31 December 2007

Rassegna stampa completa 1988-2007

La lista completa di 1.157 articoli censiti sulla stampa internazionale. In 51 pagine, le prove della strage che si sta consumando alle porte dell'Ue nell'indifferenza delle due rive del Mediterraneo. Documentano la morte di 11.756 migranti e rifugiati dal 1988 al 2007. E non è che un'approssimazione per difetto. Per scaricare il pdf clicca qui


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30 December 2007

Italia - Libia: firmato l'accordo per il pattugliamento congiunto

ROMA, 30 dicembre 2007 – Il negoziato è stato lungo e riservato. Legato alla questione dei risarcimenti coloniali e ai contratti dell’Eni con per l’esportazione del gas. Ma alla fine la partita si è chiusa. Il “Protocollo per la cooperazione tra l’Italia e la Libia per fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina” è stato firmato ieri a Tripoli dal ministro dell’Interno Giuliano Amato e dal ministro degli Esteri libico, Abdurrahman Mohamed Shalgam. L’accordo – già benedetto dal commissario Ue Franco Frattini - prevede l’invio di sei navi della Guardia di Finanza, tre guardacoste e tre vedette, pronte a operare in acque territoriali libiche con equipaggi misti, allo scopo di riportare nei porti africani le barche intercettate. L’accordo prevede anche la fornitura (con un finanziamento Ue) di un sistema di controllo per le frontiere terrestri e marittime libiche, come già richiesto dalle autorità libiche alla missione di Frontex che visitò il paese nel maggio 2007. La direzione e il coordinamento delle attività di pattugliamento – e di addestramento - saranno affidati ad un Comando operativo interforze, con sede in Libia. Il responsabile sarà libico, mentre il vice comandante sarà designato dal Governo italiano. In caso di necessità il Comando potrà anche richiedere l’intervento dei mezzi italiani schierati a Lampedusa. Per Amato si potranno così “salvare molte vite umane” facendo “ciò che è stato fatto sulle coste dell’Albania”. Ma sulla questione libica pesano come un macigno le gravissime denunce di Amnesty International, Human Rights Watch e Fortress Europe: 60.000 migranti arrestati e deportati nella Grande Jamahiriyya solo nel 2006, comprese donne e bambini, migranti economici e rifugiati politici. Arrestati durante retate di massa delle forze di polizia libiche, detenuti senza processo per mesi o per anni, in condizioni degradanti e quindi deportati, anche se rifugiati politici, oppure mandati a morire, abbandonati in mezzo al deserto alla frontiera libica meridionale con Niger, Chad, Sudan e Egitto. Per l’ennesima volta, in nome del controllo delle frontiere europee si calpesta sulla pelle di migranti e rifugiati l’inviolabilità dei diritti fondamentali della persona.

17 December 2007

Yemen: tragico sbarco, morti 56 rifugiati somali

ROMA, 17 dicembre 2007 (tratto da Msf)- Cinquantasei persone sono morte in seguito a un tragico sbarco avvenuto sabato 15 Dicembre nei pressi di Arqa, sulla costa dello Yemen. La drammatica scoperta è stata fatta da un team di Medici Senza Frontiere (MSF) che si trovava sul posto per assistere i rifugiati e i migranti sbarcati dopo la traversata del golfo di Aden. Quando il team di MSF è arrivato sul posto ha inizialmente individuato un gruppo di 49 sopravvissuti, 10 dei quali donne. Poco più lontano si trovavano decine di corpi sparsi su uno spazio di costa lungo 5 km. Il team di MSF ha contato 56 morti, oltre la metà dei quali erano donne e cinque bambini, alcuni molto piccoli. I sopravvissuti hanno raccontato agli operatori di MSF che la barca sulla quale stavano viaggiando si è rovesciata e molti passeggeri sono rimasti intrappolati. Un numero imprecisato di persone potrebbero dunque aver perso la vita.

15 December 2007

Frontex concluye la operación Indalo en España

ROMA, 15 diciembre 2007 - Nuevas patrullas de Frontex en España ante la reapertura de la ruta andaluza. La última misión de la agencia para el control de las fronteras externas europeas, recién concluida, se llama Indalo: 305 migrantes detenidos y 28 embarcaciones secuestradas del 30 de octubre al 20 de noviembre de 2007 en aguas de la España meridional. Es la respuesta de la Unión Europea a la reapartura de la que en España se conoce como la vía mediterránea, que conduce directamente desde Marruecos y Argelia hacia la Andalucía occidental y Murcia. Una vía que ha vuelto a activarse en los últimos meses tras un par de años de relativa calma. Italia también ha participado en la misión de patrulla, junto con Portugal, Francia, Malta, Alemania, Chipre, Rumanía y, naturalmente, España. La patrullera “Corsi” de la Guardia costera italiana, regresó al puerto de Civitavecchia el 29 de noviembre. Guinea Conakry también ha pedido ayuda a Frontex para 2008. Hacen falta patrullas europeas –aseguran fuentes gubernamentales- sobre todo para bloquear las nuevas rutas de migrantes asiáticos - al menos 2000 personas- que de Conakry ponen rumbo a las Canarias en grandes barcos pesqueros desvencijados.

12 December 2007

L'Ue dopo Lisbona: se vincono l'ipocrisia e l'impunità

ROMA, 12 dicembre 2007 - José Luis Zapatero rappresenta bene la schizofrenia del vecchio continente. Relatore per l’Ue sull’immigrazione al vertice euro-africano di Lisbona, il premier spagnolo ha proposto un patto in tre punti: più opportunità per i giovani in Africa, più quote per i flussi di lavoratori africani in Europa e lotta dura contro l’immigrazione irregolare. Ottime promesse. Che però sanno di ipocrisia di fronte alle grandi tragedie dell'immigrazione e all'impunità di cui godono e godranno i responsabili dei crimini commessi ai danni di migranti e rifugiati lungo le frontiere. Certo i fatti provano l'impegno del premier spagnolo. Il Piano Africa spagnolo ad esemio: 700 milioni di euro di aiuti per lo sviluppo versati dalla Spagna nel 2006 contro i soli 150 del 2003. Ma i fatti provano anche come a partire dalle sue frontiere, l’Unione europea stia erodendo il proprio stato di diritto, sempre più spesso affidando ai paesi africani il lavoro sporco...

10 December 2007

Frontex: conclusa operazione Indalo in Spagna, 305 migranti fermati

ROMA, 10 dicembre 2007 – Nuovi pattugliamenti Frontex in Spagna di fronte alla riapertura della rotta andalusa. L’ultima missione dell’agenzia per il controllo delle frontiere esterne europee, appena conclusa, si chiama Indalo: 305 i migranti fermati e 28 le imbarcazioni sequestrate dal 30 ottobre al 20 novembre 2007 nelle acque della Spagna meridionale. È la risposta dell’Unione europea alla riapertura di quella che gli spagnoli chiamano la via mediterranea. Quella che porta dritto dal Marocco e dall’Algeria verso l’Andalusia orientale e Murcia. Una via tornata ad essere battuta negli ultimi mesi, dopo un paio d’anni di relativa calma. Anche l’Italia ha partecipato alla missione di pattugliamento, insieme a Portogallo, Francia, Malta, Germania, Cipro, Romania e, naturalmente, Spagna. Il pattugliatore “Corsi” della Guardia Costiera è rientrato a Civitavecchia il 29 novembre. Intanto per il 2008 anche la Guinea Conakry ha chiesto aiuti a Frontex. Servono pattugliamenti europei – assicurano fonti governative – soprattutto per bloccare le nuove rotte dei migranti asiatici, almeno 2.000 persone, che da Conakry puntano dritto alle Canarie su grandi vecchie navi da pesca.

La frontera

Ceuta, enclave spagnola in Marocco. Frontiera diventata tristemente famosa nell’autunno 2005, quando almeno 17 migranti sub-sahariani furono ammazzati dagli spari della polizia marocchina e spagnola. Nel gennaio 2006, le telecamere di Un mondo a colori, per la regia di Emilio Casalini sono andate a Ceuta per raccontare l’umanità povera e fragile che transita in quest’avamposto d’Europa e quella dei passatori che fanno affari milionari facendo transitare illegalmente i migranti. Un reportage che poi continua nei centri di detenzione in Francia e in Inghilterra

Evros: mine antiuomo alla frontiera


Alt dogana. Un uomo in divisa si drizza sull’attenti e la nostra Audi sfila sulla corsia a lato delle auto ferme per i controlli. Svoltiamo a destra e ci fermiamo nel parcheggio di una piccola base militare. John Karaganis mi fa da interprete e mi presenta il capitano Hristos Pitsianis. Piove e senza troppe formalità ci infiliamo sui sedili di un piccolo fuoristrada verde già acceso. Una fossa di un metro divide l’una dall’altra due strade sterrate parallele, coperte di ghiaia, fango e pozzanghere. Tutto intorno, nebbia e prati verdi. Ogni 500 metri due torrette di metallo, una di fronte all’altra, filo spinato e soldati di guardia. Sebbene la vallata del fiume Evros non suggerisca alcuna rottura, quella fossa d’erbacce tra le due strade è la frontiera tra Grecia e Turchia a Kastanies. La squadra ci aspetta al campo. Nove soldati sull’attenti, sotto la pioggia, ci salutano al di là della rete metallica e dei rotoli di filo spinato. A distanza di un metro uno dall’altro, triangoli rossi appesi alle maglie di ferro segnalano pericolo di morte. C’è scritto in greco, in turco e in inglese. Quello è un campo minato.

02 December 2007

Novembre 2007

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ROMA - Novembre nero alle frontiere. 127 morti in un mese, quasi tutti sulle rotte per le Canarie, dove hanno perso la vita 119 migranti: 61 in un naufragio in Mauritania, 36 in Marocco e 20 in Gambia. Due corpi recuperati sulle coste algerine, mentre a Siracusa sono stati rinvenuti i resti di altre quattro vittime del naufragio di Vendicari. In Grecia e a Cipro ad uccidere è la polizia che spara sui migranti. Intanto alla conferenza euro-africana di Lisbona passa il modello spagnolo: pattugliamenti congiunti, esternalizzazione dei campi di detenzione e rimpatri. E l'Italia, che ha reinsediato per la prima volta 40 rifugiate eritree, vola in Libia in cerca di un accordo in vista della prossima stagione degli sbarchi. E dall'inizio dell'anno l'immigrazione verso l'Europa ha già fatto almeno 1.470 vittime.

01 December 2007

جرجيس: متحف ذاكرة البحر

تونس: منذ أحد عشرة سنة و على طول الشواطئ التونسية الممتدّة بين جرجيس ورأس جدير، يجمع محسن ليهذّب، كلّ يوم بعد إنتهاء عمله بالبريد، الأشياء التي يقذفها البحر على مسافة 150 كيلومتر من الشّواطئ. وهي في الأغلب قوارير من البلاستيك، أيضا ألواح التّزلّج على الماء، قنب، سلاحف، مصابيح من النّيون، خوذات، إسفنج، جذوع من الخشب، بالونات مثقوبة. أنشأ محسن لهذه الأشياء متحفا، سمّاه متحف ذاكرة البحر. ذاكرة من البلاستيك، تتألّف من أعمال فنّية مع مفارقات إنسان العصر الحديث، صُنعت من النّفايات الّتي يقذفها البحر إثر عمليّات المدّ البيئي. أحد هذه الأعمال، الموجودة داخل الحديقة المُحاطة بِجدران من القوارير البلاستيكيّة، مُهداة إلى مامادو. وهي جبل متكوّن من 150 جوزًا من الأحذية على الأقلّ. أحذية جديدة. أحذية رياضيّة شبابيّة. أشياء لا يمكن إلقاؤُها. إنّها أحذية الغرقى. يحتفظ بها محسن بالإضافة إلى المئات من الأقمصة، معاطف، سراويل و قُمصان داخليّة استُرجعَت من الشاطئ، انتُزِعَت من الجثث المدفونة في البحر. كُلّها نظيفة و مُعلّقة بطريقة منظّمة تحت مظلّة. يقول محسن " أنا المَعلَم الوحيد الّذي يحتفظ بِذكرى للمآسي الّتي تحصُل هنا في الأسفل ".