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21 August 2009

Paleologo: se l'omissione di soccorso diventa una condanna a morte (2)

di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo, seconda parte

2. In attesa che le testimonianze incrociate, e soprattutto le denunce dei parenti delle vittime, molti eritrei profughi in Europa che attendevano l’arrivo dei loro cari, confermino la reale dimensione di questa ennesima “tragedia annunciata”, proviamo a cercare alcune spiegazioni di quanto avvenuto, sulla base dei nuovi ordini impartiti alle unità militari italiane dal ministero dell’interno dopo l’entrata in vigore, il 15 maggio scorso, degli accordi italo-libici, per i quali il Presidente Berlusconi si accinge a volare a Tripoli, il prossimo 30 agosto, in occasione del primo anniversario del “Trattato di amicizia”, in modo da festeggiare con Gheddafi i risultati della rinnovata collaborazione tra i due paesi.

Paleologo: se l'omissione di soccorso diventa una condanna a morte (3)

di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo, terza parte

3. Adesso però siamo di fronte ad un importante punto di svolta. Gli accordi bilaterali tra Italia, Malta e Libia, da una parte, e tra Malta e Libia, dall’altra, entrati in piena operatività nella primavera di questo anno, hanno avuto due conseguenze evidenti facilmente desumibili dalle sempre più rare cronache giornalistiche, conseguenze che non sarà facile smentire, neppure per il Ministro Maroni, che vede depistaggi e speculazioni in verità che sono tanto scomode quanto inoppugnabili.

Paleologo: se l'omissione di soccorso diventa una condanna a morte (4)

di Fulvio Vassallo Paleologo, quarta parte

4. Quanto accaduto in questa occasione induce poi ad un'altra serie di riflessioni. In sostanza, Malta dovrebbe coordinare interventi di salvataggio ma non ha i mezzi per effettuare direttamente gli interventi di soccorso, FRONTEX non si sa bene che ruolo svolga dopo che gli stati rivieraschi hanno concluso tra loro accordi bilaterali, e poi non è stato mai chiarito a quale paese dovrebbero essere riconsegnati i migranti intercettati dalle unità militari europee targate FRONTEX, e sul punto si sono sempre accese polemiche tra gli stati che partecipavano alle varie missioni di questa agenzia (Nautilus, Poseidon etc.). Alla fine, e forse anche in questo caso, si è sempre deciso volta per volta dopo trattative segrete tra i governi che hanno ritardato gli interventi di soccorso.

18 August 2009

Libia: interrogazione dei Radicali sul massacro di Benghazi

ROMA - Mentre a Palazzo Chigi fervono i preparativi per il primo anniversario del trattato di amicizia firmato lo scorso 30 agosto 2008 da Berlusconi e Gheddafi a Benghazi, sui banchi del parlamento arriva il dossier della strage commessa dieci giorni fa proprio a Benghazi, nel centro di detenzione di Ganfuda, costata la vita a 20 cittadini somali, uccisi dalla polizia libica durante un fallito tentativo di evasione e una rivolta, secondo quanto riferito dal sito Shabelle Media Network, e verificato da Fortress Europe. I deputati radicali hanno infatti presentato oggi un'interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri riguardo a questo massacro. Ricordando che soltanto lo scorso 12 agosto il nostro paese ha respinto in Libia un'0ttantina di cittadini somali richiedenti asilo politico, i Radicali hanno chiesto al presidente del consiglio di rinunciare alla visita in Libia il 30 agosto.

17 August 2009

Paleologo: denunciare la Libia al Comitato contro la tortura dell'Onu

di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo

PALERMO, 17 agosto 2009 - Dopo giorni di notizie frammentarie provenienti da alcuni siti somali, e dopo la smentita ufficiale del governo libico, sembra confermata da fonti indipendenti la uccisione di un numero imprecisato di migranti somali detenuti nel carcere di Bengasi, alcuni, forse cinque, durante un tentativo di fuga, altri, sembrerebbe quindici, che nella fase successiva alla fuga sarebbero stati percossi a morte. Nelle proteste scaturite dalla repressione violenta del tentativo di fuga, culminato con la strage, altre decine di somali (sembrerebbe 50) detenuti all’interno della stessa struttura detentiva di Bengasi, sarebbero stati gravemente feriti con manganelli elettrici, bastoni e coltelli, utilizzati da parte della polizia libica che si scagliava contro tutti coloro che si riteneva avessero partecipato alla sommossa. Una vicenda tragica sulla quale occorre indagare.

16 August 2009

Libia: l'elenco dei respingimenti documentati

Dal 5 maggio al 22 novembre 2009 il numero documentato degli emigranti e dei rifugiati respinti dall'Italia verso la Libia è di 1.409 persone. Di questi, 24 richiedenti asilo somali ed eritrei, hanno dato procura all'avvocato Anton Giulio Lana, del foro di Roma, di presentare ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo. Ma sono centinaia i richiedenti asilo somali e eritrei respinti in Libia, senza accesso a un avvocato e ancora oggi in carcere. Di questi, 73 eritrei sono stati malmenati da ufficiali della Marina militare italiana durante il respingimento del primo luglio 2009. Simili denunce di violenza privata sono state raccolte da Fortress Europe tra gli 80 somali respinti il 30 agosto 2009. L'Asgi e una piattaforma di associazioni hanno presentato un esposto alla Commissione europea

14 August 2009

Interrogazione parlamentare del Pd sui respingimenti del primo luglio

ROMA, 14 agosto 2009 - Il Partito democratico ha depositato una interrogazione parlamentare sui respingimenti in Libia. Il segretario Franceschini ha dichiarato: «Il rispetto dei diritti umani e delle regole internazionali non è negoziabile. Per questo suscitano allarme le notizie che arrivano dalla Libia sui comportamenti italiani verso persone che sono state respinte benchè chiedessero asilo politico e protezione perchè provenienti da zone devastate dalle guerre e dalla violenza». L'interrogazione porta la firma di Piero Fassino, Marco Minniti, Roberto Zaccaria, Rosa Villecco Calipari, Antonello Soro, Marina Sereni, Gianclaudio Bressa. L'interrogazione fa riferimento in particolare al respingimento del primo luglio dei 75 eritrei, che per primi denunciammo e che suscitò le critiche dell'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr).

13 August 2009

Migrants' boat arrives back in Libya


VALLETTA, August 13, 2009 - A group of more than 80 migrants spotted on a boat south of Malta yesterday is back in Libya after the boat was intercepted by the Italian Navy. A baby born on board the boat was airlifted to Mater Dei Hospital yesterday afternoon, along with the mother. The boat at the time was some 90 nautical miles south east of Malta, heading north at a steady 6knots.

05 August 2009

Respingimenti: pm Roma, archiviare Maroni. La parola alla Corte europea

ROMA, 3 agosto 2009 - Il Pm di Roma ha chiesto al Tribunale dei ministri di archiviare la posizione del ministro Maroni, indagato per il respingimento dei migranti. L'inchiesta fu aperta dopo una denuncia dei Radicali, scaturita dal respingimento di 227 immigrati salvati in acque internazionali ai primi di maggio. Il reato iscritto era l'abuso d'ufficio. La richiesta di archiviazione si fonda sul decreto che stabilisce i respingimenti. Così la magistratura italiana straccia il diritto internazionale. Basta un decreto e tutto diventa legittimo. Adesso però la parola spetta alla Corte europea dei diritti umani.

02 August 2009

Vittime di tratta tra i respinti in Libia. Parlano le donne nigeriane

E dopo una settimana Judith ha detto: non puoi stare qui senza soldi e senza lavoro. Devi pagare il mangiare, il dormire. Devi lavorare. E per chi non ha documenti il lavoro è uno solo. Quale? ho detto io.
Eh, quand’è il momento lo vedrai, ha detto lei.
Così una sera mi ha portato al posto di lavoro.
Ha detto alle ragazze che stavano con me nella casa: datele un vestito per lavorare, qualche cosa che non mettete più.
Mi hanno dato il vestito. Era solo un paio di mutande.

ROMA, 2 agosto 2009 – Sono belle le nuove schiave nigeriane. Alte, nere, statuarie. E in vendita. Lavorano ormai anche nell’angolo più sperduto d’Italia, ovunque ci sia una strada, ovunque esista un marciapiede. Costrette a prostituirsi da organizzazioni criminali senza scrupoli, ogni giorno, per anni, fino al pagamento del debito contratto per portarle in Europa, dai trenta ai quarantamila euro. Migliaia di ragazze di Lagos e Benin City. Reclutate nei ceti più disagiati e raggirate con false promesse da organizzazioni criminali transnazionali che sulle loro prestazioni sessuali arrivano a lucrare dai 5.000 ai 7.000 euro al mese per ciascuna. Alcune di loro sono arrivate in Italia via mare. Nel 2007 sulle coste siciliane di ragazze nigeriane ne erano sbarcate soltanto 166. Ma nei primi otto mesi del 2008 il numero degli arrivi è schizzato a 1.128. Quante di loro siano finite nei circuiti dello sfruttamento della prostituzione non è dato saperlo. Ma è sicuro che una parte di loro fa quella fine. Lo sostiene una recente ricerca della cooperativa Be Free, basata su decine di interviste effettuate a donne nigeriane detenute nel centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria a Roma.

22 July 2009

Libia: l'Acnur incontra gli eritrei respinti e accusa l'Italia

ROMA, 14 luglio 2009 - A una settimana dalla nostra inchiesta sui rifugiati eritrei respinti in Libia, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) esprime il suo sdegno per quanto accaduto. E conferma l'uso della forza dei nostri militari ai danni di sei rifugiati. Ecco il comunicato stampa dell'agenzia dell'Onu.

20 July 2009

C'erano 74 rifugiati eritrei tra gli 89 respinti il primo luglio

TRIPOLI, 6 luglio 2009 – Erano eritrei i passeggeri dell’imbarcazione respinta al largo di Lampedusa lo scorso primo luglio. Rifugiati eritrei. Che adesso rischiano il rimpatrio. O la detenzione a tempo indeterminato nelle carceri libiche, dove già sono stati tratti in arresto. I 65 uomini si trovano nel campo di detenzione di Zuwarah. Le 9 donne nel campo femminile di Zawiyah, a ovest di Tripoli. Abbiamo ricevuto la lista completa dei loro nomi dalla comunità eritrea di Tripoli. Non possiamo pubblicarla per evidenti motivi di sicurezza. Si tratta nella maggior parte dei casi di disertori dell’esercito. Sono una piccola parte degli almeno 130.000 eritrei rifugiati in Sudan. Da anni in Eritrea ragazzi e ragazze, raggiunta la maggiore età, sono obbligati alla coscrizione militare a tempo indeterminato e i disertori sono puniti col carcere. E la stessa fine fanno giornalisti, obiettori di coscienza, uomini politici e leader religiosi in un Paese che dopo l’indipendenza, dal 2001 è stretto in una morsa sempre più autoritaria. L’Italia conosce la situazione eritrea. La conosce talmente bene che lo scorso anno ha concesso un permesso di soggiorno alla maggior parte dei 2.739 eritrei sbarcati sulle coste siciliane. In nome degli obblighi internazionali verso i rifugiati politici. Ma i tempi adesso sono cambiati. I respingimenti in mare sono la regola. Poco importa se si rimandano in Libia persone che rischiano la vita in caso di rimpatrio.

18 July 2009

Quando Berlusconi piangeva...

ROMA, 4 luglio 2009 - Era il 30 marzo del 1997. Una nave della Marina militare italiana aveva colpito e affondato un barcone carico di albanesi, durante un'operazione di respingimento, provocando una strage al largo delle coste pugliesi. Allora Berlusconi si presentava alle telecamere piangendo per la sorte di quegli emigrati. Sono passati dodici anni. È cambiato tutto. E non è cambiato niente.


Il servizio è tratto da una puntata di Ballarò

15 July 2009

Respinti in Libia. Le foto esclusive di Paris Match

MODICA, 28 giugno 2009 - Il 5 maggio 2009 a bordo della motovedetta italiana Bovienzo, che riportò a Tripoli 80 naufraghi salvati in alto mare, c'era anche il giornalista François de Labarre e il fotografo Enrico Dagnino, della rivista francese Paris Match. Una testimonianza esclusiva che vi riproponiamo mostrandovi questo video. E invitandovi a rileggere il loro articolo, tradotto in italiano da Internazionale: Immigrati: il sogno infranto. Qua invece trovate l'intervista al fotografo Enrico Dagnino.

05 July 2009

Immigrazione: 40 respinti in Libia

Sette persone ricoverate negli ospedali di Catania

(ANSA) - PALERMO, 5 LUGLIO 2009 - Sono stati ricoverati negli ospedali di Catania sette dei 47 migranti soccorsi ieri a circa 70 miglia a sud di Lampedusa. I migranti, a bordo di un gommone di otto metri lasciato alla deriva, sono stati trasbordati in una motovedetta della Guardia di Finanza e in un mezzo della Guardia costiera. I medici, a bordo del guardacoste, hanno constatato che sette persone, tra cui 5 donne, stavano male. In nottata i rimanenti 40 clandestini sono stati respinti in Libia.

01 July 2009

Lampedusa, respinti in Libia gli 89 naufraghi soccorsi ieri sera

PALERMO, 1 LUGLIO 2009 - (Adnkronos) - Sono stati respinti e sono gia' arrivati a Tripoli, in Libia, gli 89 immigrati soccorsi ieri sera nel Canale di Sicilia da una nave della Marina Militare. L'unita' della Marina ha trasbordato gli extracomunitari, tra i quali c'erano nove donne e tre bambini, su una motovedetta libica che li ha riportati in Libia da dove erano partiti.

Respinti in Libia altri 89 migranti. Erano a 25 miglia da Lampedusa

ROMA, 1 luglio 2009 - Ancora respingimenti nel Canale di Sicilia. L'ultimo è avvenuto ieri sera a circa 25 miglia a sud di Lampedusa. Gli 89 passeggeri a bordo del gommone, tra emigranti e rifugiati, sono stati presi a bordo da una nave della Marina militare, il pattugliatore Orione, che li ha trasbordati su una motovedetta libica e portati in carcere. Tra i respinti ci sono anche 9 donne e 3 bambini. E pensare che proprio ieri il presidente della Camera, Gianfranco Fini aveva giudicato "immorali" i respingimenti affermando che "sarebbe in alcuni casi come condannare quella persona a morte".

Per approfondire:
Respinti in Libia. Le foto esclusive di Paris Match

22 June 2009

Respingimenti: esposto all'Ue, all'Onu e al Consiglio d'Europa

ROMA, 22 giugno 2009 - L'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione), anche a nome e per conto di Centro Astalli, Progetto Diritti, Gruppo Abele, Angd, Anafe, Arci, Casa dei diritti sociali, Focus, Sant'Egidio, Cir, Emhrn, Federazione chiese evangeliche, Gisti, Jrs Europe, Libera, Flare e Migreurope ha presentato un

Leggi anche il comunicato stampa dell'Asgi

20 June 2009

Libia: ancora respingimenti. Bloccati 76 cittadini nigeriani

BOLOGNA, 20 giugno 2009 - Riprendono i respingimenti in Libia. La notizia è giunta ieri mattina, mentre a Roma l'Acnur celebrava la giornata mondiale del rifugiato. A essere respinti sono 72 cittadini nigeriani: 44 uomini e 28 donne. Non è esclusa la presenza di ragazze vittime di tratta per lo sfruttamento della prostituzione. Mentre Save the Children sostiene che a bordo ci fossero dei minori non accompagnati. Critico il Tavolo Asilo, che già nei giorni scorsi aveva scritto al presidente Napolitano. Il gommone era stata segnalata il giorno prima da un aereo privato a 29 miglia a sud di Lampedusa, in acque di competenza maltese per le operazioni di ricerca e soccorso. Nella zona era stato inviato anche un aereo militare tedesco, impegnato nella missione Frontex di pattugliamento congiunto del Mediterraneo, di stanza nell'aeroporto maltese di Luqa.

19 June 2009

Immigrants found south of Lampedusa taken by Libyan patrol boat

tratto da "TIMES OF MALTA"

MALTA, JUNE 19, 2009 - A Libyan patrol boat this morning took on board 76 illegal immigrants who had been met 29 miles south of Lampedusa by Italy's Guardia Costiera yesterday evening, international news agencies reported. The patrol boat headed to Tripoli. They said that a Maltese private aircraft reported the migrants to a German Border Police helicopter operating out of Luqa as part of Frontex operations.