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| Quattro ragazzi di Jebal Lahmer, Tunisi, dispersi al largo di Lampedusa |
Se è pressoché certo che il primo partito a uscire dalle urne delle prossime elezioni in Tunisia sarà il Nahda, per il resto regna l'incertezza. Le stime più attendibili danno un 30% agli islamisti moderati, un altro 30% all'insieme di tutte le forze di centro sinistra e sinistra, e il resto dei voti alle liste indipendenti e ai reduci del partito di Ben Ali, l'Rcd, confluiti in una galassia di 47 micropartiti forti di relazioni clientelari consolidate negli anni. Eppure il voto potrebbe riservare più di una sopresa. Perchè prima ancora del Nahda, rischia di vincere il partito dell'astensionismo. Su circa 7,5 milioni di cittadini aventi diritto al voto infatti, soltanto 3,8 milioni si sono iscritti alle urne. Per gli altri sarà comunque possibile votare. Basta presentarsi al seggio con un documento valido di identità. La città di Tunisi è tappezzata di manifesti che invitano alla partecipazione e sui cellulari arrivano sms del governo che invitano a registrarsi ai seggi. Molti però hanno già deciso. Dei mille volti dei nuovi arrivati sulla scena politica tunisina non si fidano, e non andranno a votare. Mohammed e Aymen sono due di loro.



TUNISI – Tra i simboli del deposto regime di Ben Ali c'è anche un numero. Il 404. É il codice di errore che veniva visualizzato dai provider tunisini ogni volta che qualcuno tentava di aprire i siti proibiti. Dai siti di controinformazione come 
