TEL AVIV, giugno 2008 - Nel solo mese di giugno 2008, gli spari della polizia hanno ucciso tre profughi lungo il confine egiziano con Israele. Una delle vittime è una bambina sudanese di sette anni. Quella del Sinai si conferma la nuova rotta dei rifugiati eritrei e sudanesi, che alle carceri libiche e alla morte in mare preferiscono lo Stato ebraico. Nel 2007, secondo l’Unhcr, ne sono arrivati almeno 5.000. Intanto l’Egitto ha rinforzato i propri dispositivi di controllo, autorizzando la polizia di frontiera ad aprire il fuoco sui migranti. Dall’inizio dell’anno i morti ammazzati sono almeno 16. Messo sotto pressione da Israele, l’Egitto ha avviato una vasta operazione di arresti e deportazioni, colpendo in modo particolare gli eritrei. Secondo Amnesty International, su un totale dei 1.600 eritrei detenuti nei campi di detenzione egiziani, 810 sono già stati deportati dall'11 giugno 2008. Si tratta della più grande deportazione mai organizzata negli ultimi anni dall'Egitto e potrebbe segnare il passo di una nuova stagione di repressione al Cairo. Intanto chi ce l'ha fatta cerca una nuova vita in Israele.
Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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08 June 2008
Israele nuova meta per i rifugiati eritrei e sudanesi
15 October 2007
Egitto-Israele: fuoco sul Sinai, già 3 morti nel 2007
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ROMA, 15 ottobre 2007 – Il giorno dopo l’omicidio di un migrante sudanese, la polizia egiziana torna a sparare lungo la frontiera con Israele sulla penisola del Sinai. Oggi le forze egiziane hanno aperto il fuoco contro due ragazzi turchi di 14 e 15 anni, che cercavano di entrare illegalmente in Israele e li ha feriti. I due, insieme al padre, cercavano di oltrepassare la recinzione di filo spinato alla frontiera. Dopo aver intimato loro l'alt, la polizia ha aperto il fuoco. La penisola del Sinai è la nuova porta di ingresso per Israele, lungo i 250 km di frontiera in pieno deserto. Si parte in cerca di lavoro, ma anche di protezione, dato che buona parte dei migranti fermati risultano essere profughi sudanesi della regione del Darfur. Le forze dell'ordine egiziane hanno adottato la tolleranza zero e non esitano a sparare, quest’anno hanno già ucciso almeno un eritreo e due sudanesi.
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