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23 September 2011

Turchia: naufragio sulla rotta per Samos, 4 morti

Naufragio al largo delle coste turche sulla rotta per la Grecia. Lo scorso 21 settembre, i corpi senza vita di quattro uomini sono affiorati dal mare lungo le coste di Izmir nella localita' di Seferihisar. Secondo le indagini si tratterebbe dei naufraghi di un'imbarcazione affondata mentre tentava di raggiungere la vicina isola greca di Samos. Al momento non si conosce il numero dei dispersi, il bilancio delle vittime potrebbe dunque essere maggiore. Di sequito, i dettagli della notizia sulla stampa turca.

06 November 2009

Sette afgani annegati al largo delle coste turche

ANKARA, 6 NOV - È di sette morti - cinque dei quali bambini - il bilancio del naufragio di un'imbarcazione carica di migranti avvenuto nelle prime ore di oggi al largo della località turistica di Bodrum, sulla costa turca del Mediterraneo. Lo ha riferito l'agenzia Anadolu precisando che le vittime - a parte il passatore turco - erano di nazionalità afghana e non palestinerse come riferito in mattinata. Sull'imbarcazione si trovavano 19 persone, tra cui due passatori turchi uno dei quali è riuscito a salvarsi a nuoto facendo perdere le sue tracce. Gli altri 13 sono stati tratti in salvo da pescatori accorsi sul posto dopo aver sentito le grida di aiuto e da imbarcazioni della guardia costiera turca. (ANSAmed)

15 November 2008

In Turchia, sulla strada per l'Ue. I dati sui rifugiati dell'Unhcr

ISTANBUL – È una delle principali vie d’ingresso in Europa per migranti e rifugiati, ma da anni la Turchia è divenuta essa stessa una terra d’asilo, sebbene continui ad applicare la “limitazione geografica” alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951. In altre parole la Turchia riconosce ufficialmente soltanto rifugiati provenienti da Paesi Europei. Ovvero praticamente nessuno, dato che le domande d’asilo provengono in maggior parte da iraniani, iraqeni, somali e afgani. Tuttavia esiste un sistema di protezione. Le domande vengono registrate presso gli uffici dell’Alto commissariato delle Nazioni unite (Unhcr) per i rifugiati di Istanbul, dopodichè, in attesa dell’audizione, vengono ospitati in centri aperti in 30 città “satelliti” in tutto il Paese.

26 September 2008

Nei campi minati greci

Mappa della regione di EvrosIn Grecia, al confine nord-orientale con la Turchia, lungo il fiume Evros, esistono ancora i campi minati, installati dopo la crisi di Cipro, nel 1974. Dal 1990 almeno 92 persone sono rimaste uccise tentando di attraversare a piedi il confine. Dal 2003 la Grecia è impegnata a togliere dall'area gli ordigni antipersona, il termine della bonifica è previsto per il 2009.

01 August 2008

Amburgo, Dikili, Patras: i campi antirazzisti dell'estate

Per chi vuole coniugare vacanza e impegno politico segnaliamo tre campeggi antirazzisti organizzati in Germania, Turchia e Grecia.

Amburgo, dal 16 al 24 agosto 2008
Amburgo organizza voli di deportazione per l’Unione Europea. Da qualche tempo, anche Frontex (l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne) partecipa a
queste deportazioni collettive. Per formare il suo personale, Frontex realizza, vicino ad Amburgo, dei corsi di formazione nella Bundespolizeiakademie a Lubecca. Prevista una settimana di seminari e manifestazioni, tra cui un'occupazione pacifica dell'aeroporto.
Per maggiori informazioni, visitate il sito http://camp08.antira.info/
Oppure scrivete agli organizzatori

06 July 2008

Istanbul crocevia della migrazione africana

Navi della marina militare turca nel porto di Ceçme“Quando riparti allora, oggi o domani?” John scherza con Hammady nella piazzetta davanti alla moschea. Si mettono a ridere e finalmente si salutano con una lunga e articolata stretta di mano. L'hanno scampata bella e adesso si sentono invincibili. Pochi giorni prima hanno visto la morte in faccia. Quella notte John non faceva che gridare come un pazzo: “Nina! Nina!” Nina – la moglie – era l'unica donna a bordo. Si è salvata anche lei. Si sono salvati tutti. Ma poteva essere una strage. Hammadi e John sono due dei 25 sopravvissuti dell'ennesimo affondamento in mare nell'Egeo, operato stavolta non dalla Guardia costiera greca, ma da quella turca. I fatti risalgono al 4 giugno 2008, in un imprecisato punto della costa turca, a un paio d'ore di macchina da Izmir. È a Izmir che ho incontrato Hammady, un giovane calciatore professionista ivoriano in cerca di fortuna. Nel quartiere Basmane. Una rete di vicoli dietro il grande bazar, in pieno centro, nella zona vecchia della città. È l'anticamera della partenza. Dopo aver pagato i kaçakçi a Istanbul, dormono qua almeno un paio di notti tutti quelli che attraverseranno l'Egeo. Gli otel economici del quartiere chiudono un occhio sui documenti dei propri clienti e hanno il pieno garantito tutto l'anno. Nei bar dei vicoli siedono sudanesi e somali, eritrei e senegalesi, nigeriani e ivoriani. E anche molti algerini e marocchini.

12 June 2008

Turchia: somalo ucciso in scontri nel cpt di Kirklareli

ANKARA, 12/06/08 - Un cittadino somalo e' morto per un colpo di arma da fuoco e quattro persone, tra cui due poliziotti, sono rimaste ferite in una rivolta scoppiata nel centro di detenzione per immigrati di Kirklareli, nella Turchia nord occidentale, alla frontiera con Grecia e Bulgaria. La protesta e' iniziata ieri notte. Gli immigrati hanno preso possesso di due pistole della polizia e tentato di fuggire, secondo quanto dichiarato dal governatore della provincia Zeki Kocberber. La polizia quindi ha chiuso gli immigrati nelle loro stanze e chiamato rinforzi dalle truppe paramilitari. La vittima avrebbe sfondato la porta e iniziato a sparare, secondo Kocberber. Gli ufficiali avrebbero sparato "un colpo di avvertimento" - secondo la versione ufficiale - quando l'uomo ha rifiutato di fermarsi tentando di scappare. L'autopsia ha confermato che l'uomo e' morto per una ferita da arma da fuoco.

06 May 2008

Trappola Grecia: divieto d'ingresso, divieto d'uscita

Lapide sulla tomba di un naufrago afgano a LesvosSAMOS, 6 maggio 2008 – Ogni volta che entro in acqua sento l’angoscia salire allo stomaco. E penso che non sia affatto normale. Avanzo con cautela, in una piccola baia di Samos. Sono scalzo. E ho paura di toccare un cadavere sottacqua. Ho in mente le fotografie che mi hanno mostrato una settimana fa a Lesvos, in Grecia, di due bambini ripescati in mare. Ho in mente i racconti dei pescatori e le cronache dei giornali. E poi c'è quella brutta storia raccolta a Vathy, dei 21 scomparsi al largo di Samos, lo scorso 16 maggio, di cui non è rimasta alcuna traccia se non una lettera autografata scritta dall’unico superstite.

10 February 2008

Patrasso: rifugiati deportati in massa in Turchia

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ROMA, 10 febbraio 2008 – Patrasso: la stagione della caccia all’immigrato è aperta. Alla vigilia del tradizionale Carnevale della città, le autorità greche hanno deciso di ripulire la zona del porto, dal quale ogni giorno centinaia di rifugiati tentano di imbarcarsi per l’Italia, e in definitiva per l’Europa, nascondendosi sui camion pronti a salire sui traghetti diretti a Bari, Brindisi, Ancona e Venezia. Già più di 200 rifugiati afgani sono stati arrestati e trasferiti nei campi di detenzione ad Atene e Evros, al confine turco, in attesa di essere riammessi in Turchia. E nel frattempo la polizia ha iniziato la demolizione della baraccopoli vicino al porto (GUARDA LE FOTO), dove vivono tra cartoni e lamiere, almeno 700 rifugiati, per lo più afgani e iracheni, di cui almeno 300 minorenni. La polizia ha consegnato loro un ultimatum: hanno tempo fino al 30 gennaio per lasciare l’accampamento. Poi sarà la volta delle ruspe. Le condizioni di vita nelle baracche sono ostili: niente sanitari, acqua potabile, né corrente elettrica. Nel 2006 un 33enne afgano morì fulminato mentre tentava un allaccio abusivo alla rete elettrica.


10 December 2007

Evros: mine antiuomo alla frontiera


Alt dogana. Un uomo in divisa si drizza sull’attenti e la nostra Audi sfila sulla corsia a lato delle auto ferme per i controlli. Svoltiamo a destra e ci fermiamo nel parcheggio di una piccola base militare. John Karaganis mi fa da interprete e mi presenta il capitano Hristos Pitsianis. Piove e senza troppe formalità ci infiliamo sui sedili di un piccolo fuoristrada verde già acceso. Una fossa di un metro divide l’una dall’altra due strade sterrate parallele, coperte di ghiaia, fango e pozzanghere. Tutto intorno, nebbia e prati verdi. Ogni 500 metri due torrette di metallo, una di fronte all’altra, filo spinato e soldati di guardia. Sebbene la vallata del fiume Evros non suggerisca alcuna rottura, quella fossa d’erbacce tra le due strade è la frontiera tra Grecia e Turchia a Kastanies. La squadra ci aspetta al campo. Nove soldati sull’attenti, sotto la pioggia, ci salutano al di là della rete metallica e dei rotoli di filo spinato. A distanza di un metro uno dall’altro, triangoli rossi appesi alle maglie di ferro segnalano pericolo di morte. C’è scritto in greco, in turco e in inglese. Quello è un campo minato.

30 March 2007

Turchia: la rivolta dei rifugiati del campo di Edirne

ROMA - Nel febbraio 2007, i migranti detenuti nel campo di Edirne, in Turchia, vicino alla frontiera con la Grecia, hanno dato alle fiamme, per tre volte, le mura del vecchio magazzino dove sono reclusi da mesi, in segno di protesta. Queste sono le uniche immagini della rivolta e del campo, dove ogni anno migliaia di migranti e rifugiati – soprattutto irakeni, afgani, pakistani e somali – sono arrestati per poi essere deportati.