Showing posts with label Italiani nei Cie. Show all posts
Showing posts with label Italiani nei Cie. Show all posts

01 October 2009

Floriana, in Italia da quando aveva 13 anni, oggi rischia l'espulsione

ROMA - Classe 1982, Floriana abita in Italia dal 1995, da quando aveva 13 anni. Qui vive metà della sua famiglia. Un fratello maggiore e una sorella, anche lei più grande, sposata con un militare italiano, di stanza presso la base di Cesano. In Albania sono rimaste soltanto la madre, una sorella e un fratello. La storia di Floriana è segnata da un errore commesso da adolescente. Un errore che chi è immigrato non si può permettere di fare, pena l'impossibilità di vedersi rilasciare un permesso di soggiorno. All'età di 14 anni infatti Floriana fu arrestata per furto a Massa Carrara. All'epoca frequentava delle cattive compagnie, una banda di albanesi che la mandavano a rubare negli appartamenti. Venne arrestata e condannata a due anni e tre mesi. Nonostante fosse minorenne, non capendo una parola di italiano, e non avendo avuto un adeguato servizio di interpretariato, non disse mai di essere minorenne e venne reclusa in una casa circondariale per adulti. La rilasciarono dopo tre mesi e 25 giorni, con l'obbligo di firma per altri due anni. Di nuovo, non avendo la più pallida idea delle conseguenze cui sarebbe andata incontro, Floriana scappò dalla comunità che la ospitava e andò a Roma.

30 September 2009

"Italiani" nei Cie. Fuori hanno moglie e figli. L'Italia li rimpatria

ROMA - C’erano una volta gli sbarchi. E chi non faceva domanda d’asilo veniva smistato nei centri di identificazione e espulsione (Cie) d’Italia in attesa del rimpatrio o del rilascio con un ordine di allontanamento. Ma adesso che gli sbarchi sono diminuiti del 90% negli ultimi cinque mesi (dati del Viminale), chi è che finisce dentro i Cie? Per scoprirlo stiamo girando i Cie di tutta Italia. Cominciando da quello di Roma, a Ponte Galeria. Lì abbiamo scoperto che, oltre a un terzo circa di ex detenuti trasferiti direttamente dal carcere, le vittime del giro di vite sulla clandestinità sono soprattutto “italiani”. Italiani tra virgolette, perché non hanno la cittadinanza, ma in Italia vivono da quindici, venti o trent’anni. Gente che ha avuto il permesso di soggiorno con le sanatorie del ‘93 e del ‘95, e che il permesso se l’è visto ritirare per scadenza termini, essendosi trovato senza datore di lavoro al momento del rinnovo. In vent’anni però in Italia uno si costruisce una vita. E allora c’è chi fuori ha moglie e bambini piccoli. Ci sono famiglie che rischiano di essere spezzate in due. In nome della sicurezza degli italianisenzavirgolette. Drammi che hanno portato alcuni a tentare il suicidio, bevendo la candeggina o tagliandosi i polsi. Oppure a imbottirsi di psicofarmaci per non impazzire. Fortress Europe ha raccolto per voi le loro storie. Ogni giorno ve ne racconteremo una.