25 July 2009

Eritrea: le speranze dell'indipendenza tradite dalla repressione

ROMA, 18 luglio 2009 - Ex-colonia italiana, l'Eritrea è indipendente dall'Etiopia dal 1993. I primi anni di governo di Isayas Afewerki avevano fatto ben sperare i suoi 4 milioni di abitanti. I nuovi giornali, la smobilitazione dell'esercito, la Costituzione. Ma il nuovo e sanguinoso conflitto con l'Etiopia, dal 1998 al 2000, bloccò il processo democratico. La popolazione fu richiamata alle armi. Nel settembre 2001, furono arrestate 15 note personalità del governo che avevano chiesto libere elezioni. La stampa libera fu chiusa e i giornalisti finirono in carcere, insieme a leader religiosi, sospetti oppositori, e fedeli della non autorizzata Chiesa Evangelica. Migliaia di prigionieri politici, oggi detenuti in terribili condizioni e sistematicamente torturati.

Il presidente che guidò l'Eritrea nella trentennale guerra per l'indipendenza, oggi sfrutta una irrisolta disputa sul confine con l'Etiopia per mantenere il paese sul piede di guerra. Uomini e donne servono l'esercito a tempo indeterminato. I disertori e i loro familiari rischiano l'arresto e lungo la frontiera la polizia ha l'ordine di sparare a vista. Ciononostante gli esuli crescono di giorno in giorno. Diecimila l'anno lasciano clandestinamente l'Eritrea per il Sudan. Da lì alcuni continuano il viaggio verso l'Italia, Malta, l'Egitto e Israele. Nel 2008 a Lampedusa ne sono sbarcati circa 3.000.


Per maggiori informazioni
SERVICE FOR LIFE, Human Rights Watch, April 2009
AMNESTY INTERNATIONAL report 2009
Erithrée, dernière place dans le classement de Reporters Sans Frontières


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