29 November 2009

Brevi dalla frontiera n° 17

VIMINALE, NELLA SETTIMANA RIMPATRIATI 42 CLANDESTINI
Roma, 28 nov- Nel corso di questa settimana sono stati rimpatriati, con diversi voli charter, 42 immigrati, soprattutto marocchini, nigeriani e tunisini, sbarcati sulle coste italiane. Lo rende noto un comunicato del Viminale. (Sin/Gs/Adnkronos)

TENTANO FUGA DAL CIE DI TRAPANI, BLOCCATI
TRAPANI, 28 NOV - Una decina di immigrati, in attesa di essere rimpatriati, hanno tentato la notte scorsa di fuggire dal Centro di identificazione ed espulsione «Serraino Vulpitta» di Trapani, segando le barre delle finestre e calandosi dal primo piano con le lenzuola. Sono stati bloccati da polizia e carabinieri. (ANSA)

SU RESPINGIMENTI CORTE EUROPEA CHIAMA GOVERNO A RISPONDERE
Roma, 27 nov - «Il Governo italiano è stato chiamato a rispondere davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo sui respingimenti collettivi di migranti verso la Libia. Si tratta di un passaggio decisivo verso il ristabilimento dei diritti fondamentali». Lo afferma Anton Giulio Lana, consigliere dell'Unione forense per la tutela del diritti dell'uomo, che, assieme all'avvocato Andrea Saccucci, rappresenta i 24 somali ed eritrei intercettati in mare aperto il 6 maggio scorso e respinti verso la Libia. «La Corte ha rinvenuto elementi di fondatezza nel nostro ricorso -continua Lana- così che lo stesso è stato formalmente comunicato al Governo. Va considerato che il circa il 95% dei ricorsi presentati non supera questa prima fase». «Alle autorità italiane è stato concesso un lasso di tempo di circa 3 mesi per rispondere, poichè le violazioni contestate sono di particolare gravità. Si tratta -conclude Lana- del divieto di tortura, cui spesso i migranti sono soggetti in Libia, e del divieto di espulsioni collettive, senza preventivo accertamento dell'identità dei migranti e del loro eventuale diritto d'asilo». (Sin/Pn/Adnkronos)

VIMINALE, 31 ESPULSIONI IN UNA SETTIMANA
ROMA, 27 NOV - Nel corso della settimana sono stati 31 gli immigrati, sbarcati sulle coste italiane, rimpatriati con voli charter. Per la maggior parte marocchini, nigeriani e algerini. Lo rende noto il Viminale.(ANSA)

MARONI, OBIETTIVO È AVERE UN CIE PER REGIONE
ROMA 27 NOV - L'obiettivo del governo è di avere un centro di identificazione ed espulsione in ogni regione italiana. Lo ha confermato il ministro dell'Interno Roberto Maroni al termine di una riunione a Brescia specificando anche che dagli enti locali è arrivata la richiesta di creare un Centro anche in provincia di Brescia. In questo momento il Lombardia l'unico Cie è a Milano. «In passato c'erano state delle forti resistenze -ha spiegato Maroni- da parte dei Comuni mentre adesso questa richiesta viene proprio dagli enti locali anche perchè il problema è diventato più evidente». (Dra/Gs/Adnkronos)

24 November 2009

Nuovo respingimento. Motovedette libiche inseguono 80 rifugiati in acque maltesi

ALGERI - Nuovo respingimento. Ma stavolta con tanto di omissione di soccorso e inseguimento. Le motovedette libiche infatti si sono spinte per la prima volta fino a 60 miglia da Lampedusa e a 120 dalla Libia, contro ogni principio del diritto marittimo internazionale. Domenica 22 novembre, circa 80 rifugiati eritrei e somali a bordo di un gommone finito alla deriva in acque internazionali, sono stati raggiunti da una motovedetta libica e riportati a Tripoli, dove sono stati tratti in arresto. Un'operazione che segna uno spartiacque nelle operazioni di pattugliamento del Mediterraneo. Per la prima volta i libici sono usciti dalle proprie acque per venire a prendersi gli emigranti da respingere. E per la prima volta le Guardie costiere italiana e maltese hanno negato il soccorso, sottoponendosi alle direttive del Ministero dell'Interno. E violando il diritto marittimo internazionale, che obbliga le autorità competenti (in questo caso Malta, visto che il gommone era in acque SaR maltesi) a portare i naufraghi nel porto vicino piu' sicuro (in questo caso La Valletta e non Tripoli). E violando il diritto di asilo, perché Roma e Valletta sapevano già da sabato che a bordo del gommone si trovavano esuli somali e eritrei.

Secondo la cronaca del Times of Malta, confermata dalla portavoce dell'Unhcr Laura Boldrini, la motovedetta libica é arrivata fino a 60 miglia da Lampedusa, in acque internazionali (nella zona Search and Rescue di competenza maltese), per riprendersi i rifugiati. Tutto questo é avvenuto nella giornata di domenica. Ma le autorità italiane erano al corrente della presenza del gommone da almeno 24 ore.

L'agenzia stampa ANSA scriveva sabato 21 novembre: "Sta navigando lentamente verso Lampedusa, a una velocità di due nodi all'ora, l'imbarcazione con una ottantina di migranti a bordo che ha lanciato l'Sos, attraverso un telefono satellitare, con una serie di chiamate a Milano, Genova e La Valletta". Non solo. Un aereo militare Atlantic in ricognizione nel Canale di Sicilia, aveva individuato il gommone a 60 miglia a sud di Lampedusa. A quel punto le autorità libiche sono state avvisate e inviate sul luogo per recuperare i naufraghi, di cui fra l'altro si conosceva già la nazionalità. L'ANSA infatti scriveva sabato 21: "Gli immigrati hanno dichiarato telefonicamente di essere somali ed eritrei, dunque nelle condizioni di potere avanzare richiesta d'asilo".

A pesare sulla decisione del Ministero dell'Interno potrebbe essere stato lo sbarco, il giorno prima, a Pozzallo di 200 eritrei salvati in alto mare dalla Guardia costiera e dalla Guardia di Finanza.

A confermare il coinvolgimento delle Capitanerie di porto italiane nell'operazione di respingimento é l'articolo del Times of Malta, che riporta: "The Italian rescue authorities of Messina and Palermo coordinated the operation with the Libyan authorities, and maintained contact with the Armed Forces of Malta's Rescue Co-ordination Centre" (Le autorità di soccorso di Messina e Palermo hanno coordinato l'operazione con le autorità libiche, e mantenuto il contatto con il Centro di coordinamento del soccorso delle forze armate maltesi)

23 November 2009

Brevi dalla frontiera n°16

ARRESTATI 2 SCAFISTI E 5 ERITREI PER RIVOLTA
RAGUSA, 22 NOV - Due uomini arrestati dalla Squadra Mobile di Ragusa e dalla sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Pozzallo, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina. Secondo gli investigatori sarebbero gli scafisti dello sbarco avvenuto il 26 ottobre scorso. Si tratta di Mustafa Rashid, 21 anni, e Hamada Adhm, 25, entrambi cittadini egiziani nati in Eritrea. Nell'ambito della stessa operazione è stato sottoposto a fermo anche un altro eritreo, Marco Gigli, 23 anni, ritenuto organico all'organizzazione. Gli investigatori, infine, hanno arrestato anche altri cinque cittadini eritrei per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento: sarebbero tra i responsabili del tentativo di fuga messo in atto due giorni fa nel centro di prima accoglienza di Pozzallo, dopo lo sbarco di 199 migranti avvenuto la sera precedente. Sono Rezene Testafy, 20 anni, Wflom Fassha, 34, Ghidewom Bereket, 22, e Abraham Weldeab, 35. Gli arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Modica, a disposizione della magistratura. (ANSA)

19 November 2009

Desaparece uno de los 12 inmigrantes de una patera en Tarifa

El País, CÁNDIDO ROMAGUERA, 2009-11-19

Uno de los 12 inmigrantes que llegaron ayer a bordo de una patera a las costas de Tarifa desapareció al caer al mar, según el testimonio del resto de pasajeros de la patera, antes de que fueran interceptados por la Guardia Civil. Embarcaciones de Salvamento Marítimo y del Servicio Marítimo de la Guardia Civil activaron un dispositivo de búsqueda frente a la costa de Tarifa (Cádiz), con el objeto de localizar al joven varón de origen subsahariano, que no tuvo éxito.

Según fuentes del Instituto Armado, las manifestaciones de los 11 ocupantes de la embarcación que fueron rescatados, “eran un tanto contradictorias”, ya que mientras algunos aseguraban haber visto caer al compañero de viaje, otros negaban este hecho a su llegada a puerto. No obstante, Salvamento Marítimo decidió enviar hasta la zona la embarcación Alkaid y un helicóptero que junto a una patrullera de la Guardia Civil peinaron la costa tarifeña sin resultados positivos.

Mientras, los 11 inmigrantes de origen subsahariano fueron conducidos hasta el puerto tarifeño, donde fueron atendidos por voluntarios de la Cruz Roja, que se encargaron de suministrar ropa, mantas y comida caliente a los náufragos. Los inmigrantes se encontraban en buen estado de salud, a excepción de uno, que presentaba síntomas de hipotermia. Por otro lado, Salvamento Marítimo rescató ayer por la tarde una embarcación con otros 14 inmigrantes de origen subsahariano cuando se encontraban a 18 millas de la costa de Cabo de Gata, en Almería.

17 November 2009

Brevi dalla frontiera n°15

20 TENTANO FUGA A POZZALLO, RIPRESI
POZZALLO (RAGUSA), 21 NOV - Circa 20 dei 198 immigrati giunti la scorsa notte nel porto di Pozallo hanno tentato di fuggire ma in poche ore sono stati individuati e riportati nel centro di prima accoglienza. Quattro agenti hanno riportato lievi ferite e contusioni nel tentativo di bloccarli e hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche. Alcuni dei fuggitivi rischiano di essere denunciati per resistenza a pubblico ufficiale. Il gruppo di stranieri viaggiava su un barcone di 15 metri, intercettato ieri pomeriggio a 60 miglia a sud est di Pozzallo; trasbordato su due pattugliatori della Guardia di finanza, è stato accompagnato in porto. 146 sono gli uomini, 48 le donne, di cui una in stato di gravidanza e quattro i bambini, compreso un neonato. 12 di loro, tra cui la donna incinta e i bambini, a causa di uno stato di malessere dovuto a stanchezza, disidratazione e freddo sono stati ricoverati negli ospedali di Modica, e Ragusa. Le loro condizioni non sono gravi. Tutti i 198 hanno dichiarato di essere eritrei ed hanno chiesto asilo politico. Intanto gli investigatori stanno interrogando alcuni degli stranieri sospettati di essere gli scafisti. Uno di loro, secondo alcuni indizi emersi, potrebbe avere organizzato anche alcuni dei viaggi più recenti. (ANSA)

GOMMONE IN NAVIGAZIONE VERSO LAMPEDUSA
LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 21 NOV - Sta navigando lentamente verso Lampedusa, a una velocità di due nodi all'ora, l'imbarcazione con una ottantina di migranti a bordo che ha lanciato l'Sos, attraverso un telefono satellitare, con una serie di chiamate a Milano, Genova e La Valletta. Si tratta di un gommone (e non un barcone come si era appreso in un primo momento) che è stato avvistato da un aereo militare Atlantic in ricognizione nel Canale di Sicilia, a 60 miglia a Sud di Lampedusa. Un tratto di mare che ricade sotto la competenza Sar (operazioni di ricerca e soccorso ndr) delle autorità maltesi. Il comando generale delle Capitanerie di Porto ha già inviato una segnalazione alle autorità della Valletta e a quelle di Tripoli. Il gommone è infatti partito dalle coste libiche. Gli immigrati hanno dichiarato telefonicamente di essere somali ed eritrei, dunque nelle condizioni di potere avanzare richiesta d'asilo. La notte scorsa a Pozzallo sono approdati altri 199 migranti, in gran parte eritrei, soccorsi a largo di Portopalo di Capo Passero dalle motovedette della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera. (ANSA).

IN SETTIMANA RIMPATRIATI 31 IMMIGRATI
ROMA, 21 NOV - Nel corso di questa settimana sono stati rimpatriati, con diversi voli charter, 31 extracomunitari, soprattutto marocchini, nigeriani e algerini, sbarcati sulle coste italiane. Lo rende noto il Viminale. (ANSA).

GIUNTI A POZZALLO 200 MIGRANTI SOCCORSI
POZZALLO (RAGUSA), 21 NOV - Sono giunti intorno alla mezzanotte nel porto di Pozzallo i 199 migranti - tra cui 48 donne, una delle quali incinta, e cinque bambini, uno dei quali è un neonato - soccorsi ieri da due pattugliatori della Guardia di Finanza. Gli extracomunitari, che hanno detto di essere eritrei e che hanno annunciato di volere avanzare richiesta d'asilo, sono stati accolti in banchina dai volontari delle organizzazioni umanitarie e dai medici che hanno prestato loro le prime cure. Tre adulti e un bambino, che apparivano particolarmente provati dalla traversata e che accusavano un forte stato di disidratazione, sono stati trasportati in ospedale con le ambulanze. Il barcone sul quale viaggiavano gli immigrati è stato intercettato nel pomeriggio a una cinquantina di miglia da Portopalo di Capo Passero, l'estremo lembo meridionale della Sicilia. Alle operazioni di soccorso hanno partecipato tre pattugliatori d'altura della Guardia di Finanza e due motovedette della Guardia Costiera. (ANSA).

8MILA EURO PER PERMESSO SOGGIORNO PER FALSI BANDANTI
Roma, 19 nov - Servono 8mila euro per ottenere un permesso di soggiorno come falso badante. È quanto sta emergendo dall'indagine condotta dal nucleo di polizia giudiziaria del XVII Gruppo diretto dal comandante Antonio Bertola. L'indagine partita la scorsa settimana per volontà del comando generale sta proseguendo con controlli a campione in tutta la città. Dalle ispezioni svolte è emerso come l'ottenere un permesso di soggiorno come badante ed essere poi impiegato nei mercati sia un fenomeno diffuso in tutta la città. L'esame delle licenze dei banchi del mercato di via Sabotino, di piazza Cola di Rienzo e di via Tuscolana nel tratto che va da piazza di Cinecittà sino a via Santa Maria del Buonconsiglio, ha fatto scoprire 10 Bangladeshi. Per entrare in Italia e per ottenere un permesso di soggiorno come badanti questi soggetti pagano circa 8mila euro a testa. Le modalità di pagamento per chi ha delle proprietà nel Bangladesh avviene attraverso la vendita dei loro beni. Per chi invece non ha nulla il debito si salda con l'impiego gratuito sino alla restituzione della intera somma. (OMNIROMA)

IMMIGRAZIONE: È PARITÀ TRA MIGRANTI DA E PER L'ITALIA
ROMA, 19 NOV - I cittadini italiani residenti all'estero e quelli stranieri residenti in Italia sono in equilibrio quasi perfetto: 3 milioni e 915 mila i primi, 3 milioni e 891 mila i secondi. Una parità che è frutto del rapido aumento, negli ultimi anni, degli stranieri residenti nella penisola. Ma anche del flusso, ancora importante, di italiani che scelgono di lavorare o studiare all'estero. È quanto si evince dall'edizione 2009 del 'Rapporto Italiani nel mondò, curato dalla Fondazione Migrantes. «Un popolo senza memoria è come un albero senza radici: il rapporto è uno spunto di riflessione, nonchè uno strumento per togliere dal fenomeno migratorio italiano la polevere dell'oblio», ha spiegato mons. Piergiorgio Saviola, direttore generale della fondazione Migrantes, che, per la stesura del volume, giunto alla quarta edizione, si è avvalsa di una cinquantina di redattori sparsi per tutto il mondo. La ricerca dei redattori della Migrantes è partita proprio dai quasi 4 milioni di cittadini italiani residenti all'estero: di questi, puntualizza il rapporto, solo «poco più della metà è effettivamente emigrata; il 36% è invece nato all'estero mentre il 2,9% è iscritto all'Anagrafe degli italiani residenti all'Estero (Aire) per acquisizione della cittadinanza italiana». (ANSA)

MSF LASCIA LAMPEDUSA, PREOCCUPAZIONE PER MIGRANTI RESPINTI
Roma, 19 nov. - Medici senza frontiere (Msf) ritira la propria equipe da Lampedusa, a causa della drastica riduzione del numero di migranti e di richiedenti asilo che approdano sull'isola. Tra maggio e ottobre del 2008, secondo i dati raccolti dall'organizzazione umanitaria, più di 21 mila migranti e rifugiati erano arrivati a Lampedusa, dopo un pericoloso viaggio attraverso il Mar Mediterreaneo. Nello stesso periodo del 2009, le equipe di Msf hanno registrato meno di 200 migranti. L'onlus è «estremamente preoccupata per il destino degli immigrati a cui è impedito giungere in Italia», spiega l'associazione. «Per anni - sottolinea - Lampedusa ha costituito il normale luogo di approdo per i migranti che attraversano il Mar Mediterraneo. Dal 2002, Msf ha fornito assistenza medica alle persone sbarcate sull'isola. A causa del lungo e pericoloso viaggio in mare, la maggior parte presentava patologie osteo-muscolari, ustioni provocate dall'esposizione al sole e dal contatto con la benzina dei motori e disidratazione, oltre a traumi psicologici». Nel tempo è aumentato il numero di donne incinte e bambini: nel 2008 Msf aveva rilevato che il 10% delle donne era in stato di gravidanza. Quell'anno l'organizzazione aveva fornito assistenza medica a più di 1.400 migranti e rifugiati sbarcati a Lampedusa. Buona parte delle persone visitate da Msf proveniva dall'Africa subsahariana, un terzo dai Paesi dell'Africa orientale, come Somalia ed Eritrea. Da maggio 2009, invece, Msf ha prestato assistenza a circa 160 pazienti. «All'inizio di quest'anno - ricordano i medici - il governo italiano ha avviato nuove misure per contenere il flusso di immigrati verso l'Italia. In questi mesi molte imbarcazioni sono state intercettate in mare e poi respinte verso la Libia. Il primo 'ritorno forzatò ufficiale ha avuto luogo a maggio. Ai migranti e richiedenti asilo che vengono respinti in Libia, mentre si trovano ancora in mare, viene negata l'opportunità di sbarcare in Europa e di ricevere l'assistenza umanitaria a cui hanno diritto».(Red-Mal/Pn/Adnkronos)

ITALIANI NEL MONDO: MIGRANTES, 4 MLN ALL'ESTERO E 60 MLN GLI ORIUNDI
Roma, 19 nov. - (Adnkronos) - Sono circa 4 milioni i nostri connazionali all'estero, almeno 60 milioni gli oriundi e ancora di più quelli che fanno riferimento all'Italia. È quanto emerge dal Terzo rapporto sugli Italiani nel mondo presentato oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes, che evidenzia come la presenza italiana all'estero significhi, inoltre, anche corsi di lingua e cultura: ne sono stati promossi 34.689 dal Ministero degli Affari Esteri nell'anno scolastico 2006/2007, per un totale di poco meno di 650 mila iscritti, mentre la Società Dante Alighieri concorre con 400 Comitati nazionali ed esteri, centri di assistenza culturale, biblioteche e sale di letture, trasmissioni radiotelevisive, superando da sola i 200.000 studenti. Dei 3.734.428 italiani residenti all'estero, spiega il rapporto della Fondazione Migrantes solo poco più della metà (59%) è effettivamente emigrata, spostandosi dall'Italia. Più di un terzo, invece, è nato all'estero (34,3%) e il 2,5% è iscritto all'Aire per acquisizione della cittadinanza italiana, il che solitamente avviene per nascita all'estero. Risulta, così, priva di fondamento, evidenzia il rapporto, la credenza che italiano all'estero ed emigrazione siano la stessa cosa. Inoltre, ancora contrariamente a quanto si pensa usualmente, il 52,8% è costituito da celibi e nubili a fronte del 39% che è coniugato e del 2,7% di vedovi: si sbaglia ancora ad accreditare questi connazionali prevalentemente come coppie di anziani o vedovi. Ste/Zn/Adnkronos)

MINI SBARCO NELLE EGADI,4 BLOCCATI A MARETTIMO
MARETTIMO (TRAPANI), 18 NOV - Mini sbarco nelle Egadi: quattro tunisini, a bordo di una piccola imbarcazione di tre metri e mezzo, sono riusciti a raggiungere l'isola di Marettimo. Gli immigrati, bloccati nella serata di ieri nei pressi di Punta Troia dai carabinieri, sono stati trasferiti oggi a Trapani con il traghetto di linea. (ANSA)

21 AFGHANI ABBANDONATI IN STRADA, ESPULSI
TREVISO, 18 NOV - Abbandonati in strada senza soldi e documenti, 21 afghani sono stati rintracciati dalla polizia ed espulsi, tranne uno, un ragazzo minorenne. La polizia di Treviso è stata impegnata per gran parte della notte scorsa a cercare di radunare 21 cittadini di nazionalità afghana che, scesi da un mezzo probabilmente in transito sull'autostrada A27, si stavano dirigendo a piccoli gruppi verso le stazioni ferroviarie della località attraversate dalla strada statale «Terraglio», fra Mestre (Venezia) e Treviso. Agli stranieri, senza documenti e denaro, la polizia non ha potuto far altro che consegnare un decreto di espulsione con obbligo di abbandonare il territorio italiano entro 15 giorni, non essendo disponibile alcuna struttura per la loro identificazione. Soltanto uno, in quanto minorenne, è stato portato in una struttura di assitenza. (ANSA)

MAROCCHINO SUICIDA IN CARCERE MINORILE; IMMIGRATO IN ITALIA SENZA FAMILIARI
FIRENZE, 18 NOV - La Procura della Repubblica di Firenze ha acquisito le cartelle cliniche di Yassine El Baghdadi, il marocchino morto suicida ieri pomeriggio nell'Istituto penitenziario minorile «Meucci» di Firenze. Il giovane, che avrebbe compiuto diciotto anni il 29 di questo mese, viveva ad Aulla (Massa-Carrara) ed era stato arrestato, assieme ad un altro minore, lo scorso tre agosto durante un tentativo di furto all'ufficio informazioni della stazione di Mologno, nel comune di Barga (Lucca). In base a quanto appreso il ragazzo era arrivato in Italia senza familiari. Secondo quanto si apprende il giovane cercò di scappare ai carabinieri, fuggendo lungo il binario, ma fu bloccato dopo che si era liberato di uno zaino con all'interno chiavi e cacciavite, gli arnesi che gli sarebbero serviti per forzare la porta dello sportello ferroviario. Il giorno dopo l'arresto era stato trasferito nell'istituto fiorentino dove ieri si è ucciso. Il sostituto procuratore Tommaso Coletta ha disposto l' autopsia che dovrebbe avvenire domani all' istituto di medicina legale a Careggi.(ANSA)

122 CURDI SBARCANO IN CALABRIA
RIACE (REGGIO CALABRIA), 18 NOV - Un'imbarcazione con a bordo 122 immigrati di varia nazionalità è stata intercettata stamattina dalla Guardia di finanza a pochi chilometri dalla costa a Riace, nello Jonio reggino. L'imbarcazione, dopo essere stata intercettata, ha tentato di allontanarsi, ma si è arenata. Gli immigrati che erano a bordo si sono gettati in mare, ma sono stati successivamente recuperati e portati a riva. Tra di loro gli investigatori stanno cercando adesso gli scafisti. Gli immigrati sono 74 uomini, 24 donne e 24 minori, tra cui una decina di bambini, di cui due di pochi mesi. Due donne in stato di gravidanza ed un uomo sono stati portati nell'ospedale di Locri, ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Secondo quanto è stato accertato dalla Guardia di finanza, che sta svolgendo le indagini insieme a polizia e carabinieri, gli immigrati sono curdi, iracheni, afghani, turchi e iraniani. Erano partiti da un porto della Turchia venerdì scorso. Gli immigrati sono stati portati in due strutture a Riace messe a disposizione dal sindaco, Domenico Lucano, in attesa di essere portate in un centro d' accoglienza. (ANSAmed)

ARRESTI TRIESTE-MILANO; SEQUESTRI PER 40 MLN
TRIESTE, 17 NOV - Terreni, case, conti correnti bancari, quote societarie e intere società, per un valore complessivo di 40 milioni di euro, sono stati posti sotto sequestro dai Carabinieri di Milano e dal Gico della Guardia di Finanza di Trieste nell'ambito dell'operazione contro l'immigrazione in corso da stamani per l'esecuzione di 14 ordinanze di custodia cautelare. Nell'operazione sono impegnati centinaia di carabinieri e finanzieri in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria. L'operazione è scattata al termine di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Milano avviata sulla base degli elementi emersi da un indagine condotta dal Gico (Gruppo Investigativo criminalità organizzata) della Guardia di Finanza di Trieste nella scorsa primavera a Pordenone. Al termine di queste indagini, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip di Pordenone, il 9 marzo scorso, avevano arrestato il titolare di un ristorante che, in cambio di somme di denaro fra i 2.000 e i 7.000 euro, con false documentazioni di lavoro, provvedeva a regolarizzare la presenza di immigrati fatti giungere in Italia dall'Egitto e dal Nord Africa. L'uomo - si è scoperto negli sviluppi delle indagini - faceva parte di una complessa e articolata organizzazione internazionale che realizzava le pratiche per ottenere permessi di soggiorno per motivi di lavoro sulla base di documenti falsi. (ANSA)

SBARCATI NEL SUD SARDEGNA SEI TUNISINI
CAGLIARI, 17 NOV - Sono stati fatti sbarcare nel porto di Teulada, nella costa sud occidentale della Sardegna, sei immigrati di nazionalità tunisina il cui barchino era stato avvistato al largo dagli uomini della Guardia Costiera. Gli extracomunitari, tutti uomini, stanno bene. Giunti sulla terra ferma gli immigrati sono stati presi in consegna dai Carabinieri della Compagnia di Carbonia che li hanno portati, per essere rifocillati e per i normali controlli, nel Centro di accoglienza di Elmas. (ANSA)

AL VIA PERMESSI ELETTRONICI CON SCANNER TEMPI PIÙ BREVI PER IL RILASCIO
ROMA, 17 NOV - Permessi di soggiorno in tempi più brevi: questo l'obiettivo del progetto nazionale programmato e progettato dalla Direzione Centrale per l'Immigrazione su indicazione del ministro dell'Interno e del capo della Polizia. La nuova procedura, da oggi attiva anche a Roma nella sede dell'ufficio Immigrazione della questura, è una sorta di vera e propria rivoluzione nell' iter per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico. Prima di tutto perchè, è stato spiegato, i tempi di rilascio del documento si accorciano di molto, poi, in questo modo, si possono evitare agli stranieri le code e le trafile burocratiche. Ma la vera rivoluzione sta nel rilevamento delle impronte: da oggi con uno scanner l'identificazione sarà immediata. Saranno gli uffici postali a convocare, al momento della presentazione del Kit, gli stranieri presso gli uffici immigrazione delle questure italiane entro e non oltre i 15 giorni dalla presentazione dell'istanza. Poi gli uffici immigrazione avranno altri 15 giorni di tempo per acquisire impronte digitali, effettuare fotografie e completare istruttoria per il rilascio della 'card'. A quel punto, se non esistono problemi di carattere giudiziario, il Poligrafico dello Stato stampa i permessi elettronici in altri 15 giorni. Per raggiungere questi obiettivi la Direzione Centrale, diretta dal prefetto Rodolfo Ronconi, ha supportato le questure con impegni tecnologici ed economici insieme alla polizia scientifica e alle Poste.(ANSA).

RIVOLTA CIE; ARRESTATI RICUSANO GIUDICE
MILANO, 17 NOV - Quattro immigrati, due tunisini e due algerini, arrestati lo scorso 7 novembre in seguito a tafferugli scoppiati all'interno del Centro di Identificazione e Espulsione di via Corelli a Milano, hanno presentato istanza di ricusazione nei confronti del giudice delle direttissime del capoluogo lombardo, Antonella Bertoja, perchè, come scrivono i loro legali, «ha manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti oggetto» del processo, con un «commento». In particolare, nell'udienza di oggi, mentre era in corso la testimonianza di un poliziotto che era presente durante i disordini, uno dei legali, l'avvocato Mauro Straini, ha chiesto al teste se avesse visto uno degli imputati lanciare bottiglie o soltanto esultare. A seguito della domanda, come riportato nell'istanza di ricusazione dei legali, il giudice «interveniva, sottolineando che la domanda sarebbe stata comunque superflua perchè era già emerso che gli imputati avrebbero esultato in seguito al lancio degli oggetti contro il testimone». Secondo i difensori degli imputati, a detta del giudice «il fatto stesso di avere esultato in seguito al lancio di oggetti», costituirebbe «elemento già di per sè sufficiente per integrare il concorso» nel reato di resistenza, contestato agli imputati assieme a quello di lesioni. I legali, tra cui anche gli avvocati Eugenio Losco e Massimiliano D'Alessio, spiegano che il giudice con quel commento è venuto meno «al requisito dell'imparzialità e della terzietà durante il processo». Gli avvocati hanno dunque chiesto l'acquisizione della trascrizione dei verbali d'udienza e la sospensione del processo in attesa della pronuncia sulla ricusazione da parte della Quinta sezione penale della corte d'Appello. (ANSA)

ITALIA-EGITTO, CAMPAGNA INFORMATIVA PER MINORI
IL CAIRO, 16 NOV - 'Sfida te stesso...non sfidare il mare.' Questo lo slogan di una campagna informativa sui pericoli e le alternative legali all'immigrazioni dei minori egiziani verso l'Italia che sarà presentata domani al Cairo dal ministro egiziano per la Famiglia e popolazione, Mushira Khattab e l'ambasciatore d'Italia Claudio Pacifico. La campagna - cui partecipano il ministero del lavoro italiano e l'Organzzazione internazionale per le migrazioni -ha per titolo 'Safe Migration and positive alternatives for Egyptian Youth' e si propone di informare sulle alternative legali per emigrare in Italia e sulla importanza delle competenze professionali e linguistiche. L'iniziativa prenderà avvio dal Governatorato di El Fayoum per poi continuare anche in altri Governatorati ad alta pressione migratoria. Il fenomeno dell'emigrazione irregolare dei minori egiziani in Italia registra, da qualche anno, cifre preoccupanti. Secondo i dati del governo italiano, su 2.281 migranti irregolari arrivati in Italia nel 2008, il 41,8% e rappresentato da minori tra i 15 e i 18 anni. Fondamentale dunque che i minori e le famiglie siano messe a conoscenza, non solo dei pericoli dei percorsi irregolari ma anche delle possibili condizioni per una migrazione regolare. L'evento di lancio verrà 'sponsorizzatò dal famoso attore egiziano Amr Waked. (ANSAmed)

Assolti i pescatori tunisini. Ma resta la condanna per resistenza

I giudici della prima sezione del tribunale di Agrigento hanno assolto i sette tunisini arrestati, con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, l'8 agosto del 2007. I sette erano arrivati con due pescherecci sulle coste di Lampedusa con 44 migranti a bordo soccorsi a 40 miglia a sud dell'isola dopo che avevano lanciato l'sos con un telefono satellitare. La Capitaneria aveva però negato l'autorizzazione all'ingresso nelle acque territoriali ai due comandanti dei pescherecci, invitandoli a fare rotta verso le coste nordafricane. Bayoudh Abdelkarim, Bayoudh Mohamed Amin, Ibrahim Hamza, Kalifha Kamel, Zenzri Abdelbasset, Gharred Lassad e Jafouri Abdelwahed, rimasero in carcere 32 giorni. I giudici di Agrigento hanno condannato però i due comandanti dei pescherecci, Bayoudh Abdelkarim e Zenzeri Abdelbasset, a due anni e sei mesi di reclusione per l'imputazione di resistenza a pubblico ufficiale visto che disattesero gli ordini di restare fermi al largo di Lampedusa. I pm, Santo Fornasier e Maria Antonia Di Lazzaro, avevano chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi.

Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Giacomo La Russa e Leonardo Marino, ha subito dichiarato che si tratta di una sentenza contraddittoria e che ricorrerà innanzi alla Corte di Appello di Palermo.

Il processo è durato più di due anni e nel frattempo i due pescherecci (Mortedha e Mohamed el Hedi) sotto sequestro a Lampedusa e abbandonati in un piazzale sotto il sole, sono da buttare.

16 November 2009

Algeria: 3 morti e 10 dispersi sulla rotta per la Spagna

tratto da Ansa Med

ALGERI, 16 NOV - Continuano le ricerche lungo la costa occidentale algerina dei dieci migranti che risultano ancora dispersi dopo l'affondamento di due imbarcazioni sabato mattina. Ieri in serata, riferisce un comunicato del Comando delle Forze navali, diramato da APS, «un terzo cadavere è stato ripescato a circa un miglio dal porto di El Marsa (ovest Algeria)» mentre «proseguono le operazioni di ricerca e salvataggio con vedette accompagnate da un aereo di ricognizione e un elicottero». Dei 21 migranti che si trovavano a bordo delle due imbarcazioni, in sette hanno raggiunto a nuoto una spiaggia vicina, un giovane è stato salvato dalla Guardia Costiera mentre altri due corpi sono stati ripescati ieri mattina. In serata, un altro gruppo di 20 persone è stato fermato al largo di Annaba, nell'est del Paese maghrebino, da dove salpano le imbarcazioni dirette in Sardegna.(ANSAmed)

Delitto di solidarietà. Il processo ai pescatori tunisini visto da Teboulbah

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Il capitano Zenzeri e l'armatore NouiraTEBOULBAH – Salvarono 44 migranti naufragati al largo di Lampedusa. Oggi rischiano tre anni di carcere e 440.000 euro di multa. I protagonisti sono sette pescatori tunisini. L’accusa è favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I fatti risalgono all’8 agosto del 2007, ma la sentenza sarà emessa il 17 novembre 2009, dalla Corte del Tribunale di Agrigento. Un caso emblematico. Che criminalizza la solidarietà e mostra le contraddizioni tra il diritto internazionale e le leggi italiane. Da un lato la Convenzione SAR del 1979 che impone sempre e comunque il soccorso in mare e l’accompagnamento dei naufraghi in un luogo sicuro. Dall'altro il Testo unico sull’immigrazione che prevede il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per chiunque porti in Italia dei migranti senza un visto d'ingresso. Per vederci più chiaro, ho studiato gli atti del processo, e è andato a Teboulbah, in Tunisia, per incontrare il capitano sotto accusa e il proprietario dei pescherecci.

Teboulbah è una piccola ma dinamica città di mare di 30.000 abitanti, a metà strada tra Monastir e Mahdia. Il suo porto è il secondo della Tunisia, dopo quello di Sfax, ma è il primo per la vendita di pesce azzurro (sardine, alici, sgombri). Qui sono ancorate almeno 700 barche, tra cui la Karim Allah e la Fakhreddin. Due navi che la mattina di quell’otto agosto 2007 erano impegnate in una battuta di pesca al cianciolo (come si dice in dialetto siciliano) insieme al Mortedha e al Mohamed el Hedi, i due pescherecci protagonisti del soccorso.

La pesca al cianciolo si fa con tre barche: una grande nave madre, di una ventina di metri, un piccolo peschereccio e una barca senza motore con un generatore elettrico e dei fari a bordo. La luce serve ad attirare i pesci, di notte. La nave più grande cala la rete da circuizione lungo una circonferenza larga anche mezzo miglio, aiutata dal piccolo peschereccio. Con un sistema di cavi, il fondo della rete si chiude a mo' di tasca. Quando viene issata a bordo può contenere fino a 20 tonnellate di sardine, che vengono poi sistemate nelle celle frigorifero della nave madre.

Il sospetto che i sette pescatori fossero scafisti nacque proprio per l’assenza di reti e di pesce a bordo delle due barche. Un sospetto che da qui ha il sapore di un grande equivoco. Un’intera area del porto di Teboulbah è infatti dedicata alla pesca al cianciolo. Da un lato sono ormeggiate le grandi navi, cariche di gigantesche reti e dotate di enormi celle frigorifero. E dall’altro sono allineati i piccoli pescherecci con a bordo nient’altro che un generatore elettrico, una grossa corda e dei potenti fari. I primi a introdurre a Teboulbah la pesca al cianciolo su scala industriale furono i fratelli Nouira. Dieci anni fa. Oggi hanno un parco navi del valore di tre milioni di euro. Sono loro i proprietari della Fakhreddine e della Karim Allah. Lofti è uno di loro. Ha 48 anni e ne ha passati 35 in mare. Ci raggiunge al bar del porto. Quel giorno c’era anche lui anche in mare, al comando della Karim Allah. Cerchiamo di ricostruire la vicenda assieme a uno dei pescatori imputati.

Si chiama Abdelbaset Zenzeri, ha 38 anni e fa il pescatore dall’età di 18. È il capitano del Mortedha. Accende la prima sigaretta. Ha il volto teso. Erano in mare da tre giorni. Il mare era forza 5, con onde di tre metri. E vento forte da sud ovest. Il gommone dei migranti era semisgonfio e imbarcava acqua. In 33 salirono sul Mortedha e in 11 sul Hedi. Lanciarono subito l’sos via radio. La decisione del salvataggio venne presa dall’armatore in persona, Lotfi Nouira.

Per i pescatori non era una novità vedere migranti in mare. Con il bel tempo – dice Zenzeri - se ne vedono ogni giorno. Ma un gruppo di naufraghi no, era la prima volta. Così – dice - chiamarono subito la guardia costiera. La sua versione è confermata da una delle prove prodotte dagli avvocati della difesa, Leonardo Marino e Giacomo La Russa. Si tratta di un fax inviato alle 15:15 dal Centro di coordinamento ricerche e soccorso in mare (Mrcc) di Tunisi all’Mrcc di Roma. Il messaggio, in inglese, informa che due motopescherecci tunisini avevano “salvato” 44 migranti e che uno dei naufraghi ha bisogno di assistenza medica. Ci sono anche le coordinate geografiche: 34°58’ nord e 14°56’ est. Ovvero 30 miglia al largo di Lampedusa e 90 da Teboulbah.

Roma inviò sul posto la corvetta Vega della Marina militare, che arrivò tre ore dopo, alle 18:14. Il medico di bordo avvicinò i due pescherecci su un gommone, ma senza salire a bordo. Si limitò a prendere in braccio il bambino disabile di nove anni, che si trova sul Hedi, e non visitò la donna incinta al nono mese. Alle 18:50 la nave Vega lasciò la zona e affidò i pescherecci a due motovedette della Guardia costiera e della Guardia di Finanza sopraggiunte nel frattempo. Secondo il racconto di Zenzeri, confermato da un naufrago sudanese ascoltato come testimone dalla Corte, gli uomini della Guardia costiera fecero cenno con le braccia di riprendere la rotta verso l’isola. Ma al momento dello sbarco i sette pescatori vennero arrestati e rimessi in libertà soltanto dopo un mese, con una sentenza del Tribunale del Riesame che arrivava dopo una manifestazione congiunta a Agrigento, Tunisi e Parigi, e dopo una petizione firmata da 106 euro-deputati.

Da allora i sette pescatori sono ancora disoccupati. Le loro licenze sono sotto sequestro e le autorità tunisine non gliele hanno ancora rinnovate. E anche gli armatori stanno accusando grosse perdite. La società dei Nouira fattura 140.000 euro al mese. Ma per sette mesi la produzione è dimezzata avendo i pescherecci bloccati a Lampedusa. Adesso noleggiano due barche sostitutive, al costo di circa 6.500 euro al mese. Uno dei marinai, in preda al panico, ha tentato il suicidio. Il capitano Zenzeri si dice ancora sotto shock. Fuma tre pacchetti di sigarette al giorno. Gli stanno spuntando capelli bianchi dappertutto. Non solo è senza lavoro, ma rischia anni di carcere. E intanto a casa ha tre bambini da crescere, di otto, cinque e un anno. Non solo. Essendo comproprietario del Mortedha, deve ancora finire di rimborsare il prestito che aveva fatto per l’acquisto. Le rate scadono fra tre anni. Per ora i soldi li sta anticipando Lotfi, ma glieli dovrà rendere. La barca aveva un valore di 180.000 euro.

Nonostante tutto però, su una cosa Zenzeri non ha dubbi. Se potesse tornare indietro, rifarebbe tutto allo stesso modo. È la legge del mare. La solidarietà non è mai un reato.

Consegnate le 18.000 firme a Ue e Onu per una missione in Libia

ROMA - A un anno di distanza dall'uscita del documentario Come un uomo sulla terra e dal lancio della petizione sulla Libia, il 10 novembre a Roma una delegazione di autori, produttori e protagonisti del film documentario ha consegnato le 18.000 firme della petizione che chiede una missione di inchiesta nei campi di detenzione in Libia. Firme raccolte online e durante le oltre 300 proiezioni del film, adesso anche in libreria. Le firme sono state consegnate a
  • Clara Albani - direttrice Rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo
  • Roberto Santaniello - portavoce Rappresentanza in Italia Commissione Europea
  • Laura Boldrini - portavoce UNHCR a Roma
I destinatari hanno comunicato che faranno pervenire agli uffici centrali di Strasburgo, Bruxelles e Ginevra le firme raccolte e una copia del dvd+libro.

Grazie a tutti!
FORTRESS EUROPE e COME UN UOMO SULLA TERRA

Agrigento: solidarietà ai pescatori tunisini sotto processo

L’8 agosto 2007 a Lampedusa furono arrestati, con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, sette pescatori tunisini che avevano soccorso e salvato in mare 44 migranti. I profughi che provenivano da Sudan, Eritrea, Etiopia, Marocco, Togo e Costa D’Avorio vennero intercettati su un gommone in avaria. L’equipaggio dei due motopescherecci tunisini si trovava a circa 40 miglia dalle coste di Lampedusa, dove stava svolgendo attività di pesca. Dopo avere lanciato l’SOS, i comandanti hanno provveduto al trasbordo dei naufraghi – fra loro due donne in stato di gravidanza ed un bambino disabile in seguito trasferite d’urgenza in un ospedale di Palermo – per condurli nel porto “sicuro” più vicino per assicurare loro assistenza sanitaria. Dopo l’arrivo a Lampedusa i pescatori tunisini venivano rinchiusi nel carcere di Agrigento per settimane. Ora rischiano 3 anni di carcere ed una multa di 440.000 euro!

Agrigento – 17 novembre 2009
  • Ore 15,00 Udienza conclusiva del processo ai 7 pescatori tunisini, Tribunale di Agrigento, via Mazzini, Aula 7
  • Ore 16,30 Proiezione di reportage giornalistici dalla Tunisia sul caso dei 7 pescatori tunisini, Roxy-Bar, via Mazzini 132, Agrigento, di fronte al tribunale nuovo
  • Ore 18,00 Lettura del dispositivo della sentenza, Tribunale di Agrigento, via Mazzini, Aula 7
  • Ore 18,30 Conferenza stampa alla presenza dell’avv. Leonardo Marino e del prof. Fulvio Vassallo Paleologo, Asgi Sicilia, Roxy-Bar, via Mazzini 132, Agrigento, di fronte al tribunale nuovo
Contatti
Borderline Sicilia +39-331-204 80 44, ger.gra@libero.it
Asgi sezione Sicilia +39-338-700 06 82, studiolegaleannaloro@virgilio.it
borderline europe +39-340-980 21 96, jg@borderline-europe.de

14 November 2009

Egypt police kill Africa migrant on Israel border

CAIRO, Nov 14 (Reuters) - Egyptian police shot and killed an African migrant on Saturday as he tried to slip across the border to Israel, and three others were detained, a security source said.
Police have stepped up efforts to control the border with the Israel since May, after what had been a six-month lull in known fatalities and after what security sources say is a rise in human trafficking through Egypt. The security source said the dead man was not carrying identification documents but three others -- two Ethiopians and an Eritrean -- were detained trying to cross at the same time.

At least 16 migrants have been killed since May, with the last case reported in September.

The border is a main transit route for usually unarmed African migrants and refugees seeking work or asylum in Israel. Egyptian police complain that the smugglers who ferry the migrants to the border region sometimes fire on security forces.

Egypt, which for years tolerated tens of thousands of African migrants on its territory, is under Israeli pressure to halt the illegal trafficking.

Egyptian authorities also say they are concerned the flow of migrants at its Sinai border could pose a security threat in an area where Islamist militants sometimes find refuge.

Analysts and aid workers say the flow of migrants from the Horn of Africa through Egypt to Israel has increased in recent months as it has become more difficult to travel on other northward routes, such as via Libya to Europe.

Eritreans make up the single largest group of people attempting to cross into Israel from Egypt, although Ethiopians and Sudanese also make the trek.

(Reporting by Rasha Kamal and Mohamed Abdellah, writing by Edmund Blair; editing by Michael Roddy)

13 November 2009

Capitani coraggiosi. Il video reportage di RSI


di Franca Verda Hunziker


ROMA - “Pescatori di uomini” e “Angeli del mare”: li chiamano così e hanno ricevuto medaglie al valore dall’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati. Sono i pescatori di Mazara del Vallo che con i loro grossi motopescherecci sono stati protagonisti di epiche operazioni di salvataggio di centinaia di migranti clandestini alla deriva su gommoni o barche fatiscenti nel Canale di Sicilia. Ma c’è un’altra storia persasi nelle reti della cronaca: quella di 7 pescatori tunisini sotto processo da due anni ad Agrigento con l’infamante accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver salvato e portato a Lampedusa 44 naufraghi. Una storia con implicazioni diplomatiche e politiche - con effetti collaterali devastanti per il soccorso in mare- che si dovrebbe chiudere con la sentenza il 17 novembre.


Per approfondimenti:
Capitani coraggiosi. Parlano i pescator di Mazara
Lampedusa: salvarono naufraghi, oggi rischiano il carcere
Agrigento: capitan vergogna davanti ai suoi giudici

09 November 2009

Brevi dalla frontiera n°14

MARONI, BENE SGOMBERO AREA ABUSIVA A SALERNO
Roma, 13 nov. (Adnkronos) - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha inviato un messaggio di compiacimento al procuratore della Repubblica di Salerno, Franco Roberti, al prefetto, Sabatino Marchione, e al questore, Vincenzo Roca, per lo sgombero di un'area occupata illecitamente da circa vent'anni da centinaia di immigrati a San Nicola Varco di Eboli (Sa). Lo rende noto un comunicato del Viminale. «Ancora una volta - ha dichiarato Maroni - il lavoro portato avanti con impegno, capacità ed equilibrio dalla magistratura, dalle Forze di polizia e dalle istituzioni ha consentito di riaffermare in questa fetta di territorio lo stato di diritto». (Sin/Zn/Adnkronos)

*LECCE, TROVATI SU COSTA SALENTINA 26 IRACHENI E IRANIANI
Lecce, 13 nov - Ventisei immigrati, di nazionalità iraniana e irachena, sono stati rintracciati ieri sera da carabinieri della Stazione di Otranto e della Compagnia di Maglie, in provincia di Lecce, sulla strada Otranto-Porto Badisco e nelle campagne limitrofe. Si tratta di 21 adulti e 5 minori. I militari, insieme a personale del 118, al Circomare di Otranto e alla Comunità Agimi Eurogiovani di Maglie hanno dato loro assistenza presso il Comando Compagnia di Maglie, prima di essere accompagnati nei centri di accoglienza indicati dalla Questura del capoluogo salentino. (Pas/Ct/Adnkronos)

VIMINALE, RIMPATRIATI 47 CITTADINI NIGERIANI NELL'AMBITO DI INIZIATIVA FRONTEX
Roma, 14 nov. (Adnkronos) - Con un volo charter diretto a Lagos, in Nigeria, sono stati rimpatriati ieri nell'ambito di un'iniziativa coordinata da Frontex, l'Agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne dell'Unione Europea, che ha co-finanziato l'operazione, 47 cittadini nigeriani, di cui 28 espulsi dall'Italia, 7 dalla Norvegia, 4 dalla Spagna, 3 dall'Olanda, 3 dalla Francia, 1 dalla Germania e 1 dall' Ungheria. Lo rende noto un comunicato del Viminale. Nel corso di questa settimana, conclude la nota, sono stati inoltre rimpatriati 34 extracomunitari, soprattutto marocchini, tunisini e algerini, sbarcati sulle coste italiane. (Sin/Ct/Adnkronos)

RIVOLTA IN CIE CALTANISSETTA, TENTANO FUGA E APPICCANO FUOCO
Caltanissetta, 14 nov. - (Adnkronos) - Rivolta al Cie di Pian del Lago a Caltanissetta. La notte scorsa poco dopo le due un gruppo di extracomunitari, dopo aver divelto il piano superiore in cemento armato di un tavolo dalla mensa ha tentato di sfondare i cancelli laterali del Cie, utilizzando il tavolo come ariete. Lancio di oggetti attraverso le sbarre al personale delle forze di polizia e dell'Esercito Italiano intervenuto per sedare la rivolta. A quel punto gli extracomunitari si sono allontanati dalla recinzione in ordine sparso spostandosi all'interno dei tre padiglioni dormitorio e hanno appiccato il fuoco a tutti i materassi e ad altri oggetti. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco per spegnere le fiamme. Al termine dei disordini nessun immigrato si è allontanato dalla struttura e non si sono registrati feriti nè tra gli stranieri nè tra le forze di polizia. Sono al vaglio degli investigatori della Polizia le posizioni degli extracomunitari responsabili di danneggiamento. (Sod/Ct/Adnkronos)

MARONI, FLUSSO PARTENZE DALLA LIBIA SI SPOSTA VERSO EST
Roma, 11 nov. (Adnkronos) - L'azione di controllo svolta dalle tre motovedette impegnate nelle acque libiche per la prevenzione dell'immigrazione clandestina «ha fatto sì che i flussi si stiano spostando verso est, verso il confine con l'Egitto». È stato il ministro dell'Interno Roberto Maroni a sottolinearlo intervenendo a Palazzo Giustiniani di fronte alle commissioni Affari Costituzionali, Giustizia e Politiche Comunitarie di Palazzo Madama. In base agli accordi di cooperazione tra Italia e Libia, a breve saranno consegnate al governo di Tripoli altri tre pattugliatori. Maroni, non ha risparmiato critiche a quanto previsto dal Programma di Stoccolma in materia di immigrazione, accusato di fornire «una risposta tiepida» alle istanze espresse dall'Italia sul tema. In questo senso, il documento costituisce «un arretramento rispetto alle posizioni espresse dal Consiglio europeo». Il responsabile del Viminale ha poi fatto riferimento al «progetto di tracciamento dei confini Sud della Libia», per il quale l'Italia è pronta ad assicurare metà della spesa, circa 150 milioni di euro, mentre la Ue dovrebbe coprire il resto dell'importo. In tema di sicurezza, Maroni ha aggiunto che entro dodici mesi dovrebbe essere attuato l'accordo di Prum che prevede la creazione di una banca dati europea del dna. (Mac/Col/Adnkronos)

MARTINELLI;LIBIA SCOPPIA, EUROPA CI AIUTI
CITTÀ DEL VATICANO, 11 NOV - Sempre più migranti giungono in Libia, nonostante un temporaneo rallentamento dei flussi, e il vicario apostolico di Tripoli, mons. Giovanni Martinelli, lancia un nuovo appello all'Europa affinchè «ne accolga di più». L'appello di mons. Martinelli, affidato all'agenzia dei vescovi Agensir a margine del VI Congresso mondiale della pastorale per i migranti in corso a Roma, riguarda soprattutto gli eritrei, e in prima battuta «le donne sole e i bambini che sono i più esposti alla miseria, al commercio, al disprezzo dei diritti umani». Secondo mons. Martinelli «è inutile cercare di bloccare i flussi: finchè in Africa ci sarà la guerra, la miseria, le carestie, sarà impossibile fermarli». Un lieve rallentamento c'è stato, dopo le restrizioni e l'aumento della vigilanza sulle coste, ma, ne è certo il vicario di Tripoli, «prima o poi riprenderà». (ANSA)

SGOMBERO A SAN NICOLA VARCO, NEL SALERNITANO; 7 ARRESTI
SALERNO, 11 NOV - Sono sette i cittadini extracomunitari, tutti di nazionalità marocchina, tratti in arresto, a seguito del blitz delle forze dell'ordine avvenuto nel sito di San Nicola Varco di Eboli (Salerno), sgomberato con un provvedimento di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Salerno. Dai dati forniti in serata dal questore del capoluogo salernitano, Vincenzo Roca, risultano complessivamente trentasei i fermati, tra cui ventitrè risultati irregolari con i permessi di soggiorno, un intimato e cinque che dovranno chiarire la loro posizione, con ulteriori documentazioni attestanti la regolarità dei permessi. Nel corso delle perquisizioni effettuate da carabinieri, polizia e Guardia di Finanza sono stati rinvenuti anche due ciclomotori risultati rubati e quattro carcasse di autovetture date già alle fiamme ed un fuoristrada risultato rubato nel comune di Capaccio (Salerno). Per i controlli sono stati impiegati oltre 200 uomini tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Mentre nell'arco della giornata, attraverso i turni effettuati, si può dire che sono stati impiegati complessivamente circa 600 uomini. In serata alla prefettura di Salerno, alla presenza anche del procuratore della repubblica Franco Roberti, si è fatto il punto della situazione. All'incontro oltre al prefetto di Salerno, Sabatino Marchione, hanno partecipato anche i comandanti provinciali di Guardia di Finanza e Carabinieri, i colonnelli Angelo Matassa e Gregorio De Marco, ed il questore di Salerno, Vincenzo Roca che ha sottolineato come si sia «operato con professionalità e perfetta sinergia fra le forze dell'ordine». «Nel caso specifico - ha detto il questore Roca - abbiamo agito con grande cautela e pacatezza, proprio come la situazione richiedeva».(ANSA)

ITALIA-OIM, NUOVE FORME DI COOPERAZIONE ALLO STUDIO COLLABORAZIONE SU RIMPATRI
ROMA, 10 NOV - L'Italia e l'Organizzazione internazionale delle Migrazioni (Oim) studiano nuove forme di cooperazione per i rimpatri volontari e assistiti degli immigrati. È quanto emerso dall'incontro, tenutosi oggi a Roma, tra il ministro degli Esteri Franco Frattini e il direttore generale dell'Oim William Lacy Swing. Nel corso del colloquio Frattini e Swing hanno approfondito la possibilità di ulteriori forme di collaborazione sul tema dei programmi di aiuto al ritorno in patria degli immigrati. Swing ha inoltre ringraziato l'Italia per il contributo - in termini di risorse e di personale qualificato - fornito ai progetti dell'Oim in corso di attuazione in Afghanistan. Il direttore generale ha anche espresso il proprio apprezzamento per le iniziative sulle rimesse degli emigranti lanciate nel corso della Conferenza internazionale organizzata dalla presidenza italiana del G8 ieri alla Farnesina.(ANSA).

LIBIA, 2.000 GLI AFRICANI IN CENTRI RACCOLTA
TRIPOLI, 10 NOV - Sono circa 2000 ad oggi gli africani rinchiusi in 12 Centri di detenzione per immigrati in Libia, almeno 4000 in meno rispetto ai primi mesi del 2009. È quanto è emerso nel corso di un seminario sull'immigrazione illegale organizzato dai quattro enti operativi in Libia sul tema: l'Unhcr (Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati), il Cir (Centro italiano per i rifugiati), l'Iopcr (International Organization for peace care and relief) e l'Icmpd (International centre for migration policy development). I lavori sono iniziati questa mattina e andranno avanti fino a domani. Fra i partecipanti anche sette dei 12 direttori dei Centri di raccolta libici, fra cui quelli di Misurata, Zawia e Tweshia che, la prima settimana di dicembre, saranno in Italia nell'ambito di un progetto del Cir «per conoscere da vicino il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia» - ha spiegato il direttore del Cir, Christopher Hein, in Libia per l'occasione. «A breve attiveremo un programma per le vaccinazioni nei Centri e per assicurare un presidio medico in ognuno di essi» è stata la promessa di Khaled Hamedi El-Khwadi, presidente della Ong libica Iopcr a margine del seminario. «Intanto il Cir - fa sapere un funzionario locale dell'organizzazione italiana - ha ottenuto dal governo libico la possibilità di entrare nei Centri di permanenza nei dintorni di Bengasi e in quelli del Sud della Libia». (ANSA)

DUE BARCONI LANCIANO SOS IN CANALE SICILIA
PALERMO, 9 NOV - Due imbarcazioni con un centinaio di migranti, in navigazione da alcuni giorni verso le coste siciliane, hanno lanciato l'Sos con un telefono satellitare. La notizia è stata confermata dal comando aeronavale della Guardia di Finanza, che sta inviando un Atr per una perlustrazione aerea della zona da dove sono partite le segnalazioni, a Sud-Sud Ovest di Malta. Le autorità maltesi sostengono invece di non avere alcun riscontro circa la presenza de due barconi, uno con una ottantina l'altro con una quindicina di persone a bordo. Le condizioni meteo nel Canale di Sicilia in questo momento sono in netto peggioramento, con mare Forza 6. (ANSA)

PROTESTE IN CIE MILANO, QUATTRO ARRESTI
MILANO, 8 NOV - Quattro immigrati sono stati arrestati con le accuse di danneggiamento, violenza resistenza a pubblico ufficiale in seguito a proteste scoppiate nella serata di ieri nel Cie (Centro di identificazione ed espulsione) in via Corelli a Milano. Secondo quanto riferito dagli agenti della Questura, le proteste sono cominciate intorno alle 23, quando nel centro si è verificato un black-out elettrico. Gli immigrati dei settori B e C hanno cominciato a dare in escandescenze dando fuoco anche ad alcuni materassi. Quando sono intervenute le forze dell'ordine sono cominciati dei tafferugli in cui due agenti sono rimasti contusi. Gli arrestati sono due tunisini e due algerini. (ANSA)

MORCONE, TRATTATO DUBLINO PENALIZZA ITALIA. AFGHANI A ROMA PER RIFIUTO IDENTIFAZIONE ROMA, 8 NOV - Gli afghani che vivono attorno alla stazione Ostiense di Roma senza aver ottenuto il diritto d'asilo, si trovano in questa condizione perchè «indisponibili a rimanere e farsi identificare nei paesi europei dai quali sono entrati nell'Ue». È quanto afferma il capo del Dipartimento delle libertà civili e immigrazione del Viminale, prefetto Mario Morcone, in merito alla vicenda riportata da 'Repubblica.it' dei cittadini afghani che vivono in una baraccopoli a Roma. Secondo il quotidiano on line, i circa 150 afghani «sono le prime vittime di un corto circuito tra il fenomeno planetario delle migrazioni e l'angusta politica del governo italiano, in evidente rotta di collisione con le direttive europee e la Costituzione italiana». Secondo Morcone, però, non è così: «il Trattato di Dublino è una regola comune che, peraltro, penalizza il nostro paese - dice il prefetto - ma è approvato dall'Unione europea e, come tale, dobbiamo rispettarlo». Ed è proprio il Trattato di Dublino, prosegue Morcone, che stabilisce che gli immigrati, di qualsiasi nazionalità, debbano farsi riconoscere e presentare la richiesta d'asilo nel paese dove hanno fatto il loro ingresso nella comunità europea. Il capo del Dipartimento dell'immigrazione rivolge poi una critica alla portavoce dell'Unhcr in Italia, Laura Boldrini, per quanto sostenuto nell'articolo sia sull'accoglienza sia sul diritto d'asilo. «Il ministero dell'Interno ha dato la propria disponibilità nel proprio centro di Castelnuovo di Porto (Roma) per tutti coloro che accettano di essere accolti - afferma - e mi dispiace che è proprio una persona che stimo e ho sostenuto anche in momenti difficili a cominciare a dire, su questi temi, cose non vere». In Italia infatti, prosegue, «è garantito il diritto d'asilo, con una legislazione e con standard tra i più alti d'Europa. Ma non solo, visto che è garantita anche l'effettività del ricorso davanti al giudice ordinario, avverso alla valutazione negativa della commissione ministeriale». Dunque, conclude Morcone, «spero davvero che la serietà e la credibilità di un'istituzione che ammiro e sostengo come l'Unhcr, non consenta ai propri rappresentanti di 'mettere i piedi nel piatto della politica nazionalè, indebolendo così la propria autorevolezza e indipendenza».(ANSA)

Kingley's Crossing


Kingsley è un ragazzo camerunese di 23 anni. Lavora come bagnino a Limbe in un albergo di lusso, impartendo lezioni di nuoto ai turisti europei. Un lavoro che gli frutta 50 euro al mese. Quanto basta per le spese di sostentamento e per l'affitto di un bilocale che condivide con i genitori e i fratelli.

"La maggior parte delle famiglie nel mio Paese vogliono che i loro figli vadano in Europa", racconta Kingsley. Perché è in Europa - il nuovo Eldorado - che gli emigrati africani possono aumentare il proprio salario riuscendo a provvedere anche per le famiglie lasciate a casa. E così nel maggio del 2004, Kingsley si decide a lasciare il Camerun per quella che definisce la propria "missione". Quello che segue è un viaggio estenuante di sei mesi attraverso mezza Africa.

Kingsley's Crossing è la storia della volontà di un uomo di abbandonare tutto - la propria famiglia, il proprio paese, i propri amici - nella speranza di ritrovare una vita migliore all'estero. Gli scatti del fotografo francese Olivier Jobard documentano quel viaggio.

06 November 2009

Sette afgani annegati al largo delle coste turche

ANKARA, 6 NOV - È di sette morti - cinque dei quali bambini - il bilancio del naufragio di un'imbarcazione carica di migranti avvenuto nelle prime ore di oggi al largo della località turistica di Bodrum, sulla costa turca del Mediterraneo. Lo ha riferito l'agenzia Anadolu precisando che le vittime - a parte il passatore turco - erano di nazionalità afghana e non palestinerse come riferito in mattinata. Sull'imbarcazione si trovavano 19 persone, tra cui due passatori turchi uno dei quali è riuscito a salvarsi a nuoto facendo perdere le sue tracce. Gli altri 13 sono stati tratti in salvo da pescatori accorsi sul posto dopo aver sentito le grida di aiuto e da imbarcazioni della guardia costiera turca. (ANSAmed)

"Noi difendiamo l'Europa!" su Radio 3 Rai il 9 novembre

locandinaROMA - Sarà trasmesso dalla Rai l'audio documentario sulla Libia di Roman Herzog. Appuntamento a lunedì 9 novembre su Radio 3 Rai, dalle 10.50 alle 12.00. Per la prima volta dopo tanti anni, la Rai torna a mandare in onda un audio documentario. E lo fa nella fascia oraria mattutina e all'interno di uno speciale di Radio 3 Mondo. A distanza di 20 anni dalla caduta del muro di Berlino sono in tanti a contare e raccontare i Nuovi Muri, reali e non, che il mondo ha innalzato. Nel 2009 tra i muri virtuali c’è sicuramente quello che l’Europa prova ogni giorno ad alzare nel Mediterraneo per difendersi dalle ondate di migranti.


03 November 2009

Brevi dalla frontiera n°13

DISORDINI AL CIE DI TORINO, 3 ARRESTI
Torino, 7 nov. - Ancora una notte di disordini al Cie di Torino dove tre immigrati, un marocchino di 32 anni, un trentenne algerino e un tunisino di 33 anni, sono stati arrestati per danneggiamento aggravato in concorso. I tre, tutti ospiti dell'area rossa del Centro di corso Brunelleschi, intorno alle 20 di ieri hanno dato in escandescenze e, utilizzando una branda metallica che poco prima avevano divelto da uno dei moduli abitativi, hanno infranto la vetrata della sala mensa entrando poi nella struttura insieme ad altri extracomunitari. Con la stessa branda hanno poi continuato a spaccare vetri e a lanciarne dei frammenti, insieme a delle bottiglie, all'esterno della loro area. Il personale delle forze dell'ordine è riuscito a individuare i responsabili dei danneggiamenti e ad arrestarli. In seguito al fermo dei tre stranieri, davanti al Cie si è radunato un gruppo di antagonisti che ha iniziato a lanciare petardi e oggetti verso la struttura. Sono quindi intervenute le forze dell'ordine e intorno alle 2 la situazione, sia dentro che fuori dal Cie, è tornata alla normalità. (Ato/Pn/Adnkronos) (maggiori informazioni su Macerie)

VIMINALE, NELLA SETTIMANA RIMPATRIATI 44 IMMIGRATI
Roma, 7 nov. - Nel corso di questa settimana sono stati rimpatriati 44 extracomunitari, soprattutto algerini, egiziani e marocchini, sbarcati sulle coste italiane. Lo rende noto un comunicato del Viminale. (Sin/Col/Adnkronos)

MARONI, LUNEDI È MARTEDÌ IN LIBIA. GRAZIE A ACCORDO -90% SBARCHI
ROMA, 6 NOV - «Lunedì e martedì prossimi sarò in Libia per confermare gli ottimi rapporti di collaborazione con il governo Libico che sta facendo un lavoro molto efficace nel contrasto all'immigrazione clandestina e, quindi, alla mafia». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sottolineando come «i traffici illegali che alimentano la criminalità organizzata sono tanti: il traffico di droga, di armi e, appunto, il traffico di esseri umani, che è uno dei più redditizi. Basti pensare che ogni emigrato paga di media 2.000 dollari per raggiungere dall'Africa l'Italia». «L'accordo con la Libia - ha proseguito il ministro, incontrando la stampa estera - ci ha fatto ridurre di oltre il 90% gli sbarchi a Lampedusa», dove il centro di identificazione ed espulsione è ora vuoto e resterà probabilmente aperto solo fino «al prossimo mese di aprile». Allora Lampedusa «tornerà ad essere l'isola del turismo e non più l'isola degli immigrati. Grazie ai cosiddetti respingimenti (ne sono stati fatti 850), ha aggiunto, sono stati solo 1.900 gli immigrati sbarcati in Italia da maggio al 31 ottobre, mentre erano stati 19.000 nello stesso periodo dell'anno scorso. «L'Italia - ha detto ancora il ministro - ha il primato in Europa nei soccorsi in mare, un dato che certa propaganda non sottolinea. Nessun rilievo ci può essere mosso su questo». Il 23 e il 24 novembre, ha aggiunto il ministro, si terrà a Venezia la riunione dei dieci Paesi della sponda nord e sud del Mediterraneo: «anche in quel forum parleremo di contrasto all'immigrazione clandestina e di lotta ai traffici che attraversano il Mediterraneo». (ANSA).

AL PARLAMENTO NIGERIANO INTERPELLANZA SU MORTE IMMIGRATO A PADOVA
ROMA, 2 NOV - Un'interpellanza definita di «urgente importanza nazionale» è stata depositata al parlamento di Abuja dalla presidenza della 'Commissione per la Diaspora nigerianà per chiedere di far luce sulle «dubbie» circostanze in cui il mese scorso è morto in Italia un giovane immigrato nigeriano. Lo riferisce l'agenzia missionaria Misna, citando notizie della stampa nigeriana. Secondo la denuncia di una rappresentante della famiglia dell'immigrato - spiega Misna - «la morte di Emmanuel Ngozichukwu Ajoku Benedict, venerdì 23 ottobre scorso a Noventa Padovana (Padova), sarebbe da attribuire ad alcuni operatori delle forze dell'ordine che, »entrati nel suo appartamento, per ragioni ignote, lo hanno spinto fuori dalla finestra della sua abitazione al quarto pianò «. In uno stralcio della denuncia pubblicato dal quotidiano 'This Day' e da altre testate nigeriane, si afferma che »l'informazione è stata data al telefono da un amico di famiglia che si trova a Padova e chiede quindi l'intervento del governo per far luce sulla vicenda e portare i colpevoli a giudizio«. La notizia dell'interpellanza - spiega l'agenzia missionaria - »è stata diffusa da Abike Dabiri Erewalla, presidente della commissione sulla Diaspora, precisando che la mozione (forse in aula domani) sarà sostenuta anche dalle commissioni parlamentari per gli Esteri e Diritti Umani«. Secondo il quotidiano 'Vanguard' nell'interrogazione parlamentare si chiede al governo italiano di »indagare sulle accuse relative al coinvolgimento di agenti nella morte del giovane«. Fonti della Questura di Padova - sottolinea Misna - smentiscono comunque la ricostruzione fornita dal familiare. Per la polizia italiana - prosegue - »il giovane sarebbe morto nel tentativo di scappare dalla finestra del suo appartamento durante un'operazione antidroga conclusa con il sequestro di sostanze stupefacenti e l'arresto di altre due persone«. Fonti contattate in Questura - conclude la Misna - precisano inoltre »che sia la testimonianza delle sei persone presenti nell'abitazione al momento della morte del giovane sia l'esame autoptico disposto dalla Procura confermerebbero la versione della polizia italiana« (ANSA)

69 EMIGRATI BLOCCATI NEL PORTO DI BARI
BARI, 1 NOV - Sessantanove immigrati - 51 afgani, undici iracheni di etnia curda, due indiani, due birmani e tre iraniani - sono stati bloccati la notte scorsa nel porto di Bari dalla polizia di frontiera. Gli immigrati erano nascosti nel cassone di un autoarticolato con targa turca proveniente dalla Grecia. Il cassone era regolarmente piombato ma era visibile uno squarcio laterale nel telone attraverso il quale sono saliti sul rimorchio. I 69 sono stati già imbarcati sullo stesso traghetto dal quale erano sbarcati e rinviati in Grecia. Il respingimento rientra nell'operazione 'Alto impatto' che la polizia di frontiera ha in corso da circa due settimane e che prevede l'invio di quattro agenti italiani nei porti di Igoumenitsa e di Patrasso e di quattro agenti greci negli scali marittimi di Bari e Ancora. L'operazione è stata disposta perchè, dopo l'entrata in vigore del trattato italo-libico, le forze di polizia hanno rilevato che gli immigrati africani tentano di entrare clandestinamente nell'Europa comunitaria soprattutto dalla Grecia e dalla Spagna. Solitamente molti africani, dopo aver raggiunto le isole greche, tentano di entrare in Italia. (ANSA)

ROMA, SIT-IN AFGANI, CI SGOMBERANO ANCHE DA TOMBINI
ROMA, 31 OTT - «La vita umana non ha prezzo, ma la guerra ha un costo». Con questa scritta su uno striscione una quarantina di rifugiati afgani ha protestato oggi in un sit-in in piazza Bocca della verità a Roma, contro «la mancata garanzia del governo italiano di offrire un'accoglienza dignitosa per chi scappa dalla guerra» e contro «un annunciato sgombero degli abitanti di baracche e tombini nella zona del terminal di Ostiense, previsto lunedì prossimo». I manifestanti afgani hanno protestato davanti alla basilica di Santa Maria in Cosmedin «perchè nell' VIII secolo - hanno spiegato - qui si rifugiarono i greci per sottrarsi alle persecuzioni degli iconoclasti». Al sit-in è stata esposta l'immagine di 'San Papier', «protettore dei migranti della terra». «Siamo venuti in Italia scappando dalla guerra, qui ci aspettavamo di essere accolti e invece dormiamo nella zona del Terminal di Ostiense, in baracche e tombini, siamo un'ottantina», ha spiegato Ibrahim. Al sit-in ha partecipato anche l'associazione 'Medici per i diritti umanì (Medu), che ha riferito di aver inviato una lettera al sindaco di Roma Gianni Alemanno per chiedere accoglienza ai rifugiati, ma «alla quale non abbiamo ancora avuto risposta». «L'accoglienza è una questione di civiltà che non si risolve con gli sgomberi», ha detto l'associazione, che ha attivato un camper-ambulatorio nella zona dell'insediamento di afgani a Ostiense. Annunciata, per giovedì prossimo una manifestazione davanti al Campidoglio.(ANSA)

VIMINALE, QUESTA SETTIMANA 40 RIMPATRI
ROMA, 31 OTT - Nel corso di questa settimana sono stati rimpatriati 40 emigrati, soprattutto algerini, marocchini e nigeriani, sbarcati sulle coste italiane. Lo rende noto un comunicato del Viminale. (ANSA).

Migrant found dead in the back of a lorry as it prepares to enter Channel Tunnel

ByPeter Allen for Daily Mail

CALAIS, 1st November 2009 - The corpse of an illegal migrant who was desperate to get to Britain was today found in the back of a lorry preparing to enter the Channel Tunnel. French Immigration Minister Eric Besson said the grim discovery highlighted the 'insane risks' which foreigners are taking to get to the UK so that they can claim asylum or disappear into the black economy. Mr Besson said he was certain that the unnamed man had paid a people smuggler hundreds of pounds for a quick passage to his 'Eldorado'. Instead the migrant got an airless, cramped compartment in an HGV which ultimately cost him his life.

A statement issued within two hours of the man's death read that Mr Besson was 'extremely moved by the terrible incident'. A spokesman for the immigration ministry added: 'This man hoped to get to his English Eldorado but ended up losing his life. Such people are first paying people smugglers and then paying the ultimate price after running insane risks.'

Customs officers stopped the Slovakian HGV travelling from Belgium to Britain soon after 8am to make a routine check for drugs or other smuggled goods. 'Instead, at 8.09 am, they found the dead body of an illegal migrant,' said the Immigration Ministry spokesman.

'Officers trained in first aid tried to revive the young man but could do nothing. He was hidden in a compartment of a lorry officially carrying planks of wood.' It is believed that a lack of oxygen in the cramped compartment caused the death. The driver of the lorry, who is Bosnian, was immediately arrested and is being investigated for people smuggling. The smugglers prey on numerous illegal camps around the Calais region, charging up to £1000 a head for a passage to England.

Mr Besson has pledged to shut all of the shanty towns down, so as to make the northern port town 'watertight' to migrants, but is currently losing the battle.

It is less than a decade since 58 Chinese illegal migrants suffocated in the back of a lorry which had travelled from Calais to Dover.

In 2000 the then Home Secretary, Jack Straw, described the tragedy as a 'stark warning' to other would-be stowaways, but his words clearly did not have the desired effect.

Secret compartments full of migrants are frequently found in lorries arriving from France, while other migrants often risk their lives in other unsuitable forms of transport.

Last month a temperature-controlled supermarket HGV travelled 200 miles in the wrong direction from Calais when 14 migrants on board began screaming for help.

'They were going down with hypothermia after breaking into the lorry at a motorway service station and then resealing the rear entrance to avoid detection,' said a French police officer.

A month earlier 12 Afghans and Kosovans were found huddled up inside the back of an empty chemical tanker which was about to be filled with a 90 per cent concentrated industrial acid.

A judicial enquiry has been opened into the death.

Per approfondimenti:
Air Italy rinuncia ai charter della vergogna. Basta deportazioni verso l'Iraq
Air Italy: la compagnia aerea che fa affari con turisti e deportati
Caught in between, audio doc di Alexandra D'Onofrio
Calais, foto: la vita nella jungle di Calais, di S. Prestianni
Calais: evacuata la jungle. In manette 276 rifugiati
Violences policières envers les migrants à Calais
London calling: "The Northern Jungle" Part I, documentario France 2
Dopo Patrasso, Calais. La polizia francese pronta a attaccare i rifugiati
Calais, vittime documentate alla frontiera franco-britannica
Charter franco-britannici per rimpatriare gli afgani e ripulire Calais
La situazione degli esiliati sul litorale della Manica
Wolcom to Calais, documentario su Calais di Olivier Jobard
Sognando l'Inghilterra, documentario su Calais di "Un mondo a colori"

02 November 2009

Death toll in migrant sea tragedy hits nine

Hurriyet Daily News

ATHENS, 2 Nov 2009 - Greek police said Sunday they had found the body of a migrant near the island of Lesbos, bringing to nine the death toll from the sinking of a boat several days earlier. The vessel sank on Tuesday and the initial toll stood at eight people, all women and children.

"The body of a man, aged around 30, was discovered close to rocks northeast of the island," a statement from port police said Sunday.

The boat contained 20 migrants who carried no papers but claimed to be Afghan.
Rescuers on Sunday continued searches near Lesbos for a child still thought to be missing.

Ten people were rescued after Tuesday's accident, including a Turkish citizen who was trying to smuggle the migrants over the border. They were all taken to hospital on the island.

Thousands of would-be migrants and asylum seekers from war-torn countries in Africa and Central Asia try to cross from Turkey into Greece every year in small boats and inflatable dinghies, but many do not survive.