26 December 2009

Brevi dalla frontiera n°21

TENTATIVO DI FUGA DA CIE BRINDISI, BLOCCATO
BRINDISI, 25 DIC - Un nuovo tentativo di fuga, dopo quello avvenuto il mese scorso, si è verificato la scorsa notte nel Centro di identificazione ed espulsione di Restinco, alle porte di Brindisi, dove una decina di nordafricani hanno tentato di lasciare la struttura venendo però bloccati dalle forze di polizia. Al momento non si registrano feriti. È accaduto poco prima dell'una: sperando probabilmente di trovare poca opposizione da parte delle forze di polizia in servizio nella struttura durante la notte di Natale, i nordafricani hanno tentato di forzare la recinzione del centro ma sono stati subito bloccati. Controlli fatti successivamente anche con l'intervento dei vigili del fuoco lungo la recinzione hanno dato esito negativo. Il 9 novembre scorso furono una cinquantina gli immigrati che tentarono la fuga: in quella circostanza una decina di loro, dopo scontri con polizia e carabinieri, riuscì a dileguarsi. Un episodio che generò diverse polemiche riguardo la sicurezza di questa struttura la cui presenza viene da sempre contestata da istituzioni locali e associazioni di volontariato. (ANSA)

21 December 2009

Natale come un uomo: già 70 libri-dvd regalati ai politici

io non respingoROMA - Ecco i nomi dei 70 politici italiani scelti da chi ha aderito alla campagna NATALE COME UN UOMO, aggiornati al 7 gennaio 2010. Tra parentesi il numero di copie a loro destinate. Invitiamo chi aderisce alla campagna a scegliere il più possibile politici a cui il dvd+libro non sia già stato "regalato". Anche se in alcuni casi ricevere molti libri+dvd può essere una maggiore stimolo a "informarsi".

20 December 2009

Brevi dalla frontiera n°20

VIMINALE, 31 ESPULSIONI IN UNA SETTIMANA
ROMA, 19 DIC - Nel corso di questa settimana sono stati rimpatriati, con diversi voli charter, 31 immigrati soprattutto tunisini, marocchini, e algerini, sbarcati in precedenza sulle coste italiane. Lo rende noto un comunicato del Viminale. (ANSA)

18 December 2009

"Do they know?" JRS Malta release a new report on Libya

“Does the international community know about this, what is happening here?
This is what we used to ask each other when we were in prison in Libya.”

Asad, an asylum seeker in Malta

Since May 2009, some 1409 migrants, attempting to reach a place where they could obtain protection or the possibility to live in safety and dignity, were pushed back to Libya. These actions were widely criticised and held by many to be a violation of international law, as Libya does not have the mechanisms in place to grant protection to those who need it and there is evidence that those returned would be at risk of harm.

Libya: pushed back migrants speak out: “Beaten and deported to the Sahara”

campo di detenzione di ZlitenROME - Beaten by Italian soldiers and deported to the Sahara. The migrants pushed back to Libya speak out. For the first time. From the cells of a prison situated in the middle of the Libyan desert, a thousand kilometres south of Tripoli, where they have ended up after having been sent back to Libya on Italian military ships. We have reached them by phone. They are 38 Somalis. All men. Part of that ship crew composed of 81 Somalis who left Tripoli on the 27th August 2009 and were rejected by Italian authorities after three days at sea, on the 30th August.

"Do they know?" Nuovo rapporto di JRS Malta sulla Libia

LA VALLETTA - Un'altra voce autorevole si leva contro i respingimenti in Libia. Il servizio rifugiati dei padri gesuiti di Malta, (Jesuit Refugee Service) pubblica un duro rapporto sulla Libia. Rifugiati politici sbarcati a Malta dopo lunghi periodi di detenzione nelle carceri di Gheddafi raccontano l'altro lato della medaglia. Ciò che il governo italiano e l'Unione europea vorrebbero fosse taciuto. La pratica quotidiana delle violenze e degli abusi della polizia libica. Un rapporto che si aggiunge al recente e aggiornato lavoro di Human Rights Watch, al documentario Come un uomo sulla terra, e all'audio doc Noi difendiamo l'Europa!. Scaricate, leggete e diffondete.

Egyptian police kill two migrants at Israeli border

Reuters

EL-ARISH, Egypt, Dec 18 (Reuters) - Egyptian police shot dead two African migrants trying to slip across the border into Israel on Friday, security sources said. Police in Egypt have stepped up efforts to control the frontier with Israel in recent months and have killed at least 19 migrants at the border since May.

17 December 2009

Condannati e premiati. Lo strano caso dei pescatori tunisini

menzione del premioROMA – In Italia sulle loro teste pesa una condanna di due anni e mezzo di carcere per resistenza a pubblico ufficiale. In Germania hanno appena ricevuto una medaglia d’oro all’impegno per la salvaguardia dei diritti umani. È lo strano caso dei due comandanti dei due pescherecci tunisini che l’8 agosto 2007 salvarono la vita a 44 naufraghi nel Canale di Sicilia e li sbarcarono a Lampedusa e che sono stati processati per due anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina insieme ai cinque uomini dell’equipaggio. La sentenza è stata pronunciata lo scorso 17 novembre. Assolti per il favoreggiamento, i due comandanti, Bayoudh Abdelkarim e Zenzeri Abdelbasset, furono condannati a due anni e sei mesi per aver disatteso gli ordini delle autorità italiane di restare fermi al largo di Lampedusa.

Condenados y premiados: el extraño caso de los pescadores tunecinos

En Italia pende sobre sus cabezas una condena a dos años y medio de cárcel por resistencia a la autoridad pública. En Alemania acaban de recibir la medalla de oro al compromiso por la salvaguardia de los derechos humanos. Es el extraño caso de dos patrones de dos pesqueros tunecinos que el 8 de agosto de 2007 salvaron la vida a 44 náufragos en el Canal de Sicilia, los obligaron a desembarcar en Lampedusa y los llevaron a juicio, junto con sus cinco marineros, por favorecimiento de la inmigración clandestina. La sentencia fue pronunciada el pasado 17 de noviembre. Absueltos de favorecimiento, los dos patrones, Bayoudh Abdelkarim e Zenzeri Abdelbasset, fueron condenados a dos años y seis meses por no hacer caso a las órdenes de las autoridades italianas de mantenerse lejos de las costas de Lampedusa.

El pasado 13 de diciembre en Berlín se otorgó la medalla de oro de la Liga Internacional de Derechos Humanos, que lleva el nombre del periodista alemán premio Nobel de la Paz en 1935, Carl von Ossietzky, a Stefan Schmidt, patrón alemán del barco Cap Anamur, que también fue acusado de favorecimiento de la inmigración clandestina por haber salvado a 37 náufragos frente a las costas de Lampedusa en 2004. La tripulación fue absuelta por el Tribunal de Agrigento el 7 de octubre de 2009, después de cinco años de proceso. Schmidt quiso compartir el premio con los dos patrones tunecinos. Acudieron a recibir la medalla en Berlín el hijo del patrón Abdel Karim Bayoudh, Mohamed Amine, y el comandante Abdel Basset Zenzeri.

La asociación Borderline-Europe, de la que también es miembro el patrón Schmidt, busca ahora con otras asociaciones alemanas fondos para los pescadores tunecinos, que desde que comenzó el proceso carecen de trabajo en Túnez, al seguir sus barcos secuestrados en Lampedusa.

Traducido para Rebelión por Gorka Larrabeiti




Capitanes intrépidos
salvataggio in mare
“Nos hallamos en medio del paso. Es nuestra zona de pesca y su zona de tránsito”. Casi a diario los pescadores del Canal de Sicilia se cruzan con las barcas de los migrantes frente a las costas de Lampedusa. Cada vez más a menudo sustituyen a la Guardia Costera y la Marina militar en los rescates difíciles. Historias de profunda humanidad, de héroes anónimos que no miraron hacia otro lado porque “cuando ves a un niño de tres meses en el mar no piensas ni en el dinero ni en el tiempo perdido: sólo piensas en salvarle la vida”

16 December 2009

Campagna di Natale contro i respingimenti. Partecipa anche tu

MARSIGLIA - "Come uno uomo sulla terra" vince il premio internazionale Gran Prix CMCA del documentario e reportage Mediterraneo di Marsiglia. E insieme a Asinitas, Zalab e Fortress Europe lancia una nuova campagna contro i respingimenti in Libia. Fate un regalo a un politico. Regalategli una copia del documentario che per primo ha raccontato le violenze delle carceri libiche finanziate dall'Italia dove sono respinti migranti e rifugiati intercettati nel Canale di Sicilia. Perché nessuno dica che non sapeva.

Seven held in Kosovo after migrants drown

PRISTINA (Reuters) - Kosovo and EU police arrested seven people on Wednesday in connection with the death of illegal migrants whose boat sank in a river between Hungary and Serbia two months ago, police said.

15 December 2009

Calais, jeune afghan tué fauché par une voiture anonyme


communiqué de sôs soutien ô sans papiers


CALAIS, 15 décembre 2009 - Ils étaient plusieurs attendant sur une aire d'autoroute. Il faisait nuit. La voie routière était plongée dans l'obscurité. Soudain l'un d'entre eux traverse. Une voiture passe. Le choc. Il est mort. Qui était-il ? Maïouad. Il avait une quinzaine d’années et était afghan. Que faisait-il là ? Il attendait sans doute avec ses compagnons un avenir plus radieux en espérant franchir ce bras de mer qui est devenu un mur pour lui et ses camarades.

Algeria: 16 dispersi sulla rotta per la Spagna a Mostaganem

Ansa

ALGERI, 13 DIC - La Guardia costiera algerina ha intercettato undici migranti irregolari al largo della costa occidentale dell'Algeria, vicino a Mostaganem, mentre continuano le ricerche di altre 16 persone scomparse in mare. Lo ha annunciato la Guardia costiera precisando che «undici candidati all'emigrazione sono stati fermati a due miglia da Mostaganem da dove, poche ore prima, avevano preso il largo a bordo di una piccola imbarcazione». Intanto, «ieri, sono state avviate le ricerche di altre 16 persone», continua la nota diramata da Aps, «scomparse in mare mentre tentavano di raggiungere la riva nord del Mediterraneo». Secondo la stessa fonte, l'SOS sarebbe stato lanciato dagli stessi migranti che con i telefoni cellulari avrebbero contatto i genitori.

12 December 2009

Brevi dalla frontiera n°19

IN SETTIMANA RIMPATRIATI 35 IMMIGRATI
ROMA, 12 DIC - Negli ultimi sette giorni sono stati rimpatriati, con diversi voli charter, 35 extracomunitari clandestini, soprattutto marocchini, tunisini e algerini, sbarcati sulle coste italiane. Lo rende noto il Viminale. (ANSA)

Grecia: un morto e un disperso in un naufragio

Ansa

ATENE, 11 DIC - Un uomo è morto e una donna è data per dispersa in seguito all'affondamento nelle prime ore di oggi di un'imbarcazione che trasportava 27 immigranti clandestini a largo dell'isola di Leros. I 25 sopravvissuti sono stati portati in salvo da un peschereccio, secondo quanto indicano i media. Il naufragio è stato causato dalle cattive condizioni del mare e dai forti venti.(ANSAmed)

10 December 2009

Eritrei: Hammarberg scrive all'Italia e Malta, riaprire il caso

Il gommone degli eritrei alla derivaSTRASBURGO - Il commissario europeo per i diritti umani, Thomas Hammarberg, ha pubblicato sul sito internet del Consiglio d'Europa due lettere inviate a fine agosto al ministro dell'Interno italiano, Roberto Maroni, e a quello maltese Carmelo Mifsud Bonnici. E chiede di aprire un’indagine su quanto accaduto. Le lettere si riferiscono ai fatti dello scorso agosto, quando un gommone partito dalla Libia con 80 persone a bordo, soprattutto eritrei, vagò per tre settimane alla deriva nel Canale di Sicilia, senza ricevere soccorsi, e vedendo morire quasi tutti i passeggeri, a parte cinque superstiti. La pubblicazione delle due lettere arriva dopo le richieste avanzate al commissario Hammarberg da parte del comitato dei familiari dei 77 eritrei morti nella traversata, che con una lettera – pubblicata su Fortress Europe lo scorso 4 dicembre 2009 – chiedevano di aprire un’indagine sull’omissione di soccorso che aveva reso possibile la morte dei figli.

"Ho reso pubbliche queste lettere per riaprire una discussione sulla necessità di riallineare le politiche migratorie con il rispetto dei diritti umani. Servono delle indagini su questo grave incidente", ha dichiarato il commissario. "Quattro dei superstiti - ha continuato Hammarberg - hanno ottenuto lo status di rifugiati politici in Italia e un'altra sta aspettando la risposta della sua domanda d'asilo. Questa è una buona notizia. Tuttavia, c'è ancora un urgente bisogno di prendere tutte le misure necessarie affinché una tale tragedia possa ripetersi. Spiacevolmente, ad oggi le autorità non hanno risposto"

Nella sua lettera, il commissario sottolinea anche come sia venuta meno la responsabilità di soccorrere le persone in mare. E raccomanda quindi che entrambi i paesi coinvolti, Italia e Malta, si impegnino in una cooperazione costruttiva per sviluppare un sistema di pattugliamento in mare che sia pienamente rispettoso dei diritti umani e dei principi umanitari.

"La protezione dei diritti umani dei migranti ha bisogno di un'urgente attenzione - ha detto Hammarberg -. Ogni Stato europeo dovrebbe agire in spirito di solidarietà verso gli altri Stati, e garantire una reale protezione dei migranti, i cui diritti oggi sono in serio rischio".

Leggi la lettera di Hammarberg all'Italia
Leggi la lettera di Hammarberg a Malta

09 December 2009

Mort d'un migrant à Marseille

AP

09/12/2009 - Le corps d'un jeune migrant d'origine africaine a été découvert dans les quartiers nord de Marseille par un routier qui s'apprêtait à décharger sa cargaison en provenance du port de Tanger, a-t-on appris aujourd'hui de source policière.

05 December 2009

Cie Lamezia: una canzone rap per liberare Talla


Free Talla. Si chiama così l'ultimo pezzo dei Twin Vega. "Questo è per il nostro fratello Talla, rinchiuso a Lamezia Terme. Vogliono farti rimpatriare ma noi con i fiori o con le bombe lo impediremo". La canzone è dedicata proprio a uno dei rapper del gruppo: Talla Ndao, senegalese, a cui la polizia ha ritirato il permesso di soggiorno per un precedente penale del 2003, quando appena arrivato in Italia lavorava ancora come venditore ambulante di cd masterizzati. Quando i musicisti della sua band hanno saputo che Talla era stato portato al centro di identificazione e espulsione di Lamezia Terme hanno fatto il possibile per tirarlo fuori. Una canzone di denuncia e una campagna sulla stampa. "Non ti lasceremo solo qui la voce si diffonde. La tua gente sta con te non preoccuparti frate tu ritornerai nel Sulcis". Hanno mobilitato l'intera cittadina di Iglesias, dove Talla era residente, e coinvolto un deputato ex sindaco della cittadina, che sul caso ha presentato anche un'interrogazione parlamentare. "Fratello siamo qui, stiam combattendo per te, nelle radio nei giornali noi raccontiamo di te". L'odissea di Talla, cominciata con il fermo nel novembre del 2009, si è felicemente conclusa il 5 dicembre, quando Talla è stato rimesso in libertà ed è potuto tornare a casa dagli amici della sua band. "Arriveremo fino in alto come dicevamo sempre saliremo sopra i palchi con sotto tutta la gente". Per saperne di più vi invitiamo a visitare la pagina facebook che gli è stata dedicata e un articolo pubblicato su l'Unità. Anche perché queste sono le storie che dimostrano come una mobilitazione da fuori possa portare a bloccare un'espulsione. Ben tornato in libertà, Talla.

04 December 2009

Brevi dalla frontiera n°18

RADICALI,DA OGGI ALL'8 ISPEZIONI IN TUTTI I CIE
ROMA, 6 DIC - Partono oggi le visite ispettive a tappeto nel centri per immigrati di tutta Italia in occasione del Ponte dell'Immacolata. L'iniziativa, analoga a quella realizzata a ferragosto, è promossa dai radicali Marco Pannella, Emma Bonino, Rita Bernardini e Maurizio Turco, insieme al direttore di Radio Radicale Massimo Bordin e al Presidente di 'A Buon Dirittò Luigi Manconi. Oggi, domani e martedì - spiega una nota - decine tra deputati e senatori, accompagnati da dirigenti e militanti radicali e da volontari di associazioni, visiteranno tutti i Centri di Identificazione ed Espulsione, Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo e Centri di Accoglienza sparsi in nove regioni italiane. Nel corso delle ispezioni, i visitatori compileranno questionari per registrare informazioni preziose, relative al numero di immigrati ospitati (anche a fronte della capienza regolamentare) e la loro nazionalità; dati sul personale in servizio, l'assistenza e i servizi prestati e lo stato della struttura. I parlamentari che hanno risposto all'appello sono tutti del Pd, con l'eccezione di Savino Pezzotta che fa parte del gruppo dell'Udc.(ANSA)

03 December 2009

Eritrei: i parenti delle vittime d'agosto scrivono al Consiglio d'Europa

MILANO - “Perché non furono salvati e chi è responsabile per la loro morte?”. I familiari e gli amici dei 73 eritrei morti nell’agosto 2009 al largo di Lampedusa, dopo oltre 20 giorni alla deriva senza ricevere soccorso, scrivono al Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg. Accusano Italia, Malta, Frontex e diverse navi civili di aver negato il soccorso ai propri cari, e chiedono che venga aperta un’inchiesta sul caso. In una lettera inviata per conoscenza anche all’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite, all’Organizzazione internazionale per le migrazioni e ai Ministeri dell’Interno maltese e italiano, i familiari delle vittime - residenti in Africa, Australia, Europa, Canada e Usa - ricostruiscono i fatti alla luce degli elementi raccolti tra la diaspora eritrea. E chiedono giustizia. Ricordiamo che sui fatti sta indagando anche la Procura di Agrigento.

02 December 2009

Egypt police kill African migrant at Israel border

Reuters

CAIRO, Dec 1 (Reuters) - Egyptian police shot and killed an African migrant on Tuesday as he tried to slip across the Sinai peninsula desert border to Israel, a security source said.

Libia: parlano i respinti. “Picchiati dagli italiani e deportati nel Sahara”

campo di detenzione di ZlitenROMA – Picchiati dai militari italiani e deportati nel Sahara. Parlano i respinti. Per la prima volta. Dalle celle di un carcere in mezzo al deserto libico, mille chilometri a sud di Tripoli, dove sono finiti dopo essere stati respinti in Libia dalle navi militari italiane. Li abbiamo raggiunti telefonicamente. Sono 38 somali. Tutti uomini. Parte dell’equipaggio di 81 somali partiti da Tripoli lo scorso 27 agosto 2009 e respinti dalle autorità italiane dopo tre giorni in mare, il 30 agosto.

Respingimenti: la Corte europea ammette il ricorso. Italia sotto processo

ROMA – Il Governo italiano dovrà rispondere davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo sui respingimenti in Libia. La Corte di Strasburgo ha formalmente comunicato al Governo l’ammissione del ricorso di 13 rifugiati somali e 11 eritrei, depositato a luglio dagli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci, dell’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo. Le autorità italiane avranno adesso tre mesi di tempo per rispondere alle richieste di informazioni avanzate dalla Corte. Prima di una sentenza passeranno alcuni anni, tuttavia l’avvocato Lana definisce “un passaggio decisivo” la dichiarazione di ammissibilità del ricorso, anche alla luce del fatto che “il 95% dei ricorsi presentati alla Cedu non supera questa prima fase”.