24 November 2009

Nuovo respingimento. Motovedette libiche inseguono 80 rifugiati in acque maltesi

ALGERI - Nuovo respingimento. Ma stavolta con tanto di omissione di soccorso e inseguimento. Le motovedette libiche infatti si sono spinte per la prima volta fino a 60 miglia da Lampedusa e a 120 dalla Libia, contro ogni principio del diritto marittimo internazionale. Domenica 22 novembre, circa 80 rifugiati eritrei e somali a bordo di un gommone finito alla deriva in acque internazionali, sono stati raggiunti da una motovedetta libica e riportati a Tripoli, dove sono stati tratti in arresto. Un'operazione che segna uno spartiacque nelle operazioni di pattugliamento del Mediterraneo. Per la prima volta i libici sono usciti dalle proprie acque per venire a prendersi gli emigranti da respingere. E per la prima volta le Guardie costiere italiana e maltese hanno negato il soccorso, sottoponendosi alle direttive del Ministero dell'Interno. E violando il diritto marittimo internazionale, che obbliga le autorità competenti (in questo caso Malta, visto che il gommone era in acque SaR maltesi) a portare i naufraghi nel porto vicino piu' sicuro (in questo caso La Valletta e non Tripoli). E violando il diritto di asilo, perché Roma e Valletta sapevano già da sabato che a bordo del gommone si trovavano esuli somali e eritrei.