SBARCO IN CORSICA,61 CURDI CHIEDONO ASILO
PARIGI, 24 GEN - Sessantuno degli 81 curdi scoperti venerdì scorso in Corsica hanno deciso di chiedere asilo politico dichiarando di essere curdi di Siria. Lo ha detto il ministro francese dell'immigrazione, Eric Besson. Venerdì scorso un gruppo di 123 migranti, tra i quali 42 bambini, sono stati trovati su una spiaggia di una riserva naturale tra Bonifacio e Pianottoli-Caldarello all'estremità meridionale dell'isola. I migranti hanno dichiarato agli inquirenti di aver pagato cifre tra i 2.500 ed i 10.000 euro a testa per essere trasportati in camion dalla Siria alla Tunisia e da lì di essere imbarcati su un cargo che li ha portati fino in Corsica. I magistrati del tribunale di Ajaccio che si stanno occupando della vicenda sospettano che la nave utilizzata sia un mercantile battente bandiera ucraina che ha attraccato a Fos-sur-Mer, nel sud della Francia. (ANSA-AFP)
PRIMO SBARCO A LAMPEDUSA DOPO TRE MESI
LAMPEDUSA (AGRIGENTO), 24 GEN - Primo sbarco di migranti a Lampedusa nel 2010: un gruppo di 20 magrebini è stato infatti bloccato la notte scorsa a terra dai carabinieri, dopo essere riuscito a raggiungere l'isola con un barcone in legno di otto metri che è stato sequestrato. Gli uomini sono stati trasferiti stamani con una motovedetta della Guardia di Finanza a Porto Empedocle, da dove saranno smistati nel centro di prima accoglienza di Pian del Lago a Caltanissetta. Altri 5 immigrati che facevano parte dello stesso gruppo, sono stati intercettati in mattinata nelle strade del paese e imbarcati sul traghetto di linea della Siremar.Anche loro saranno accompagnati a Caltanissetta, in attesa del trasferimento al Centro di identificazione ed espulsione di Isola di Capo Rizzuto (Crotone). Da tre mesi non si registravano sbarchi nelle Pelagie: l'ultimo risale al 21 ottobre scorso, quando 60 migranti raggiunsero con un barcone l'isoletta di Linosa. (Ter/Ct/Adnkronos)
VIMINALE, 70 RIMPATRIATI NELLA SETTIMANA, CHARTER IN NIGERIA
Roma, 23 gen. (Adnkronos) - Nel corso di questa settimana sono stati rimpatriati, con diversi voli aerei, 70 immigrati non comunitari, soprattutto marocchini, nigeriani, tunisini e senegalesi, rintracciati sul territorio nazionale. Di questi 39, di origine nigeriana, sono stati rimpatriati con un apposito volo charter congiunto con il Regno Unito, partito da Roma il 21 gennaio e diretto a Lagos. Lo rende noto il Viminale in un comunicato. (Sin/Gs/Adnkronos)
28 IMMIGRATI IN TIR, AUTISTA CONDANNATO 8 ANNI
ANCONA, 21 GEN - A metà settembre era sbarcato ad Ancona alla guida di un autoarticolato telonato in cui erano stati ricavati tre box in cui nascondere 28 curdi, afghani e palestinesi. Oggi il tribunale del capoluogo marchigiano ha condannato con rito abbreviato Dinu Rusev Nasik, cittadino bulgaro, a otto anni di carcere e mezzo milione di euro di multa, per traffico internazionale di esseri umani con l'aggravante dell'alto numero di persone trasportate e del trattamento disumano riservato. Nel semirimorchio del tir, proveniente dalla Grecia con la motonave Minonan Lines, gli uomini della Guardia di finanza di Ancona e della Dogana trovarono gli immigrati stipati in box di legno truciolato, coperti da polistirolo, in cui c'erano dei ventilatori alimentati da batterie per garantire un minimo di ricambio d'aria all'interno degli stretti nascondigli. Sfumato il patteggiamento, il collegio ha giudicato in abbreviato irrogando la pesante pena ottenuta, tra l'altro, con lo sconto di un terzo per il rito alternativo. L'accusa era sostenuta dal pm di Ancona Mariangela Farneti.(ANSA)
GHEDDAFI A MALTA A MARZO, SI LAVORA AD ACCORDO MINISTRO ESTERI MALTA PARLA DI POSSIBILE TRATTATO
LA VALLETTA, 20 GEN - Un trattato simile a quello raggiunto tra l'Italia e la Libia per il rimpatrio degli immigrati potrebbe essere firmato il prossimo marzo durante una visita ufficiale del leader libico Muammar Gheddafi a La Valletta. Fonti diplomatiche hanno spiegato che il governo maltese è da mesi impegnato nel tentativo di convincere Tripoli ad includere Malta negli accordi bilaterali raggiunti con l'Italia sulle questioni di immigrazione. Ed il ministro degli Esteri maltese Tonio Borg ha annunciato che la Libia e Malta «sono vicini ad un accordo che rafforzerà la cooperazione reciproca su materia di immigrazione e di scambio di informazioni». La visita di Gheddafi a Malta di marzo sarà la prima dagli inizi degli anni Ottanta. Al settembre scorso invece risale la visita a Tripoli del neo presidente della Repubblica maltese George Abela.(ANSA)
12 IMMIGRATI SCOPERTI IN TIR PORTO ANCONA
ANCONA, 21 GEN - Dodici immigrati irregolari, iracheni, afghani e palestinesi, sono stati scoperti a bordo di un tir greco nel porto di Ancona, nascosti fra le merci trasportate dall'autoarticolato. Il mezzo era appena sbarcato da un traghetto della Anek Lines proveniente da Patrasso, ed è stato fermato per un controllo da Guardia di finanza e Dogana. Erano stipati nel rimorchio del tir, privo di lucchetto. Sono stati rifocillati e sottoposti a visite mediche, e poi affidati agli agenti della Polizia di frontiera. Nessun provvedimento è stato adottato a carico dell'autista, che è risultato all'oscuro di tutto. (ANSA)
RIVOLTA CIE MILANO; 4 CONDANNE, UNO SCARCERATO
MILANO, 19 GEN - Il giudice delle direttissime di Milano, Antonella Bertoja, ha condannato a pene comprese tra i 7 mesi e un anno di reclusione quattro immigrati, due algerini e due tunisini, accusati di resistenza e lesioni in relazione a una rivolta scoppiata nel centro di identificazione ed espulsione di via Corelli nel capoluogo lombardo. Il giudice ha concesso a uno solo dei condannati la sospensione condizionale della pena, disponendo per lui l'immediata scarcerazione. In particolare è stato condannato a un anno di reclusione l'algerino Samai Bernini, mentre Karim Zitouni, Toufik Webet e Sougidi Saiffedin sono stati condannati a 7 mesi di reclusione. Zitouni è stato scarcerato. Il pm aveva chiesto per tutti la condanna a un anno di reclusione con la concessione delle attenuanti generiche, che il giudice non ha riconosciuto. Il magistrato ha disposto anche la trasmissione degli atti alla Procura perchè indaghi su una presunta falsa testimonianza di un responsabile della Croce Rossa che, sentito nel corso del processo, aveva in parte dato una versione diversa rispetto a quella delle forze dell'ordine in merito ai disordini avvenuti nel centro. Il giudice deciderà entro 5 giorni anche sulla richiesta di revoca della misura cautelare, avanzata dai difensori, per i tre imputati che restano in carcere.
Il tunisino Zitouni, dopo la lettura della sentenza che ha disposto la sua scarcerazione, è scoppiato a piangere per la felicità. «Questi giovani - hanno spiegato ai cronisti i legali degli imputati, gli avvocati Mauro Straini, Eugenio Losco e Massimiliano D'Alessio - da quando sono arrivati in Italia non hanno passato neanche un giorno in libertà». Zitouni, scarcerato, potrebbe essere espulso o, in caso contrario, dovrà tornare in un centro di identificazione ed espulsione, in quanto è senza regolare permesso di soggiorno. Gli imputati erano stati arrestati il 7 novembre scorso dopo i disordini scoppiati. «È all'ordine del giorno la voglia di fuggire da Corelli - hanno spiegato i legali nella loro arringa - Noi come avvocati, in questi processi, vogliamo mettere in discussione la legittimazione del centro di via Corelli ed evitare che scucceda quello che è successo nei giorni scorsi». Il riferimento era al nordafricano morto in carcere a San Vittore, dopo aver inalato del gas. L'immigrato era stato condannato assieme ad altre 12 persone nei mesi scorsi per un'altra rivolta scoppiata nel cie di Milano. «Queste persone - hanno aggiunto i legali indicando gli imputati - devono godere dell'assoluta fiducia dello Stato, invece non hanno mai goduto di un giorno di libertà, passando da un Cie all'altro». (ANSA)
SCAPPA DURANTE CONTROLLO POLIZIA E CADE DA BALCONE E MUORE
Torino, 19 gen. - (Adnkronos) - Ha cercato di sfuggire alla polizia durante un controllo antidroga ed è caduto da un balcone al secondo piano. Così un immigrato centrafricano, di cui non sono ancora note le generalità, ha perso la vita questo pomeriggio a Torino. È accaduto intorno alle 18 in uno stabile di via Sassari dove gli agenti della squadra mobile erano impegnati in un controllo antidroga. Al loro arrivo i poliziotti hanno incontrato nell'androne l'immigrato che ha tentato di scappare e che è stato bloccato dopo una breve colluttazione. Gli agenti lo hanno ammanettato per una mano ma l'uomo, di corporatura robusta, è riuscito a divincolarsi e a fuggire fino al secondo piano dello stabile. Qui ha cercato di salire sul balcone scavalcando una grata ma, nonostante i tentativi di un poliziotto di trattenerlo, ha perso l'equilibrio ed è caduto morendo sul colpo. (Ato/Zn/Adnkronos)
RESPINGIMENTI, LA CORTE EUROPEA NON SI PRONUNCIA SULLA LEGITTIMITA'
Vizi formali nel ricorso presentato da 84 migranti sbarcati a Lampedusa nel marzo 2005 e respinti in Libia. Il pronunciamento non influisce sull’altro ricorso del luglio 2009 sui respingimenti in mare attuati dal governo dopo l’accordo con la Libia
ROMA, 19 GENNAIO 2009 – Cancellazione dal ruolo per difetto di presentazione e non violazione dell’articolo 34 sul diritto di ricorsi individuale. Non si pronuncia direttamente sulla questione dei respingimenti la sentenza pronunciata oggi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sulla vicenda degli 84 immigrati arrivati a Lampedusa e respinti verso la Libia nel marzo 2005: una vicenda riguardante gruppi di iracheni, algerini, giordani, marocchini e tunisini, ai quali avevano fornito supporto il Cir e l’Unione forense.
In sostanza, la Corte ha ravvisato una serie di vizi formali che non consentono di entrare nel cuore del problema: in particolare, da un lato alcuni ricorsi furono firmati – secondo la perizia grafologica chiesta dalla Corte – da una stessa persona, dall’altro lato è stato perso nel frattempo (sono passati quasi cinque anni) il contatto con i diretti interessati, il che ha impedito l’approfondimento della vicenda. Sul singolo caso di un immigrato che aveva presentato ricorso individualmente, la Corte ha stabilito non esserci stato un atteggiamento delle autorità volto ad impedirgli la presentazione del ricorso stesso a Strasburgo.
In ogni caso, il pronunciamento della Corte non entra mai nel cuore della legittimità o meno dei respingimenti. La sentenza odierna peraltro riguardava un caso in cui gli immigrati erano effettivamente giunti a Lampedusa. Un altro ricorso, inviato nel luglio del 2009, pende di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo sui respingimenti: il contesto è in questo caso ben diverso, riguardando i respingimenti di migranti direttamente in mare, attuati dal governo italiano dopo l’accordo con la Libia. (ska, Redattore Sociale)
La sentenza, in francese
IRREGOLARI CON FIGLI, NO ALLE ESPULSIONI. RIMPATRIO GENITORI DANNEGGEREBBE SVILUPPO DEI MINORI
ROMA, 20 GEN - La Cassazione dice 'nò ai giudici che negano agli immigrati irregolari presenti in Italia, e genitori di figli minori, l'autorizzazione a prolungare la loro permanenza nel nostro paese per stare a fianco ai bambini. In particolare la Suprema Corte ha accolto il ricorso di un immigrato irregolare africano, padre di due bambini, al quale la Procura del tribunale per i minorenni di Milano aveva revocato l'autorizzazione temporanea a prolungare di due anni la sua permanenza in Italia per restare stare accanto ai figli. Per la Cassazione non c'è dubbio che «per un minore, specie se in tenerissima età, subire l'allontanamento di un genitore, con conseguente impossibilità di avere rapporti con lui e di poterlo anche soltanto vedere, costituisca un sicuro danno che può porre in serio pericolo uno sviluppo psicofisico armonico e compiuto».
La Cassazione sottolinea inoltre che concedendo agli immigrati irregolari, genitori di minori, una simile autorizzazione, non si corre il rischio che «l'interesse del minore, alla crescita armonica, venga strumentalizzato al solo fine di legittimare la presenza di soggetti privi dei requisiti dovuti per la permanenza in Italia». In proposito - con la sentenza 823 della Prima Sezione Civile - la Cassazione rileva che l'articolo 31 del testo unico sull'immigrazione «riconosce allo straniero adulto la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno, necessariamente temporaneo o non convertibile in permesso per motivi di lavoro». Così i supremi giudici hanno accolto il ricorso di Chaouch N. autorizzandolo «a permanere in Italia per due anni per assistere i figli minori» come aveva già stabilito in primo grado il Tribunale dei minorenni di Milano. A supporto della sua decisione la Cassazione ricorda che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, approvata a Nizza il 7 dicembre del 2000, tutela, tra l'altro, la vita familiare e in particolare il rapporto genitori-figli. Infine i magistrati di legittimità rilevano che i permessi di permanenza temporanea hanno l'obiettivo di assicurare «una incisiva protezione del diritto del minore alla famiglia e a mantenere rapporti continuativi con entrambi i genitori». Nella sentenza non è specificato se il genitore in questione fosse presente irregolarmente in Italia fin dal momento del suo ingresso nel nostro paese o se avesse un permesso di soggiorno scaduto. Non è inoltre specificato se i suoi figli avessero anche una madre in grado di occuparsi di loro, elemento peraltro ininfluente dal momento che la Cassazione afferma il diritto dei minori ad avere rapporti stabili con entrambe le figure genitoriali. (ANSA)
SAVE THE CHILDREN, ANCHE MINORI FRA I RESPINTI IN LIBIA
Roma, 19 gen. - (Adnkronos) - «Tra il 5 maggio e il 7 settembre 2009 sono stati 1.005 i migranti ricondotti in Libia nell'ambito di 8 operazioni effettuate dall'Italia (in particolare, 883 persone attraverso l'attività congiunta libico-italiana e 172 prese e riportate in Libia dalle autorità libiche). Un numero non quantificabile di migranti respinti è costituito da bambini, come attestato anche da fonti Onu, e sulla base del monitoraggio dei flussi migratori arrivati via mare attraverso la frontiera Sud nei mesi e anni scorsi, nell'ambito dei quali la presenza di minori è costante». Lo afferma, in una nota Save The Children. L'organizzazione ha rinnovato al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen la richiesta che «l'Italia non ripeta più azioni di rinvio verso la Libia dei migranti rintracciati in acque internazionali e che venga istituito , all'interno dell'accordo Italia-Libia, un sistema di monitoraggio indipendente sulla conformità delle condizioni e delle procedure di accoglienza dei migranti e in particolare dei minori». Save the Children sottolinea poi come «tali operazioni di rinvii si svolgano , come dichiarato dallo stesso Governo, senza procedere ad alcun tipo di valutazione sullo status delle persone che si trovano a bordo delle imbarcazioni, con la conseguente possibilità, confermata dai fatti, che vengano rinviati in Libia anche bambini e adolescenti». Per l'organizzazione internazionale «i rinvii costituiscono una grave violazione dei diritti umani fondamentali dei migranti, e dei minori in particolare, e contravvengano quanto previsto dalla normativa nazionale, comunitaria ed internazionale in materia di contrasto all'immigrazione clandestina, divieto di refoulement, tutela delle categorie vulnerabili e obbligo di identificazione. Inoltre la Libia è un Paese che non garantisce in alcun modo la protezione dei migranti sul suo territorio, anche in considerazione del fatto che non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra». (Sin/Zn/Adnkronos)
SIT-IN A CASTEL VOLTURNO,STOP LAVORO NERO, APPELLO A ISTITUZIONI
CASERTA, 19 GEN - Una manifestazione per dire basta allo sfruttamento, al lavoro nero. Un sit in, quello messo in atto da centinaia di immigrati a Castel Volturno, nel cuore della provincia di Caserta, per avere risposte: soprattutto dalle istituzioni. Così alcune centinaia di immigrati, per la maggior parte africani che vivono nel Casertano, a Castel Volturno, Casal di Principe, Aversa, Teano, ma anche nei confinanti comuni napoletani di Afragola, Pianura, S.Antimo hanno sostato per ore insieme con rappresentanti dei promotori dell'iniziativa per ottenere un incontro con il prefetto, Ezio Monaco ed il questore, Guido Longo. Un incontro, poi, ottenuto. Gli organizzatori, con un altoparlante sistemato su un camioncino hanno urlato i motivi della protesta: «Sollecitare le istituzioni ad adottare un provvedimento di regolarizzazione che possa, tra l'altro, far emergere dal lavoro nero e dalle condizioni di sfruttamento i migranti impegnati nell'agricoltura». «Il presidio di oggi a Caserta - ha spiegato Mimma D'Amico, del centro sociale ex Canapificio - è stato organizzato vista l'indifferenza dell'ufficio Immigrazione per rivendicare il diritto degli immigrati e rifugiati a ricevere la prenotazione del rinnovo e del rilascio del permesso di soggiorno». Una manifestazione, quella di oggi, che ha incassato segnali positivi: innanzitutto la disponibilità mostrata del prefetto, Ezio Monaco e dal questore Guido Longo, ad accelerare le pratiche dei rinnovi dei permessi di soggiorno che riguardano gli immigrati e i tanti richiedenti asilo e rifugiati. Ma anche sollecitazioni al ministro dell'Interno, Roberto Maroni - che domani pomeriggio presiederà un nuovo vertice delle Forze dell'ordine e della magistratura nella Prefettura di Caserta - per un provvedimento di estensione della regolarizzazione e l'applicazione dell'articolo 18, che dà la possibilità del rilascio di un permesso di soggiorno a chi viene sfruttato e si trova a denunciare il datore di lavoro. Questo in sintesi, secondo quanto riferito da Mimma D'Amico, del centro Sociale 'Ex Canapificiò e da suor Rita Giarretta, della casa di Rut, l'esito dell'incontro con il prefetto ed il questore di Caserta. «I problemi di migranti e rifugiati - secondo suor Rita - devono essere risolti a livello centrale. Bisogna dotare le periferie di strumenti adatti ed adeguati per fare emergere chi è in condizioni di vulnerabilità e portarli all'emersione, affinchè diventino portatori di diritti». «Il problema sta nell'ordinamento, senza un ordinamento adeguato il problema non si risolve», ha sottolineato il sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti. Intanto la Regione Campania oggi ha approvato la legge sull'immigrazione: pari opportunità di accesso al sistema di tutela e di garanzia di cui godono i cittadini italiani; misure speciali volte a colmare la situazione di svantaggio; garanzia dei diritti fondamentali per tutti, indipendentemente dalla posizione giuridica, prevenendo e rimuovendo ogni forma di razzismo e xenofobia, gli elementi principali. (ANSA).
CAGLIARI, ARRESTATI 4 SENEGALESI IRREGOLARI
Cagliari, 19 gen. - (Adnkronos) - Quattro senegalesi che non avevano ottemperato ad altrettanti decreti di espulsione sono stati arrestati a Cagliari dai carabinieri della compagnia locale. Nello specifico i militari hanno perquisito un appartamento a Pirri (Cagliari) dove alloggiavano dieci senegalesi. Quattro, quindi, sono risultati irregolari. Processati per direttissima tutti hanno ottenuto il rinvio a giudizio per la concessione dei termini a difesa. (Zsa/Pn/Adnkronos)
SBARCHI IN SALENTO,DUE MIGRANTI GETTATI A MARE
TRICASE (LECCE), 18 GEN - Tornano gli sbarchi nel Sud Salento, dopo anni nei quali il fenomeno era praticamente scomparso: 17 extracomunitari, afghani e iraniani (16 uomini e una donna), sono stati trovati da carabinieri e guardia di finanza nel sud Salento lungo la costa tra la marina di Patù e Torre Vado, nel territorio di Morciano di Leuca. Per due di loro è stato necessario il controllo dei sanitari dell'ospedale di Tricase, perchè sarebbero stati gettati in mare dagli scafisti, riportando escoriazioni e ferite lacero-contuse. Un primo gruppo di dieci maschi adulti è stato trovato dai carabinieri della Compagnia di Tricase in località San Gregorio; gli altri sette, tra i quali i due feriti e la donna, sono stati scoperti dalla guardia di finanza della Compagnia di Otranto a Torre Vado.(ANSA)
Il blog di Gabriele Del Grande. Quattro anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
24 January 2010
21 January 2010
Cassazione: no alle espulsioni di chi ha i figli in Italia
ROMA, 20 GEN - La Cassazione dice 'nò ai giudici che negano agli immigrati irregolari presenti in Italia, e genitori di figli minori, l'autorizzazione a prolungare la loro permanenza nel nostro paese per stare a fianco ai bambini. In particolare la Suprema Corte ha accolto il ricorso di un immigrato irregolare africano, padre di due bambini, al quale la Procura del tribunale per i minorenni di Milano aveva revocato l'autorizzazione temporanea a prolungare di due anni la sua permanenza in Italia per restare stare accanto ai figli. Per la Cassazione non c'è dubbio che «per un minore, specie se in tenerissima età, subire l'allontanamento di un genitore, con conseguente impossibilità di avere rapporti con lui e di poterlo anche soltanto vedere, costituisca un sicuro danno che può porre in serio pericolo uno sviluppo psicofisico armonico e compiuto».
La Cassazione sottolinea inoltre che concedendo agli immigrati irregolari, genitori di minori, una simile autorizzazione, non si corre il rischio che «l'interesse del minore, alla crescita armonica, venga strumentalizzato al solo fine di legittimare la presenza di soggetti privi dei requisiti dovuti per la permanenza in Italia». In proposito - con la sentenza 823 della Prima Sezione Civile - la Cassazione rileva che l'articolo 31 del testo unico sull'immigrazione «riconosce allo straniero adulto la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno, necessariamente temporaneo o non convertibile in permesso per motivi di lavoro». Così i supremi giudici hanno accolto il ricorso di Chaouch N. autorizzandolo «a permanere in Italia per due anni per assistere i figli minori» come aveva già stabilito in primo grado il Tribunale dei minorenni di Milano. A supporto della sua decisione la Cassazione ricorda che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, approvata a Nizza il 7 dicembre del 2000, tutela, tra l'altro, la vita familiare e in particolare il rapporto genitori-figli. Infine i magistrati di legittimità rilevano che i permessi di permanenza temporanea hanno l'obiettivo di assicurare «una incisiva protezione del diritto del minore alla famiglia e a mantenere rapporti continuativi con entrambi i genitori». Nella sentenza non è specificato se il genitore in questione fosse presente irregolarmente in Italia fin dal momento del suo ingresso nel nostro paese o se avesse un permesso di soggiorno scaduto. Non è inoltre specificato se i suoi figli avessero anche una madre in grado di occuparsi di loro, elemento peraltro ininfluente dal momento che la Cassazione afferma il diritto dei minori ad avere rapporti stabili con entrambe le figure genitoriali. (ANSA)
La Cassazione sottolinea inoltre che concedendo agli immigrati irregolari, genitori di minori, una simile autorizzazione, non si corre il rischio che «l'interesse del minore, alla crescita armonica, venga strumentalizzato al solo fine di legittimare la presenza di soggetti privi dei requisiti dovuti per la permanenza in Italia». In proposito - con la sentenza 823 della Prima Sezione Civile - la Cassazione rileva che l'articolo 31 del testo unico sull'immigrazione «riconosce allo straniero adulto la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno, necessariamente temporaneo o non convertibile in permesso per motivi di lavoro». Così i supremi giudici hanno accolto il ricorso di Chaouch N. autorizzandolo «a permanere in Italia per due anni per assistere i figli minori» come aveva già stabilito in primo grado il Tribunale dei minorenni di Milano. A supporto della sua decisione la Cassazione ricorda che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, approvata a Nizza il 7 dicembre del 2000, tutela, tra l'altro, la vita familiare e in particolare il rapporto genitori-figli. Infine i magistrati di legittimità rilevano che i permessi di permanenza temporanea hanno l'obiettivo di assicurare «una incisiva protezione del diritto del minore alla famiglia e a mantenere rapporti continuativi con entrambi i genitori». Nella sentenza non è specificato se il genitore in questione fosse presente irregolarmente in Italia fin dal momento del suo ingresso nel nostro paese o se avesse un permesso di soggiorno scaduto. Non è inoltre specificato se i suoi figli avessero anche una madre in grado di occuparsi di loro, elemento peraltro ininfluente dal momento che la Cassazione afferma il diritto dei minori ad avere rapporti stabili con entrambe le figure genitoriali. (ANSA)
20 January 2010
15 January 2010
Brevi dalla frontiera n°24
IMMIGRATO MUORE A SAN VITTORE PER INALAZIONE GAS. AVEVA PARTECIPATO ALLE RIVOLTE NEL CIE
MILANO, 16 GEN - Un detenuto nordafricano è morto la notte scorsa nel carcere milanese di San Vittore a causa, a quanto si è appreso, dell'inalazione del gas di una bomboletta da campeggio con cui si cucina nelle celle. Mohammed El Abbouby aveva partecipato alla rivolta che si era verificata al Cie (Centro identificazione ed espulsione) di via Corelli a Milano con altre 12 persone poi arrestate e condannate. Il Comitato antirazzista di Milano, con i suoi avvocati, parla apertamente di suicidio, mentre, in ambienti dell'Amministrazione penitenziaria si ipotizza anche che l'immigrato, come accaduto in altri casi in passato, abbia inalato il gas per perdere temporaneamente conoscenza e che ciò gli sia stato letale. Gli mancava, infatti, da scontare solo un mese. L'uomo è stato trovato vivo, ma non sono serviti i tentativi di salvarlo ed è morto in ospedale. Il Comitato considera El Abbouby «l'ennesima vittima del razzismo di uno stato che semina morte in ogni dove, in nome della democrazia imperialista che rappresenta». «Speriamo almeno - è scritto in un comunicato - che la sua morte possa servire a riscaldare i cuori e gli animi di coloro che, forse divorati dall'assuefazione, ritengono ancora che la lotta contro i Cie assuma un senso poco più che simbolico, o che sia una battaglia specifica, proprietà politica di una qualche parrocchia in cerca di gloria o rappresentanza». Il Comitato ricorda inoltre che il 19 gennaio, in Tribunale a Milano, si terrà l'udienza per quattro immigrati protagonisti di un'altra rivolta in via Corelli. «Facciamo in modo - conclude il Comitato - che il nostro compagno non sia morto invano e che sia davvero una giornata di lotta. Dedichiamo quella giornata a Mohamed El Abbouby».
SAVE THE CHILDREN;ITALIA RINUNCI RESPINGIMENTI IN ITALIA NEL 2009 GIUNTI 6.587 MINORI SOLI
ROMA, 17 GEN - Servono modifiche normative in tema di immigrazione per assicurare in Italia protezione, accoglienza e cittadinanza piena ai minori migranti: 862.453 i residenti e 6587 giunti soli nel corso del 2009; a partire dalla rinunzia ai respingimenti verso la Libia. Lo dichiara Save the children in occasione della 96esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, dedicata quest'anno a «il minore Migrante e Rifugiato, una speranza per il futuro». Save the Children sottolinea come siano ancora molti i provvedimenti che l'Italia deve adottare e le azioni da intraprendere per garantire un'adeguata accoglienza e protezione ai minori stranieri, siano essi già presenti sul territorio italiano oppure in arrivo, e per riconoscere la cittadinanza italiana ai minori cosiddetti di seconda generazione, nati o cresciuti nel nostro paese. L'organizzazione internazionale, che martedì alle 14.00 sarà ascoltata dal Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, punta il dito contro i rinvii verso la Libia effettuati dall'Italia, il sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, le nuove norme del «pacchetto sicurezza», la normativa in materia di cittadinanza. Secondo Save the Children va impedito il rinvio verso la Libia dei migranti rintracciati in acque internazionali. «Tali operazioni, iniziate a maggio 2009 - spiega l'organizzazione - si svolgono senza procedere ad alcun tipo di valutazione sullo status delle persone che si trovano a bordo delle imbarcazioni che tentano di raggiungere le coste italiane. Di conseguenza c'è la possibilità che vengano rinviati in Libia anche bambini e adolescenti, come di fatto nei mesi scorsi è accaduto». «Questa politica costituisce una grave violazione dei diritti umani fondamentali dei migranti, e dei minori in particolare, in contrasto con quanto previsto dalla normativa nazionale, comunitaria ed internazionale in materia di contrasto all'immigrazione clandestina, divieto di refoulement, tutela delle categorie vulnerabili e obbligo di identificazione». (ANSA)
1 MARZO, NO AL RAZZISMO MA SENZA SCIOPERO/ANSA SU FACEBOOK GIÀ 40 MILA ADESIONI ALLA GIORNATA DI PROTESTA
MILANO, 17 GEN - Lo sciopero vero e proprio probabilmente non ci sarà ma il primo marzo in diverse città italiane gli immigrati scenderanno in piazza per rendere visibile il loro peso nella vita economica e sociale del Paese. Lo stesso succederà in Francia, in Spagna e probabilmente anche in Grecia, sull'onda di una mobilitazione veicolata da Internet, «per dire no - come si legge nel manifesto dell'iniziativa presentato oggi dagli organizzatori - alle politiche locali e nazionali di rifiuto ed esclusione» e al «razzismo istituzionale». L'idea è nata proprio in Francia, dove il prossimo primo marzo dalle 12 alle 14 gli immigrati insceneranno dei sit in davanti ai municipi, per «protestare contro le politiche sull' immigrazione promosse dal governo» spiega la responsabile del movimento francese Nadia Lamarkbi, oggi a Milano per la presentazione dell'analoga iniziativa italiana 'Primo Marzo 2010, 24 ore senza di noì. «Su Facebook il gruppo ha raccolto in un mese 40mila adesioni, e in diverse città di tutta Italia si stanno moltiplicando comitati locali, per ora siamo a quota 17» spiega la presidente del comitato organizzatore Stefania Ragusa. «Il nostro obiettivo - continua la Ragusa - è far vedere che non ci sono noi e loro, che le nostre vite sono già mescolate». Sciopero bianco, astensione dai consumi, adesione simbolica indossando il fiocco giallo, scelto come colore dell'iniziativa: sono alcune delle forme di protesta prese in considerazione, nella consapevolezza della difficoltà di proclamare un vero e proprio sciopero, come era nei propositi iniziali del movimento. «Noi riteniamo che oggi in Italia si debba sostenere questa giornata di sensibilizzazione ma non proclameremo lo sciopero» ha affermato Giovanni Minali, membro della segreteria della Cgil Lombardia, che insieme alla Cisl darà il sostegno alle iniziative che il movimento metterà in atto sul territorio. «A Milano ad esempio l'intenzione è far vedere dove e come lavorano gli immigrati, spesso senza alcuna tutela, dall' ortomercato ai cantieri dell'hinterland» anticipa Minali. Ma il fermento nelle comunità straniere è notevole: «Per quanto mi riguarda quel giorno abbasserò la saracinesca del mio negozio e non manderò i miei figli a scuola, e inviterò amici e parenti a fare altrettanto» assicura Najat Tantaoui, 30enne nordafricana, titolare di un internet point a Cinsello Balsamo, che dice convinta che «per mettere fine alle discriminazioni, gli immigrati devono impegnarsi in prima prima persona». (ANSA)
TRATTA BRACCIANTI, ALTRI 5 ARRESTI
PESCARA, 16 GEN - Nell'ambito dell'operazione «Lavoro pulito», i carabinieri di Penne hanno rintracciato e arrestato altri cinque indagati coinvolti nel favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina, per la quale il 14 dicembre scorso erano state arrestate 66 persone in varie località italiane. Gli arrestati sono Sami Akkari, 36 anni, e Riadh Akare (39), entrambi tunisini domiciliati a Cantù (Como), Jlassi Tarek (31), di Saltara (Pesaro-Urbino), Nader Ben Ahmed Zhioua (35), di Viadana (Mantova), e Abdelali Hzoum (40), di Camerano (Ancona). L'operazione - coordinata dalla procura della Repubblica di Pescara - ha permesso di scoprire un sodalizio criminale con ramificazioni in 23 province italiane ed in Paesi esteri dedito al reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento di extracomunitari costretti a lavorare in condizioni disumane. All'operazione odierna hanno partecipato i carabinieri delle Compagnie di Osimo, Cantù e Fano. (ANSA)
VIMINALE, NELLA SETTIMANA RIMPATRIATI 31 CLANDESTINI
Roma, 16 gen. - Nel corso di questa settimana sono stati rimpatriati, con diversi voli charter, 31 extracomunitari clandestini soprattutto marocchini, tunisini e algerini, rintracciati sul territorio nazionale. Lo rende noto in Viminale in un comunicato. (Sin/Zn/Adnkronos)
15/ENNE AFGHANO IN UNA VALIGIA IN PORTO BARI. GRECO ARRESTATO PER FAVOREGGIAMENTO IMMIGRAZIONE
BARI, 16 GEN - BARI, 16 GEN - Ha nascosto due ragazzi di 15 e 17 anni, di origine afghana, nella sua auto, il più piccolo addirittura in una valigia, per farli entrare clandestinamente in Italia ma è stato arrestato nel porto di Bari dalla polizia di frontiera. Si tratta di Alexandros Lepesiotis, un cittadino greco di 42 anni, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'uomo, alla guida di una Peugeot 207, era appena sbarcato dalla motonave 'Sea Tradè. Quando gli agenti hanno perquisito al sua auto, hanno trovato il più piccolo dei clandestini in una valigia sistemata nel bagagliaio e l'altro sotto le fodere di rivestimento del sedile posteriore sulle quali erano state successivamente sistemate delle coperte. I due ragazzi, di origini afghane, sono stati soccorsi e sono in buono stato di salute nonostante abbiano trascorso in auto tutto il tempo della traversata in mare. Per raggiungere l'Italia, uno dei due minorenni ha raccontato agli investigatori di aver pagato la somma di 2.600 euro a un connazionale in Grecia, mentre l'altro ha detto di aver lavorato come domestico per tre mesi al servizio di uno sconosciuto di origini afghane il quale, come compenso, gli ha organizzato il viaggio in Italia. I ragazzi, senza documenti, sono stati affidati al personale che collabora con l'assessorato al Welfare del Comune di Bari. Entrambi sono stati trasferiti in una comunità di Noicattaro. (ANSA)
MISSIONE 'CHRONOS' DA APRILE NEL MEDITERRANEO
LA VALLETTA(MALTA)16 GEN - I pattugliamenti della Unione europea, intesi a contrastare l'influsso dell' immigrazione clandestina nel mediterraneo, ricominceranno il prossimo aprile con un mandato di proseguire fino ad ottobre. DenominatòChronos', invece di Nautilus come era stato definito nei scorsi quattro anni dall'agenzia Frontex, i pattugliamenti nel canale di Sicilia avranno bisogno di risorse marittime ed aeree dei Paesi membri. Secondo il Capo della Frontex Ilka Laitinen che ha comunicato con il governo de La Valletta, l'Ue stanzierà più soldi e risorse, ma dipenderà dalla disponibilità di tutti gli stati membri della Ue a contribuire alla missione Chronos. Nonostante gli sforzi della Commissione Ue e Frontex durante il 2009, e stata scarsa la partecipazione dei membri Ue alla missione Nautilus. Solo la Germania ha risposto con maggior impegno alla missione con due elicotteri, ed il Lussemburgo che ha inviato un aereo di ricognizione. Secondo Laitenen, quest' anno la Frontex avra il compito di assistere tutti i paesi per il rimpatrio degli immigrati irregolari, mentre ha avvisato il governo maltese che l'Ue sarà molto impegnato con Tripoli per fare chiudere una volta per tutte le rotte del traffico degli immigrati.(ANSA)
PERMESSI SOGGIORNO MIGRARE:«RICOVERATA PORTAVOCE IN SCIOPERO FAME»
Roma, 16 gen - L'Associazione Migrare rende noto che «questa mattina, alle 13, la propria Segretaria e Portavoce Shukri Said è stata ricoverata presso la clinica Madonna della Fiducia di Roma su prescrizione del professor Antonio Ingratta e del dottor Biagio Di Girolamo per gli effetti dello sciopero della fame al quale ha aderito per ottenere il rispetto dei termini di legge nel rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno agli immigrati e per l'estensione della sanatoria di colf e badanti agli altri lavoratori presenti sul territorio nazionale al momento del varo del reato di clandestinità: una battaglia per la legalità avviata dal 13 dicembre da Gaoussou Ouattarà, membro della Giunta dei Radicali italiani con altri trecento immigrati ed dal quale Shukri Said ha preso il testimone lo scorso primo gennaio senza ancora alcuna risposta da parte del Ministro Maroni»
4-5 MILA EURO PER PERMESSO COME FALSO BADANTE SCOPERTA ORGANIZZAZZIONE A NAPOLI; 33 PERSONE DENUNCIATE
NAPOLI, 16 GEN - Scoperta e smantellata a Napoli un'organizzazione che, in cambio di denaro, favoriva il rilascio di permessi di soggiorno a clandestini che dichiaravano falsamente di essere domestici o badanti di un portatore di handicap. Le persone denunciate sono 33, 23 extracomunitari e 10 italiani. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata a favorire l'immigrazione clandestina, truffa aggravata e continuata, falsità e sostituzione di persona. L'operazione è stata condotta dagli agenti del commissariato di San Giovanni-Barra di Napoli. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a capo dell'organizzazione c'era una donna incensurata di 52 anni. Il prezzo che un extracomunitario pagava era di 4-5 mila euro. I cittadini stranieri, per lo più provenienti dal Bangladesh, risultavano assunti da falsi datori di lavoro, facenti parte di nuclei familiari dove era presente un portatore di handicap. Secondo la questura di Napoli, il numero delle persone coinvolte nell'organizzazione, è destinato a crescere, in quanto l'indagine è estesa anche nel Lazio. La truffa scoperta dalla polizia, stava rimpiazzando il sistema utilizzato molto spesso in passato, ossia dei 'matrimoni strumentalì tra stranieri e cittadini italiane, finalizzati ad acquisire la cittadinanza. (ANSA)
NUOVO INTERVENTO ALL'ORECCHIO PER AGENTE MORSO DA IMMIGRATO DURANTE RIMPATRIO
MODENA, 16 GEN - Dovrà subire un nuovo intervento chirurgico perdendo parte dell'orecchio Fedriano Forlani, l'ispettore di polizia aggredito a morsi l'8 gennaio a Lagos (Nigeria) da un immigrato che gli aveva staccato il lobo e che era stato rimpatriato sotto scorta insieme a un gruppo di extracomunitari. Lo ha reso noto l'avvocato e consigliere regionale Enrico Aimi (An-Pdl), precisando di aver parlato con Forlani a Modena, dove l'ispettore presta servizio in Questura. Il poliziotto si era fatto subito medicare nello scalo nigeriano, ma senza farsi operare e, conservando sotto ghiaccio il lobo staccato, era rientrato in Italia: era stato soccorso d'urgenza dai medici di turno nella piccola sala operatoria dell'aeroporto romano di Fiumicino, che gliel'avevano reinnestato con un intervento chirurgico durato oltre un'ora. Ora però, afferma Aimi, l'ispettore Forlani «perderà una parte dell'orecchio. Vano è risultato infatti il tentativo dei medici di operarlo a Roma: dovrà essere nuovamente sottoposto a intervento chirurgico di ricostruzione del lobo a causa del rigetto». «Ho parlato con Forlani - ha aggiunto - e nonostante tutto l'ho trovato molto sereno, anche se la notizia appena ricevuta dai sanitari non è di quelle che vorresti mai sentirti comunicare». (ANSA)
GIUNTA CAMPANIA, 18.5MLN PER CONTRASTO DEGRADO CASTELVOLTURNO E EBOLI
NAPOLI, 15 GEN - La giunta regionale della Campania - su proposta del presidente Antonio Bassolino e degli assessori alle Politiche sociali Lilly De Felice, al Lavoro Corrado Gabriele, alle Attività produttive Riccardo Marone e all'Agricoltura Gianfranco Nappi - ha deliberato un pacchetto di misure di contrasto alle condizioni di degrado socio-economico dei migranti presenti in Campania. L'obbiettivo è potenziare i servizi sociali, il trasporto locale, e le opportunità di lavoro presenti sul territorio e, in particolare, nelle aree di Castelvolturno e di Eboli. L'importo totale stanziato per finanziare gli interventi di welfare e sviluppo è di 18,5 milioni di euro, che potranno via via essere incrementati attraverso risorse a valere sul FAS.(ANSA)
CORTE EUROPEA: IL 19 SENTENZA SU RESPINGIMENTI 2005 IN LIBIA
ROMA, 11 GEN - Il 19 gennaio è prevista una «sentenza decisiva» della Corte Europea dei diritti umani sui respingimenti di migranti in Libia. Lo dice Anton Giulio Lana, consigliere dell'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo e coordinatore del pool di giuristi che ha curato i ricorsi alla Corte di Strasburgo per i respingimenti di 87 migranti provenienti da vari paesi, avvenuti nel corso del 2005. «Già nel maggio di quell'anno - ricorda Lana - con una misura cautelare provvisoria, la Corte aveva bloccato l'espatrio in Libia di altri 11 migranti rinchiusi nel centro di Lampedusa, riscontrando la seria possibilità che in quello Stato non venissero rispettati gli standard minimi in materia di diritti umani. Per ora possiamo solo ipotizzare che la sentenza definitiva possa esprimere un analogo orientamento negativo». Secondo Lana, «in ogni caso si tratterà di un pronunciamento molto importante anche per quanto concerne i più recenti respingimenti avvenuti a partire dal maggio del 2009 e contro i quali abbiamo presentato analogo ricorso a Strasburgo.» Il consigliere dell' Unione Forense sottolinea che è la prima volta che la Corte si pronuncia formalmente in materia di espatri verso un paese terzo rispetto a quelli di origine dei migranti: «La posizione della Corte avrà comunque riflessi sulle politiche dei governi nazionali, non solo in Italia ma anche negli altri paesi dove sono stati messi in atto respingimenti collettivi, come per esempio la Spagna e la Grecia». (ANSA)
CROTONE, POLIZIA ARRESTA 9 DA ROSARNO
Crotone, 12 gen. - (Adnkronos) - La Polizia ha arrestato nove immigrati trasferiti da Rosarno al Centro di prima accoglienza Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto, in seguito ai controlli sulla loro posizione in Italia. Nei loro confronti era già stato emesso un decreto di espulsione ma si trovavano ancora sul territorio nazionale. Tre sono stati arrestati l'altro ieri e sei nella giornata di ieri. Si tratta di un marocchino, quattro ghanesi, tre mauritani e un liberiano. Il Tribunale di Crotone ha convalidato l'arresto questa mattina e disposto l'espulsione. (Ink/Col/Adnkronos)
ROSARNO:SOLO 4 IMMIGRATI ANCORA A CROTONE,400 CERCANO LAVORO
ISOLA CAPO RIZZUTO (CROTONE), 12 GEN - Dei 420 immigrati trasferiti da Rosarno al Centro d'accoglienza - Cara, crotonese, solo 4 sono richiedenti asilo politico e quindi rimasti all'interno della struttura. Tutti gli altri, in possesso di regolare permesso di soggiorno, sono partiti alla ricerca di lavoro e amici nelle principali città italiane. Solo in 20 saranno trasferiti in giornata nei Cie di Lamezia e Bari. Sono attualmente 682 gli ospiti presenti nel Centro di S.Anna, in prevalenza di nazionalità irachena, afgana e turca.(ANSA).
MARONI, ROSARNO SIA DI LEZIONE ORA SI FERMI LAVORO NERO
Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - «Pensare di avere risolto quella suiruazione con il manganello significa non aver capito la lezione di Rosarno». Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervistato dal 'Messaggerò, spiega quale sia la lezione da trarre da quanto accaduto nella cittadina calabrese. «Ci sono due modi per affrontare questo tipo di emergenze - dice - Il primo è intervenire con la polizia per ristabilire la calma. Ma il problema si risolve solo temporaneamente». C'è poi un modo «più costruttivo», chiarisce il ministro, «un intervento complessivo che da una parte garantisca che i irregolari devono essere espulsi e dall'altra stabilisca che coloro che hanno titolo per restare , cioè gli immifrati regolari e i richiedenti asilo , abbiano condizioni degne di un essere umano». La questione fondamentale diventa la lotta al lavoro nero. Alcuni imprenditori agricoli della zona, infatti, riferisce Maroni, dicono che «costa troppo mettere in regola gli immigrati» e dunque «la morale in quella zona è che siccome costa troppo assumono in nero. Non si può più tollerare questo» ribadisce il ministro. Lo strumento per combattere il fenomeno «esiste e si chiama 'voucher ', cioè 'buono lavorò, ideato per il pagamento del lavoro occasionale introdotto dalla Legge Biagi: ha un costo minimo che sopportano i datori di lavoro per mettere in regola queste persone». L'utilizzo del voucher, precisa il ministro «è già richiesto dalla legge» e annuncia «martedì al Senato lancerò un appello a tutte le componenti delle istituzioni a livello centrale e locale, affinchè si abbandoni la polemica e si faccia uno sforzo comune». E riguardo alla possibile presenza della 'ndrangheta dietro i fatti di Rosarno, Maroni conclude: «Non escludo che ci sia la criminalità organizzata ma lasciamo il tempo ai magistrati di decifrare i fatti». Negli ultimi due anni, ha ricordato Maroni, sono stati rimpatriati 42.595 irregolari e, anche per effetto dell'entrata in vigore degli accordi con la Libia, gli sbarchi sulle coste italiane sono calati del 90%. (Rre/Col/Adnkronos)
ROSARNO, FERITI SARANNO ACCOLTI A RIACE
Reggio Calabria, 11 gen. - (Adnkronos) - Saranno accolti a Riace, il borgo del reggino divenuto noto per l'integrazione degli extracomunitari con la popolazione, gli immigrati feriti durante gli scontri di Rosarno che saranno dimessi dall'ospedale di Polistena. «Abbiamo predisposto le strutture che ci sono a disposizione per accoglierli», spiega all'ADNKRONOS il sindaco di Riace, Domenico Lucano. «Mi sorprende -aggiunge- che si parli con tanta meraviglia dell'esperienza di Riace. Per noi è normale sostenere una persona che chiede di essere aiutata, e ci siamo adoperati per accogliere gli immigrati del nostro comune in quello che chiamo 'strategia territoriale dello sviluppò. Si tratta -aggiunge ancora il sindaco- di riempire i centri storici calabresi che sono diventati contenitori vuoti. Abbiamo consentito agli immigrati di abitare le case vuote e poi abbiamo immaginato il dopo, cercando di capire come la comunità straniera si poteva integrare e come potesse rivelarsi un'opportunità anche per la popolazione. Abbiamo salvato la scuola, tant'è che oggi sono più i bambini immigrati che quelli di Riace ma per loro non è un problema convivere perchè non sono come gli adulti, il loro atteggiamento è spontaneo. Gli extracomunitari adulti lavorano nell'edilizia e nell'artigianato, e alcuni sono impiegati in alcune fabbriche vicine». (Ink/Gs/Adnkronos)
COLDIRETTI, NEI CAMPI OLTRE 90MILA EXTRACOMUNITARI REGOLARI
Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - Sono oltre 90 mila gli extracomunitari regolari che raccolgono le fragole nel veronese, le mele in Trentino, la frutta in Emilia Romagna e l'uva in Piemonte, fino agli allevamenti in Lombardia dove a svolgere l'attività di «bergamini» sono soprattutto gli indiani. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, la Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti, divulgata in occasione dei drammatici fatti di Rosarno. Nell'indagine si evidenzia peraltro che «con circa il 10 per cento di extracomunitari sul totale dei lavoratori agricoli, la presenza di immigrati è una componente strutturale dell'agroalimentare». Nelle campagne italiane, lavorano regolarmente circa 90mila immigrati extracomunitari, dei quali circa 15mila con contratti a tempo indeterminato, che «contribuiscono in modo strutturale e determinante -comunica nella nota la Coldiretti- all'economia agricola del paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del made in Italy alimentare nel mondo». Secondo gli archivi Inps, gli extracomunitari impegnati nei campi italiani appartengono a 155 diverse nazionalità e sono molti i distretti agricoli dove i lavoratori immigrati «sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale». Sono infine circa 30mila le aziende agricole italiane che, informa la Coldiretti, assumono lavoratori extracomunitari albanesi, indiani, marocchini, tunisini e macedoni. (Add/Ct/Adnkronos)
ROSARNO: DEPUTATI PD, NOVE IMMIGRATI TRASFERITI AL CIE BARI
BARI, 11 GEN - I deputati del Pd Dario Ginefra e Pina Picierno, insieme con due esponenti della Caritas di Castel Volturno (Caserta) e col parroco della chiesa barese di San Sabino, don Angelo Cassano, hanno visitato il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e il Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Bari, dopo il trasferimento da Rosarno (Reggio Calabria) al Cara di Bari di 324 immigrati. Secondo quanto riferito da Ginefra, 147 dei 324 immigrati sono muniti di permesso di soggiorno e 110 di loro sono stati accompagnati alla stazione ferroviaria di Bari. Non si sa dove si recheranno e teoricamente potrebbero anche tornare a Rosarno. Nove immigrati, privi di permesso di soggiorno, sono stati trasferiti invece al Cie; si sta esaminando la posizione di uno di loro perchè sembra abbia beneficiato di una sanatoria. Al Cie, ha aggiunto Ginefra, sono in corso lavori di manutenzione che erano stati sollecitati nei mesi scorsi con interrogazioni parlamentari e una lettera al Prefetto di Bari, Carlo Schilardi. In una nota Picierno chiede al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, di concedere il permesso di soggiorno alle «vittime di sfruttamento condotti nei Cie», definendo «strumentale» il modo con cui la vicenda è stata gestita. (ANSA).
ISTAT: IMMIGRATI, NEL 2008 40MILA DIVENTATI ITALIANI
ROMA, 12 GEN - Tra i motivi di concessione della cittadinanza, il contributo maggiore è dato dalle richieste per matrimonio con cittadino italiano (63,2%), mentre le richieste per residenza, che negli anni passati rappresentavano una modalità residuale, hanno fatto registrare un forte incremento nel 2008. Gli oltre due milioni di permessi di soggiorno validi nel 2007 sono stati rilasciati in prevalenza nelle regioni del Centro-Nord (88,1%) e in particolare del Nord (63%), dove si registrano anche i maggiori incrementi nel periodo 2001-2007: 57,3% nelle regioni del Nord-ovest e 64,8% nel Nord-est. La distribuzione percentuale del fenomeno vede la massima concentrazione in Lombardia (24,2% dei permessi di soggiorno rilasciati), seguita a considerevole distanza dal Veneto (11,6%) e dal Lazio (11,4%). Anche nel caso delle richieste di cittadinanza la concentrazione maggiore si rileva nelle regioni del Nord-est, seguite però a poca distanza da quelle del Mezzogiorno; le regioni con la più elevata incidenza sono il Molise, la Valle d'Aosta e la Sardegna.(ANSA)
Tutte le notizie su Rosarno della settimana precedente
MILANO, 16 GEN - Un detenuto nordafricano è morto la notte scorsa nel carcere milanese di San Vittore a causa, a quanto si è appreso, dell'inalazione del gas di una bomboletta da campeggio con cui si cucina nelle celle. Mohammed El Abbouby aveva partecipato alla rivolta che si era verificata al Cie (Centro identificazione ed espulsione) di via Corelli a Milano con altre 12 persone poi arrestate e condannate. Il Comitato antirazzista di Milano, con i suoi avvocati, parla apertamente di suicidio, mentre, in ambienti dell'Amministrazione penitenziaria si ipotizza anche che l'immigrato, come accaduto in altri casi in passato, abbia inalato il gas per perdere temporaneamente conoscenza e che ciò gli sia stato letale. Gli mancava, infatti, da scontare solo un mese. L'uomo è stato trovato vivo, ma non sono serviti i tentativi di salvarlo ed è morto in ospedale. Il Comitato considera El Abbouby «l'ennesima vittima del razzismo di uno stato che semina morte in ogni dove, in nome della democrazia imperialista che rappresenta». «Speriamo almeno - è scritto in un comunicato - che la sua morte possa servire a riscaldare i cuori e gli animi di coloro che, forse divorati dall'assuefazione, ritengono ancora che la lotta contro i Cie assuma un senso poco più che simbolico, o che sia una battaglia specifica, proprietà politica di una qualche parrocchia in cerca di gloria o rappresentanza». Il Comitato ricorda inoltre che il 19 gennaio, in Tribunale a Milano, si terrà l'udienza per quattro immigrati protagonisti di un'altra rivolta in via Corelli. «Facciamo in modo - conclude il Comitato - che il nostro compagno non sia morto invano e che sia davvero una giornata di lotta. Dedichiamo quella giornata a Mohamed El Abbouby».
SAVE THE CHILDREN;ITALIA RINUNCI RESPINGIMENTI IN ITALIA NEL 2009 GIUNTI 6.587 MINORI SOLI
ROMA, 17 GEN - Servono modifiche normative in tema di immigrazione per assicurare in Italia protezione, accoglienza e cittadinanza piena ai minori migranti: 862.453 i residenti e 6587 giunti soli nel corso del 2009; a partire dalla rinunzia ai respingimenti verso la Libia. Lo dichiara Save the children in occasione della 96esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, dedicata quest'anno a «il minore Migrante e Rifugiato, una speranza per il futuro». Save the Children sottolinea come siano ancora molti i provvedimenti che l'Italia deve adottare e le azioni da intraprendere per garantire un'adeguata accoglienza e protezione ai minori stranieri, siano essi già presenti sul territorio italiano oppure in arrivo, e per riconoscere la cittadinanza italiana ai minori cosiddetti di seconda generazione, nati o cresciuti nel nostro paese. L'organizzazione internazionale, che martedì alle 14.00 sarà ascoltata dal Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, punta il dito contro i rinvii verso la Libia effettuati dall'Italia, il sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, le nuove norme del «pacchetto sicurezza», la normativa in materia di cittadinanza. Secondo Save the Children va impedito il rinvio verso la Libia dei migranti rintracciati in acque internazionali. «Tali operazioni, iniziate a maggio 2009 - spiega l'organizzazione - si svolgono senza procedere ad alcun tipo di valutazione sullo status delle persone che si trovano a bordo delle imbarcazioni che tentano di raggiungere le coste italiane. Di conseguenza c'è la possibilità che vengano rinviati in Libia anche bambini e adolescenti, come di fatto nei mesi scorsi è accaduto». «Questa politica costituisce una grave violazione dei diritti umani fondamentali dei migranti, e dei minori in particolare, in contrasto con quanto previsto dalla normativa nazionale, comunitaria ed internazionale in materia di contrasto all'immigrazione clandestina, divieto di refoulement, tutela delle categorie vulnerabili e obbligo di identificazione». (ANSA)
1 MARZO, NO AL RAZZISMO MA SENZA SCIOPERO/ANSA SU FACEBOOK GIÀ 40 MILA ADESIONI ALLA GIORNATA DI PROTESTA
MILANO, 17 GEN - Lo sciopero vero e proprio probabilmente non ci sarà ma il primo marzo in diverse città italiane gli immigrati scenderanno in piazza per rendere visibile il loro peso nella vita economica e sociale del Paese. Lo stesso succederà in Francia, in Spagna e probabilmente anche in Grecia, sull'onda di una mobilitazione veicolata da Internet, «per dire no - come si legge nel manifesto dell'iniziativa presentato oggi dagli organizzatori - alle politiche locali e nazionali di rifiuto ed esclusione» e al «razzismo istituzionale». L'idea è nata proprio in Francia, dove il prossimo primo marzo dalle 12 alle 14 gli immigrati insceneranno dei sit in davanti ai municipi, per «protestare contro le politiche sull' immigrazione promosse dal governo» spiega la responsabile del movimento francese Nadia Lamarkbi, oggi a Milano per la presentazione dell'analoga iniziativa italiana 'Primo Marzo 2010, 24 ore senza di noì. «Su Facebook il gruppo ha raccolto in un mese 40mila adesioni, e in diverse città di tutta Italia si stanno moltiplicando comitati locali, per ora siamo a quota 17» spiega la presidente del comitato organizzatore Stefania Ragusa. «Il nostro obiettivo - continua la Ragusa - è far vedere che non ci sono noi e loro, che le nostre vite sono già mescolate». Sciopero bianco, astensione dai consumi, adesione simbolica indossando il fiocco giallo, scelto come colore dell'iniziativa: sono alcune delle forme di protesta prese in considerazione, nella consapevolezza della difficoltà di proclamare un vero e proprio sciopero, come era nei propositi iniziali del movimento. «Noi riteniamo che oggi in Italia si debba sostenere questa giornata di sensibilizzazione ma non proclameremo lo sciopero» ha affermato Giovanni Minali, membro della segreteria della Cgil Lombardia, che insieme alla Cisl darà il sostegno alle iniziative che il movimento metterà in atto sul territorio. «A Milano ad esempio l'intenzione è far vedere dove e come lavorano gli immigrati, spesso senza alcuna tutela, dall' ortomercato ai cantieri dell'hinterland» anticipa Minali. Ma il fermento nelle comunità straniere è notevole: «Per quanto mi riguarda quel giorno abbasserò la saracinesca del mio negozio e non manderò i miei figli a scuola, e inviterò amici e parenti a fare altrettanto» assicura Najat Tantaoui, 30enne nordafricana, titolare di un internet point a Cinsello Balsamo, che dice convinta che «per mettere fine alle discriminazioni, gli immigrati devono impegnarsi in prima prima persona». (ANSA)
TRATTA BRACCIANTI, ALTRI 5 ARRESTI
PESCARA, 16 GEN - Nell'ambito dell'operazione «Lavoro pulito», i carabinieri di Penne hanno rintracciato e arrestato altri cinque indagati coinvolti nel favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina, per la quale il 14 dicembre scorso erano state arrestate 66 persone in varie località italiane. Gli arrestati sono Sami Akkari, 36 anni, e Riadh Akare (39), entrambi tunisini domiciliati a Cantù (Como), Jlassi Tarek (31), di Saltara (Pesaro-Urbino), Nader Ben Ahmed Zhioua (35), di Viadana (Mantova), e Abdelali Hzoum (40), di Camerano (Ancona). L'operazione - coordinata dalla procura della Repubblica di Pescara - ha permesso di scoprire un sodalizio criminale con ramificazioni in 23 province italiane ed in Paesi esteri dedito al reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento di extracomunitari costretti a lavorare in condizioni disumane. All'operazione odierna hanno partecipato i carabinieri delle Compagnie di Osimo, Cantù e Fano. (ANSA)
VIMINALE, NELLA SETTIMANA RIMPATRIATI 31 CLANDESTINI
Roma, 16 gen. - Nel corso di questa settimana sono stati rimpatriati, con diversi voli charter, 31 extracomunitari clandestini soprattutto marocchini, tunisini e algerini, rintracciati sul territorio nazionale. Lo rende noto in Viminale in un comunicato. (Sin/Zn/Adnkronos)
15/ENNE AFGHANO IN UNA VALIGIA IN PORTO BARI. GRECO ARRESTATO PER FAVOREGGIAMENTO IMMIGRAZIONE
BARI, 16 GEN - BARI, 16 GEN - Ha nascosto due ragazzi di 15 e 17 anni, di origine afghana, nella sua auto, il più piccolo addirittura in una valigia, per farli entrare clandestinamente in Italia ma è stato arrestato nel porto di Bari dalla polizia di frontiera. Si tratta di Alexandros Lepesiotis, un cittadino greco di 42 anni, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'uomo, alla guida di una Peugeot 207, era appena sbarcato dalla motonave 'Sea Tradè. Quando gli agenti hanno perquisito al sua auto, hanno trovato il più piccolo dei clandestini in una valigia sistemata nel bagagliaio e l'altro sotto le fodere di rivestimento del sedile posteriore sulle quali erano state successivamente sistemate delle coperte. I due ragazzi, di origini afghane, sono stati soccorsi e sono in buono stato di salute nonostante abbiano trascorso in auto tutto il tempo della traversata in mare. Per raggiungere l'Italia, uno dei due minorenni ha raccontato agli investigatori di aver pagato la somma di 2.600 euro a un connazionale in Grecia, mentre l'altro ha detto di aver lavorato come domestico per tre mesi al servizio di uno sconosciuto di origini afghane il quale, come compenso, gli ha organizzato il viaggio in Italia. I ragazzi, senza documenti, sono stati affidati al personale che collabora con l'assessorato al Welfare del Comune di Bari. Entrambi sono stati trasferiti in una comunità di Noicattaro. (ANSA)
MISSIONE 'CHRONOS' DA APRILE NEL MEDITERRANEO
LA VALLETTA(MALTA)16 GEN - I pattugliamenti della Unione europea, intesi a contrastare l'influsso dell' immigrazione clandestina nel mediterraneo, ricominceranno il prossimo aprile con un mandato di proseguire fino ad ottobre. DenominatòChronos', invece di Nautilus come era stato definito nei scorsi quattro anni dall'agenzia Frontex, i pattugliamenti nel canale di Sicilia avranno bisogno di risorse marittime ed aeree dei Paesi membri. Secondo il Capo della Frontex Ilka Laitinen che ha comunicato con il governo de La Valletta, l'Ue stanzierà più soldi e risorse, ma dipenderà dalla disponibilità di tutti gli stati membri della Ue a contribuire alla missione Chronos. Nonostante gli sforzi della Commissione Ue e Frontex durante il 2009, e stata scarsa la partecipazione dei membri Ue alla missione Nautilus. Solo la Germania ha risposto con maggior impegno alla missione con due elicotteri, ed il Lussemburgo che ha inviato un aereo di ricognizione. Secondo Laitenen, quest' anno la Frontex avra il compito di assistere tutti i paesi per il rimpatrio degli immigrati irregolari, mentre ha avvisato il governo maltese che l'Ue sarà molto impegnato con Tripoli per fare chiudere una volta per tutte le rotte del traffico degli immigrati.(ANSA)
PERMESSI SOGGIORNO MIGRARE:«RICOVERATA PORTAVOCE IN SCIOPERO FAME»
Roma, 16 gen - L'Associazione Migrare rende noto che «questa mattina, alle 13, la propria Segretaria e Portavoce Shukri Said è stata ricoverata presso la clinica Madonna della Fiducia di Roma su prescrizione del professor Antonio Ingratta e del dottor Biagio Di Girolamo per gli effetti dello sciopero della fame al quale ha aderito per ottenere il rispetto dei termini di legge nel rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno agli immigrati e per l'estensione della sanatoria di colf e badanti agli altri lavoratori presenti sul territorio nazionale al momento del varo del reato di clandestinità: una battaglia per la legalità avviata dal 13 dicembre da Gaoussou Ouattarà, membro della Giunta dei Radicali italiani con altri trecento immigrati ed dal quale Shukri Said ha preso il testimone lo scorso primo gennaio senza ancora alcuna risposta da parte del Ministro Maroni»
4-5 MILA EURO PER PERMESSO COME FALSO BADANTE SCOPERTA ORGANIZZAZZIONE A NAPOLI; 33 PERSONE DENUNCIATE
NAPOLI, 16 GEN - Scoperta e smantellata a Napoli un'organizzazione che, in cambio di denaro, favoriva il rilascio di permessi di soggiorno a clandestini che dichiaravano falsamente di essere domestici o badanti di un portatore di handicap. Le persone denunciate sono 33, 23 extracomunitari e 10 italiani. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata a favorire l'immigrazione clandestina, truffa aggravata e continuata, falsità e sostituzione di persona. L'operazione è stata condotta dagli agenti del commissariato di San Giovanni-Barra di Napoli. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a capo dell'organizzazione c'era una donna incensurata di 52 anni. Il prezzo che un extracomunitario pagava era di 4-5 mila euro. I cittadini stranieri, per lo più provenienti dal Bangladesh, risultavano assunti da falsi datori di lavoro, facenti parte di nuclei familiari dove era presente un portatore di handicap. Secondo la questura di Napoli, il numero delle persone coinvolte nell'organizzazione, è destinato a crescere, in quanto l'indagine è estesa anche nel Lazio. La truffa scoperta dalla polizia, stava rimpiazzando il sistema utilizzato molto spesso in passato, ossia dei 'matrimoni strumentalì tra stranieri e cittadini italiane, finalizzati ad acquisire la cittadinanza. (ANSA)
NUOVO INTERVENTO ALL'ORECCHIO PER AGENTE MORSO DA IMMIGRATO DURANTE RIMPATRIO
MODENA, 16 GEN - Dovrà subire un nuovo intervento chirurgico perdendo parte dell'orecchio Fedriano Forlani, l'ispettore di polizia aggredito a morsi l'8 gennaio a Lagos (Nigeria) da un immigrato che gli aveva staccato il lobo e che era stato rimpatriato sotto scorta insieme a un gruppo di extracomunitari. Lo ha reso noto l'avvocato e consigliere regionale Enrico Aimi (An-Pdl), precisando di aver parlato con Forlani a Modena, dove l'ispettore presta servizio in Questura. Il poliziotto si era fatto subito medicare nello scalo nigeriano, ma senza farsi operare e, conservando sotto ghiaccio il lobo staccato, era rientrato in Italia: era stato soccorso d'urgenza dai medici di turno nella piccola sala operatoria dell'aeroporto romano di Fiumicino, che gliel'avevano reinnestato con un intervento chirurgico durato oltre un'ora. Ora però, afferma Aimi, l'ispettore Forlani «perderà una parte dell'orecchio. Vano è risultato infatti il tentativo dei medici di operarlo a Roma: dovrà essere nuovamente sottoposto a intervento chirurgico di ricostruzione del lobo a causa del rigetto». «Ho parlato con Forlani - ha aggiunto - e nonostante tutto l'ho trovato molto sereno, anche se la notizia appena ricevuta dai sanitari non è di quelle che vorresti mai sentirti comunicare». (ANSA)
GIUNTA CAMPANIA, 18.5MLN PER CONTRASTO DEGRADO CASTELVOLTURNO E EBOLI
NAPOLI, 15 GEN - La giunta regionale della Campania - su proposta del presidente Antonio Bassolino e degli assessori alle Politiche sociali Lilly De Felice, al Lavoro Corrado Gabriele, alle Attività produttive Riccardo Marone e all'Agricoltura Gianfranco Nappi - ha deliberato un pacchetto di misure di contrasto alle condizioni di degrado socio-economico dei migranti presenti in Campania. L'obbiettivo è potenziare i servizi sociali, il trasporto locale, e le opportunità di lavoro presenti sul territorio e, in particolare, nelle aree di Castelvolturno e di Eboli. L'importo totale stanziato per finanziare gli interventi di welfare e sviluppo è di 18,5 milioni di euro, che potranno via via essere incrementati attraverso risorse a valere sul FAS.(ANSA)
CORTE EUROPEA: IL 19 SENTENZA SU RESPINGIMENTI 2005 IN LIBIA
ROMA, 11 GEN - Il 19 gennaio è prevista una «sentenza decisiva» della Corte Europea dei diritti umani sui respingimenti di migranti in Libia. Lo dice Anton Giulio Lana, consigliere dell'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo e coordinatore del pool di giuristi che ha curato i ricorsi alla Corte di Strasburgo per i respingimenti di 87 migranti provenienti da vari paesi, avvenuti nel corso del 2005. «Già nel maggio di quell'anno - ricorda Lana - con una misura cautelare provvisoria, la Corte aveva bloccato l'espatrio in Libia di altri 11 migranti rinchiusi nel centro di Lampedusa, riscontrando la seria possibilità che in quello Stato non venissero rispettati gli standard minimi in materia di diritti umani. Per ora possiamo solo ipotizzare che la sentenza definitiva possa esprimere un analogo orientamento negativo». Secondo Lana, «in ogni caso si tratterà di un pronunciamento molto importante anche per quanto concerne i più recenti respingimenti avvenuti a partire dal maggio del 2009 e contro i quali abbiamo presentato analogo ricorso a Strasburgo.» Il consigliere dell' Unione Forense sottolinea che è la prima volta che la Corte si pronuncia formalmente in materia di espatri verso un paese terzo rispetto a quelli di origine dei migranti: «La posizione della Corte avrà comunque riflessi sulle politiche dei governi nazionali, non solo in Italia ma anche negli altri paesi dove sono stati messi in atto respingimenti collettivi, come per esempio la Spagna e la Grecia». (ANSA)
CROTONE, POLIZIA ARRESTA 9 DA ROSARNO
Crotone, 12 gen. - (Adnkronos) - La Polizia ha arrestato nove immigrati trasferiti da Rosarno al Centro di prima accoglienza Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto, in seguito ai controlli sulla loro posizione in Italia. Nei loro confronti era già stato emesso un decreto di espulsione ma si trovavano ancora sul territorio nazionale. Tre sono stati arrestati l'altro ieri e sei nella giornata di ieri. Si tratta di un marocchino, quattro ghanesi, tre mauritani e un liberiano. Il Tribunale di Crotone ha convalidato l'arresto questa mattina e disposto l'espulsione. (Ink/Col/Adnkronos)
ROSARNO:SOLO 4 IMMIGRATI ANCORA A CROTONE,400 CERCANO LAVORO
ISOLA CAPO RIZZUTO (CROTONE), 12 GEN - Dei 420 immigrati trasferiti da Rosarno al Centro d'accoglienza - Cara, crotonese, solo 4 sono richiedenti asilo politico e quindi rimasti all'interno della struttura. Tutti gli altri, in possesso di regolare permesso di soggiorno, sono partiti alla ricerca di lavoro e amici nelle principali città italiane. Solo in 20 saranno trasferiti in giornata nei Cie di Lamezia e Bari. Sono attualmente 682 gli ospiti presenti nel Centro di S.Anna, in prevalenza di nazionalità irachena, afgana e turca.(ANSA).
MARONI, ROSARNO SIA DI LEZIONE ORA SI FERMI LAVORO NERO
Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - «Pensare di avere risolto quella suiruazione con il manganello significa non aver capito la lezione di Rosarno». Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervistato dal 'Messaggerò, spiega quale sia la lezione da trarre da quanto accaduto nella cittadina calabrese. «Ci sono due modi per affrontare questo tipo di emergenze - dice - Il primo è intervenire con la polizia per ristabilire la calma. Ma il problema si risolve solo temporaneamente». C'è poi un modo «più costruttivo», chiarisce il ministro, «un intervento complessivo che da una parte garantisca che i irregolari devono essere espulsi e dall'altra stabilisca che coloro che hanno titolo per restare , cioè gli immifrati regolari e i richiedenti asilo , abbiano condizioni degne di un essere umano». La questione fondamentale diventa la lotta al lavoro nero. Alcuni imprenditori agricoli della zona, infatti, riferisce Maroni, dicono che «costa troppo mettere in regola gli immigrati» e dunque «la morale in quella zona è che siccome costa troppo assumono in nero. Non si può più tollerare questo» ribadisce il ministro. Lo strumento per combattere il fenomeno «esiste e si chiama 'voucher ', cioè 'buono lavorò, ideato per il pagamento del lavoro occasionale introdotto dalla Legge Biagi: ha un costo minimo che sopportano i datori di lavoro per mettere in regola queste persone». L'utilizzo del voucher, precisa il ministro «è già richiesto dalla legge» e annuncia «martedì al Senato lancerò un appello a tutte le componenti delle istituzioni a livello centrale e locale, affinchè si abbandoni la polemica e si faccia uno sforzo comune». E riguardo alla possibile presenza della 'ndrangheta dietro i fatti di Rosarno, Maroni conclude: «Non escludo che ci sia la criminalità organizzata ma lasciamo il tempo ai magistrati di decifrare i fatti». Negli ultimi due anni, ha ricordato Maroni, sono stati rimpatriati 42.595 irregolari e, anche per effetto dell'entrata in vigore degli accordi con la Libia, gli sbarchi sulle coste italiane sono calati del 90%. (Rre/Col/Adnkronos)
ROSARNO, FERITI SARANNO ACCOLTI A RIACE
Reggio Calabria, 11 gen. - (Adnkronos) - Saranno accolti a Riace, il borgo del reggino divenuto noto per l'integrazione degli extracomunitari con la popolazione, gli immigrati feriti durante gli scontri di Rosarno che saranno dimessi dall'ospedale di Polistena. «Abbiamo predisposto le strutture che ci sono a disposizione per accoglierli», spiega all'ADNKRONOS il sindaco di Riace, Domenico Lucano. «Mi sorprende -aggiunge- che si parli con tanta meraviglia dell'esperienza di Riace. Per noi è normale sostenere una persona che chiede di essere aiutata, e ci siamo adoperati per accogliere gli immigrati del nostro comune in quello che chiamo 'strategia territoriale dello sviluppò. Si tratta -aggiunge ancora il sindaco- di riempire i centri storici calabresi che sono diventati contenitori vuoti. Abbiamo consentito agli immigrati di abitare le case vuote e poi abbiamo immaginato il dopo, cercando di capire come la comunità straniera si poteva integrare e come potesse rivelarsi un'opportunità anche per la popolazione. Abbiamo salvato la scuola, tant'è che oggi sono più i bambini immigrati che quelli di Riace ma per loro non è un problema convivere perchè non sono come gli adulti, il loro atteggiamento è spontaneo. Gli extracomunitari adulti lavorano nell'edilizia e nell'artigianato, e alcuni sono impiegati in alcune fabbriche vicine». (Ink/Gs/Adnkronos)
COLDIRETTI, NEI CAMPI OLTRE 90MILA EXTRACOMUNITARI REGOLARI
Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - Sono oltre 90 mila gli extracomunitari regolari che raccolgono le fragole nel veronese, le mele in Trentino, la frutta in Emilia Romagna e l'uva in Piemonte, fino agli allevamenti in Lombardia dove a svolgere l'attività di «bergamini» sono soprattutto gli indiani. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, la Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti, divulgata in occasione dei drammatici fatti di Rosarno. Nell'indagine si evidenzia peraltro che «con circa il 10 per cento di extracomunitari sul totale dei lavoratori agricoli, la presenza di immigrati è una componente strutturale dell'agroalimentare». Nelle campagne italiane, lavorano regolarmente circa 90mila immigrati extracomunitari, dei quali circa 15mila con contratti a tempo indeterminato, che «contribuiscono in modo strutturale e determinante -comunica nella nota la Coldiretti- all'economia agricola del paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del made in Italy alimentare nel mondo». Secondo gli archivi Inps, gli extracomunitari impegnati nei campi italiani appartengono a 155 diverse nazionalità e sono molti i distretti agricoli dove i lavoratori immigrati «sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale». Sono infine circa 30mila le aziende agricole italiane che, informa la Coldiretti, assumono lavoratori extracomunitari albanesi, indiani, marocchini, tunisini e macedoni. (Add/Ct/Adnkronos)
ROSARNO: DEPUTATI PD, NOVE IMMIGRATI TRASFERITI AL CIE BARI
BARI, 11 GEN - I deputati del Pd Dario Ginefra e Pina Picierno, insieme con due esponenti della Caritas di Castel Volturno (Caserta) e col parroco della chiesa barese di San Sabino, don Angelo Cassano, hanno visitato il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e il Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Bari, dopo il trasferimento da Rosarno (Reggio Calabria) al Cara di Bari di 324 immigrati. Secondo quanto riferito da Ginefra, 147 dei 324 immigrati sono muniti di permesso di soggiorno e 110 di loro sono stati accompagnati alla stazione ferroviaria di Bari. Non si sa dove si recheranno e teoricamente potrebbero anche tornare a Rosarno. Nove immigrati, privi di permesso di soggiorno, sono stati trasferiti invece al Cie; si sta esaminando la posizione di uno di loro perchè sembra abbia beneficiato di una sanatoria. Al Cie, ha aggiunto Ginefra, sono in corso lavori di manutenzione che erano stati sollecitati nei mesi scorsi con interrogazioni parlamentari e una lettera al Prefetto di Bari, Carlo Schilardi. In una nota Picierno chiede al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, di concedere il permesso di soggiorno alle «vittime di sfruttamento condotti nei Cie», definendo «strumentale» il modo con cui la vicenda è stata gestita. (ANSA).
ISTAT: IMMIGRATI, NEL 2008 40MILA DIVENTATI ITALIANI
ROMA, 12 GEN - Tra i motivi di concessione della cittadinanza, il contributo maggiore è dato dalle richieste per matrimonio con cittadino italiano (63,2%), mentre le richieste per residenza, che negli anni passati rappresentavano una modalità residuale, hanno fatto registrare un forte incremento nel 2008. Gli oltre due milioni di permessi di soggiorno validi nel 2007 sono stati rilasciati in prevalenza nelle regioni del Centro-Nord (88,1%) e in particolare del Nord (63%), dove si registrano anche i maggiori incrementi nel periodo 2001-2007: 57,3% nelle regioni del Nord-ovest e 64,8% nel Nord-est. La distribuzione percentuale del fenomeno vede la massima concentrazione in Lombardia (24,2% dei permessi di soggiorno rilasciati), seguita a considerevole distanza dal Veneto (11,6%) e dal Lazio (11,4%). Anche nel caso delle richieste di cittadinanza la concentrazione maggiore si rileva nelle regioni del Nord-est, seguite però a poca distanza da quelle del Mezzogiorno; le regioni con la più elevata incidenza sono il Molise, la Valle d'Aosta e la Sardegna.(ANSA)
Tutte le notizie su Rosarno della settimana precedente
Libia: 105 eritrei rischiano la deportazione. Rivolta a Surman
La comunità eritrea di Tripoli è in allarme. Tutti i 105 detenuti eritrei di Surman - ma anche gli eritrei detenuti nei campi di Zawiyah e Garabulli - sono stati obbligati a compilare dei moduli e a fornire le proprie generalità ai fini di essere identificati. Il timore è che l'identificazione sia la premessa per il loro rimpatrio. Esattamente come accadde nel 2004 per i 109 eritrei deportati dalla Libia su voli pagati dall'Italia. Esattamente come accadde nel giugno 2008 in Egitto, da dove furono deportati 800 eritrei in pochi giorni. Non siamo in grado di dire se tra i detenuti vi siano anche eritrei respinti in mare dall'Italia, ma è molto probabile visto che dall'inizio dei respingimenti a maggio, almeno 150 dei 1.409 respinti erano eritrei.
I detenuti eritrei inizialmente si sono rifiutati di compilare i formulari, ma sono stati costretti con la forza. Nel centro di detenzione di Surman il 2 gennaio 2010 la protesta è degenerata in un violento pestaggio da parte della polizia, con manganellate e scariche elettriche, in cui diversi eritrei sono stati feriti, tra cui uno in modo grave. Non si conoscono ulteriori dettagli perchè le forze di polizia hanno sequestrato tutti i telefoni cellulari dei prigionieri eritrei. Tuttavia monitoreremo la situazione e vi informeremo di ogni sviluppo. Abbiamo già informato Human Rights Watch, Amnesty International, l'Unhcr e il Cir, sperando che si possa evitare la deportazione.
Anche perché conosciamo la sorte degli eritrei deportati. Campi di lavoro forzato e reintegrazione nei ranghi militari a vita, nel migliore dei casi. Carcere nel peggiore. Soltanto alle donne con bambini va meglio. Lo abbiamo già documentato questa estate intervistando tre eritrei che furono deportati dalla Libia nel 2004. Vi consigliamo di rileggere quell'inchiesta.
Leggi anche:
Lavori forzati e torture per gli eritrei deportati dalla Libia
Eritrea: voices of torture
Eritrea: le speranze dell'indipendenza tradite dalla repressione
Service for life: il rapporto sull'Eritrea di Human Rights Watch
Respingimenti: già 1.409 emigranti rispediti in Libia
Lettera degli eritrei a Tripoli. Torturati in Libia come in Eritrea
14 January 2010
Revue de presse
Selon les suivantes informations recueillies sur la presse internationale depuis 1988, au moins 17.317 personnes sont mortes aux frontières de l'Europe. La suivante revue de presse n'est pas mise à jour depuis 2010. Pour voir tous les articles collectés, consultez l'edition italienne
Death at the border. Press review 1988-2009
The following table is not complete. We are still working on it. Meanwhile you can find all the updated figures on the Italian edition
Body recovered off Alexandroupoli
Kathimerini
ATHENS, 14/01/2010 - A corpse found off the coast of Alexandroupoli yesterday is believed to be that of an illegal immigrant who drowned at the end of December when a smuggling boat ran aground off the northeastern port, coast guard officials said. A total of 22 drowned migrants have been discovered off the coast of Evros and Rhodope since then.
ATHENS, 14/01/2010 - A corpse found off the coast of Alexandroupoli yesterday is believed to be that of an illegal immigrant who drowned at the end of December when a smuggling boat ran aground off the northeastern port, coast guard officials said. A total of 22 drowned migrants have been discovered off the coast of Evros and Rhodope since then.
10 January 2010
Brevi dalla frontiera n°23
ROSARNO, OTTO FERITI ANCORA IN OSPEDALE
Reggio Calabria, 10 gen. - Sono ancora otto gli extracomunitari ricoverati in ospedale dopo i ferimenti subiti nei giorni scorsi in seguito alla rivolta scoppiata a Rosarno. Nessuno di loro è in pericolo di vita e si trovano negli ospedali di Reggio Calabria, Gioia Tauro e Polistena. Stanno ricevendo assistenza quotidiana dall'associazione Libera (il cui referente per la locride è don Pino De Masi, vicario della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi) e da Medici Senza Frontiere, oltre a volontari della zona. Complessivamente sono 21 gli immigrati rimasti feriti negli scontri, 14 i cittadini rosarnesi refertati e medicati, 10 poliziotti e 8 carabinieri. Nel corso degli incidenti sono state danneggiate anche due auto della Polizia. Il bilancio degli arrestati è di dieci persone, di cui sette extracomunitari e tre rosarnesi. Uno di essi è figlio di un esponente di spicco della cosca di 'ndrangheta Bellocco e un altro ha precedenti per omicidio colposo. Sulle loro posizioni si è in attesa delle disposizioni del gip che dovrebbero arrivare domani. Diverse altre persone sono state denunciate per altri reati. Le forze dell'ordine sono ancora nella zona con un presidio di alta vigilanza. (Ink/Col/Adnkronos)
PIÙ DI MILLE HANNO LASCIATO ROSARNO
Reggio Calabria, 10 gen. - (Adnkronos) - Sono più di mille gli immigrati che hanno lasciato Rosarno dopo i disordini degli ultimi giorni. Secondo i dati ufficiali, diffusi dalla Questura di Reggio Calabria, 428 sono stati trasferiti al Centro di prima accoglienza di Crotone, altri 400 al Centro di prima accoglienza di Bari e altri 300 hanno lasciato con mezzi propri la Piana di Gioia Tauro a bordo di treni diretti a Nord. È stato completato lo svuotamento delle due ex fabbriche utilizzate dagli extracomunitari come dormitori, l'ex Opera Sila in località Spartivento e l'ex fabbrica Rognetta. Sono iniziate questa mattina, inoltre, le procedure di smantellamento di tutti i luoghi dove gli immigrati hanno trovato rifugio, su indicazione della Prefettura di Reggio Calabria. (Ink/Zn/Adnkronos)
ROSARNO:A BARI IDENTIFICATI METÀ IMMIGRATI,80 PRONTI PARTIRE
BARI, 10 GEN - Intanto nel Centro proseguono le procedure per la identificazione degli altri extracomunitari. Quelli di loro che dovranno essere espulsi, saranno trasferiti al Cie (Centro di identificazione e espulsione), nel quale saranno ospitati in stato di detenzione. Uno solo degli immigrati finora sottoposti a controlli è stato arrestato perchè nei suoi confronti era stato emesso un mandato di cattura. «Tutte le operazioni si svolgono in un clima sereno - ha detto il prefetto - l'ambiente è buono e forse nelle prossime 24 ore verranno trasferite qui a Bari altre 100 persone». Il Cara di Bari ha una capienza di 944 posti ma è predisposto per giungere fino a 1.400. Attualmente sono ospitati 659 immigrati. (ANSA).
MARONI, 40MILA RIMPATRI IN DUE ANNI E SBARCHI RIDOTTI DEL 90 PER CENTO
ROMA, 10 GEN - Quarantamila clandestini rimpatriati in due anni e sbarchi ridotti del 90 per cento: «un risultato eccezionale», lo ha definito il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervenendo a L'intervista di Maria Latella, su Sky Tg24. «Il nostro contrasto all'immigrazione clandestina - ha detto - si svolge in due azioni. Da un lato, l'espulsione del clandestino: in due anni sono stati 40mila i clandestini rimpatriati, che non è un numero irrilevante. Sull'altro fronte, si tratta di impedire che arrivino. Da questo punto di vista i risultati ottenuti nel 2009 sono eccezionali: basti pensare che nel 2008 sono arrivati oltre 30mila clandestini mentre nel 2009, quando abbiamo cominciato i respingimenti, solo circa 3mila, cioè il 10 per cento. Nel mese di dicembre 2008 ne sono sbarcati 2.786, nel mese di dicembre 2009, invece, 123. Impedire che arrivano e rispedire a casa i clandestini è il modo più efficace per combattere l'immigrazione clandestina». Maroni ha quindi sottolineato che «ultimamente l'azione di identificazione si è intensificata ed è per questo che nel corso del 2010 abbiamo deciso di realizzare altri 8 nuovi centri di identificazione ed espulsione in particolare nelle regioni in cui questi centri non ci sono».(ANSA).
ROSARNO: INIZIATA DEMOLIZIONE RIFUGIO IMMIGRATI
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 10 GEN - I vigili del fuoco hanno iniziato a demolire le strutture fatiscenti dell'ex Rognetta, l'ex deposito alimentare alla periferia di Rosarno che era stato occupato dagli immigrati che hanno dato il via alla rivolta di giovedì scorso. Le ruspe hanno iniziato ad abbattere le strutture realizzate dagli immigrati all'esterno della fabbrica e nelle prossime ore verrà demolito anche il capannone principale dove gli stranieri hanno realizzato decine di baracche con cartone, plastica e lamiera. All'interno delle struttura gli immigrati, partiti in tutta fretta hanno lasciato tutto quel poco che avevano: decine di biciclette con cui raggiungevano i campi per raccogliere arance e mandarini, vestiti, pentole e utensili da cucina, bombole del gas. Nelle baracche ci sono ancora letti, coperte, resti di cibo, centinaia di carpe e in qualche caso anche valige che gli immigrati non hanno fatto in tempo a prendere.(ANSA)
ROSARNO: TERRA EMIGRANTI, 2.200 ALL'ESTERO. DA CALABRIA 345 MILA EMIGRANTI
ROMA, 9 GEN - Rosarno è terra di migrazione, non solo di arrivo ma anche in partenza. Il 14,1% della sua gente (2.200 persone) è, infatti, emigrata all'estero, alla ricerca di un lavoro, per migliorare il proprio stato economico. Proprio come sperano i tanti migranti che arrivano nella zona e che sono stati al centro di tafferugli negli ultimi giorni. La condizione dell'emigrato non inusuale in Calabria che conta complessivamente circa 345 mila concittadini migranti (più o meno il 10% della popolazione) che si trovano in tutto il mondo. Il rapporto 2009 sugli italiani nel mondo, curato dalla Fondazione Migrantes che utilizza anche i dati dell'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'Estero), fotografa perciò un fenomeno - quello migratorio - ben conosciuto dai calabresi che si sono trovati e si trovano a fare i conti anche con l'altra parte della 'barricatà. L'intera zona della piana di Gioia Tauro è interessata all'emigrazione, con percentuali anche molto alte. È il caso ad esempio di Santa Cristina d'Aspromonte che registra il 59,3% degli emigrati rispetto ai residenti e di Serrata con il 56,2%. Percentuali importanti di emigrati anche a Varapodio (37,3%), Cinquefrondi (33,6%), Giffone (22,3%), San Ferdinando (17,1%). Nel comune di Gioia Tauro è l'8,2%. Il principale paese di emigrazione dei calabresi è l'Argentina (79 mila); segue la Germania (65 mila), la Svizzera (43 mila), la Francia (35 mila), il Canada (26 mila), l'Australia (25 mila), gli Usa (17 mila), il Brasile (14). Un emigrato su cinque ha più di 65 anni; i minori sono appena il 15%. Gran parte di essi (250 mila) sono all'estero da più di cinque anni. (ANSA).
TOLTO BLOCCO STRADALE VICINO CENTRO IMMIGRATI
OSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - È stato tolto il blocco che un gruppo di abitanti di Rosarno aveva creato vicino il centro di ricovero per immigrati in contrada Bosco. Il blocco aveva lo scopo di impedire nuove incursioni degli immigrati in paese dopo quella di giovedì scorso che aveva provocato distruzioni e devastazioni. Gli abitanti hanno deciso di togliere il blocco dopo che sono state avviate le operazioni di sgombero del centro ricavato in una fabbrica dismessa dell'ex Opera Sila in cui sono ospitati gli immigrati. (ANSA)
ROSARNO: FERMATI IMMIGRATI SU AUTO, AD UNO SASSATA IN TESTA
ROMA, 9 GEN - Un' auto con tre immigrati a bordo è stata fermata da alcune persone, sembra armate di bastoni ed altri oggetti, lungo la strada provinciale 49, a Rosarno, in contrada Capoferro: due degli stranieri sono riusciti a fuggire mentre il terzo è stato colpito da una sassata in testa. Lo apprende l'ANSA da fonti investigative. Lo straniero è stato condotto in ospedale dove è attualmente trattenuto in osservazione. Le sue condizioni non sono gravi. (ANSA)
ROSARNO: IMMIGRATO FERITO COLPI FUCILE A GIOIA TAURO
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - L'immigrato - secondo quanto si apprende da fonti investigative - era in compagnia di due extracomunitari nelle campgane che circondano gli abitati di Giaia Tauro e Rosarno. Contro i tre sono stati sparati colpi di fucile caricato a pallini da persone che erano a bordo di un'auto. I carabinieri, che indagano sul ferimento, ritengono molto probabile che il fatto sia riconducibile ai recenti scontri avvenuti a Rosarno. (ANSA)
ROSARNO: ALTRI 300 IMMIGRATI TRASFERITI IN GIORNATA
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - Dopo i 300 trasferiti questa notte, circa altri 300 immigrati dovrebbero lasciare l'ex Opera Sila, una delle strutture dove erano ospitati gli extracomunitari che hanno dato vita alla rivolta a Rosarno. L'intesa, secondo quanto si apprende, sarebbe stata raggiunta tra la task force inviata dal Viminale e gli stessi immigrati dopo una lunga mediazione durata diverse ore. Dei 300 stranieri, un centinaio andranno nel Centro di prima accoglienza di Crotone mentre altri 200 saranno portati in quello di Bari. Una volta avviato il trasferimento di questo nucleo di immigrati ne rimangono ancora circa 600 ospitati sia nell'ex Opera Sila, sia in un'altra struttura abbandonata in località Le Colline, a Rizziconi, sempre nell'area compresa tra Rosarno e Gioia Tauro. Con loro è in atto una mediazione affinchè si riesca, nel più breve tempo possibile, a trasferirli tutti. Un'altra mediazione, questa volta tra le forze dell'ordine e i cittadini di Rosarno, è invece in corso per arrivare alla rimozione del blocco sulla Statale 18, che gli abitanti hanno rialzato questa mattina a poche centinaia di metri dallo stabilimento dell'ex Opera Sila per evitare che gli immigrati raggiungano l'abitato di Rosarno.(ANSA)
ROSARNO: 320 GLI IMMIGRATI TRASFERITI A CROTONE, 4 LE DONNE
ISOLA CAPO RIZZUTO (CROTONE), 9 GEN - Sono 320 gli immigrati trasferiti nel corso della notte da Rosarno al Centro di prima accoglienza Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto, alle porte di Crotone, il più grande d'Europa. Tra loro ci sono quattro donne. Agli immigrati, tutti in buone condizioni e giunti da Rosarno a bordo di sette pullman, sono stati consegnati kit igienici e tutti sono stati rifocillati con bevande calde prima dell'assegnazione dei posti all'interno della struttura. I nuovi ospiti sono stati assegnati in una parte del campo dove gli alloggi sono realizzati in container. Tutto si è svolto in perfetto ordine. Al loro arrivo, sono cominciate le operazioni di identificazione che stanno ancora procedendo. (ANSA)
UN CENTINAIO IMMIGRATI ANDATI VIA SPONTANEAMENTE
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - Sono un centinaio, secondo una stima fornita dalla polizia di Stato, gli immigrati che nel corso della notte e stamattina hanno lasciato spontaneamente il centro di ricovero allestito nella fabbrica dismessa dell'ex Opera Sila, in contrada Bosco di Rosarno. Alcuni degli immigrati hanno raggiunto la stazione ferroviaria di Gioia Tauro per andare via in treno, mentre altri si sono allontanati con mezzi propri. A questo punto, nella struttura restano circa 400 immigrati di cui si sta verificando la posizione, visto che alcuni sono regolari e muniti di permesso di soggiorno. Per questi ultimi è necessario che ci sia da parte loro la volontarietà ad allontanarsi perchè non possono essere costretti. Una situazione che è anche all'esame della task-force istituita dal Ministero dell'Interno per verificare la situazione complessiva degli immigrati che si trovano a Rosarno. Intanto sono arrivati i primi pullman della polizia di Stato che saranno utilizzati per il trasferimento degli immigrati nel Cpa di Isola Capo Rizzuto e in altre strutture di accoglienza. (ANSA)
ROSARNO: IMMIGRATO COLPITO A BASTONATE, NON È GRAVE BILANCIO FERITI SALE A 38.
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - È salito a 38, di cui 20 immigrati, il bilancio dei feriti degli scontri scoppiati a Rosarno dopo la rivolta degli stranieri partita giovedì sera. Nella notte infatti un extracomunitario si è presentato agli uomini della polizia dicendo di essere stato picchiato a colpi di bastone diverse ore prima. L'uomo, ferito alla testa, è stato portato in ospedale, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Dopo gli scontri di ieri è stata comunque una notte abbastanza tranquilla: con la partenza di circa 310 immigrati che erano ospitati alla ex «Rognetta», è calata l'attenzione e i cittadini di Rosarno hanno anche abbandonato la barricata costruita sulla statale 18 e presidiata per tutta la serata di ieri da uomini con bastoni e spranghe. Tranquilla al momento sembrerebbe anche la situazione nell'ex «Opera Sila», l'altra struttura a metà strada tra Rosarno e Gioia Tauro, dove sono ospitati altri immigrati. All'interno vi sarebbero tra le 500 e le 600 persone, tra cui alcuni degli extracomunitari più violenti, che avrebbero partecipato alla rivolta di giovedì notte. E in mattinata, al Comune di Rosarno, è in programma una riunione delle autorità con la task force inviata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, proprio per trovare una soluzione alla situazione all'ex «Opera Sila»
RICOVERATI STRANIERI FERITI A ROSARNO, NON RISCHIANO VITA
Milano, 8 gen. - Hanno meno di 30 anni i due immigrati feriti nel tardo pomeriggio in una sparatoria a Laureana di Borrello, centro al confine con Rosarno e a pochi chilometri dall'ex fabbrica Rognetta dove vive una comunità di extracomunitari. Uno dei due giovani è stato ferito alle gambe, l'altro all'avambraccio. Trasportati al pronto soccorso di Gioia Tauro, dopo le medicazioni sono stati ricoverati nel reparto di chirurgia. I due non rischiano la vita, riferiscono i sanitari. Anche in questo caso, come per altri 2 stranieri feriti ieri sera durante gli scontri di Rosarno, le ferite sarebbero state provocate da pallini di carabina. (Lus/Pn/Adnkronos)
ROSARNO: 37 FERITI, GRAVI 2 IMMIGRATI COLPITI SPRANGHE
REGGIO CALABRIA, 8 GEN - L'ultimo bilancio degli incidenti a Rosarno, fornito poco fa dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, è di 37 feriti: 19 extracomunitari e 18 uomini delle forze dell'ordine. Uno degli extracominitari feriti a colpi di spranga sulla statale 18 è in gravi condizioni, sottoposto ad intervento chirurgico e ricoverato ora, in codice rosso, in neurochirurgia a Reggio Calabria. Grave anche un altro extracomunitario ferito a colpi di spranghe mentre il Prefetto ha confermato che gli ultimi feriti stasera a colpi di arma da fuoco caricati a pallini non destano preoccupazioni. (ANSA)
ROSARNO: ALMENO CINQUE IMMIGRATI FERITI IN INVESTIMENTI
ROMA, 8 GEN - Almeno cinque immigrati sono rimasti feriti in modo non grave, dopo essere stati investiti da auto guidate da cittadini italiani a Rosarno. Lo si apprende da fonti investigative, secondo cui gli investimenti sarebbero avvenuti in prossimità dei posti di blocco attuati dagli abitanti del posto. In un caso i responsabili dell'investimento sono stati fermati dai carabinieri. (ANSA)
ROSARNO: IMMIGRATI GAMBIZZATI, TROVATI IN PERIFERIA PAESE
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Sono stati trovati nei pressi di un bivio lungo la strada che da Rosarno porta a Laureana di Borrello i due immigrati feriti da colpi di fucile caricato a pallini. I due sono stati portati nell'ospedale di Polistena. Le condizioni dei due feriti non destano preoccupazione.(ANSA)
ROSARNO: IMMIGRATI ARRESTATI SONO SETTE
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Sono sette gli immigrati arrestati complessivamente dalle forze dell'ordine nell'ambito delle indagini sugli scontri accaduti a Rosarno tra ieri sera e stamattina. Ai quattro immigrati arrestati dai carabinieri, se ne aggiungono infatti tre della Polizia. Gli immigrati arrestati sono accusati di devastazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Il dato definitivo dell'attività delle forze dell'ordine è stato reso noto, nel corso di un incontro con i giornalisti, dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta. (ANSA).
ROSARNO:AGRICOLTURA CALABRIA,20MILA IMMIGRATI 6MILA REGOLARI
ATANZARO, 8 GEN - Nel 2007, in tutta la Calabria, a fronte dei 6.400 autorizzati, si stima vi siano stati circa 20 mila lavoratori stranieri stagionali impiegati nel settore agricolo. Queste le ultime cifre sul fenomeno dell'immigrazione e della stagionalità nel settore primario nella regione, rese note dalla Cgil, che proprio a Rosarno ha svolto la prima conferenza regionale sui migranti nelle scorse settimane. Per contrastare questa situazione di evidente e diffusa illegalità, la Cgil ha proposto una legge regionale in grado di governare il composito e mutevole fenomeno dell'immigrazione e di contrastare ogni forma di svalorizzazione del lavoro. Tutte le rilevazioni statistiche evidenziano inoltre, in maniera forse paradossale, che la Calabria, oltre a detenere i più alti tassi di emigrazione del Paese, negli ultimi anni è diventata da terra di transito di migranti anche luogo di presenza stabile per migliaia di essi. Sono migliaia ormai i lavoratori immigrati regolarmente impegnati nei settori fondamentali dell'economia regionale come l'agricoltura, l'edilizia, l'industria, i servizi, con una condizione di informalità nell'instaurazione dei rapporti, di non governo delle relazioni, di rapporto squilibrato tra domanda ed offerta di lavoro, di scarsa attenzione ai diritti ed alle tutele. Specie in agricoltura - nota ancora la Cgil - si sono determinate condizioni particolarmente odiose di inapplicazione dei contratti, di sfruttamento spesso al limite dello schiavismo, alimentate dai caratteri di stagionalità di tante produzioni nonchè dell'inefficacia delle politiche dei flussi. Nel settore agricolo calabrese, ad esempio, le quote autorizzate sono di gran lunga inferiori sia alla reale presenza degli immigrati,che ai reali fabbisogni necessari.(ANSA)
ROSARNO: ABITANTI OCCUPANO COMUNE, NON VOGLIAMO IMMIGRATI
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Alcune decine di abitanti di Rosarno stanno occupando il Municipio per protestare contro la presenza degli immigrati e chiedere che vengano mandati via. I promotori della protesta, mentre altre persone stanno proseguendo il blocco stradale lungo la Statale 18, hanno chiesto di incontrare il commissario prefettizio al quale, secondo quanto hanno riferito, vogliono chiedere di attivarsi immediatamente per fare allontanare gli immigrati che vivono in paese dopo gli incidenti accaduti ieri. «Non siamo più disponibili - ha detto uno degli abitanti - a tollerare questa situazione». (ANSA)
ROSARNO, 34 FERITI IN SCONTRI AVVENUTI IERI
Reggio Calabria, 8 gen. (Adnkronos) - È di 34 feriti il bilancio dei disordini scoppiati ieri a Rosarno. Secondo i dati diffusi dalla Polizia di Stato, sono ricorsi alle cure dei medici degli ospedali della zona due cittadini extracomunitari, 14 cittadini italiani, dieci poliziotti e otto carabinieri. Gli uomini del Commissariato di Gioia Tauro hanno arrestato sette extracomunitari per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, devastazione e danneggiamento. La rivolta ha avuto inizio ieri pomeriggio, quando un immigrato che stava tornando dal lavoro è stato colpito da un colpo esploso da un'arma ad aria compressa in via Nazionale, sulla Ss 18 a Gioia Tauro. L'attentatore, rimasto sconosciuto, passava a bordo di un'automobile. L'extracomunitario ferito guarirà in dieci giorni dalla «ferita da arma da fuoco sovra pubica» . (Ink/Gs/Adnkronos)
ROSARNO: IMMIGRATI LANCIANO PIETRE CONTRO TROUPE TG2
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - C'è stato un lancio di pietre, risoltosi comunque senza feriti, da parte di un gruppo di immigrati a Rosarno contro una troupe del Tg2, della quale faceva parte l'inviato Francesco Vitale. L'episodio è accaduto mentre gli immigrati, dopo avere sospeso la protesta davanti il Comune di Rosarno, stavano facendo rientro nel centro di ricovero in cui sono ospitati. Alla vista delle telecamere, gli immigrati hanno lanciato pietre contro la troupe. Francesco Vitale è stato anche colpito da un sasso, ad una spalla, ma non ha riportato lesioni. (ANSA)
ROSARNO:ABITANTE SPARA IN ARIA PER DISPERDERE IMMIGRATI
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Un cittadino di Rosarno stamattina ha sparato due colpi di fucile in aria a scopo intimidatorio per disperdere un gruppo di immigrati che si era concentrato davanti la sua abitazione. L'uomo ha sparato i colpi dopo essere salito sulla terrazza della casa. Gli immigrati successivamente sono entrati nell'abitazione dove c'erano la moglie e i due figli dell'uomo, dove però si sono limitati ad urlare e protestare, inveendo contro l'uomo e i suoi familiari, e si sono poi allontanati. L'episodio si è risolto così senza feriti e senza incidenti. (ANSA)
ROSARNO:IMMIGRATI ORGANIZZANO CONCENTRAMENTO, VANNO A COMUNE
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Hanno organizzato un concentramento a Rosarno gli immigrati che stanno attuando la protesta nell'ambito della quale ieri c'erano stati incidenti e scontri con le forze dell'ordine. Al concentramento partecipano tutti gli immigrati, che sono alcune centinaia, che vivono nei centri della piana di Gioia Tauro per lavorare nei campi agricoli. Secondo quanto è stato riferito da qualcuno, gli immigrati dovrebbero raggiungere il Municipio di Rosarno. Al momento non si sono verificati incidenti gravi. Qualcuno ha rovesciato dei cassonetti, ma non si sono ripetuti gli atti di vandalismo che c'erano stati ieri, col danneggiamento di centinaia di automobili. (ANSA).
ROSARNO, RESIDENTI INFURIATI PER DANNI SUBITI
Reggio Calabria, 8 gen. - È infuriata la gente di Rosarno dopo la rivolta degli immigrati. Nel centro cittadino l'effetto della protesta degli stranieri è devastante. Lungo la via principale i cassonetti dell'immondizia sono stati rovesciati in mezzo alla carreggiata e il contenuto sparso sull'asfalto. Un capannello di cittadini ha assistito nella notte alle operazioni delle forze dell'ordine, che hanno effettuato una carica di alleggerimento contro il gruppo costituito da circa 500 immigrati. Intorno alla mezzanotte i manifestanti si sono dispersi, forse per paura di essere caricati nuovamente dalle forze di polizia. «Non è possibile che abbiano creato questa confusione - dicono i residenti- hanno mandato anche bambini in ospedale e una donna incinta ha abortito, un'altra ha avuto un infarto perchè si è trovata davanti un gruppo di stranieri che l'hanno aggredita mentre era in macchina, costretta a scendere e poi le hanno rovinato la macchina». Altri episodi di violenza si sono verificati sulla Ss 18 tra Rosarno e Gioia Tauro. Nel pomeriggio di ieri gli immigrati hanno bloccato la strada e assaltato decine di auto di passaggio con pietre (colpendo anche un mezzo della Polizia). «Ho urlato a mia moglie di abbassarsi, altrimenti ci saremmo fatti davvero male -racconta un residente della zona- siamo stati letteralmente presi d'assalto con spranghe di ferro, noi stavamo soltanto tornando a casa». Un altro giovane che abita nelle vicinanze è finito in ospedale, al suo ritorno racconta: «Mi hanno colpito con un pietra alla spalla e ho la mano escoriata. Hanno distrutto la macchina: rotto i vetri, divelto lo specchietto retrovisore interno, rovinato persino il radiatore». (Ink/Gs/Adnkronos)
ROSARNO: SPARANO SU AFRICANI ED È GUERRIGLIA URBANA IN PIANA GIOIA TAURO
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 7 GEN - Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e svuotati sull'asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. Scene di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata. A fare scoppiare la protesta il ferimento da parte di persone non identificate di alcuni cittadini extracomunitari con un'arma ad aria compressa. I feriti, tra i quali c'è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno, non destano particolari preoccupazione, ma la volontà di reagire che, probabilmente, covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile, e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell'Ex Opera Sila, non ci ha messo molto ad esplodere. Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari in larga parte provenienti dall'Africa hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali della cittadina. Gli episodi di violenza non hanno risparmiato nulla: tutto ciò che si trovasse alla portata dei manifestanti, dalle auto, in qualche caso anche con delle persone a bordo, alle abitazioni, a vasi e cassonetti dell'immondizia che sono stati svuotati sull'asfalto. A nulla è valso l'intervento di polizia e carabinieri schierati in assetto antisommossa davanti ai più agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto stretto controllo. Nel corso della serata sono arrivati rinforzi e, in un clima di palpabile tensione, si è intavolata una trattativa nel tentativo di fare rientrare la protesta. Anche la popolazione ha reagito davanti alla situazione di caos venutasi a creare e, in queste ore, alcuni giovani di Rosarno, circa un centinaio, stanno seguendo l'evolversi della situazione ad alcune centinaia di metri dalle forze dell'ordine. A Rosarno arrivati tutti i dirigenti dei commissariati di Pubblica sicurezza e i dirigenti delle compagnie di carabinieri della Piana. Tra Rosarno, l'ex fabbrica in disuso, e Gioia Tauro in un immobile dell'ex Opera Sila sono circa 1.500 gli extracomunitari che lavorano come manodopera nell'agricoltura. (ANSA)
FRANCIA: NEL 2009 ESPULSI 29.000 IMMIGRATI
PARIGI, 7 GEN - Sono 29.000 gli stranieri in situazione irregolare espulsi dalla Francia nel 2009: un numero simile a quello dell'anno scorso, ma superiore all'obiettivo di 27.000 fissato dal presidente, Nicolas Sarkozy. È quanto ha annunciato il ministro dell'Immigrazione, Eric Besson, intervistato dalla radio Europe 1. Non è la prima volta che il numero di espulsioni supera gli obiettivi assegnati dall'Eliseo. Nel 2008, la Francia aveva espulso 29.799 «sans-papiers». Allora l'obiettivo era di 25.000. Sempre nel 2009, sono stati 108.000 gli stranieri naturalizzati francesi, mentre 175.000 sono «entrati regolarmente in Francia con un visto di lunga durata», ha precisato il ministro. Besson è anche tornato sulle polemiche circa il rimpatrio degli afghani a bordo di charter congiunti franco- britannici. Un'iniziativa, questa, che in Francia aveva suscitato le ire della sinistra all'opposizione e di molte associazioni non governative. Il ministro ha voluto ridimensionare la portata di queste operazioni, ricordando che la Francia ha espulso solo 12 afghani, mentre i britannici ne hanno riportati a Kabul circa 1.000. Inoltre la Francia ha concesso l'asilo politico a 250 afghani. Insomma, ha concluso Besson, la politica sull'immigrazione portata avanti da Parigi è «ferma e giusta». (ANSA)
SENZA DOCUMENTI, ARRESTATO IN AEROPORTO MENTRE TORNAVA IN SENEGAL
ROMA, 5 GEN - Dopo otto anni senza permesso di soggiorno in Italia, aveva deciso di tornare a casa sua, in Senegal, acquistando di tasca propria un biglietto aereo. Ma è stato arrestato in aeroporto: secondo le leggi dello Stato, potrà tornare in Patria solo da espulso, fra sette mesi, e per di più a spese della collettività. Protagonista della vicenda, come rende noto il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, Khadim, un cittadino senegalese di 41 anni. «Khadim - spiega Marroni - era arrivato in Italia otto anni fa dal Senegal. Per tutto questo tempo ha vissuto e lavorato a Napoli senza possibilità di essere messo in regola perchè il permesso di soggiorno non lo ha mai avuto. Per questo, nonostante non abbia mai commesso reati ed abbia, invece, tentato di costruirsi una parvenza di vita sociale, Khadim viene raggiunto da diversi decreti di espulsione che portano ad una condanna penale a sette mesi di reclusione senza che lui ne abbia mai conoscenza. Quando decide di tornare in Senegal, viene aiutato dagli amici italiani a comprare il biglietto dell'aereo ma all'aeroporto viene arrestato e trasferito al carcere di Civitavecchia per scontare la condanna a sette mesi per non aver ottemperato ad una espulsione che, per altro, stava volontariamente eseguendo. »In sostanza - aggiunge Marroni - Khadim che stava lasciando l'Italia è ora recluso in un carcere per non aver lasciato il nostro paese. Dal carcere ha fatto richiesta per lasciare l'Italia ma non gli è consentito perchè deve scontare una pena per non aver lasciato l'Italia«.(ANSA)
15 IRACHENI SCOPERTI IN PORTO BARI, ARRESTATO AUTISTA GRECO
Bari, 4 gen. - Quindici immigrati iracheni sono stati scoperti al porto di Bari nel corso di un'operazione condotta da militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Erano nascosti in un incavo creato dietro il carico trasportato a bordo di un autoarticolato, sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia, che è stato successivamente sequestrato. Il conducente del tir, un cittadino di nazionalità greca, è stato arrestato. (Pas/Col/Adnkronos)
GRUPPO SU FACEBOOK LANCIA SCIOPERO STRANIERI
MILANO, 3 GEN - Un giorno senza immigrati, senza le braccia e la testa dei 4,5 milioni di lavoratori stranieri che vivono nel nostro Paese «per vedere e toccare con mano cosa succederebbe se tornassero davvero a casa loro»: la proposta nasce online, da un blog e da un gruppo su Facebook, cui, in meno di un mese, hanno aderito oltre 6 mila persone, stranieri e italiani. Un'iniziativa che nasce da Milano, capitale italiana dell'immigrazione, dove si trova il coordinamento nazionale, ma ci sono già diversi comitati locali, tra cui quelli di Roma, Palermo, Napoli e poi Vicenza, Prato, Perugia e Imola in via di costituzione. L'ispirazione, invece, arriva dalla Francia, dove è stata lanciata un'analoga forma di protesta, «Un giorno senza immigrati, 24 ore senza di noi». La data coincide con quella della manifestazione italiana, ovvero il Primo marzo 2010. Le promotrici sono un gruppo di donne che lavorano a Milano «Siamo straniere e italiane, e facciamo lavori diversi, ma non è questo il punto» spiega una di loro, Stefania Ragusa. «La nostra è una battaglia per i diritti, contro il clima di razzismo che si respira in Italia. Un brutto clima, e non solo per chi è vittima delle discriminazioni, ma per tutti». Su Facebook e sul blog si discute se l'astensione dal lavoro possa essere effettivamente praticabile da chi, come gli immigrati, è più facilmente ricattabile dalla minaccia di perdere il posto «Noi ci proviamo, il nostro obiettivo è lo sciopero, chi non potrà astenersi dal lavoro potrà aderire simbolicamente in un altro modo, ad esempio astenendosi dagli acquisti, indossando un capo di abbigliamento particolare oppure un segno di riconoscimento, come un nastro o una spilletta» dice la Ragusa. Che precisa «Abbiamo ricevuto il sostegno a titolo personale da parte di esponenti del mondo politico e sindacale, come quella di Giuseppe Civati, consigliere Pd in Lombardia, ma la nostra è una protesta che nasce dalla società civile». (ANSA).
Reggio Calabria, 10 gen. - Sono ancora otto gli extracomunitari ricoverati in ospedale dopo i ferimenti subiti nei giorni scorsi in seguito alla rivolta scoppiata a Rosarno. Nessuno di loro è in pericolo di vita e si trovano negli ospedali di Reggio Calabria, Gioia Tauro e Polistena. Stanno ricevendo assistenza quotidiana dall'associazione Libera (il cui referente per la locride è don Pino De Masi, vicario della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi) e da Medici Senza Frontiere, oltre a volontari della zona. Complessivamente sono 21 gli immigrati rimasti feriti negli scontri, 14 i cittadini rosarnesi refertati e medicati, 10 poliziotti e 8 carabinieri. Nel corso degli incidenti sono state danneggiate anche due auto della Polizia. Il bilancio degli arrestati è di dieci persone, di cui sette extracomunitari e tre rosarnesi. Uno di essi è figlio di un esponente di spicco della cosca di 'ndrangheta Bellocco e un altro ha precedenti per omicidio colposo. Sulle loro posizioni si è in attesa delle disposizioni del gip che dovrebbero arrivare domani. Diverse altre persone sono state denunciate per altri reati. Le forze dell'ordine sono ancora nella zona con un presidio di alta vigilanza. (Ink/Col/Adnkronos)
PIÙ DI MILLE HANNO LASCIATO ROSARNO
Reggio Calabria, 10 gen. - (Adnkronos) - Sono più di mille gli immigrati che hanno lasciato Rosarno dopo i disordini degli ultimi giorni. Secondo i dati ufficiali, diffusi dalla Questura di Reggio Calabria, 428 sono stati trasferiti al Centro di prima accoglienza di Crotone, altri 400 al Centro di prima accoglienza di Bari e altri 300 hanno lasciato con mezzi propri la Piana di Gioia Tauro a bordo di treni diretti a Nord. È stato completato lo svuotamento delle due ex fabbriche utilizzate dagli extracomunitari come dormitori, l'ex Opera Sila in località Spartivento e l'ex fabbrica Rognetta. Sono iniziate questa mattina, inoltre, le procedure di smantellamento di tutti i luoghi dove gli immigrati hanno trovato rifugio, su indicazione della Prefettura di Reggio Calabria. (Ink/Zn/Adnkronos)
ROSARNO:A BARI IDENTIFICATI METÀ IMMIGRATI,80 PRONTI PARTIRE
BARI, 10 GEN - Intanto nel Centro proseguono le procedure per la identificazione degli altri extracomunitari. Quelli di loro che dovranno essere espulsi, saranno trasferiti al Cie (Centro di identificazione e espulsione), nel quale saranno ospitati in stato di detenzione. Uno solo degli immigrati finora sottoposti a controlli è stato arrestato perchè nei suoi confronti era stato emesso un mandato di cattura. «Tutte le operazioni si svolgono in un clima sereno - ha detto il prefetto - l'ambiente è buono e forse nelle prossime 24 ore verranno trasferite qui a Bari altre 100 persone». Il Cara di Bari ha una capienza di 944 posti ma è predisposto per giungere fino a 1.400. Attualmente sono ospitati 659 immigrati. (ANSA).
MARONI, 40MILA RIMPATRI IN DUE ANNI E SBARCHI RIDOTTI DEL 90 PER CENTO
ROMA, 10 GEN - Quarantamila clandestini rimpatriati in due anni e sbarchi ridotti del 90 per cento: «un risultato eccezionale», lo ha definito il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervenendo a L'intervista di Maria Latella, su Sky Tg24. «Il nostro contrasto all'immigrazione clandestina - ha detto - si svolge in due azioni. Da un lato, l'espulsione del clandestino: in due anni sono stati 40mila i clandestini rimpatriati, che non è un numero irrilevante. Sull'altro fronte, si tratta di impedire che arrivino. Da questo punto di vista i risultati ottenuti nel 2009 sono eccezionali: basti pensare che nel 2008 sono arrivati oltre 30mila clandestini mentre nel 2009, quando abbiamo cominciato i respingimenti, solo circa 3mila, cioè il 10 per cento. Nel mese di dicembre 2008 ne sono sbarcati 2.786, nel mese di dicembre 2009, invece, 123. Impedire che arrivano e rispedire a casa i clandestini è il modo più efficace per combattere l'immigrazione clandestina». Maroni ha quindi sottolineato che «ultimamente l'azione di identificazione si è intensificata ed è per questo che nel corso del 2010 abbiamo deciso di realizzare altri 8 nuovi centri di identificazione ed espulsione in particolare nelle regioni in cui questi centri non ci sono».(ANSA).
ROSARNO: INIZIATA DEMOLIZIONE RIFUGIO IMMIGRATI
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 10 GEN - I vigili del fuoco hanno iniziato a demolire le strutture fatiscenti dell'ex Rognetta, l'ex deposito alimentare alla periferia di Rosarno che era stato occupato dagli immigrati che hanno dato il via alla rivolta di giovedì scorso. Le ruspe hanno iniziato ad abbattere le strutture realizzate dagli immigrati all'esterno della fabbrica e nelle prossime ore verrà demolito anche il capannone principale dove gli stranieri hanno realizzato decine di baracche con cartone, plastica e lamiera. All'interno delle struttura gli immigrati, partiti in tutta fretta hanno lasciato tutto quel poco che avevano: decine di biciclette con cui raggiungevano i campi per raccogliere arance e mandarini, vestiti, pentole e utensili da cucina, bombole del gas. Nelle baracche ci sono ancora letti, coperte, resti di cibo, centinaia di carpe e in qualche caso anche valige che gli immigrati non hanno fatto in tempo a prendere.(ANSA)
ROSARNO: TERRA EMIGRANTI, 2.200 ALL'ESTERO. DA CALABRIA 345 MILA EMIGRANTI
ROMA, 9 GEN - Rosarno è terra di migrazione, non solo di arrivo ma anche in partenza. Il 14,1% della sua gente (2.200 persone) è, infatti, emigrata all'estero, alla ricerca di un lavoro, per migliorare il proprio stato economico. Proprio come sperano i tanti migranti che arrivano nella zona e che sono stati al centro di tafferugli negli ultimi giorni. La condizione dell'emigrato non inusuale in Calabria che conta complessivamente circa 345 mila concittadini migranti (più o meno il 10% della popolazione) che si trovano in tutto il mondo. Il rapporto 2009 sugli italiani nel mondo, curato dalla Fondazione Migrantes che utilizza anche i dati dell'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'Estero), fotografa perciò un fenomeno - quello migratorio - ben conosciuto dai calabresi che si sono trovati e si trovano a fare i conti anche con l'altra parte della 'barricatà. L'intera zona della piana di Gioia Tauro è interessata all'emigrazione, con percentuali anche molto alte. È il caso ad esempio di Santa Cristina d'Aspromonte che registra il 59,3% degli emigrati rispetto ai residenti e di Serrata con il 56,2%. Percentuali importanti di emigrati anche a Varapodio (37,3%), Cinquefrondi (33,6%), Giffone (22,3%), San Ferdinando (17,1%). Nel comune di Gioia Tauro è l'8,2%. Il principale paese di emigrazione dei calabresi è l'Argentina (79 mila); segue la Germania (65 mila), la Svizzera (43 mila), la Francia (35 mila), il Canada (26 mila), l'Australia (25 mila), gli Usa (17 mila), il Brasile (14). Un emigrato su cinque ha più di 65 anni; i minori sono appena il 15%. Gran parte di essi (250 mila) sono all'estero da più di cinque anni. (ANSA).
TOLTO BLOCCO STRADALE VICINO CENTRO IMMIGRATI
OSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - È stato tolto il blocco che un gruppo di abitanti di Rosarno aveva creato vicino il centro di ricovero per immigrati in contrada Bosco. Il blocco aveva lo scopo di impedire nuove incursioni degli immigrati in paese dopo quella di giovedì scorso che aveva provocato distruzioni e devastazioni. Gli abitanti hanno deciso di togliere il blocco dopo che sono state avviate le operazioni di sgombero del centro ricavato in una fabbrica dismessa dell'ex Opera Sila in cui sono ospitati gli immigrati. (ANSA)
ROSARNO: FERMATI IMMIGRATI SU AUTO, AD UNO SASSATA IN TESTA
ROMA, 9 GEN - Un' auto con tre immigrati a bordo è stata fermata da alcune persone, sembra armate di bastoni ed altri oggetti, lungo la strada provinciale 49, a Rosarno, in contrada Capoferro: due degli stranieri sono riusciti a fuggire mentre il terzo è stato colpito da una sassata in testa. Lo apprende l'ANSA da fonti investigative. Lo straniero è stato condotto in ospedale dove è attualmente trattenuto in osservazione. Le sue condizioni non sono gravi. (ANSA)
ROSARNO: IMMIGRATO FERITO COLPI FUCILE A GIOIA TAURO
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - L'immigrato - secondo quanto si apprende da fonti investigative - era in compagnia di due extracomunitari nelle campgane che circondano gli abitati di Giaia Tauro e Rosarno. Contro i tre sono stati sparati colpi di fucile caricato a pallini da persone che erano a bordo di un'auto. I carabinieri, che indagano sul ferimento, ritengono molto probabile che il fatto sia riconducibile ai recenti scontri avvenuti a Rosarno. (ANSA)
ROSARNO: ALTRI 300 IMMIGRATI TRASFERITI IN GIORNATA
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - Dopo i 300 trasferiti questa notte, circa altri 300 immigrati dovrebbero lasciare l'ex Opera Sila, una delle strutture dove erano ospitati gli extracomunitari che hanno dato vita alla rivolta a Rosarno. L'intesa, secondo quanto si apprende, sarebbe stata raggiunta tra la task force inviata dal Viminale e gli stessi immigrati dopo una lunga mediazione durata diverse ore. Dei 300 stranieri, un centinaio andranno nel Centro di prima accoglienza di Crotone mentre altri 200 saranno portati in quello di Bari. Una volta avviato il trasferimento di questo nucleo di immigrati ne rimangono ancora circa 600 ospitati sia nell'ex Opera Sila, sia in un'altra struttura abbandonata in località Le Colline, a Rizziconi, sempre nell'area compresa tra Rosarno e Gioia Tauro. Con loro è in atto una mediazione affinchè si riesca, nel più breve tempo possibile, a trasferirli tutti. Un'altra mediazione, questa volta tra le forze dell'ordine e i cittadini di Rosarno, è invece in corso per arrivare alla rimozione del blocco sulla Statale 18, che gli abitanti hanno rialzato questa mattina a poche centinaia di metri dallo stabilimento dell'ex Opera Sila per evitare che gli immigrati raggiungano l'abitato di Rosarno.(ANSA)
ROSARNO: 320 GLI IMMIGRATI TRASFERITI A CROTONE, 4 LE DONNE
ISOLA CAPO RIZZUTO (CROTONE), 9 GEN - Sono 320 gli immigrati trasferiti nel corso della notte da Rosarno al Centro di prima accoglienza Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto, alle porte di Crotone, il più grande d'Europa. Tra loro ci sono quattro donne. Agli immigrati, tutti in buone condizioni e giunti da Rosarno a bordo di sette pullman, sono stati consegnati kit igienici e tutti sono stati rifocillati con bevande calde prima dell'assegnazione dei posti all'interno della struttura. I nuovi ospiti sono stati assegnati in una parte del campo dove gli alloggi sono realizzati in container. Tutto si è svolto in perfetto ordine. Al loro arrivo, sono cominciate le operazioni di identificazione che stanno ancora procedendo. (ANSA)
UN CENTINAIO IMMIGRATI ANDATI VIA SPONTANEAMENTE
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - Sono un centinaio, secondo una stima fornita dalla polizia di Stato, gli immigrati che nel corso della notte e stamattina hanno lasciato spontaneamente il centro di ricovero allestito nella fabbrica dismessa dell'ex Opera Sila, in contrada Bosco di Rosarno. Alcuni degli immigrati hanno raggiunto la stazione ferroviaria di Gioia Tauro per andare via in treno, mentre altri si sono allontanati con mezzi propri. A questo punto, nella struttura restano circa 400 immigrati di cui si sta verificando la posizione, visto che alcuni sono regolari e muniti di permesso di soggiorno. Per questi ultimi è necessario che ci sia da parte loro la volontarietà ad allontanarsi perchè non possono essere costretti. Una situazione che è anche all'esame della task-force istituita dal Ministero dell'Interno per verificare la situazione complessiva degli immigrati che si trovano a Rosarno. Intanto sono arrivati i primi pullman della polizia di Stato che saranno utilizzati per il trasferimento degli immigrati nel Cpa di Isola Capo Rizzuto e in altre strutture di accoglienza. (ANSA)
ROSARNO: IMMIGRATO COLPITO A BASTONATE, NON È GRAVE BILANCIO FERITI SALE A 38.
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 9 GEN - È salito a 38, di cui 20 immigrati, il bilancio dei feriti degli scontri scoppiati a Rosarno dopo la rivolta degli stranieri partita giovedì sera. Nella notte infatti un extracomunitario si è presentato agli uomini della polizia dicendo di essere stato picchiato a colpi di bastone diverse ore prima. L'uomo, ferito alla testa, è stato portato in ospedale, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Dopo gli scontri di ieri è stata comunque una notte abbastanza tranquilla: con la partenza di circa 310 immigrati che erano ospitati alla ex «Rognetta», è calata l'attenzione e i cittadini di Rosarno hanno anche abbandonato la barricata costruita sulla statale 18 e presidiata per tutta la serata di ieri da uomini con bastoni e spranghe. Tranquilla al momento sembrerebbe anche la situazione nell'ex «Opera Sila», l'altra struttura a metà strada tra Rosarno e Gioia Tauro, dove sono ospitati altri immigrati. All'interno vi sarebbero tra le 500 e le 600 persone, tra cui alcuni degli extracomunitari più violenti, che avrebbero partecipato alla rivolta di giovedì notte. E in mattinata, al Comune di Rosarno, è in programma una riunione delle autorità con la task force inviata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, proprio per trovare una soluzione alla situazione all'ex «Opera Sila»
RICOVERATI STRANIERI FERITI A ROSARNO, NON RISCHIANO VITA
Milano, 8 gen. - Hanno meno di 30 anni i due immigrati feriti nel tardo pomeriggio in una sparatoria a Laureana di Borrello, centro al confine con Rosarno e a pochi chilometri dall'ex fabbrica Rognetta dove vive una comunità di extracomunitari. Uno dei due giovani è stato ferito alle gambe, l'altro all'avambraccio. Trasportati al pronto soccorso di Gioia Tauro, dopo le medicazioni sono stati ricoverati nel reparto di chirurgia. I due non rischiano la vita, riferiscono i sanitari. Anche in questo caso, come per altri 2 stranieri feriti ieri sera durante gli scontri di Rosarno, le ferite sarebbero state provocate da pallini di carabina. (Lus/Pn/Adnkronos)
ROSARNO: 37 FERITI, GRAVI 2 IMMIGRATI COLPITI SPRANGHE
REGGIO CALABRIA, 8 GEN - L'ultimo bilancio degli incidenti a Rosarno, fornito poco fa dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, è di 37 feriti: 19 extracomunitari e 18 uomini delle forze dell'ordine. Uno degli extracominitari feriti a colpi di spranga sulla statale 18 è in gravi condizioni, sottoposto ad intervento chirurgico e ricoverato ora, in codice rosso, in neurochirurgia a Reggio Calabria. Grave anche un altro extracomunitario ferito a colpi di spranghe mentre il Prefetto ha confermato che gli ultimi feriti stasera a colpi di arma da fuoco caricati a pallini non destano preoccupazioni. (ANSA)
ROSARNO: ALMENO CINQUE IMMIGRATI FERITI IN INVESTIMENTI
ROMA, 8 GEN - Almeno cinque immigrati sono rimasti feriti in modo non grave, dopo essere stati investiti da auto guidate da cittadini italiani a Rosarno. Lo si apprende da fonti investigative, secondo cui gli investimenti sarebbero avvenuti in prossimità dei posti di blocco attuati dagli abitanti del posto. In un caso i responsabili dell'investimento sono stati fermati dai carabinieri. (ANSA)
ROSARNO: IMMIGRATI GAMBIZZATI, TROVATI IN PERIFERIA PAESE
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Sono stati trovati nei pressi di un bivio lungo la strada che da Rosarno porta a Laureana di Borrello i due immigrati feriti da colpi di fucile caricato a pallini. I due sono stati portati nell'ospedale di Polistena. Le condizioni dei due feriti non destano preoccupazione.(ANSA)
ROSARNO: IMMIGRATI ARRESTATI SONO SETTE
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Sono sette gli immigrati arrestati complessivamente dalle forze dell'ordine nell'ambito delle indagini sugli scontri accaduti a Rosarno tra ieri sera e stamattina. Ai quattro immigrati arrestati dai carabinieri, se ne aggiungono infatti tre della Polizia. Gli immigrati arrestati sono accusati di devastazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Il dato definitivo dell'attività delle forze dell'ordine è stato reso noto, nel corso di un incontro con i giornalisti, dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta. (ANSA).
ROSARNO:AGRICOLTURA CALABRIA,20MILA IMMIGRATI 6MILA REGOLARI
ATANZARO, 8 GEN - Nel 2007, in tutta la Calabria, a fronte dei 6.400 autorizzati, si stima vi siano stati circa 20 mila lavoratori stranieri stagionali impiegati nel settore agricolo. Queste le ultime cifre sul fenomeno dell'immigrazione e della stagionalità nel settore primario nella regione, rese note dalla Cgil, che proprio a Rosarno ha svolto la prima conferenza regionale sui migranti nelle scorse settimane. Per contrastare questa situazione di evidente e diffusa illegalità, la Cgil ha proposto una legge regionale in grado di governare il composito e mutevole fenomeno dell'immigrazione e di contrastare ogni forma di svalorizzazione del lavoro. Tutte le rilevazioni statistiche evidenziano inoltre, in maniera forse paradossale, che la Calabria, oltre a detenere i più alti tassi di emigrazione del Paese, negli ultimi anni è diventata da terra di transito di migranti anche luogo di presenza stabile per migliaia di essi. Sono migliaia ormai i lavoratori immigrati regolarmente impegnati nei settori fondamentali dell'economia regionale come l'agricoltura, l'edilizia, l'industria, i servizi, con una condizione di informalità nell'instaurazione dei rapporti, di non governo delle relazioni, di rapporto squilibrato tra domanda ed offerta di lavoro, di scarsa attenzione ai diritti ed alle tutele. Specie in agricoltura - nota ancora la Cgil - si sono determinate condizioni particolarmente odiose di inapplicazione dei contratti, di sfruttamento spesso al limite dello schiavismo, alimentate dai caratteri di stagionalità di tante produzioni nonchè dell'inefficacia delle politiche dei flussi. Nel settore agricolo calabrese, ad esempio, le quote autorizzate sono di gran lunga inferiori sia alla reale presenza degli immigrati,che ai reali fabbisogni necessari.(ANSA)
ROSARNO: ABITANTI OCCUPANO COMUNE, NON VOGLIAMO IMMIGRATI
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Alcune decine di abitanti di Rosarno stanno occupando il Municipio per protestare contro la presenza degli immigrati e chiedere che vengano mandati via. I promotori della protesta, mentre altre persone stanno proseguendo il blocco stradale lungo la Statale 18, hanno chiesto di incontrare il commissario prefettizio al quale, secondo quanto hanno riferito, vogliono chiedere di attivarsi immediatamente per fare allontanare gli immigrati che vivono in paese dopo gli incidenti accaduti ieri. «Non siamo più disponibili - ha detto uno degli abitanti - a tollerare questa situazione». (ANSA)
ROSARNO, 34 FERITI IN SCONTRI AVVENUTI IERI
Reggio Calabria, 8 gen. (Adnkronos) - È di 34 feriti il bilancio dei disordini scoppiati ieri a Rosarno. Secondo i dati diffusi dalla Polizia di Stato, sono ricorsi alle cure dei medici degli ospedali della zona due cittadini extracomunitari, 14 cittadini italiani, dieci poliziotti e otto carabinieri. Gli uomini del Commissariato di Gioia Tauro hanno arrestato sette extracomunitari per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, devastazione e danneggiamento. La rivolta ha avuto inizio ieri pomeriggio, quando un immigrato che stava tornando dal lavoro è stato colpito da un colpo esploso da un'arma ad aria compressa in via Nazionale, sulla Ss 18 a Gioia Tauro. L'attentatore, rimasto sconosciuto, passava a bordo di un'automobile. L'extracomunitario ferito guarirà in dieci giorni dalla «ferita da arma da fuoco sovra pubica» . (Ink/Gs/Adnkronos)
ROSARNO: IMMIGRATI LANCIANO PIETRE CONTRO TROUPE TG2
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - C'è stato un lancio di pietre, risoltosi comunque senza feriti, da parte di un gruppo di immigrati a Rosarno contro una troupe del Tg2, della quale faceva parte l'inviato Francesco Vitale. L'episodio è accaduto mentre gli immigrati, dopo avere sospeso la protesta davanti il Comune di Rosarno, stavano facendo rientro nel centro di ricovero in cui sono ospitati. Alla vista delle telecamere, gli immigrati hanno lanciato pietre contro la troupe. Francesco Vitale è stato anche colpito da un sasso, ad una spalla, ma non ha riportato lesioni. (ANSA)
ROSARNO:ABITANTE SPARA IN ARIA PER DISPERDERE IMMIGRATI
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Un cittadino di Rosarno stamattina ha sparato due colpi di fucile in aria a scopo intimidatorio per disperdere un gruppo di immigrati che si era concentrato davanti la sua abitazione. L'uomo ha sparato i colpi dopo essere salito sulla terrazza della casa. Gli immigrati successivamente sono entrati nell'abitazione dove c'erano la moglie e i due figli dell'uomo, dove però si sono limitati ad urlare e protestare, inveendo contro l'uomo e i suoi familiari, e si sono poi allontanati. L'episodio si è risolto così senza feriti e senza incidenti. (ANSA)
ROSARNO:IMMIGRATI ORGANIZZANO CONCENTRAMENTO, VANNO A COMUNE
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 8 GEN - Hanno organizzato un concentramento a Rosarno gli immigrati che stanno attuando la protesta nell'ambito della quale ieri c'erano stati incidenti e scontri con le forze dell'ordine. Al concentramento partecipano tutti gli immigrati, che sono alcune centinaia, che vivono nei centri della piana di Gioia Tauro per lavorare nei campi agricoli. Secondo quanto è stato riferito da qualcuno, gli immigrati dovrebbero raggiungere il Municipio di Rosarno. Al momento non si sono verificati incidenti gravi. Qualcuno ha rovesciato dei cassonetti, ma non si sono ripetuti gli atti di vandalismo che c'erano stati ieri, col danneggiamento di centinaia di automobili. (ANSA).
ROSARNO, RESIDENTI INFURIATI PER DANNI SUBITI
Reggio Calabria, 8 gen. - È infuriata la gente di Rosarno dopo la rivolta degli immigrati. Nel centro cittadino l'effetto della protesta degli stranieri è devastante. Lungo la via principale i cassonetti dell'immondizia sono stati rovesciati in mezzo alla carreggiata e il contenuto sparso sull'asfalto. Un capannello di cittadini ha assistito nella notte alle operazioni delle forze dell'ordine, che hanno effettuato una carica di alleggerimento contro il gruppo costituito da circa 500 immigrati. Intorno alla mezzanotte i manifestanti si sono dispersi, forse per paura di essere caricati nuovamente dalle forze di polizia. «Non è possibile che abbiano creato questa confusione - dicono i residenti- hanno mandato anche bambini in ospedale e una donna incinta ha abortito, un'altra ha avuto un infarto perchè si è trovata davanti un gruppo di stranieri che l'hanno aggredita mentre era in macchina, costretta a scendere e poi le hanno rovinato la macchina». Altri episodi di violenza si sono verificati sulla Ss 18 tra Rosarno e Gioia Tauro. Nel pomeriggio di ieri gli immigrati hanno bloccato la strada e assaltato decine di auto di passaggio con pietre (colpendo anche un mezzo della Polizia). «Ho urlato a mia moglie di abbassarsi, altrimenti ci saremmo fatti davvero male -racconta un residente della zona- siamo stati letteralmente presi d'assalto con spranghe di ferro, noi stavamo soltanto tornando a casa». Un altro giovane che abita nelle vicinanze è finito in ospedale, al suo ritorno racconta: «Mi hanno colpito con un pietra alla spalla e ho la mano escoriata. Hanno distrutto la macchina: rotto i vetri, divelto lo specchietto retrovisore interno, rovinato persino il radiatore». (Ink/Gs/Adnkronos)
ROSARNO: SPARANO SU AFRICANI ED È GUERRIGLIA URBANA IN PIANA GIOIA TAURO
ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 7 GEN - Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e svuotati sull'asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. Scene di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata. A fare scoppiare la protesta il ferimento da parte di persone non identificate di alcuni cittadini extracomunitari con un'arma ad aria compressa. I feriti, tra i quali c'è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno, non destano particolari preoccupazione, ma la volontà di reagire che, probabilmente, covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile, e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell'Ex Opera Sila, non ci ha messo molto ad esplodere. Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari in larga parte provenienti dall'Africa hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali della cittadina. Gli episodi di violenza non hanno risparmiato nulla: tutto ciò che si trovasse alla portata dei manifestanti, dalle auto, in qualche caso anche con delle persone a bordo, alle abitazioni, a vasi e cassonetti dell'immondizia che sono stati svuotati sull'asfalto. A nulla è valso l'intervento di polizia e carabinieri schierati in assetto antisommossa davanti ai più agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto stretto controllo. Nel corso della serata sono arrivati rinforzi e, in un clima di palpabile tensione, si è intavolata una trattativa nel tentativo di fare rientrare la protesta. Anche la popolazione ha reagito davanti alla situazione di caos venutasi a creare e, in queste ore, alcuni giovani di Rosarno, circa un centinaio, stanno seguendo l'evolversi della situazione ad alcune centinaia di metri dalle forze dell'ordine. A Rosarno arrivati tutti i dirigenti dei commissariati di Pubblica sicurezza e i dirigenti delle compagnie di carabinieri della Piana. Tra Rosarno, l'ex fabbrica in disuso, e Gioia Tauro in un immobile dell'ex Opera Sila sono circa 1.500 gli extracomunitari che lavorano come manodopera nell'agricoltura. (ANSA)
FRANCIA: NEL 2009 ESPULSI 29.000 IMMIGRATI
PARIGI, 7 GEN - Sono 29.000 gli stranieri in situazione irregolare espulsi dalla Francia nel 2009: un numero simile a quello dell'anno scorso, ma superiore all'obiettivo di 27.000 fissato dal presidente, Nicolas Sarkozy. È quanto ha annunciato il ministro dell'Immigrazione, Eric Besson, intervistato dalla radio Europe 1. Non è la prima volta che il numero di espulsioni supera gli obiettivi assegnati dall'Eliseo. Nel 2008, la Francia aveva espulso 29.799 «sans-papiers». Allora l'obiettivo era di 25.000. Sempre nel 2009, sono stati 108.000 gli stranieri naturalizzati francesi, mentre 175.000 sono «entrati regolarmente in Francia con un visto di lunga durata», ha precisato il ministro. Besson è anche tornato sulle polemiche circa il rimpatrio degli afghani a bordo di charter congiunti franco- britannici. Un'iniziativa, questa, che in Francia aveva suscitato le ire della sinistra all'opposizione e di molte associazioni non governative. Il ministro ha voluto ridimensionare la portata di queste operazioni, ricordando che la Francia ha espulso solo 12 afghani, mentre i britannici ne hanno riportati a Kabul circa 1.000. Inoltre la Francia ha concesso l'asilo politico a 250 afghani. Insomma, ha concluso Besson, la politica sull'immigrazione portata avanti da Parigi è «ferma e giusta». (ANSA)
SENZA DOCUMENTI, ARRESTATO IN AEROPORTO MENTRE TORNAVA IN SENEGAL
ROMA, 5 GEN - Dopo otto anni senza permesso di soggiorno in Italia, aveva deciso di tornare a casa sua, in Senegal, acquistando di tasca propria un biglietto aereo. Ma è stato arrestato in aeroporto: secondo le leggi dello Stato, potrà tornare in Patria solo da espulso, fra sette mesi, e per di più a spese della collettività. Protagonista della vicenda, come rende noto il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, Khadim, un cittadino senegalese di 41 anni. «Khadim - spiega Marroni - era arrivato in Italia otto anni fa dal Senegal. Per tutto questo tempo ha vissuto e lavorato a Napoli senza possibilità di essere messo in regola perchè il permesso di soggiorno non lo ha mai avuto. Per questo, nonostante non abbia mai commesso reati ed abbia, invece, tentato di costruirsi una parvenza di vita sociale, Khadim viene raggiunto da diversi decreti di espulsione che portano ad una condanna penale a sette mesi di reclusione senza che lui ne abbia mai conoscenza. Quando decide di tornare in Senegal, viene aiutato dagli amici italiani a comprare il biglietto dell'aereo ma all'aeroporto viene arrestato e trasferito al carcere di Civitavecchia per scontare la condanna a sette mesi per non aver ottemperato ad una espulsione che, per altro, stava volontariamente eseguendo. »In sostanza - aggiunge Marroni - Khadim che stava lasciando l'Italia è ora recluso in un carcere per non aver lasciato il nostro paese. Dal carcere ha fatto richiesta per lasciare l'Italia ma non gli è consentito perchè deve scontare una pena per non aver lasciato l'Italia«.(ANSA)
15 IRACHENI SCOPERTI IN PORTO BARI, ARRESTATO AUTISTA GRECO
Bari, 4 gen. - Quindici immigrati iracheni sono stati scoperti al porto di Bari nel corso di un'operazione condotta da militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Erano nascosti in un incavo creato dietro il carico trasportato a bordo di un autoarticolato, sbarcato da una motonave proveniente dalla Grecia, che è stato successivamente sequestrato. Il conducente del tir, un cittadino di nazionalità greca, è stato arrestato. (Pas/Col/Adnkronos)
GRUPPO SU FACEBOOK LANCIA SCIOPERO STRANIERI
MILANO, 3 GEN - Un giorno senza immigrati, senza le braccia e la testa dei 4,5 milioni di lavoratori stranieri che vivono nel nostro Paese «per vedere e toccare con mano cosa succederebbe se tornassero davvero a casa loro»: la proposta nasce online, da un blog e da un gruppo su Facebook, cui, in meno di un mese, hanno aderito oltre 6 mila persone, stranieri e italiani. Un'iniziativa che nasce da Milano, capitale italiana dell'immigrazione, dove si trova il coordinamento nazionale, ma ci sono già diversi comitati locali, tra cui quelli di Roma, Palermo, Napoli e poi Vicenza, Prato, Perugia e Imola in via di costituzione. L'ispirazione, invece, arriva dalla Francia, dove è stata lanciata un'analoga forma di protesta, «Un giorno senza immigrati, 24 ore senza di noi». La data coincide con quella della manifestazione italiana, ovvero il Primo marzo 2010. Le promotrici sono un gruppo di donne che lavorano a Milano «Siamo straniere e italiane, e facciamo lavori diversi, ma non è questo il punto» spiega una di loro, Stefania Ragusa. «La nostra è una battaglia per i diritti, contro il clima di razzismo che si respira in Italia. Un brutto clima, e non solo per chi è vittima delle discriminazioni, ma per tutti». Su Facebook e sul blog si discute se l'astensione dal lavoro possa essere effettivamente praticabile da chi, come gli immigrati, è più facilmente ricattabile dalla minaccia di perdere il posto «Noi ci proviamo, il nostro obiettivo è lo sciopero, chi non potrà astenersi dal lavoro potrà aderire simbolicamente in un altro modo, ad esempio astenendosi dagli acquisti, indossando un capo di abbigliamento particolare oppure un segno di riconoscimento, come un nastro o una spilletta» dice la Ragusa. Che precisa «Abbiamo ricevuto il sostegno a titolo personale da parte di esponenti del mondo politico e sindacale, come quella di Giuseppe Civati, consigliere Pd in Lombardia, ma la nostra è una protesta che nasce dalla società civile». (ANSA).
06 January 2010
Grecia: sale il bilancio del naufragio, almeno 12 morti
Ansa
ATENE, 6 GEN - Sale il bilancio del naufragio di fine anno, al largo delle coste greche, di un'imbarcazione che trasportava emigrati provenienti dalla Turchia. La guardia costiera ha infatti trovato altri tre corpi portando a 12, fra cui tre donne, il numero provvisorio delle vittime. I guardacoste, riferiscono i media, hanno recuperato i cadaveri al largo di Alexandropoulis, in Tracia, e si ritiene che fossero a bordo di un'imbarcazione proveniente dalla Turchia e affondata alla fine di dicembre. Non si conosce il numero delle persone che si trovavano sull'imbarcazione e quindi il bilancio della sciagura potrebbe essere ancora più grave. (ANSA)
ATENE, 6 GEN - Sale il bilancio del naufragio di fine anno, al largo delle coste greche, di un'imbarcazione che trasportava emigrati provenienti dalla Turchia. La guardia costiera ha infatti trovato altri tre corpi portando a 12, fra cui tre donne, il numero provvisorio delle vittime. I guardacoste, riferiscono i media, hanno recuperato i cadaveri al largo di Alexandropoulis, in Tracia, e si ritiene che fossero a bordo di un'imbarcazione proveniente dalla Turchia e affondata alla fine di dicembre. Non si conosce il numero delle persone che si trovavano sull'imbarcazione e quindi il bilancio della sciagura potrebbe essere ancora più grave. (ANSA)
Visti dal Burkina Faso: se l'Italia ha la forma di un pomodoro
OUAGADOUGOU – Vista da Niagho l’Italia ha la forma di un pomodoro. E la città di Foggia è la terra delle opportunità. Dove basta avere buone braccia per guadagnarsi un futuro. Partono da questo piccolo villaggio del Burkina Faso molti dei burkinabé emigrati in Italia. Negli ultimi dieci anni ne sono partiti almeno 700, su una popolazione di poche migliaia di abitanti. C’è chi è partito in aereo e chi è arrivato via mare. Ma sono tutti passati dalle campagne del sud Italia, impiegati in nero come braccianti stagionali. Indietro però hanno portato un’immagine completamente diversa da quella a cui siamo abituati a pensare. Quelli che la stampa italiana ha ribattezzato come i nuovi schiavi, in patria sono diventati piccoli eroi. Simboli di riscatto e benessere. Li chiamano “gli italiani”. In un Paese dove una giornata di lavoro è pagata poco più di un euro, sono loro la dimostrazione pratica, per quanto paradossale, che il sogno europeo funziona.
Arrivo a Niagho in motorino, lungo la polverosa strada rossa di terra battuta, evitando mucche al pascolo, grossi camion e tanti ciclisti. All’ombra dell’albero, sul retro del chiosco di legno al centro del villaggio, incontro una ventina di ragazzi. Sediamo sulle panchine scassate sorseggiando uno dopo l’altro sacchettini di acqua ghiacciata e granite rosse di bissap a base di fiori di ibisco. Sono una generazione frustrata. L’economia tradizionale, fatta di agricoltura e allevamenti, è più che sufficiente per il sostentamento. Ma non produce moneta. E loro invece hanno voglia di godersi la vita, di costruire, di consumare, di fare. Esattamente come ogni italiano. Sono giovani, si sentono sprecati. Brahim Compaoré è uno di loro. Vuole partire a tutti i costi. Anche in mare. Gli dico che rischia la vita. Risponde che la rischia anche qua, ad esempio se si ammala e lo portano in ospedale, visto che non ha i soldi per curarsi. Parliamo delle condizioni di lavoro a Foggia, mostro loro le foto di Rosarno e delle baracche dove vivono i braccianti africani in Calabria durante la raccolta delle arance. Non si scandalizzano minimamente. Al contrario. Piuttosto che stare qui con le mani in mano, sono pronti a affrontare qualsiasi sacrificio. Pochi giorni prima sono partiti tre ragazzi per il deserto, diretti in Libia e poi a Lampedusa. Non c’è niente da fare. Hanno le prove che l’Italia funziona.
Nascono come funghi. Una accanto all’altra. Da tre anni a questa parte. Sono le case degli emigrati. Costruite in bozze di cemento, con infissi in ferro e tetti in lamiera. Alcune sono addirittura intonacate. Sorgono a fianco delle case costruite in modo tradizionale, con mattoni di argilla e tetti di paglia. La struttura è la stessa della casa tradizionale per la famiglia allargata: muro di cinta, e terra-tetto costruiti lungo i quattro lati del quadrilatero perimetrale, con un grande cortile interno, al centro del quale sorge la cucina a legna. Nell’immaginario, il cemento è diventato il nuovo simbolo della ricchezza, e quindi del potere. Una casa tradizionale si costruisce con 100 euro. Un appartamento vale anche 3.000 euro. Cifre inimmaginabili per i contadini della zona. Qui un bracciante guadagna in media un euro per una giornata di lavoro. Ma queste sono terre avvezze alla fatica e facili agli addii.In queste campagne ingiallite, i contadini parlano bissa. Una lingua coniata da secoli di emigrazioni e transumanze. Per tutto il Novecento, i bissa del Burkina Faso meridionale sono emigrati a migliaia in Costa d’Avorio per lavorare nelle piantagioni di ananas, cacao e caffé, e in Ghana nelle miniere d’oro, e in Nigeria per pascolare e vendere le proprie mandrie. L’Italia è arrivata dopo. Ma adesso è il desiderio di un’intera generazione. Lo sanno in tutto il Burkina Faso. Al punto che nella capitale, Ouagadougou, chiamano per scherno “italiani” gli abitanti del triangolo tra Niagho, Beguedo e Garango, nella provincia di Tenkodogo. “Sono contadini – dicono – per quello che lavorano forte con i pomodori”.
Ma in questo piccolo villaggio, gli emigrati non hanno costruito soltanto case per ostentare la nuova ricchezza e dimenticare i tanti sacrifici fatti in Italia. Hanno fatto di più. Si sono auto-tassati per dare una nuova sede al commissariato di polizia, ristrutturare le due scuole e regalare delle divise di calcio ai bambini. Nella vicina cittadina di Beguedo hanno addirittura costruito un ospedale e portato due ambulanze donate dalla Associazione Volontaria Sesto San Giovanni, di Milano. Segno che non si sono dimenticati della propria gente.
Ne é convinto il re del villaggio. Un ex funzionario dello Stato in pensione, formatosi alla scuola coranica e al liceo dei missionari cattolici per poi laurearsi in filosofia a Ouagadougou. È membro della famiglia presidenziale dei Compaoré, che a Niagho regna da più di trenta generazioni, fin dalla fondazione dell’impero dei Mossi, che la tradizione vuole essere stato fondato nel dodicesimo secolo dalla principessa Yennenga, figlia del re di Gambaga, e dal cacciatore di elefanti Rialé. Il re ci riceve con molta accoglienza. Indossa un boubou blu. Per stringergli la mano mi devo inginocchiare in rispetto delle usanze. “Dobbiamo ringraziare l’Italia – dice con autorevolezza, mentre sorseggiamo insieme a dei bambini una bevanda tradizionale a base di latte di capra -. Per aver accolto così bene i nostri figli e per aver dato loro l’opportunità di lavorare e far crescere il villaggio”. L’unica cosa che non si spiega è perché molti di quelli che sono partiti non abbiamo più fatto ritorno, anche a distanza di anni. A ritornare infatti sono solo quelli che negli anni passati hanno usufruito delle sanatorie. Per chi è ancora senza documenti, non resta che continuare a spremere sudore nelle nostre campagne per pochi euro, cambiando discorso quando da casa gli chiedono notizie dalla terra dei pomodori.Leggi anche:
| Arance amare. Tra i braccianti a Rosarno Vivono in capannoni abbandonati, senza luce né acqua. Impiegati in nero, alla giornata, per 25 euro. Sono i raccoglitori delle arance di Rosarno, a Reggio Calabria. Duemila persone ogni inverno, quasi tutti senza documenti. E i proprietari delle aziende agricole, sono spesso i figli dei braccianti calabresi protagonisti delle lotte per la terra nel dopoguerra... | |
| Viaggio tra i braccianti nelle campagne di Foggia A Verona lavorava come addetta alle pulizie, in una libreria. Poi l'incidente in auto, il femore rotto, la lunga degenza. E l'inizio di quella lenta discesa che dal ricco nord l'ha portata nelle campagne foggiane, in mezzo a quell'umanità precaria, che ogni mattino alle prime luci dell'alba va a cercare lavoro nei campi per 20-25 euro al giorno | ![]() |
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