Ancora un dramma sulla rotta per Lampedusa. Due i dispersi. Si tratta di due ragazzi tunisini. Erano caduti in acqua insieme a altri tre passeggeri di un'imbarcazione partita dalla Tunisia con 111 persone a bordo, proprio mentre avevano incrociato sulla loro rotta un peschereccio tunisino che ha prestato loro immediati soccorsi riuscendo però a soccorrere soltanto tre dei cinque uomini in mare. Intanto a Pantelleria è di nuovo rivolta. I tunisini reclusi nella caserma Barone, hanno di nuovo bruciato i materassi nella struttura già devastata dalle fiamme dei giorni scorsi. Dopo l'incendio si sono quindi recati nel centro del paese, dove hanno manifestato pacificamente chiedendo una sistemazione migliore e la possibilità di poter telefonare ai propri familiari in Tunisia. Di seguito la notizia sulle agenzie stampa.
Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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19 August 2011
17 August 2011
Pantelleria: rivolta nel centro d'accoglienza
Ancora rivolta al centro di accoglienza di Pantelleria. Ieri un gruppo di tunisini, reclusi da giorni nella caserma Baroné, ha dato alle fiamme materassi e suppellettili devastando la struttura. Chiedevano la libertà E alla fine della protesta una decina di loro se la sono presa. Soltanto 80 dei 90 tunisini reclusi nella caserma infatti risultavano ancora presenti dopo il rogo. Anche se c'è da aspettarsi che si ripresentino ai cancelli ben presto, visto che da Pantelleria non si va molto lontano. Si tratta di persone accusate di viaggio.Ovvero di ragazzi tunisini arrivati a Pantelleria senza passaporto e da settimane detenuti illegalmente, sin dal loro sbarco a terra. La caserma Baroné infatti non è un carcere, nè un centro di identificazione e espulsione. E la loro privazione della libertà non è stata convalidata da nessun giudice, come invece prevede la legge - e la Costituzione - in questi casi. Sulla questione si è espresso anche il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D'Ancona, che ha chiesto la chiusura della caserma perché inagibile. Si tratta della terza rivolta in un mese, dopo le proteste avvenute nello stesso centro a metà luglio e a inizio agosto. Come già era successo nei mesi precedenti anche a Lampedusa.
19 April 2011
Pantelleria: ripescato un terzo cadavere in mare
Mentre sull'isola di Pantelleria si celebravano i funerali di Leonie e Cinie, le due donne annegate durante il naufragio dello scorso 13 aprile, con la partecipazione del marito e dei cinque figli di Leonie e del fidanzato di Cinie, dal mare é arrivata la triste conferma del terzo decesso. Il corpo dell'uomo che ancora mancava all'appello é stato ritrovato non lontano dalla costa. Di seguito, i dettagli della notizia. Qui invece le statistiche sulle oltre quattromila vittime del Canale di Sicilia in dieci anni di sbarchi
14 April 2011
Pantelleria: due morte, un disperso e le accuse di un pescatore
Ancora tre morti alle porte d'Europa. Una barca proveniente dalla Libia si è arenata a Pantelleria, sugli scogli di contrada Arenella, nei pressi del paese. Presi dal panico, i passeggeri si sono lanciati in acqua, cercando di raggiungere a nuoto la riva. Nella ressa due donne sono annegate e un uomo è finito disperso. A ben vedere però, ancora una volta a rubargli la vita prima ancora del mare è stata l'omissione di soccorso. La denuncia è di un pescatore, il comandante Antonio Grimaudo, del peschereccio Cosimo Aiello, di Mazara del Vallo, che alla stampa ha dichiarato di avere dato l'allarme 15 ore prima dell'arrivo dei soccorsi. Grimaudo si chiede, e noi con lui, perché non siano state inviate con la massima urgenza due motovedette veloci per effettuare il trasbordo prima che fosse troppo tardi? Nel momento in cui i pescatori hanno dato l'allarme, il mare era ancora buono, e il peschereccio si trovava a sole 22 miglia da Pantelleria. Quelle tre vite si potevano salvare. Ma forse ancora una volta ha prevalso lo spirito securitario. L'indizio sta nel fatto che alcune ore dopo il primo sos sul posto è arrivata, insieme alla nave da guerra Minerva della marina italiana, una motovedetta tunisina. Che secondo il resoconto dei pescatori ha acceso i fari e ha invertito la rotta non appena ha visto che i passeggeri erano neri. Forse l'ordine era di ritardare i soccorsi per favorire il respingimento in Tunisia? Salvo poi scoprire che i passeggeri non erano tunisini, ma africani partiti da Tripoli, e che quindi le autorità tunisine rifiutavano di prendere a bordo? Per ora sono solo domande, ma ci auguriamo ne terrà conto la procura di Marsala, che sull'incidente ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo.Di seguito i dettagli della notizia. Intanto continuiamo a non avere notizie di due imbarcazioni partite dalla Libia a fine marzo. Una con 335 passeggeri a bordo e l'altra con 160. I passeggeri eritrei avevano dato l'allarme con una telefonata dal satellitare alla diaspora eritrea a Roma due settimane fa. Da allora però non ci sono più stati contatti. Né sono mai arrivati a destinazione. Potrebbero essere tornati in Libia sospinti dalle correnti oppure più probabilmente essere naufragati. Ovviamente ci auguriamo tutti il contrario, ma se così fosse, questa tragedia davvero mostrerebbe l'omissione di soccorso praticata sistematicamente da parte dei mezzi navali della Nato. Che pattugliando quel tratto di costa impegnati nella guerra in Libia, non potrebbero non avere visto quelle imbarcazioni.
17 March 2011
Sicilia: tre cadaveri a Pantelleria e Lampedusa
Il mare torna a riconsegnare corpi senza vita sugli scogli di Pantelleria e Lampedusa. Tre soltanto nella giornata di oggi. Gli ennesimi ragazzi annegati nella traversata del Canale di Sicilia. Dal 1988 sono più di 15.000 le persone che hanno incontrato la morte lungo le frontiere dell'Europa, impossibilitate a viaggiare in aereo perché prive dei requisiti sempre più restrittivi che l'Unione europea impone per il rilascio di visti d'ingresso. Di seguito i dettagli della notizia. Per i dati consultate la pagina Fortezza Europa
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