
ROMA – Sospeso dopo quattro giorni lo sciopero della fame al centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria, a Roma. Da lunedì mattina i 114 trattenuti della sezione maschile rifiutavano il cibo, per protestare contro il prolungamento della loro detenzione. L’adesione è stata altissima. Martedì due persone si sono sentite male e sono state ricoverate dai medici dell'ente gestore, la Croce rossa italiana. Mercoledì sera un'altra persona è stata portata in infermeria. Già il primo settembre una cinquantina dei reclusi avevano rifiutato il cibo, ma la protesta era rientrata il giorno dopo. Stavolta la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la visita di alcuni giornalisti lunedì scorso, a cui è stato vietato l’ingresso nella sezione maschile, ufficialmente per motivi di sicurezza. La tensione è dovuta al prolungamento del trattenimento. Lo scorso 8 agosto infatti, è entrato in vigore il pacchetto sicurezza (legge 94/09), che ha portato a 180 giorni il limite massimo di detenzione e che è stato applicato in modo retroattivo anche a chi stava già nei Cie. Lunedì 5 ottobre,
Alessandra Pizzo, consigliere della Regione Lazio, visiterà il Cie insieme a una delegazione di consiglieri regionali.