27 March 2009

Spagna: on line il rapporto sulla "frontera sur" di Apdha

NIAMEY, 27 marzo 2009 – Tremila morti in un anno alla frontiera spagnola. È la stima dell'ultimo rapporto annuale della ong spagnola Apdha, che dal 1997 monitora la frontiera sud della Spagna. Un dato che si basa su una discutibile e ipotetica stima delle vittime della traversata del Sahara, su cui si hanno pochissime notizie. Ma che al contempo documenta con dovizia di fonti almeno 581 morti nei mari: 239 al largo delle isole Canarie e 342 nel Mediterraneo. Il rapporto – scaricabile on line in una versione sintetica e in una completa, in spagnolo – non risparmia critiche alla Spagna e all'Unione europea, in una analisi lucida delle politiche di esternalizzazione.

23 March 2009

Milano d'Egitto e la rotta di Alessandria

Esiste un quartiere di Milano non ancora collegato dalla metro. Si chiama Tatun. E si trova in Egitto, nelle campagne irrorate dal Nilo, 150 km a sud del Cairo. Conta solo 80.000 abitanti, ma qui vivono le famiglie di migliaia degli oltre 47.000 emigrati egiziani residenti nel capoluogo lombardo. A unire Milano a questa sua estrema periferia pensano speciali agenzie di viaggio, che si affidano ai vecchi pescherecci rottamati, intercettati ogni settimana al largo di Lampedusa. Pescherecci che sempre più spesso partono direttamente dall'Egitto. Da un villaggio di pescatori vicino a Alessandria: Burg Mghizil, una frazione di Rashid. Laura Cugusi ha visitato Tatun e Rashid. Questo è il suo foto racconto.


per contattare l'autrice:
laura_cugusi@yahoo.it

11 March 2009

Sbarca a Lampedusa "Come un uomo sulla terra"

NIAMEY, 11 marzo 2009 - Dagmawi Yimer, rifugiato etiope sbarcato a Lampedusa nel 2006, torna nell’isola come regista del documentario COME UN UOMO SULLA TERRA, per presentare il film con cui denuncia per la prima volta le violenze subite in Libia da migliaia di uomini e donne africane in seguito agli accordi Italia-Libia. Dag a Lampedusa ci è arrivato il 30 luglio 2006. Ci è rimasto pochi giorni. Come "clandestino". Come "sbarcato". Come uno dei "tanti volti di disperati". Così raccontano i media. Venerdì 13 marzo 2009 Dag ritorna a Lampedusa "Come un Uomo". Con la dignità della sua storia e il coraggio del suo racconto. E con Dag tutti i protagonisti del film che Dag ha realizzato.

09 March 2009

Febbraio 2009

OUAGADOUGOU, 09 marzo 2009 – Sono almeno 31 le vittime censite lungo la frontiera sud dell'Unione europea nel mese di febbraio dall'osservatorio Fortress Europe. Tragico il bilancio delle isole Canarie, in Spagna, dove continuano a sbarcare sempre più minori non accompagnati come risultato delle politiche di riammissione. Lo scorso 16 febbraio una barca di migranti si è rovesciata in mare, a soli 20 metri dalla costa di Teguise, sull'isola canaria di Lanzarote. Dopo alcuni giorni di ricerche, sono stati recuperati 25 cadaveri. Un uomo è ancora disperso. Tra le vittime si contano anche 4 neonati, 4 bambini tra 8 e 11 anni e 2 donne. Una era incinta all'ottavo mese. Due settimane prima erano stati trovati tre morti di stenti a bordo di una imbarcazione giunta all'isola di Gran Canaria. Stessa scena il 21 febbraio, stavolta in Andalucia, al largo di Motril, dove su una barca è stato trovato un uomo senza vita in mezzo ai passeggeri.

08 March 2009

Speciale Fespaco: l'emigrazione raccontata dai migliori registi africani

Stadio 4 Aout Cerimonia di chiusura del FespacoOUGADOUGOU, 8 marzo 2009 – Si è chiusa ieri la 21° edizione del Festival del Cinema africano di Ouagadougou (Fespaco), principale appuntamento biennale dei registi africani da ormai 40 anni. Per una settimana, la città è stata invasa da centinaia di giornalisti, attori, registi, produttori, cinefili e turisti che nonostante tutte le difficoltà organizzative – la direzione del festival è stata epurata dal nuovo ministro della cultura – hanno seguito con partecipazione il fitto programma di proiezioni, animati ogni sera dai concerti della notte ouagalese.

07 March 2009

“Così le navi di Frontex ci respinsero in Libia”. La storia tre liberiani

Nave di pattugliamento malteseOUAGADOUGOU, 7 marzo 2009 – Respinti in acque internazionali, al largo di Lampedusa, dalle navi di Frontex. Torturati nelle carceri libiche. E abbandonati in mezzo al deserto nigerino. È la storia recente di tre cittadini liberiani. Li ho incontrati in Burkina Faso, a Ouagadougou, a margine del festival del cinema africano, insieme ad Andrea Segre, autore del documentario Come un uomo sulla terra. Alla vigilia dell'avvio dei pattugliamenti congiunti italo libici, che affideranno alla polizia libica tutti i migranti fermati in mare, la loro testimonianza svela che cosa stia realmente accadendo in Libia.

Ceuta e Melilla: l'alambrada

Mappa dello Stretto di GibilterraA Ceuta e Melilla, le due enclave spagnole in Marocco, sono morte 37 persone, uccise dal fuoco della Guardia civil e della polizia marocchina, o ferite scavalcando le recinzioni di ferro e filo spinato che delimitano il confine (alambrada). Sui fatti di Ceuta e Melilla, la rete di ong Migreurop ha pubblicato un rapporto molto documentato, il "Livre noir", scaricabile on line

05 March 2009

L'emigrazione egiziana in Italia

Con una popolazione di 81 milioni di abitanti, l'Egitto conta 2.400.000 emigrati (il 3,2% della sua popolazione). Il loro contributo all'economia è fondamentale. Nel 2008, secondo la Banca Mondiale, hanno inviato rimesse per 5,9 miliardi di dollari. Le principali mete dell'emigrazione egiziana sono soprattutto Arabia Saudita, Libia e Oman, seguite da Palestina, Stati Uniti, Canada, Australia, Italia e Grecia.

02 March 2009

ΦΕΒΡΟΥΑΡΙΟΣ 2009

Τουλάχιστον 31 θύματα υπολογίζονται από το παρατηρητήριο της Fortress Europe στα νότια σύνορα της Ευρωπαϊκής Ένωσης τον Φλεβάρη που μας πέρασε. Τραγικός είναι ο απολογισμός στα Κανάρια νησιά, όπου αποβιβάζονται όλο και περισσότερα ασυνόδευτα παιδιά, όλο και μικρότερης ηλικίας, ως αποτέλεσμα της πολιτικής επανεισδοχής ανηλίκων. Στις 16 του Φλεβάρη ανατράπηκε στη θάλασσα μια βάρκα με μετανάστες 20 μέτρα από την ακτή του Teguise, στο νησί Λαντσαρότε των Καναρίων. Τις επόμενες μέρες, οι έρευνες έφεραν στην επιφάνεια 25 πτώματα. Ένας άντρας αγνοείται. Μεταξύ των θυμάτων ήταν και τέσσερα βρέφη, καθώς και 4 παιδιά μεταξύ 8 και 11 ετών και 2 γυναίκες. Η μία γυναίκα ήταν έγκυος στον όδγοο μήνα. Δύο εβδομάδες πριν είχαν βρεθεί τρεις νεκροί από τις κακουχίες σε μια βάρκα στ’ ανοιχτά των Μεγάλων Καναρίων. Το ίδιο σκηνικό και στις 21 Φεβρουαρίου: Αυτήν τη φορά στην Ανδαλουσία, στ’ ανοιχτά του Μοτρίλ, μεταξύ των επιβατών μιας βάρκας ανακαλύφθηκε ένας άψυχος άνδρας …

TATOYN: Μια γειτονιά του Μιλάνου στην Αίγυπτο

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TatunΥπάρχει μια γειτονιά του Μιλάνου που δεν είναι ακόμη συνδεδεμένη με το δίκτυο του μετρό. Τη λένε Τατούν. Βρίσκεται στην Αίγυπτο, στα χωράφια που αρδεύονται από τον Νείλο, 150 χιλιόμετρα νότια του Καΐρου. Έχει μόλις 80.000 κατοίκους, μα εδώ ζουν οι οικογένειες πάνω από 47.000 αιγυπτίων που έχουν μεταναστεύσει στην πρωτεύουσα της Λομβαρδίας. Για τη σύνδεση του Μιλάνου με τη μακρινή του περιφέρεια τα ειδικά ταξιδιωτικά γραφεία της Λιβύης επαφίενται στις παλιές ψαρόβαρκες που κάθε βδομάδα συλλαμβάνονται στ’ ανοιχτά της Λαμπεντούσα. Όλα ξεκίνησαν τη δεκαετία του ’90. Παλιότερα οι αποβιβάσεις γίνονται στην Πούλια. Αργότερα στη Σικελία. Πάνω από 20.000 Αιγύπτιοι πέρασαν τη Μεσόγειο μεταξύ 2005 και 2007. Και σιγά-σιγά, όσοι κατάφεραν να νομιμοποιηθούν, έχουν φέρει τα παιδιά και τα ξαδέρφια τους μαζί. Έτσι, έχει δημιουργηθεί στο Μιλάνο ένα δίκτυο οικογενειακής αλληλεγγύης, το οποίο επιτρέπει σήμερα σε χιλιάδες συγγενείς χωρίς χαρτιά να έχουν σπίτι και δουλειά στο Μιλάνο. Είναι μπογιατζήδες, μαραγκοί, αρτοποιοί, χειρώνακτες παντός είδους. Πολλοί μετακινούνται για τη δουλειά τους. Έχουν χαρτιά και όταν δεν υπάρχει δουλειά εκεί που μένουν κατεβαίνουν για μερικούς μήνες στην Αίγυπτο. Φτάνουν με αυτοκίνητα, αγοράζουν γη και χτίζουν σπίτια. Σε μια ύπαιθρο που έχει εξαθλιωθεί από τις τελευταίες αγροτικές μεταρρυθμίσεις, όπου η σκληρή δουλειά ενός αγρότη μπορεί να αποδώσει το πολύ 7 ευρώ τη μέρα, η παρουσία των μεταναστών έχει δημιουργήσει ένα νέο φαντασιακό: Σήμερα, η μετανάστευση αντιπροσωπεύει τη μοναδική οδό διαφυγής.


Tatun: Mailands äußerstes Viertel

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TatunKAIRO – Es gibt ein Viertel Mailands, das noch nicht an das U-Bahn-Netz angeschlossen ist. Es liegt in Ägypten, auf dem Land, am Ufer des Nils, 150 km südlich von Kairo. Es hat nur 80.000 Einwohner, doch hier leben die Familien von mehr als 47.000 ägyptischen Emigranten, die in der Hauptstadt der Lombardei leben. Spezielle libysche Reisebüros verbinden Mailand mit ihrer äußersten Peripherie. Sie nutzen dafür alte, schrottreife Fischerboote, die jede Woche vor der Küste Lampedusas abgefangen werden. Alles hat in den 90er Jahren begonnen. Zuerst landeten die Boote in Apulien, dann in Sizilien. Mehr als 20.000 Ägypter haben zwischen 2005 und 2007 das Mittelmeer überquert. Und mit der Zeit, nach mehrfachen Legalisierungen von illegalen Einwanderern, haben die, die einen ordnungsgemäßen Aufenthaltstitel erlangt haben, ihre Geschwister, Cousinen und Cousins nachkommen lassen. So ist in Mailand ein Netzwerk der familiären Unterstützung entstanden, durch das bis heute Tausende Verwandte ohne Papiere eine Unterkunft und eine Arbeit finden. Sie arbeiten als Stuckateure, Zimmerer, Hilfsarbeiter oder Bäcker. Viele sind mittlerweile Pendler. Sie haben ordnungsgemäße Papiere, und wenn es keine Arbeit gibt, fahren sie für einige Monate zurück nach Ägypten. Sie kommen mit dem Auto, kaufen Grundstücke und bauen Häuser. Auf dem Land, das seit den letzten Agrarreformen verarmt ist und wo ein Bauer mit Mühe sieben Euro täglich zusammenbekommt, eröffnet ihre Anwesenheit neue Phantasien. Die Emigration erscheint heute als der einzige Ausweg.

Tatun: en Egypte le dernier quartier de Milan

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TatunLE CAIRE – Il existe un quartier de Milan pas encore relié par le métro. Il s’appelle Tatun. Et il se trouve en Egypte, dans les campagnes irriguées par le Nil, 150 km au sud du Caire. On y dénombre seulement 80.000 habitants, mais c’est là que vivent les familles de milliers des plus de 47.000 émigrés égyptiens résidents officiellement dans le chef-lieu lombard. Pour relier Milan à son ultime banlieue il existe de très spéciales agences de voyage libyennes, qui s’en remettent à de vieux bateaux de pêche déjà hors d’usage, interceptés chaque semaine au large de Lampedusa. Tout a commencé dans les années 90. D’abord avec les débarquements dans les Pouilles. Puis en Sicile. Plus de 20.000 égyptiens ont traversé la Méditerranée entre 2005 et 2007. Et tout doucement, de régularisation en régularisation, ceux qui se sont mis en règle ont fait venir les frères et les cousins. Et ils ont recréé à Milan un réseau de solidarité familiale qui permet encore aujourd’hui à des milliers de parents sans papiers d’avoir un logement et un travail. Ils sont plâtriers, charpentiers, manoeuvres, boulangers. Beaucoup sont devenus des pendulaires. Ils ont des papiers en règle et, quand il n’y a pas de travail, descendent quelques mois en Egypte. Ils arrivent en auto, ils achètent des terrains et construisent des maisons. Dans une campagne appauvrie par les dernières réformes agraires, là où un paysan a du mal à grapiller sept euros par jour, leur présence a dessiné un nouvel imaginaire. Aujourd’hui émigrer, semble représenter la seule voie de rachat.

Tatun: in Egitto l'ultimo quartiere di Milano

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TatunCAIRO – Esiste un quartiere di Milano non ancora collegato dalla metro. Si chiama Tatun. E si trova in Egitto, nelle campagne irrorate dal Nilo, 150 km a sud del Cairo. Conta solo 80.000 abitanti, ma qui vivono le famiglie di migliaia degli oltre 47.000 emigrati egiziani residenti nel capoluogo lombardo. A unire Milano a questa sua estrema periferia pensano speciali agenzie di viaggio libiche, che si affidano ai vecchi pescherecci rottamati, intercettati ogni settimana al largo di Lampedusa. È iniziato tutto negli anni Novanta. Prima con gli sbarchi in Puglia. Poi la Sicilia. Più di 20.000 egiziani hanno attraversato il Mediterraneo tra il 2005 e il 2007. E piano piano, di sanatoria in sanatoria, chi si è messo in regola ha fatto arrivare i fratelli e i cugini. E ha ricreato a Milano una rete di solidarietà familiare che permette tutt'oggi a migliaia di parenti senza documenti di avere un alloggio e un lavoro. Sono gessisti, carpentieri, manovali, panettieri. Molti sono diventati pendolari. Hanno i documenti in regola e, quando non c'è lavoro, scendono qualche mese in Egitto. Arrivano in automobile, comprano terreni e costruiscono case. In una campagna impoverita dalle ultime riforme agrarie, dove un contadino fatica a racimolare sette euro al giorno, la loro presenza ha disegnato un nuovo immaginario. Emigrare oggi, sembra rappresentare la sola via di riscatto.

01 March 2009

Febrero 2009: al menos 31 victimas en la frontera

Traducido para Rebelión por Gorka Larrabeiti

Las víctimas censadas por el observatorio Fortress Europe en el mes de febrero a lo largo de la frontera sur de la Unión Europea son al menos 31. Balance trágico en las islas Canarias, donde siguen desembarcando cada vez más menores no acompañados como resultado de la política de readmisión de inmigrantes. El pasado 16 de febrero un cayuco volcó a tan sólo 20 metros de la costa en Teguise, Lanzarote. Tras varios días de rastreo se recuperaron 25 cadáveres. Un hombre sigue desaparecido. Entre las víctimas se hallaban cuatro recién nacidos, 4 niños de entre 8 y 11 años y dos mujeres. Otra mujer estaba embarazada de ocho meses.