28 March 2012

Speciale Presa Diretta: Libia un anno dopo


Sono passati quasi sei mesi dall'uccisione di Gheddafi. La guerra è finita e la Libia si avvia verso le sue prime elezioni, previste a giugno, in un clima schizofrenico. Da un lato c'è la piazza che festeggia la libertà, l'economia che riparte e i neonati partiti che si preparano al voto. Dall'altro ci sono le milizie che hanno combattuto contro il regime ma che oggi non accettano di disarmare e, al contrario, continuano a sparare. 

Dove porta la strada presa dal popolo libico dopo la fine della dittatura?

Per scoprirlo PRESA DIRETTA dedica alla Libia una puntata speciale di due ore, lunedì 2 aprile 2012, con i servizi di Gabriele Del Grande, Alessio Genovese, Manolo Luppichini e Nancy Porsia.

Con immagini esclusive girate tra novembre 2011 e febbraio 2012 a Tripoli, Benghazi, Misrata, Sirte, Bani Walid, Warshafanna, Tawargha e Kufra.

24 March 2012

L'amore ai tempi della frontiera

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Facciamo sempre di tutto per frapporre distanze incolmabili tra un “noi” e un “loro”. Fuggono dalla fame, dalla guerra, dalla disperazione. Sono profughi, rifugiati, clandestini. E così finisce che non pensiamo mai alle cose normali. Al desiderio, alla follia della gioventù, al gusto dell'avventura e perché no all'amore. Chi l'avrebbe detto, ad esempio, che dietro alla più violenta rivolta del centro di identificazione e espulsione di Chinisia, a Trapani, ci fosse una bellissima e commovente storia d'amore? Noi ci siamo arrivati un po' per caso. E abbiamo deciso di seguire la storia fino in fondo e di farci un film. Con un registratore audio, una macchina fotografica e l'archivio dei video girati con il cellulare da Winny e Nizar, i due protagonisti del film.

23 March 2012

La fortuna mi salverà

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A Torino il centro di identificazione e espulsione (Cie) non passa inosservato. É piantato in mezzo a un perimetro di condomini. Centinaia di torinesi ogni mattina si affacciano dai loro balconi sulle gabbie e maledicono il giorno in cui la prigione ha rovinato la reputazione del quartiere. Abderrahim sui balconi invece ci sale per salutare dall'alto gli ex compagni di cella. Dopo essersi fatto cinque mesi al Cie, gli sono rimasti più amici dentro che fuori. E per loro cerca di fare il possibile. Li intervista dai microfoni di una radio locale, gli porta la spesa, partecipa ai presidi contro il Cie. Nella speranza che non vengano espulsi, ma che come Amir, Hassan e Mahmoud siano rilasciati, aspettando tempi migliori.

22 March 2012

Papà non torna più

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Bogusha non sa come spiegare al piccolo Tareq che suo padre non tornerà più a casa. Così ha deciso di portarlo a Casablanca, per farli almeno stare un po' insieme. Kabbour li porta in giro nel suo quartiere. Qui ha passato l'infanzia, eppure oggi in quelle strade si sente straniero. E vuole tornare a casa. A casa sua, in Abruzzo, dove è arrivato che aveva solo 11 anni. È lì che ha studiato, ha lavorato, si è sposato e ha avuto il bambino. Ed è lì che viveva fino a quando i carabinieri sono andati a prenderlo a casa per rimpatriarlo in Marocco. Con in tasca un foglio di carta che in nome della legge italiana gli vieta di vivere con la sua famiglia.

17 March 2012

La strage

Ragazzi di Tunisi dispersi al largo di Lampedusa nel marzo 2011

Fanno tutti a gara a contare quanti ne sbarcano, pronti a gridare all'invasore. Ma quanti sono quelli che non sono arrivati? Muoiono giorno dopo giorno. Anno dopo anno. E i loro corpi finiscono nell'oblio delle coscienze, seppelliti in fondo al cimitero Mediterraneo. Mangiati dai pesci e accatastati sopra le tubature dei gasdotti che sembrano a volte l'unico ponte rimasto tra le due rive. Un giorno a Lampedusa e a Zuwarah, a Evros e a Samos, a Las Palmas e a Motril saranno eretti dei sacrari con i nomi delle vittime di questi anni di repressione della libertà di movimento. E ai nostri nipoti non potremo neanche dire che non lo sapevamo. Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell'Europa almeno 18.244 persone. Di cui 2.352 soltanto nel corso del 2011. Il dato è aggiornato al 16 marzo 2012 e si basa sulle notizie censite negli archivi della stampa internazionale degli ultimi 24 anni. Il dato reale potrebbe essere molto più grande. Nessuno sa quanti siano i naufragi di cui non abbiamo mai avuto notizia. Lo sanno soltanto le famiglie dei dispersi, che dal Marocco allo Sri Lanka, si chiedono da anni che fine abbiano fatto i loro figli partiti un bel giorno per l'Europa e mai più tornati. Di seguito la rassegna completa e aggiornata delle notizie, dal 1988 a oggi.

Cinque morti a Lampedusa, che succede in Libia?

Tre barche in due giorni. La prima è arrivata direttamente al porto di Lampedusa, nella notte di ieri, con a bordo 54 passeggeri. Le altre due sono state soccorse oggi in alto mare. Una da un motopesca francese, che adesso aspetta ordini dalle capitanerie di porto per sapere dove sbarcare i 74 naufraghi, visto che Malta rifiuta l'approdo pur essendo avvenuto il salvataggio in acque di competenza SAR maltesi. La terza barca invece è stata soccorsa sempre oggi a circa 70 miglia da Lampedusa, dalla Guardia costiera italiana, che a bordo insieme ai 60 naufraghi ha trovato i corpi senza vita di 5 persone morte di stenti durante la traversata. Si allunga così la lista delle vittime sui confini dell'Europa. Dal 1988 almeno 18.244 persone hanno perso la vita viaggiando verso l'Europa, delle quali 2.352 soltanto nel corso del 2011. Le vittime documentate da Fortress Europe nel Canale di Sicilia dal 1996 ad oggi sono almeno 6.226. I dati si basano sulle notizie documentate dalla stampa internazionale.
Dopo gli oltre 50.000 arrivi registrati nei primi nove mesi del 2011, dovuti alla guerra in Libia e alla fine della dittatura in Tunisia, gli sbarchi a Lampedusa erano di fatto cessati da settembre 2011. La rotta tunisina ha cessato di essere battuta con i rimpatri di massa dai cie galleggianti di Palermo dopo la rivolta di Lampedusa di settembre. Mentre la rotta libica ha cessato di essere battuta da metà agosto, dopo la liberazione di Tripoli e di Zuwarah, che erano i principali punti di imbarco utilizzati dalle milizie di Gheddafi che si facevano carico di tutta la logistica della traversata. E adesso, con il ritorno del bel tempo, cosa c'è da aspettarsi?

13 March 2012

Mare chiuso. Un film contro i respingimenti in Libia

di Stefano Liberti e Andrea Segre
prod. ZaLab - 63'
in concorso al Festival del Cinema Africano di Milano e al Bifest di Bari


Dal 15 marzo proiezioni in tutta Italia, a Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Firenze, Milano, Padova, Pordenone, Prato, Roma, Torino, Trento, Treviso,Venezia e molte altre città.
Consulta il CALENDARIO DELLE PROIEZIONI

Dopo Come un uomo sulla terra, il nuovo film di Andrea Segre, questa volta in coppia con Stefano Liberti (autore di A sud di Lampedusa). Il tema e' lo stesso. I respingimenti in alto mare verso la Libia effettuati nel 2009 dal governo italiano. Due anni dopo, la guerra in Libia ha sospeso le operazioni della Marina militare italiana e allo stesso tempo ha spinto decine di migliaia di lavoratori africani a lasciare la Libia cercando rifugio nei paesi vicini. Andrea e Stefano hanno cominciato da li'. Dai campi profughi allestiti dall'Unhcr in Tunisia. E sono andati a cercare i respinti. Per raccontare come la politica italiana abbia segnato la loro vita. Tra carcere, violenze, fughe, ma anche tenacia e speranza. Quella di chi ce l'ha fatta nonostante tutto. E quella di tutti noi che, forti della condanna contro l'Italia recentemente pronunciata dalla Corte europea dei diritti umani, possiamo fare girare questo straordinario documentario per dire: mai più respinti!

Per prenotare una proiezione, scrivete a distribuzione@zalab.org

Per saperne di più seguite il calendario delle proiezioni e dei festival sul blog del film

11 March 2012

Le madri di due dispersi di Qasserine raccontano


Amel, una ragazza del comitato cittadino dei giornalisti di Qasserine intervista le madri, le sorelle e gli amici di due ragazzi di Qasserine dispersi in mare sulla rotta per Lampedusa la primavera scorsa. In arabo, sottotitolato in francese.

10 March 2012

Mare deserto. Gli eritrei lasciati morire dalla Nato


Fine marzo 2011. In Libia è appena iniziata la guerra e da Tripoli migliaia di lavoratori africani si imbarcano verso Lampedusa. Uno dei tanti gommoni però finisce in avaria, e nonostante la richiesta di soccorso arrivi direttamente alla centrale operativa della Guardia Costiera Italiana, nessuno interviene. Nemmeno le decine di navi da guerra della Nato che in quei giorni presidiano quel tratto di mare, impegnate nei combattimenti. Si limitano a mandare un elicottero militare, che getta ai naufraghi un po' d'acqua e biscotti, poi sparisce nel nulla. Condannando alla morte 63 dei 72 passeggeri. La trasmissione Falò, della televisione Svizzera Italiana (Rsi) ha rintracciato tutti i nove superstiti, tra Italia, Tunisia e Norvegia. Ha ascoltato le loro testimonianze. Ha raccolto documenti. E ha costretto la Nato – che per mesi ha negato ogni coinvolgimento - ad ammettere di aver ricevuto una chiamata d’allarme. Sulla tragedia intanto, il Consiglio d’Europa ha aperto un'inchiesta.

Di Emiliano Bos e Paul Nicol, 54 minuti, GUARDA IL VIDEO

09 March 2012

La primavera araba dei CIE: 580 evasioni nel 2011

Cie di Torino, reclusi in rivolta, 6 novembre 2009

Scioperi della fame, autolesionismo, incendi, evasioni e vere e proprie rivolte. Il 2011 sarà ricordato come l'anno più caldo nei centri di identificazione ed espulsione (CIE) italiani. I giovani ribelli sono i ragazzi tunisini sbarcati a Lampedusa e finiti a migliaia nei Cie, dopo l'accordo tra Roma e Tunisi del 5 aprile 2011. All'impossibilità di vedere riconosciuto per le vie legali il proprio diritto a viaggiare, hanno deciso di riconquistarselo con l'unica cosa che gli è rimasta a disposizione: i propri corpi. Gli stessi corpi che hanno esposto alle pallottole della polizia del regime di Ben Ali durante la rivoluzione di gennaio in Tunisia. I corpi con cui hanno attraversato il mare, e con i quali adesso tentano di scavalcare le gabbie dove sono stati rinchiusi, al rischio di finire in ospedale con le ossa rotte dalle manganellate, oppure in prigione con l'accusa di aggressione a pubblico ufficiale.

02 March 2012

Spagna: morti annegati 2 ragazzi a Melilla

Avevano tra i 20 e i 25 anni. I loro corpi senza vita sono stati ritrovati a un centinaio di metri dall'imbocco del porto commerciale di Melilla, una delle due enclave spagnole in Marocco. La loro identità è sconosciuta, si sa soltanto che erano partiti da qualche paese africano e con tutta probabilità sono morti annegati mentre tentavano di nascondersi su una delle navi che collegano il porto di Melilla alla costa spagnola sul lato nord dello stretto di Gibilterra. Dal 1988 sono più di 18mila le vittime documentate alle porte del Vecchio Continente. Di seguito i dettagli della notizia sulla stampa spagnola.

01 March 2012

Altra Europa


Il nuovo film di Rossella Schillaci, premio miglior documentario al This Human World International Film Festival 2011 di Vienna 2011, al RAI International Film Festival 2011 di Londra e al Salina Doc Fest sezione ITALIA DOC 2011. Uno dei migliori film sui paradossi dell'accoglienza all'italiana, raccontati attraverso la storia di una vecchia clinica di Torino, occupata nel 2008 da trecento rifugiati politici somali e sudanesi. Khaled, Shukri e Ali sono tre di loro. Come i loro compagni, hanno viaggiato tra mille difficoltà pur di arrivare fin qui, in Europa, per conquistarsi una vita migliore. Ma le loro speranze si scontrano con una condizione di vita “sospesa” in attesa di una soluzione che non arriva. Vorrebbero raggiungere "un'altra Europa" ma sono bloccati in Italia dal regolamento Dublino II che li obbliga a risiedere nel primo paese Ue dove hanno fatto ingresso. Il film segue le loro vicende nell’arco di un anno e mostra la loro vita quotidiana all'interno della clinica occupata e in città, tra i problemi interni, le proteste della cittadinanza, l'impotenza dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e lo sgombero finale con tanto di trasferimento in una vecchia caserma. L'ennesima soluzione emergenziale di Prefettura e Comune. Ma il viaggio di Khaled, Shukri e Ali non è ancora finito...

Segui le proiezioni e i premi del film sul blog di Altra Europa.