08 September 2008

Reportage da Trapani. Il cie Vulpitta e il nuovo Cara a Salina

Ballatoio cie VulpittaTRAPANI, 8 settembre 2008 - Sorge nel centro di Trapani il primo centro di identificazione e espulsione aperto in Italia. Venne inaugurato nel luglio del 1998, in una sezione dell'istituto geriatrico Rosa Serraino Vulpitta. La legge Turco-Napolitano, che istituiva i centri di permanenza temporanea (cpt), era stata appena approvata. Un anno dopo un incendio causò la morte di sei migranti detenuti. Dopo l'incidente, la capienza è passata da 180 a 57 posti. Nei primi sei mesi del 2008 ha ospitato 94 persone. La gestione, affidata alla cooperativa Insieme, vale un milione di euro, per una media di 80 rimpatri l'anno.


La cooperativa Insieme gestisce anche il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Salina Grande, in provincia di Trapani. Attualmente sono presenti 295 ospiti. Dall'inizio dell'anno sono transitate oltre mille persone. Per l'intervista in Commissione attendono non più di trenta giorni in media. Ne abbiamo intervistati alcuni, raccogliendo le ennesime denunce di abusi e torture praticate dalla polizia libica a cui l'Italia è pronta a affidare il controllo delle proprie frontiere.

Viaggio nei Cie: reportage dal Serraino Vulpitta di Trapani
Vulpitta inefficiente e costoso: 1 milione per 80 rimpatri
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Ancora torture in Libia. Parlano i rifugiati di Salina

Scarica i due libri bianchi sul Cpt Vulpitta, curati dal Coordinamento per la Pace di Trapani
Storie da un lager. Novembre 2002
Storie da un lager. Dicembre 2003

Leggi i reportage da Gradisca, Caltanissetta, Crotone, Foggia e Bari