17 January 2012

Libia: 55 dispersi sulla rotta per Lampedusa

Nuovo lutto nel Mediterraneo. La capitaneria di porto di Misrata, in Libia, ha recuperato questa mattina un gommone alla deriva al largo di Khums. A bordo e' stato ritrovato il corpo senza vita di un giovane uomo. Nessuna traccia invece degli altri passeggeri, probabilmente trascinati via dalle correnti. Il ritrovamento segue di un giorno l'allarme lanciato in Italia dal giornalista dell'edizione in lingua somala della Bbc Radio, Aden Sabrie, che aveva ricevuto un sos dai familiari residenti in Italia di alcuni dei 55 passeggeri del gommone finito alla deriva, apparentemente tutti somali. L'imbarcazione faceva parte di un gruppo di quattro imbarcazioni salpate probabilmente dalla costa tra Zlitan e Khums, a est di Tripoli, probabilmente il 14 gennaio. Due delle imbarcazioni (rispettivamente con 25 e 90 passeggeri a bordo), sono state soccorse il 15 gennaio dalla guardia costiera maltese. Lo stesso giorno, una terza barca con 72 persone a brodo era stata soccorsa dalla guardia costiera italiana 40 miglia a sud di Lampedusa. La notizia del naufragio proviene da un dirigente del porto di Misrata, che ci ha mostrato anche le foto del gommone ritrovato.

3 comments:

Luigi Mochi Sismondi said...

Triste verità: il dolore delle mamme e dei papà, delle mogli e dei mariti è uguale ma il valore di una vita non ha lo stesso valore per i media. Quando la morte violenta di un povero migrante varrà non di più ma quanto quella di un turista in vacanza, che per c ha tutta la mia affettuosa partecipazione allora potremo dire che la storia ci ha insegnato qualcosa e il nostro mondo sta andando verso il meglio.

erminio said...

naturalmente i media, compresi quelli "progressisti" come Repubblica, sono troppo occupati con la costa concordia e le telefonate del comandante per poterne dare notizia... che tristezza

liberotransito said...

tutta la colpa delle politiche genocide dell'Italia che comandano gli azioni libiche, fomentano il suo razzismo interno e xenofobia, mentre qua si parla di crisi, la gente muore senza tregua, che indignazione!

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