
“I finanziamenti di stato dell’Italia sono usati dal governo libico per costruire prigioni-lager nel deserto, dove da anni la polizia rinchiude, depreda, violenta e tortura migranti africani", scrive la giuria del Salina doc festival, che definisce il film un'opera "necessaria, importante ed emozionante". Un'opera che - augura la giuria - potrà "contribuire a rompere il muro di omertà che molti governi occidentali, in testa l’Italia, sembrano disposti a garantire a Gheddafi, nell’urgenza di stipulare ricchi affari".