17 May 2011

Fortezza Europa: 1.174 morti dall'inizio dell'anno


The solid sea, by Alberta Torres    

Morire di frontiera. Accade da vent'anni lungo i confini dell'Europa. Sono soprattutto naufragi, ma non mancano incidenti stradali, morti di stenti nel deserto come tra le nevi dei valichi montuosi, piuttosto che uccisi da un'esplosione negli ultimi campi minati in Grecia, dagli spari dell'esercito turco o dalle violenze della polizia in Libia. Fortress Europe è una rassegna stampa che dal 1988 ad oggi fa memoria delle vittime della frontiera. Il dato aggiornato all'11 maggio del 2011 è di 16.981 morti documentati, dei quali 1.174 dall'inizio dell'anno. Per consultare i dati nel dettaglio, frontiera per frontiera, continua a leggere l'articolo. Per la rassegna stampa completa invece clicca qui.

Nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico verso le Canarie sono annegate 12.208 persone. Metà delle salme (7.516) non sono mai state recuperate. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, l'Egitto, la Tunisia, Malta e l'Italia le vittime sono 5.289, tra cui 3.967 dispersi. Altre 186 persone sono morte navigando dall'Algeria verso la Sardegna. Lungo le rotte che vanno dal Marocco, dall'Algeria, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania e dal Senegal alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte almeno 4.576 persone di cui 2.352 risultano disperse. Nell'Egeo invece, tra la Turchia e la Grecia, ma anche dall'Egitto alla Grecia, hanno perso la vita 1.389 migranti, tra i quali si contano 827 dispersi. Infine, nel Mare Adriatico, tra l'Albania, il Montenegro, la Grecia e l'Italia, sono morte almeno 640 persone, delle quali 256 sono disperse. Inoltre, almeno 629 migranti sono annegati sulle rotte per l'isola francese di Mayotte, nell'oceano Indiano. Il mare non si attraversa soltanto su imbarcazioni di fortuna, ma anche su traghetti e mercantili, dove spesso viaggiano molti migranti, nascosti nella stiva o in qualche container, ad esempio tra la Grecia e l'Italia. Ma anche qui le condizioni di sicurezza restano bassissime: 154 le morti accertate per soffocamento o annegamento.

Per chi viaggia da sud il Sahara è un pericoloso passaggio obbligato per arrivare al mare. Il grande deserto separa l'Africa occidentale e il Corno d'Africa dal Mediterraneo. Si attraversa sui camion e sui fuoristrada che battono le piste tra Sudan, Chad, Niger e Mali da un lato e Libia e Algeria dall'altro. Qui dal 1996 sono morte almeno 1.703 persone. Ma stando alle testimonianze dei sopravvissuti, quasi ogni viaggio conta i suoi morti. Pertanto le vittime censite sulla stampa potrebbero essere solo una sottostima. Tra i morti si contano anche le vittime delle deportazioni collettive praticate dai governi di Tripoli, Algeri e Rabat, abituati da anni ad abbandonare a se stessi gruppi di centinaia di persone in zone frontaliere in pieno deserto

In Libia si registrano gravi episodi di violenze contro i migranti. Non esistono dati sulla cronaca nera. Nel 2006 Human rights watch e Afvic hanno accusato Tripoli di arresti arbitrari e torture nei centri di detenzione per stranieri, tre dei quali sarebbero stati finanziati dall'Italia. Nel settembre 2000 a Zawiyah, nel nord-ovest del Paese, vennero uccisi almeno 560 migranti nel corso di sommosse razziste.

Viaggiando nascosti nei tir hanno perso la vita in seguito ad incidenti stradali, per soffocamento o schiacciati dal peso delle merci 367 persone. E almeno 398 migranti sono annegati attraversando i fiumi frontalieri: la maggior parte oggi nell'Evros tra Turchia e Grecia, come in passato nell'Oder-Neisse tra Polonia e Germania, nel Sava tra Bosnia e Croazia e nel Morava, tra Slovacchia e Repubblica Ceka e nel Tisza tra Serbia e Ungheria. Altre 114 persone sono invece morte di freddo percorrendo a piedi i valichi della frontiera, soprattutto in Turchia e Grecia. In Grecia, al confine nord-orientale con la Turchia, nella provincia di Evros, esistono ancora i campi minati. Qui, tentando di attraversare a piedi il confine, sono rimaste uccise 92 persone.

Sotto gli spari della polizia di frontiera, sono morti ammazzati 282 migranti, di cui 37 soltanto a Ceuta e Melilla, le due enclaves spagnole in Marocco, 50 in Gambia, 121 in Egitto - di cui 83 alla frontiera con Israele - e altri 32 lungo il confine turco con l'Iran e l'Iraq. Ma ad uccidere sono anche le procedure di espulsione in Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Spagna, Svizzera e l'esternalizzazione dei controlli delle frontiere in Marocco e Libia. Infine 41 persone sono morte assiderate, viaggiando nascoste nel vano carrello di aerei diretti negli scali europei. E altre 33 hanno perso la vita tentando di raggiungere l'Inghilterra da Calais, nascosti nei camion che da lì si imbarcano per Dover o sotto i treni che attraversano il tunnel della Manica, oltre a 12 morti investiti dai treni in altre frontiere e 3 annegati nel Canale della Manica.

Leggi anche
Da vent'anni in Europa
Paese per paese
Un mese al confine
Rassegna stampa completa dal 1988 delle vittime di frontiera

27 comments:

Frank57 said...

Grazie a "Presa diretta" ho appreso di questo blog e molto apprezzato il lavoro che hai potuto illustrare nella conversazione con Iacona.
Complimenti.

Vale said...

Anche io ho saputo del tuo lavoro con la puntata di presa diretta di ieri sera e son qui per farti i miei complimenti :)

marco said...

ciao,
complimenti per quello che fai/fate, continua così.
grazie di tutte le info che condividi insieme a noi lettori.

Anonymous said...

ciao e complimenti.... grazie per quello che fai!!!... Spero tanto che, come me, anche tante altre persone vengano a conoscenza di questa sconvolgente realtà!!!!

Anonymous said...

Anch'io sono venuta a conoscenza di questo blog grazie a Presa Diretta.
Ammiro e stimo il vostro lavoro..è grazie a voi se posso ancora non vergognarmi di essere italiana.

Complimenti e buon lavoro.

"E non ho paura di un'altra cultura, la pelle e la lingua di un'altra creatura.
Mi sembra banale dover ricordare che l'intercultura sia un fatto normale.
E voglio sputare su questa chiusura.
Mi piacciono i balli di un'altra cultura, la tavola, il vino, la letteratura, vedere ogni terra senza bandiera."

Ily.

Anonymous said...

grazie... perchè finalmente reportage come presa diretta hanno aperto gli occhi a tanti italiani!!!la gente non sa e non vuole sapere!! questo sito mi piace tanto!!un ulteriore grazie perchè preparo la tesi sul trasporto degli esseri umani e mi sta aiutando molto!!!lucia

Filippo said...

Anch'io ho scoperto questo blog grazie al programma "Presa Diretta".
Complimenti! Sei davvero un ragazzo molto in gamba.
Ciao, F.

Anonymous said...

Sono l'ennesima che ti ha scoperto soltanto ieri sera.
La mia cultura del fenomeno nasceva dalla lettura di "Bilal", il bellissimo libro di Fabrizio Gatti , e dalla lettura degli articoli sui quotidiani.
Ma di un sito come questo c'è davvero bisogno!
Ti inserisco nei preferiti immediatamete.
Coraggio, ancora coraggio!
Roberta-Bologna
ascolto@email.it

Anonymous said...

Anch'io vi ho scoperto solo ieri comunque complimenti...continuate così!!!

Anonymous said...

e pensare che programmi come presa diretta e report rischiano di scomparire perchè non graditi al KAPO. Complimenti per la competenza e l'onestà con cui svolgi il tuo lavoro.

Ad maiora

Anonymous said...

Grazie a Riccardo Iacona ho scoperto l'importante lavoro che porti avanti!
complimenti.
Gabriele

Patrizia Bassi said...

Solo ieri sera, come molti, ho saputo di questo sito e del tuo lavoro. Vorrei ringraziarti, per quello che fai, e per ciò che rappresenta il tuo lavoro. L'Italia di oggi mi spaventa, ho bisogno di sapere che ci sono persone come te, che non siano tutti indifferenti ai diritti umani... mi auguro che le cose possano presto cambiare

Anonymous said...

Questo blog e questi post di ringraziamento mi fanno davvero ben sperare. Sono la dimostrazione che non tutti gli italiani, al di la' di un'ideale o di un diverso colore politico, sono omologabili come ci vorrebbero sui reality, se messi a contatto con la verita' o quantomeno con un'altra 'versione' dei fatti, che sanno riconoscere ed apprezzare. E' importante questo, soprattutto se avviene in un Paese che era collocato intorno all'80esimo posto, tra Bulgaria e Mongolia, qualche anno fa, nella curiosa classifica delle liberta' di stampa e affini... Spero che il progetto di Gabriele, come quello di 'Presa diretta e/o Report' possano decollare ulteriormente abbracciando un pubblico e un'audience' sempre piu' ampia, a quel punto sara' davvero difficile imbavagliarli.
Complimenti ancora
Max - Bologna

redemma said...

ho saputo del blog da presa diretta, lo sto diffondendo e promuovendopiù che posso, bisogna che si sappia, dai media non passa più nulla ormai, ci resta solo di sostenere il lavoro, certamente molto faticoso, di chi come voi ha coscienza critica e i mezzi x potersi organizzare in un lavoro di informazione di questo livello.
complimenti
alessia roma

clelia pinto said...

ciao!
sono rimasta subito toccata dal nome dato al blog: è quello con cui anch'io mi riferisco all'europa. amaramente, non mi sento più di abitarci. forse dopo un periodo di "transizione"altrove (sei mesi in brasile) tornerò più forte, più propositiva e meno soggetta alla nausea. e basta con "fuga di cervelli", nel mio caso è una questione di...stomaco!
sono felice che ci sia gente più forte di me, disposta a restare, a fare un grande lavoro.anche il tuo tiene accesa la speranza.grazie.cle'

Marco said...

Ciao!
Sono Marco, un modicano che lavora a Torino. Ti ho conosciuto a Presa Diretta, complimenti!!!!!
Magari un giorno ci si prende una birra al corso.
Ciao!

Anonymous said...

Ciao, sono Denis
vi ho conosciuto anch'io da presa diretta.ci tenevo solo a ringraziarvi per per il grandissimo lavoro che state faccendo.siete tra i pochi che cercate di aprire gli occhi alla gente che é acciecata dal benessere del pseudo mondo evoluto del occidente.mi auguro che il vostro lavoro possa far camibiare le cose......... grazie ancora

gabriele di pasquale said...

spunto veramente interessante su cui ho deciso di fare la mia tesi di laurea.
Grazie mille ...per adesso

Anonymous said...

anche io come molti ho sentito di questo sito solo dal programma presa diretta. lo visito solo ora per "sorte alterna" come direbbe la mia prof di latino. ho però parlato molto di voi con la mia classe e proporrò discussioni alle assemblee di istituto. continuate così perchè si può credere ancora in questa italia alla deriva e alle generazioni future bisogna lasciare proprio questi messaggi

Anonymous said...

Salve,ho visto Presa Diretta 2 mesi fa e ho pensato di scrivervi per dirvi che siete veramente ammirevoli per l'impegno che mettete nella vostra attività. Non vi conoscevo, ma ora vi ho messo tra i "preferiti" e seguirò il vostro lavoro. Buon lavoro e coraggio...

Irene said...

Ho letto Mamadou va a morire e non riesco a staccarmene.. Grazie, il vostro lavoro è straordinario.
Irene

andrea said...

ottimo blog

albaniatalent.com said...

bellissimo articolo.

MaUrO b. said...

Sono arrivato per caso su questo blog e mi ci sono fermato stupito...complimenti siete la dimostrazione che anche nel nostro paese si può essere qualcosa di più e qualcosa di meglio...

Anonymous said...

Anche a scuola la mia classe ha trattato questo tema e abbiamo parlato anche di te e del tuo sito. Così tornato a casa ho acceso il pc e ho visitato il tuo sito, che oltrettutto è stupendo e fa aprire gli occhi alla gente. Sei un figo e ti stimo.

Anonymous said...

Ho appena ascoltato le titubanti, incerte, ipocrite e paradossali dichiarazioni di Frattini sull'intervento-non-intervento italiano nella guerra in Libia... Da ministro di cotanto governo, quello che firmava trattati di collaborazione e baciava la mano del rais, si è permesso di dire che non si tratta di far guerra alla Libia, né di voler abbattere il governo di Gheddafi... e allora, c'è da chiedersi, che cosa stia accadendo a Bengasi... perché stanno bombardando Tripoli...

Anonymous said...

Le scelte naziste del nostro governo sui respingimenti in Libia ci dovrebbero riempire di vergogna e di umiliazione, ma se questi sentimenti possono tranquillamente abergare nei cuori dei singoli, il teatrino di questi ultimi giorni sulla Libia fa almeno capire che i politici non ne hanno e tuttora non ne hanno la minima paura. Siamo quindi un popolo così disprezzabile, o riusciremo a dare almeno qualche risposta politica alle palesi violazioni dei diritti umani e del senso stesso di umanità? Farei, se fossi in grado, un nuovo partito, e sono comunque disposto a schierarmi con chi dimostrasse un sia pur minimo senso di umanità, perchè dai partiti attuali non mi sento minimamente rappresentato. Complimenti per il tuo lavoro.
Francesco Blandi

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