verzweifelte Bootsflüchtlinge kein Recht zum Leben haben. Es ist eine schmerzhafte Vorstellung, in welcher Trauer und Schmerzen die Angehörigen sich befinden.
Wenn die EU nicht diese Geschichte öffentlich kritisiert, macht sie sich für den Tod der Flüchtlinge mitschuldig.
Daher fordern wir alle EU-Mitgliederstaaten hiermit auf, sich an die Veröffentlichung dieser kriminellen Tat zu beteiligen und für das Recht der Opfer der maltesischen und der italienischen Regierungen zu kämpfen.