MODICA, 2 aprile 2009 – Sono in carcere i 21 superstiti del naufragio che lunedì scorso ha fatto 230 vittime a poche miglia dalle coste libiche. Alcuni saranno presto rimpatriati, per altri invece si prospettano mesi e forse anni di detenzione. La conferma arriva dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni, la cui missione a Tripoli è stata autorizzata dalle autorità libiche a visitare gli emigranti. Si trovano nel centro di detenzione di Tuaisha, a Tripoli, in condizioni degradanti. “Li abbiamo visitati ieri per la prima volta – ci ha detto al telefono Michele Bombassei (Oim) – e oggi stiamo tornando con un medico, perchè alcuni di loro hanno problemi di stomaco a reni, a causa dell’acqua salata che hanno bevuto”. Prima dell’arrivo dei soccorsi infatti, i 21 sono rimasti aggrappati per otto ore ai legni di poppa del peschereccio semiaffondato, fino alle 16:00. Tra i superstiti c’è anche una donna, che però è stata rilasciata per essere ricoverata in ospedale, viste le precarie condizioni di salute. Per molti di loro sono già iniziate le pratiche di identificazione per il rimpatrio forzato.