Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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10 February 2010
I disperati del Sahara. La video inchiesta delle Iene
ROMA - Pablo Trincia mi aveva contattato prima di andare in Niger, ma solo dopo che mia sorella, il tassista e il barista mi hanno parlato del video, mi sono reso conto della sua reale portata. Perché è un video che parla a tutta una fetta di italiani che non leggeranno mai Fortress Europe, ma che guardano le Iene, e che grazie a questo servizio si sono fatti un'idea di quello che passano gli emigrati africani prima di attraversare il Mediterraneo. Il video è andato in onda il 27 gennaio 2010. Ve lo proponiamo in tre parti.
01 February 2010
Il tempo sospeso
Dopo il nostro speciale sugli "italiani" detenuti nei centri di identificazione e espulsione, arriva uno speciale della Rai, realizzato da Marzia Marzolla e Fabio Trappolini per il programma Crash. Le telecamere sono entrate nel centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria, a Roma. Ecco gli effetti perversi del giro di vite voluto contro gli emigranti senza documenti di soggiorno. Famiglie spezzate per chi vive in Italia da una vita, e una inutile pena accessoria per chi esce dal carcere. Parlano gli emigrati detenuti, gli operatori di polizia e il garante dei detenuti del Lazio.

20 January 2010
13 November 2009
Capitani coraggiosi. Il video reportage di RSI
di Franca Verda Hunziker
ROMA - “Pescatori di uomini” e “Angeli del mare”: li chiamano così e hanno ricevuto medaglie al valore dall’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati. Sono i pescatori di Mazara del Vallo che con i loro grossi motopescherecci sono stati protagonisti di epiche operazioni di salvataggio di centinaia di migranti clandestini alla deriva su gommoni o barche fatiscenti nel Canale di Sicilia. Ma c’è un’altra storia persasi nelle reti della cronaca: quella di 7 pescatori tunisini sotto processo da due anni ad Agrigento con l’infamante accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver salvato e portato a Lampedusa 44 naufraghi. Una storia con implicazioni diplomatiche e politiche - con effetti collaterali devastanti per il soccorso in mare- che si dovrebbe chiudere con la sentenza il 17 novembre.
09 November 2009
Kingley's Crossing
Kingsley è un ragazzo camerunese di 23 anni. Lavora come bagnino a Limbe in un albergo di lusso, impartendo lezioni di nuoto ai turisti europei. Un lavoro che gli frutta 50 euro al mese. Quanto basta per le spese di sostentamento e per l'affitto di un bilocale che condivide con i genitori e i fratelli.
"La maggior parte delle famiglie nel mio Paese vogliono che i loro figli vadano in Europa", racconta Kingsley. Perché è in Europa - il nuovo Eldorado - che gli emigrati africani possono aumentare il proprio salario riuscendo a provvedere anche per le famiglie lasciate a casa. E così nel maggio del 2004, Kingsley si decide a lasciare il Camerun per quella che definisce la propria "missione". Quello che segue è un viaggio estenuante di sei mesi attraverso mezza Africa.
Kingsley's Crossing è la storia della volontà di un uomo di abbandonare tutto - la propria famiglia, il proprio paese, i propri amici - nella speranza di ritrovare una vita migliore all'estero. Gli scatti del fotografo francese Olivier Jobard documentano quel viaggio.
29 September 2009
Caught in between
Un documentario di Alexandra D'Onofrio, girato tra Milano e Calais nel luglio 2008, racconta con un intreccio di voci e fotografie, la frontiera tra Francia e Inghilterra, tra l'oscurità e la luce. Un lavoro di documentazione importante. Tanto più all'indomani della distruzione di uno dei campi abusivi di Calais, dove vivevano accampati in baracche di fortuna centinaia di giovani rifugiati diretti in Inghilterra. La polizia francese ha fatto irruzione all'alba dello scorso 22 settembre. Centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa hanno circondato il campo e bloccato 276 persone, tra cui 135 minorenni. Molti di loro erano passati dall'Italia. Sbarcati a Lampedusa o arrivati nascosti sotto i camion traghettati nei porti dell'Adriatico. Come i due protagonisti raccontati nel documentario di D'Onofrio. Buona visione.
24 September 2009
Video: Suffering of Refugees in Gaddafi's Libya
by Jonathan Miller's blog, posted on Septembe 23, 2009
An African love story
Adebe married her childhood sweetheart, Daniel, in Addis Ababa when she was 22. The trouble was, although Daniel was born in Ethiopia, he was of Eritrean stock, and when the two countries went to war, he was deported to Asmara, the Eritrean capital, where he was forced to join the army.
06 September 2009
Presa diretta: speciale respingimenti
l'intervista di Gabriele Del Grande a Presa Diretta, guarda la puntata on line
Da quando sono cominciati i respingimenti in mare sono stati finora oltre 1.200 gli uomini e le donne che le autorità italiane hanno riconsegnato alla Libia. Eppure di tutti questi respingimenti non abbiamo mai visto neanche un’immagine: nessun telegiornale italiano, nè pubblico nè privato ha potuto documentare che cosa sia successo. PRESADIRETTA per la prima volta è riuscita ad alzare il velo sul primo respingimento, quello fatto nei giorni 6 e 7 maggio dalla motonave BOVIENZO della guardia di finanza insieme ad altre due unità della capitaneria di porto . In esclusiva la RAI manderà in onda le foto scattate da Enrico Dagnino l’unico giornalista che si trovava a bordo della BOVIENZO e che ha assistito al primo respingimento dal momento in cui è stato avvistato il gommone carico di migranti fino a quando sono stati letteralmente “buttati” sui pontili del porto di Tripoli.
24 August 2009
Frontiera Grecia. Video dal centro di detenzione di Lesvos
Ecco le immagini girate nel centro di detenzione dell'isola di Lesvos, nel mar Egeo, a Pagani. Al 25 agosto 2009 vi sono detenuti 160 ragazzini, emigrati e rifugiati minorenni sbarcati sull'isola dalle coste turche. Sono rinchiusi in un'unica stanza. E con un solo bagno a disposizione. Il 25 agosto 2009 hanno dichiarato uno sciopero della fame. Guardate bene le loro facce. Tra qualche mese, quando saranno rilasciati senza documenti, molti di loro raggiungeranno l'Italia, nascosti sotto i tir che ogni giorno a Patrasso e Igoumenitsa si imbarcano sui traghetti di linea diretti a Venezia, Ancona, Bari e Brindisi.
15 August 2009
Violences policières envers les migrants à Calais
Agosto 2009. La violenza della polizia francese a Calais, sulla rotta per l'Inghilterra. La quotidiana persecuzione di afgani, eritrei, sudanesi, palestinesi, egiziani, kurdi, vittime delle politiche di Sarkozy che - così è deciso d'accordo con Londra - vuole "bonificare" la "jungle" entro la fine dell'anno. E arrestare e deportare il migliaio di persone che vivono nei boschi intorno a Calais, tentando ogni notte di imbarcarsi sui camion diretti in Inghilterra. Un video di Megaphone01
08 August 2009
Sogno in due tempi. L'Italia rischia un brutto risveglio
ROMA, 8 agosto 2009 - Il testo di questo monologo di Giorgio Gaber è del 1994. Lo pubblichiamo questo 8 agosto 2009. Un triste giorno per l'Italia. Il giorno in cui entra in vigore il pacchetto sicurezza. In cui per legge si dichiara reato la clandestinità, si bandisce l'esistenza di centinaia di migliaia di persone già presenti nel nostro paese, e si prepara una macchina detentiva per arrestarle, privarle della libertà fino a sei mesi e rimpatriarle. Magari con l'aiuto delle ronde. A chi dice che gli immigrati sono comunque troppi e che questo non è pericoloso populismo razzista, consigliate di prendere una calcolatrice. Nei primi 9 mesi del 2008 il governo ha rimpatriato 6.553 persone. Quello stesso anno ha chiesto l'ingresso di 170.000 lavoratori stranieri. Significa che per 4 espulsi ne chiediamo altri 100. I conti non tornano. E a pagare non sono solo gli immigrati. È questa Italia che imbrutisce, proprio come nel sogno di Gaber, e che rischia un brutto risveglio.
25 July 2009
Eritrea: voices of torture
ROMA - Tra il settembre e l'ottobre del 2002, Malta ordina il rimpatrio di 223 cittadini eritrei, soccorsi al largo dell'isola sulle rotte per l'Italia. Gli uomini, detenuti in un campo per richiedenti asilo, sono incappucciati, picchiati e deportati, in piena violazione della Convenzione di Ginevra sui rifugiati e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Tornati in Eritrea, sono detenuti e torturati nella prigione di Adi Abeito. Questo è il trattamento che il governo di Asmara riserva ai disertori del proprio esercito, in guerra con l'Etiopia. Dopo un primo tentativo di fuga, sono trasferiti nel carcere di massima sicurezza dell'isola di Dahlak Kebir. Molti perdono la vita. Un gruppo riesce a scappare, ma sono di nuovo arrestati e portati nella prigione di Sawa. Finché un ultimo tentativo di evasione riesce. Oggi alcuni di loro vivono in Canada e in Nord Europa. E hanno raccontato la loro odissea.
Il documentario dura 19 minuti. Prodotto nel 2006da "Human Rights Concern - Eritrea", scritto e diretto da Elsa Chyrum, con Surafel Yacob e Amanuel Eyasu
Il documentario dura 19 minuti. Prodotto nel 2006da "Human Rights Concern - Eritrea", scritto e diretto da Elsa Chyrum, con Surafel Yacob e Amanuel Eyasu
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23 July 2009
London calling: "The Northern Jungle" Part II
London Calling: "The Northern Jungle", finalista del premio Ilaria Alpi 2009
La fuga dopo la fuga. Attraverso l'Europa. Dalla Francia all'Inghilterra.
Attraverso la jungle di Calais.
Seconda parte dello splendido documentario di Nguyen Vincent e Desbordes Jean-Sebastien.
Trasmesso da France 2 il 15 novembre 2008.
La fuga dopo la fuga. Attraverso l'Europa. Dalla Francia all'Inghilterra.
Attraverso la jungle di Calais.
Seconda parte dello splendido documentario di Nguyen Vincent e Desbordes Jean-Sebastien.
Trasmesso da France 2 il 15 novembre 2008.

GUARDA LA PRIMA PARTE DEL DOCUMENTARIO
Per saperne di più vi invitiamo infine a scaricare La loi de la jungle
un rapporto davvero completo di Cfda su Calais e dintorni
London calling: "The Northern Jungle" Part I
Finalista del premio Ilaria Alpi 2009.
La fuga dopo la fuga. Attraverso l'Europa. Dalla Francia all'Inghilterra.
Attraverso la jungle di Calais.
Prima parte dello splendido documentario di Nguyen Vincent e Desbordes Jean-Sebastien.
Trasmesso da France 2 il 15 novembre 2008
La fuga dopo la fuga. Attraverso l'Europa. Dalla Francia all'Inghilterra.
Attraverso la jungle di Calais.
Prima parte dello splendido documentario di Nguyen Vincent e Desbordes Jean-Sebastien.
Trasmesso da France 2 il 15 novembre 2008
GUARDA LA SECONDA PARTE DEL DOCUMENTARIO
Per saperne di più vi invitiamo infine a scaricare La loi de la jungle
un rapporto davvero completo di Cfda su Calais e dintorni
21 July 2009
Badanti. Queste migliaia di donne ostaggio dell'Italia
ROMA, 9 luglio 2009 - Una settimana dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza, il governo studia una sanatoria per le badanti. Ma chi sono queste centinaia di migliaia di donne? Se ne parla poco. Arrivano senza fare rumore. In modo regolare, con dei visti turistici, dai paesi dell'Est Europa. E poi rimangono ostaggio del nostro Paese. E non perché i datori di lavoro siano schiavisti. Ma per il semplice fatto che in Italia è impossibile fare un contratto di lavoro a uno straniero, a meno che non si voglia assumere qualcuno a scatola chiusa dall'altro lato del mondo e prima del suo ingresso in Italia. E allora si aspettano i decreti flussi, anno per anno, lavorando in nero, per poi fare carte false per raggirare le leggi xenophobe. Ma intanto gli anni passano. Lontano dalle famiglie che questo esercito di donne abbandona a casa, per assistere i nostri anziani e i nostri malati e potere così garantire un futuro ai propri figli.19 July 2009
A sud di Lampedusa
Proponiamo una selezione di circa 8 minuti del documentario, che dura 31 minuti, ed è stato prodotto e distribuito da Cespi e Sid (tel. +39 06 4872172). Per contattare il regista http://andreasegre.blogspot.com/
18 July 2009
Quando Berlusconi piangeva...
ROMA, 4 luglio 2009 - Era il 30 marzo del 1997. Una nave della Marina militare italiana aveva colpito e affondato un barcone carico di albanesi, durante un'operazione di respingimento, provocando una strage al largo delle coste pugliesi. Allora Berlusconi si presentava alle telecamere piangendo per la sorte di quegli emigrati. Sono passati dodici anni. È cambiato tutto. E non è cambiato niente.
Il servizio è tratto da una puntata di Ballarò
01 July 2009
Legati mani e piedi. Ecco le espulsioni all'aeroporto di Madrid
MODICA, 27 giugno 2009 - Legato mani e piedi come una bestia, mentre un agente in borghese lo blocca a terra, sotto l'aereo in partenza per Dakar. Normale amministrazione all'aeroporto di Barajas, Madrid. Ma stavolta a filmare le violenze della polizia c'è un regista senegalese, Lamine Mbengue, che per caso si trova al gate di imbarco dello stesso volo. E' il 16 giugno del 2009. Il video girato con il telefonino finisce su internet e viene ripreso dalle tv senegalesi. La vicenda di Massamba Seck, questo il nome della vittima dei maltrattamenti della polizia spagnola, diventa pubblica. Lo sdegno è tale che il ministro della giustizia senegalese, Madicke Niang, ha annunciato ieri l'intenzione del suo governo di presentare una "denuncia (...) per atti inumani e degradanti" ai sensi della Convenzione contro la tortura dell'Onu del 1984. Il ministro si è spinto oltre. Ha ricevuto il regista Lamine Mbengue e ha garantito pubblicamente che il governo senegalese gli garantirà protezione. Una affermazione non scontata, vista l'intesa degli ultimi anni tra il presidente Wade e Zapatero nel campo della cooperazione contro l'immigrazione. Stavolta però la Spagna forse ha davvero alzato il tiro. La novità però è che per la prima volta un governo africano ha alzato la testa. Vedremo come andrà a finire. Guardate il video di Mbengue per rendervi conto di che stiamo parlando.
11 June 2009
VIDEO Censura alla Sapienza. Per Gheddafi niente domande scomode
"Siamo gli studenti dell'Onda...". Con sorpresa del Rettore Luigi Frati, una ragazza del movimento studentesco prende la parola e inizia a leggere un comunicato critico sui respingimenti in Libia e sulla natura dell'incontro con Gheddafi. Un attimo di imbarazzo ma poi le viene prontamente tolto il microfono. L'ultima domanda è allora affidata a una ragazza della prima fila, che si complimenta con Gheddafi e chiede notizie dei disabili in Libia. Pochi minuti dopo, il dittatore se ne uscirà tra i fischi di parte degli studenti.
Video di Luisa Bianco, una studentessa presente in aula
Video di Luisa Bianco, una studentessa presente in aula
VIDEO Gheddafi parla dei respingimenti alla Sapienza
"Gli africani purtroppo sono degli affamati, non dei politici. Gente che cerca cibo. Cercano vestiario, rifugio. Sono poveri, affamati, non praticano la politica". Il leader libico regala una perla di ipocrisia nel suo incontro con gli studenti alla Sapienza, l'11 giugno 2009, mentre dalla platea un professore si sgola citando le accuse di Amnesty International
Video di Luisa Bianco, una studentessa presente in aula
Video di Luisa Bianco, una studentessa presente in aula
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