10 September 2007

Agrigento: scarcerati i pescatori tunisini; audizione a Strasburgo

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ROMA, 10 settembre 2007 – Liberi con riserva. La prefettura di Agrigento ha autorizzato questa mattina la scarcerazione dei sette pescatori tunisini finiti sotto processo con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per aver soccorso in mare 44 migranti alla deriva lo scorso 8 agosto e averli poi sbarcati a Lampedusa. I due comandanti rimangono però agli arresti domiciliari. La decisione è stata presa dal presidente di turno della sezione penale del Tribunale di Agrigento, Luigi Patronaggio. Gli imputati - Mohammed Lamine Bayyoudh, Abdel Krim Bayyoudh, Kamel Ben-Khalifa; Hamza Braham; Abdel-Wahid Ghafouri; Lassaad Gharrad; Abdel-Basset Jenzari – sono i due capitani e i cinque membri dell’equipaggio dei motopescherecci Morthada e el-Hedi, ancora sottosequestro. I due capitani sono agli arresti domiciliari presso un centro di accoglienza dei padri comboniani, a Licata. Gli altri cinque torneranno a Teboulba, in Tunisia, dove potranno riabbracciare le famiglie dopo un mese di detenzione in cui nemmeno era stata concessa loro la possibilità di telefonare a casa. Il processo però non si ferma. Le udienze riprendono il 20 settembre, proprio con l’esame di due degli imputati. I sette rischiano da uno a quindici anni di detenzione. Il pm, Santo Fornasier, ha chiesto la derubricazione del reato da articolo 12 comma 3 ad articolo 12 comma 1. Il reato contestato è il favoreggiamento dell’ingresso illegale.

La vicenda, che è rimbalzata dalle reti di Al-jazeera alle pagine di Le Monde, approderà presto al Parlamento europeo. Dopo che 103 eurodeputati avevano firmato la richiesta di scarcerazione degli imputati, consegnata alla prefettura di Agrigento durante la manifestazione del 7 settembre, Strasburgo discuterà in sessione plenaria l’accaduto. Così ha deciso la conferenza dei capigruppo, su proposta del presidente degli eurodeputati della Sinistra Europea (Gue) Francis Wurtz, che ha reso nota la decisione. Alla Commissione europea sarà chiesto di riferire sulla vicenda durante un dibattito sull'immigrazione il prossimo 26 settembre

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