ATENE - Ancora un duro atto d’accusa contro la Grecia. Human Rights Watch chiede al nuovo governo socialista di Giorgio Papandreou di porre fine alla “detenzione abusiva e alle espulsioni sommarie di immigrati” verso la Turchia, “inclusi bambini non accompagnati”. E invita l'Unione Europea ad esercitare pressioni su Atene. Anziché continuare a respingere i richiedenti asilo verso la Grecia. Vuoi per la convenzione di Dublino, che obbliga chi chiede asilo a farlo nel primo Stato Ue che incontra, anche se è la Grecia, dove l'asilo è riconosciuto allo 0,3% di chi lo chiede, contro il 50% dell'Italia. Vuoi perché anche nell'Adriatico, come nel Canale di Sicilia, vige un accordo di respingimento tra Italia e Grecia. E allora leggere le storie raccolte da Hrw è molto interessante perché aiuta a capire in quale paese l'Italia respinge i rifugiati e molto spesso minori non accompagnati che ogni giorno trova nascosti nei camion che sbarcano dai traghetti di linea a Venezia, Bari, Brindisi e Ancona.Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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15 October 2009
Grecia: nuovo rapporto di Hrw. Giovane pakistano ucciso dalla polizia
ATENE - Ancora un duro atto d’accusa contro la Grecia. Human Rights Watch chiede al nuovo governo socialista di Giorgio Papandreou di porre fine alla “detenzione abusiva e alle espulsioni sommarie di immigrati” verso la Turchia, “inclusi bambini non accompagnati”. E invita l'Unione Europea ad esercitare pressioni su Atene. Anziché continuare a respingere i richiedenti asilo verso la Grecia. Vuoi per la convenzione di Dublino, che obbliga chi chiede asilo a farlo nel primo Stato Ue che incontra, anche se è la Grecia, dove l'asilo è riconosciuto allo 0,3% di chi lo chiede, contro il 50% dell'Italia. Vuoi perché anche nell'Adriatico, come nel Canale di Sicilia, vige un accordo di respingimento tra Italia e Grecia. E allora leggere le storie raccolte da Hrw è molto interessante perché aiuta a capire in quale paese l'Italia respinge i rifugiati e molto spesso minori non accompagnati che ogni giorno trova nascosti nei camion che sbarcano dai traghetti di linea a Venezia, Bari, Brindisi e Ancona.30 August 2009
Acnur: allarme per i minori detenuti a Lesvos, in Grecia
riportiamo per intero il comunicato diffuso il 28 agosto 2009 dall'Acnur
All’inizio della settimana alcuni funzionari dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per I Rifugiati (UNHCR) hanno visitato il centro di accoglienza di Pagani, sull’isola greca di Lesvos, rimanendo sconcertati dalle condizioni della struttura in cui sono trattenute più di 850 persone, tra cui 200 bambini non accompagnati provenienti soprattutto dall’Afghanistan.
24 August 2009
Frontiera Grecia. Video dal centro di detenzione di Lesvos
Ecco le immagini girate nel centro di detenzione dell'isola di Lesvos, nel mar Egeo, a Pagani. Al 25 agosto 2009 vi sono detenuti 160 ragazzini, emigrati e rifugiati minorenni sbarcati sull'isola dalle coste turche. Sono rinchiusi in un'unica stanza. E con un solo bagno a disposizione. Il 25 agosto 2009 hanno dichiarato uno sciopero della fame. Guardate bene le loro facce. Tra qualche mese, quando saranno rilasciati senza documenti, molti di loro raggiungeranno l'Italia, nascosti sotto i tir che ogni giorno a Patrasso e Igoumenitsa si imbarcano sui traghetti di linea diretti a Venezia, Ancona, Bari e Brindisi.
13 August 2009
Greece: two drown in migrant boat
Kathimerini
ATHENS, August 13, 2009 - Two bodies were recovered from the sea off the coast of the eastern Aegean island of Kos yesterday while another three people were pulled out alive in what appears to have been a botched attempt to smuggle illegal immigrants into Greece from Turkey.
ATHENS, August 13, 2009 - Two bodies were recovered from the sea off the coast of the eastern Aegean island of Kos yesterday while another three people were pulled out alive in what appears to have been a botched attempt to smuggle illegal immigrants into Greece from Turkey.
10 August 2009
Campeggio antirazzista in Grecia, a Lesvos, dal 25 al 31 agosto
Per la repressione non c’è posto sulle nostre barche…
Per migliaia di rifugiati e di emigrati, Lesvos rappresenta una delle principali porte di ingresso in Europa. Stipati sui gommoni, provano a passare la frontiera marittima tra la Turchia e la grecia. Alcuni non ci riusciranno mai. Almeno 1.100 rifugiati e emigrati hanno infatti perso la vita nel mar Egeo negli ultimi vent’anni.
Per migliaia di rifugiati e di emigrati, Lesvos rappresenta una delle principali porte di ingresso in Europa. Stipati sui gommoni, provano a passare la frontiera marittima tra la Turchia e la grecia. Alcuni non ci riusciranno mai. Almeno 1.100 rifugiati e emigrati hanno infatti perso la vita nel mar Egeo negli ultimi vent’anni.
09 August 2009
Body found at Igoumenitsa port
ATHENS, 7 August 2009 - The body of an 18-year-old unidentified migrant was found near the port of Igoumenitsa, northwestern Greece, early yesterday. The unidentified man’s body was discovered next to a road leading away from the port and police suspect that the 18-year-old had been part of a group of immigrants that sneaked onto a truck believing it was about to board a ferry for Italy. However, it appears that the truck was headed for mainland Greece and the migrants jumped off as it set off on its journey. Police said that they had discovered a truck, driven by a 32-year-old foreigner, whose tarpaulin had been slashed. The driver has been arrested.
29 July 2009
Sangue a Igoumenitsa: muore kurdo pestato dalla polizia greca
PATRAS, 29 luglio 2009 – Arivan Abdullah Osman aveva 29 anni. Lo polizia lo catturò all’interno del porto di Igoumenitsa. Era lo scorso 3 aprile 2009. Arivan stava tentando di nascondersi sotto un camion pronto a imbarcarsi su un traghetto diretto in Italia. Viaggiava senza documenti, era in fuga dal Kurdistan iraqeno. Quando la polizia lo acciuffò fu brutale. Testimoni oculari sostengono che gli agenti gli sbatterono con violenza la testa contro un blocco cemento. Un colpo fatale. Che gli causò un’emorragia interna e danni cerebrali irreversibili. Arivan è morto due giorni fa, il 27 luglio, dopo quattro mesi di coma all’ospedale Papanikolaou di Salonicco. Il ministro greco della Marina, Anastassios Papaligouras ha espresso il suo cordoglio per la vittima, e ha chiesto la riapertura del caso, visto che le indagini non avevano individuato nessun responsabile.19 April 2009
Io, minorenne afgano respinto in Grecia tre volte
ROMA, 19 aprile 2009 – Il traghetto della Minoan attraccò a Venezia alle otto del mattino di un giorno d’agosto del 2008. Jumaa K. non ricorda la data. Era la sua prima volta. Dopo mesi di falliti tentativi. Dentro il rimorchio erano saliti tre giorni prima, di notte. Il camion era parcheggiato nel porto di Patrasso. Era bastato aprire lo sportello e fare in fretta prima che tornassero le volanti della polizia. Quando si contarono erano in 15, dieci dei quali ancora minorenni. Le scorte di acqua e biscotti finirono dopo 24 ore. Il sole d’estate rendeva tutto più difficile. Il terzo giorno, finalmente, il motore si accese e il camion si imbarcò. All’arrivo in Italia, il rimorchio venne scaricato dalla nave senza che nessuno si accorgesse della loro presenza. Fu soltanto la sera, intorno alle 19:00, nel piazzale del porto, che alcuni agenti delle forze dell’ordine aprirono i portelloni per un controllo.05 December 2008
Pro Asyl: la situazione in Grecia è fuori controllo
BERLINO, 5 dicembre 2008 - La ong tedesca Pro Asyl presenta il suo ultimo rapporto sulla Grecia, e incentrato sulla situazione dei richiedenti asilo rinviati ad Atene in base al Regolamento Dublino II. Ne emerge una situazione "fuori controllo". La Grecia, si scrive, non è capace di garantire i requisiti minimi di un sistema d'asilo. Un dato su tutti: a fronte di 10.165 domande presentate nella prima metà del 2008, circa 8.387 hanno ricevuto una risposta: tutte negative. Il rapporto è disponibile in inglese e tedesco.
PRO ASYL 2008 "The situation in Greece is out of control"
03 December 2008
La fuga dopo la fuga. Reportage fotografico da Patrasso
PATRASSO, 3 dicembre 2008 - Uno straordinaria galleria fotografica ricostruisce la vita dei rifugiati nella baraccopoli che da dieci anni sorge intorno al porto greco di Patrasso. La quotidianità al campo, i tentativi di nascondersi nei camion pronti a imbarcarsi sui traghetti di linea diretti in Italia, le violenze brutali della polizia greca e i sogni di questi giovanissimi esuli. Tutto in 180 meravigliosi scatti firmati Salinia Stroux, Ioana Katsarou, Giorgos Poutachidis e Nassim Mohammadi (del gruppo Fotofraxia) e di Juma Khan Karimi e Georgos Moutafis.
28 November 2008
Grecia: dure accuse di HRW: l'Ue sospenda Dublino II
ATENE, 28 novembre 2008 – Arresti sistematici, condizioni di detenzione inumane e deportazione forzate verso la Turchia. Durissime accuse alla Grecia nell’ultimo rapporto di Human Rights Watch. “La Grecia nega la protezione ai soggetti vulnerabili e ne abusa in detenzione”, denuncia il direttore della sezione rifugiati di Hrw, Bill Frelick, che chiede: “Gli stati membri dell’Unione europea sospendano le riammissioni in Grecia dei richiedenti asilo”. Il rapporto di 121 pagine, “Stuck in a Revolving Door: Iraqis and Other Asylum Seekers and Migrants at the Greece/Turkey Entrance to the European Union”, si può scaricare dal sito di Hrw in inglese, greco e turco. Documenta gli abusi della Guardia costiera greca, abituata a affondare i gommoni dei migranti e lancia un allarme sul sistematico diniego delle richieste di asilo. Delle 25.111 domande d’asilo presentate nel 2007 in Grecia, soltanto 8 persone hanno avuto l’asilo politico in prima istanza (lo 0,04%!!!), mentre il 2% è stato riconosciuto dopo aver presentato ricorso. Da qui le dure critiche di Human Rights Watch al Regolamento Dublino II, che obbliga i richiedenti asilo a presentare domanda di protezione nel primo Stato Ue dove hanno fatto ingresso. Anche se quello stato è la Grecia.15 November 2008
In Turchia, sulla strada per l'Ue. I dati sui rifugiati dell'Unhcr
ISTANBUL – È una delle principali vie d’ingresso in Europa per migranti e rifugiati, ma da anni la Turchia è divenuta essa stessa una terra d’asilo, sebbene continui ad applicare la “limitazione geografica” alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951. In altre parole la Turchia riconosce ufficialmente soltanto rifugiati provenienti da Paesi Europei. Ovvero praticamente nessuno, dato che le domande d’asilo provengono in maggior parte da iraniani, iraqeni, somali e afgani. Tuttavia esiste un sistema di protezione. Le domande vengono registrate presso gli uffici dell’Alto commissariato delle Nazioni unite (Unhcr) per i rifugiati di Istanbul, dopodichè, in attesa dell’audizione, vengono ospitati in centri aperti in 30 città “satelliti” in tutto il Paese.07 November 2008
Italia, Grecia, Spagna: più sbarchi in tutto il Mediterraneo
RAGUSA, 7 novembre 2008 – Aumentano gli sbarchi sulla riva nord del Mediterraneo, nonostante i pattugliamenti di Frontex e le politiche di chiusura delle frontiere. Ma niente allarmismo. Non c’è nessuna invasione in corso! Nei primi dieci mesi dell’anno sono circa 60.000 le persone che hanno attraversato il Mediterraneo, verso la Grecia, l’Italia, Malta e la Spagna. Ovvero meno di un terzo dei 170.000 lavoratori stranieri appena richiesti soltanto dal governo italiano. Il vero allarme sono i 1.146 migranti annegati nelle acque del Mediterraneo da gennaio, nonostante i grandi sforzi di soccorso in mare della Guardia costiera italiana, della Marina militare e della Guardia di Finanza. Ma guardiamo i dati, diffusi dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur).
24 October 2008
Grecia: altro gommone affondato dalla Guardia costiera
BERLINO, 24 ottobre 2008 - Ancora un gommone affondato tra la Turchia e la Grecia. Ancora una volta per mano della Guardia costiera greca, almeno secondo le prime testimonianze. I fatti, riportati dal Turkiye Gazetesi, e verificati dalla sezione turca di Amnesty International, risalgono alla notte del 20 settembre, nelle acque tra l'isola greca di Lesvos e la costa turca di Dikili. I naufraghi sono stati tratti in salvo dalle autorità turche. Sotto potete vedere le foto del gommone semiaffondato. Non si tratta del primo caso. Il rapporto di Pro Asyl del 2007 denunciava vari casi di gommoni affondati dalla Guardia costiera greca in prossimità della costa turca. E lo scorso 11 giugno 2008, un video della NTV mostrava le immagini di un gruppo di migranti su un gommone affondato allo stesso modo. Fortunatamente in entrambi i casi non ci furono morti. Ma durante una simile operazione, il 26 settembre 2006 morirono annegate 8 persone. E altre 22 risulterebbero disperse secondo una testimonianza esclusiva raccolta da Fortress Europe nel maggio scorso.
26 September 2008
Nei campi minati greci
In Grecia, al confine nord-orientale con la Turchia, lungo il fiume Evros, esistono ancora i campi minati, installati dopo la crisi di Cipro, nel 1974. Dal 1990 almeno 92 persone sono rimaste uccise tentando di attraversare a piedi il confine. Dal 2003 la Grecia è impegnata a togliere dall'area gli ordigni antipersona, il termine della bonifica è previsto per il 2009.09 September 2008
Respinti in Grecia 23 afgani sbarcati in Calabria
CATANZARO, 9 settembre 2008 – Respingimento in frontiera per i 23 rifugiati afgani sbarcati sulle coste di Catanzaro lo scorso 6 settembre. Domenica 7 sono stati caricati a Brindisi su una nave diretta a Patrasso, in Grecia, dove sono stati affidati alle autorità di polizia. Nessuna informazione è stata diffusa sulle loro generalità, anche se non è da escludere che nel gruppo vi fossero minori non accompagnati, data la giovanissima età della diaspora afgana. Le autorità italiane hanno applicato l’accordo di riammissione tra Italia e Grecia, avendo accertato che gli afgani erano transitati dalla Grecia. Peccato però che si trattasse di richiedenti asilo politico.01 August 2008
Amburgo, Dikili, Patras: i campi antirazzisti dell'estate
Per chi vuole coniugare vacanza e impegno politico segnaliamo tre campeggi antirazzisti organizzati in Germania, Turchia e Grecia.
Amburgo, dal 16 al 24 agosto 2008
Amburgo organizza voli di deportazione per l’Unione Europea. Da qualche tempo, anche Frontex (l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne) partecipa a
queste deportazioni collettive. Per formare il suo personale, Frontex realizza, vicino ad Amburgo, dei corsi di formazione nella Bundespolizeiakademie a Lubecca. Prevista una settimana di seminari e manifestazioni, tra cui un'occupazione pacifica dell'aeroporto.
Per maggiori informazioni, visitate il sito http://camp08.antira.info/
Oppure scrivete agli organizzatori
Amburgo, dal 16 al 24 agosto 2008
Amburgo organizza voli di deportazione per l’Unione Europea. Da qualche tempo, anche Frontex (l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne) partecipa aqueste deportazioni collettive. Per formare il suo personale, Frontex realizza, vicino ad Amburgo, dei corsi di formazione nella Bundespolizeiakademie a Lubecca. Prevista una settimana di seminari e manifestazioni, tra cui un'occupazione pacifica dell'aeroporto.
Per maggiori informazioni, visitate il sito http://camp08.antira.info/
Oppure scrivete agli organizzatori
06 July 2008
Istanbul crocevia della migrazione africana
“Quando riparti allora, oggi o domani?” John scherza con Hammady nella piazzetta davanti alla moschea. Si mettono a ridere e finalmente si salutano con una lunga e articolata stretta di mano. L'hanno scampata bella e adesso si sentono invincibili. Pochi giorni prima hanno visto la morte in faccia. Quella notte John non faceva che gridare come un pazzo: “Nina! Nina!” Nina – la moglie – era l'unica donna a bordo. Si è salvata anche lei. Si sono salvati tutti. Ma poteva essere una strage. Hammadi e John sono due dei 25 sopravvissuti dell'ennesimo affondamento in mare nell'Egeo, operato stavolta non dalla Guardia costiera greca, ma da quella turca. I fatti risalgono al 4 giugno 2008, in un imprecisato punto della costa turca, a un paio d'ore di macchina da Izmir. È a Izmir che ho incontrato Hammady, un giovane calciatore professionista ivoriano in cerca di fortuna. Nel quartiere Basmane. Una rete di vicoli dietro il grande bazar, in pieno centro, nella zona vecchia della città. È l'anticamera della partenza. Dopo aver pagato i kaçakçi a Istanbul, dormono qua almeno un paio di notti tutti quelli che attraverseranno l'Egeo. Gli otel economici del quartiere chiudono un occhio sui documenti dei propri clienti e hanno il pieno garantito tutto l'anno. Nei bar dei vicoli siedono sudanesi e somali, eritrei e senegalesi, nigeriani e ivoriani. E anche molti algerini e marocchini.12 June 2008
Turchia: somalo ucciso in scontri nel cpt di Kirklareli
ANKARA, 12/06/08 - Un cittadino somalo e' morto per un colpo di arma da fuoco e quattro persone, tra cui due poliziotti, sono rimaste ferite in una rivolta scoppiata nel centro di detenzione per immigrati di Kirklareli, nella Turchia nord occidentale, alla frontiera con Grecia e Bulgaria. La protesta e' iniziata ieri notte. Gli immigrati hanno preso possesso di due pistole della polizia e tentato di fuggire, secondo quanto dichiarato dal governatore della provincia Zeki Kocberber. La polizia quindi ha chiuso gli immigrati nelle loro stanze e chiamato rinforzi dalle truppe paramilitari. La vittima avrebbe sfondato la porta e iniziato a sparare, secondo Kocberber. Gli ufficiali avrebbero sparato "un colpo di avvertimento" - secondo la versione ufficiale - quando l'uomo ha rifiutato di fermarsi tentando di scappare. L'autopsia ha confermato che l'uomo e' morto per una ferita da arma da fuoco.
11 June 2008
Grecia: guardia costiera affonda zodiac. Video
ISTANBUL, 11 giugno 2008 - Per l'ennesima volta la Guardia costiera greca ha respinto in mare aperto un gommone di migranti e rifugiati abbandonandolo in acque turche, tra Didimi e l'isola di Leros. Secondo i superstiti la Guardia costiera greca avrebbe sparato alcuni colpi contro il gommone per fare sgonfiare le camere d'aria ed evitare che potessero riprendere la rotta. Il video dei soccorsi e' stato mostrato dalla tv turca NTV con l'intervista al diportista che ha avvistato e soccorso i naufraghi prima dell'arrivo della Guardia costiera turca. I respingimeti in mare di migranti e rifugiati sono una prassi delle autorita' greche secondo il rapporto 2007 di Pro Asyl. Durante una simile operazione, il 26 settembre 2006 morirono annegate 8 persone.
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