22 January 2012

Monti: prematuro dire no ai respingimenti

Mancano ormai poche settimane alla sentenza della Corte Europea dei diritti umani (Cedu) chiamata a giudicare l'Italia per il respingimento in Libia di 24 rifugiati politici eritrei e somali nel maggio 2009. Da due anni in molti si chiedono se una condanna della Cedu sara' sufficiente a far cambiare le politiche italiane ed europee nel Mediterraneo. Una prima risposta c'e' gia' ed e' delle peggiori. Me l'ha data il primo ministro italiano Mario Monti ieri mattina a Tripoli, durante la conferenza stampa con il capo del governo libico Al Kibb. "Mi sembra prematuro ipotizzare qualsiasi tipo di cambiamento delle politiche italiane di contrasto all'immigrazione clandestina, tuttavia il rispetto dei diritti umani rimane una priorita' del governo italiano". Un elegante giro di parole per dire che il nuovo corso delle politiche italiane in frontiera seguira' il solco scavato dai Maroni e dai Berlusconi, e prima di loro dai Prodi e dagli Amato. Finita la guerra in Libia, l'Italia continuera' a respingere in Libia le persone fermate in acque internazionali. E Finmeccanica riprendera' quanto prima la costruzione del sistema elettronico di sorveglianza delle frontiere sud della Libia. Per adesso le traversate del Canale di Sicilia sono ferme da agosto, da quando con la liberazione di Tripoli hanno smesso di operare le milizie di Gheddafi che si occupavano degli imbarchi. Tuttavia la settimana scorsa un gruppo di circa 200 somali ha preso il largo da un tratto di costa tra Khums e Misrata, compresi 55 dispersi in mare in un naufragio. E' il segno che le partenze per l'Italia potrebbero ricominciare. E con esse i respingimenti verso la Libia. Il che desta la massima preoccupazione anche nella Libia del post dittatura.

Poco importa se la Libia di oggi e' decisamente migliore della Libia di Gheddafi, e si avvia alla costruzione di un solido stato di diritto. E poco importa se la maggior parte dei giovani che tentano di raggiungere Lampedusa non sono rifugiati politici ma ragazzi come noi in cerca di un futuro migliore. Perche' se anche un giorno gli standard di detenzione in Libia superassero quelli italiani, e se anche un giorno a bordo di quelle barche non ci fosse nemmeno un rifugiato, i respingimenti in mare rimarrebbero comunque una pratica da condannare.

Perche' nel villaggio globale del 2012, dove mobilita' significa potere e identita', l'ipotesi della criminalizzazione della circolazione nel pianeta e' quasi blasfema. La liberta' personale e' un diritto inviolabile, di cui non si puo' essere privati se non per aver commesso dei reati penali. E viaggiare non e' e non puo' essere un reato. Viaggiare non e' una concessione che i potenti possono fare ai piu' disperati in nome del loro spirito caritatevole e in memoria di vecchie carte di diritto sepolte sotto la polvere. Non serve essere stati torturati in carcere o fuggire da una guerra per avere diritto a spostare piu' in la' il proprio sguardo. A maggiore ragione in un mondo globalizzato. Soprattutto visto che la liberta' di circolazione, dove applicata ha dato ottimi risultati.

Parlo dell'esperienza con l'Europa orientale. L'Unione europea ha eliminato i visti e liberalizzato la circolazione con i cittadini di Romania, Polonia, Bulgaria, Slovacchia, Montenegro, Albania... Perche' non fare altrettanto con i paesi del sud? Se i governi europei cercano soluzioni, sperimentino nuove forme di mobilita' attraverso la semplificazione dei visti e il sostegno della mobilita' anche con i paesi mediterranei e africani, anziche' continuando a finanziare nuove galere dove arrestare chi prova a cercare se stesso oltre il proprio orizzonte.

4 comments:

Anonymous said...

Parlare della Romania, Polonia ecc. è un discorso diverso politicamente parlando. Alla base di questa liberalizzazione c'era un lungimirante interesse politico, cioè quello dell'allargamento dell'UE e la consapevolezza, che la Russia non avrebbe fatto "sfuggire" i propri cittadini dalle grinfia della sua nuova£democrazia". Qui purtroppo tutti temono, l'intera l'UE in primis, che "aprendo" le frontiere avremo "un'invasione" dall'Africa. Vi è sotto anche un insieme di interessi oscuri economici dei quali parli in maniera più che approfondita nei tuoi libri... Beh, cosa dire, se Monti si lascerà convincere di riaprire i famosi trattati di riammissione ( c'è già da settembre di quest anno un subbuglio di "scambi di favori diplomatici" tra i due Paesi)... non ci sono parole. Resta solo la speranza, beh quella è l'ultima a morire insieme a tutti coloro che muoiono nel viaggio verso l'Europa.

angie said...

"Finmeccanica riprendera' quanto prima la costruzione del sistema elettronico"

se i tempi saranno gli stessi del radar che doveva essere posizionato all'isola del Giglio dal 2009 (e che non è stato)... possiamo sperare che anche questo non avvenga?
io spererei che prima o poi Finmeccanica (che sta andando in rosso per la troppa beneficenza fatta a strane associazioni - leggi politici) scompaia, assieme alle armi con le quali contribuisce ad uccidere le persone prima ancora che queste riescano a prendere il mare!

Anonymous said...

non confondiamo il significato di "libertà di viaggiare" con l'ingresso illegale nei paesi altrui.
Io sono libero di viaggare nella misura in cui rispetto gli altri, viaggio con documenti e passo dalla frontiera (per la porta). Se trovo lavoro ci resto altrimenti non vagabondo spacciando droga per vivacchiare.
Ma non credo proprio che la " libertà di viaggiare" possa sconfinare nell'illegalità e calpestare le leggi di confine degli altri paesi. La "libertà" di viaggiare ha anch'essa delle regole...perchè tutti hannno diritto di muoversi ma in casa d'altri ci sono regole da rispetttare o posso dire di avere libertà di entrare in casa sua passando dalla finestra? Chi rrivadi nascosto dopo aver gettato i documenti, senza passare per la porta non ha diritto di farlo!!!!

Anonymous said...

Tu sei sicuro di aver capito bene quali siano le possibilità degli extracomunitari di viaggiare "con documenti e passare dalla frontiera - quindi dalla porta" o hai scritto giusto per palesare la tua ignoranza in materia? [L'hai poi letto lo scritto o ti sei limitato a leggere il titolo?]

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