Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
25 May 2011
Fame di libertà. Continua lo sciopero dei tunisini a Lampedusa
Harraguantanamo
Uno straordinario racconto fotografico del viaggio a Lampedusa e della detenzione al campo di Chinisia, in 70 immagini scattate da un harraga tunisino, Ilyess, e montate da una giornalista modenese, Giulia, che qui ci spiega come è nato questo lavoro.
24 May 2011
Lampedusa: 200 tunisini iniziano sciopero della fame
12 April 2011
Diritti a orologeria
Lampedusa: verso lo stato di polizia?
14 February 2011
Rivolte in arrivo nei Cie?
29 May 2009
Lampedusa: ascolta le voci dei testimoni dei pestaggi
MODICA, 29 maggio 2009 - Ricordate la nostra inchiesta sui detenuti tunisini pestati a sangue dagli agenti di polizia nel centro di identificazione e espulsione di Lampedusa, lo scorso 18 febbraio? Ne avevamo scritto in un articolo del 15 aprile 2009, a cui era seguita una interrogazione parlamentare dei Radicali, ancora senza risposta. Oggi, che il centro di identificazione e espulsione dell'isola è vuoto, possiamo farvi ascoltare le voci dei testimoni della nostra inchiesta. Sperando la giustizia faccia presto il suo corso.20 May 2009
Si finse immigrato a Lampedusa. Rinviato a giudizio Fabrizio Gatti
AGRIGENTO, 20 maggio 2009 - In un paese privato del diritto di cronaca, quando i centri di accoglienza degli immigrati erano vietati alla stampa, Fabrizio Gatti si travestì da immigrato per denunciare che cosa vi accadesse. Era il luglio del 2005. L'inviato dell'Espresso si tuffò in mare da uno scoglio dell'isola e dopo alcune ore iniziò a chiedere aiuto fingendosi un naufrago kurdo iracheno. Uno stratagemma che gli consentì di rimanere otto giorni dentro il centro. E di denunciare le indegne condizioni a cui erano sottoposti i trattenuti. Fingersi kurdo era l'unico modo per entrare. E per denunciare. Ma proprio per aver fornito false generalità, adesso è stato rinviato a giudizio. Gatti comparirà davanti al giudice monocratico del tribunale di Agrigento il prossimo primo luglio. E c'è da aspettarsi una condanna. Dopotutto non sarebbe la prima volta.30 April 2009
Lampedusa: bloccati i lavori alla base Loran. Il nuovo Cie è abusivo
LUCCA, 30 aprile 2009 - Non ci sarà l'ampliamento del Centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa, nella vecchia base Nato Loran. Lo ha deciso ieri la Conferenza dei servizi, che ha riunito alla Prefettura di Palermo rappresentanti del Comune di Lampedusa, della soprintendenza di Agrigento, degli assessorati regionali al territorio e ai beni culturali, della guardia forestale e del ministero dell'Interno. E oggi il Dipartimento libertà civili del Viminale ha disposto la chiusura del cantiere. Il Cie, che provvisoriamente funziona come centro di prima accoglienza - sarà comunque utilizzato nei preesistenti fabbricati in muratura della Loran. Il parere negativo della Conferenza dei servizi infatti riguarda soltanto la messa in opera dei prefabbricati che dovevano essere fissati su piattaforme di cemento preesistenti, realizzati a suo tempo in funzione di campi da tennis ed eliporto.28 April 2009
Lampedusa: interrogazione parlamentare sui pestaggi nel Cie
ROMA, 28 aprile 2009 - Il Parlamento italiano chiede spiegazioni sui pestaggi al centro di identificazione e espulsione (Cie) di Lampedusa. L’interrogazione a risposta scritta è stata presentata ieri, 27 aprile 2009, dalla deputata Rita Bernardini - che già si era occupata dal caso Cassibile - e dai co-firmatari Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco e Zamparutti, (tutti radicali eletti nelle liste del Pd). Il riferimento è alle violenze praticate da uomini delle forze dell’ordine contro i migranti detenuti nel Cie lo scorso 18 febbraio 2009, il giorno in cui venne appiccato il fuoco in un padiglione del centro. La notizia dei pestaggi venne diffusa il 15 aprile scorso da una nostra inchiesta pubblicata da "Redattore Sociale" e "l'Unità" e consultabile sul nostro sito.15 April 2009
Picchiati dalla polizia. Parlano i detenuti del Cie di Lampedusa
RAGUSA, 15 aprile 2009 – Manganellati dalla polizia, “senza pietà”. Ferite alla testa, fratture alla mano e contusioni alle gambe. Per la prima volta, parlano i detenuti del Centro di identificazione e espulsione (Cie) di Lampedusa. Sono più di 600 tunisini e un centinaio di marocchini. Rinchiusi da oltre tre mesi in condizioni inumane. Siamo riusciti a raccogliere le testimonianze di alcuni di loro. Siamo certi della loro identità, ma ci hanno chiesto di parlare sotto anonimato per evidenti ragioni di sicurezza. Denunciano pestaggi delle forze dell’ordine per sedare la rivolta il giorno dell’incendio, lo scorso 18 febbraio. Ma anche le indegne condizioni di sovraffollamento, la diffusa somministrazione di psicofarmaci per sedare gli animi e la convalida differita di provvedimenti di trattenimento che non hanno tenuto conto delle settimane pregresse di detenzione. Un ritratto a tinte fosche che fa luce sul lato oscuro delle politiche del Governo sull’immigrazione a pochi giorni da un’importante scadenza. Il 26 aprile infatti scade il decreto 11/2009 che aveva prolungato da due a sei mesi il limite della detenzione nei Cie. Senza un nuovo provvedimento, i 700 detenuti sull’isola torneranno in libertà. E potranno raggiungere – seppure clandestinamente - i familiari che li aspettano da mesi, in Italia e nel resto d’Europa. Se invece, come probabile, il Governo tornerà a prolungare i termini di detenzione, torneremo a sentire storie come queste.07 April 2009
Lampedusa. Così lo Stato calpesta i diritti di migranti e cittadini
MODICA, 7 aprile 2009 - Che cosa succede a Lampedusa? Un rapporto recentemente pubblicato da kom-pa.net, borderline europe e borderline sicilia (con la collaborazione dei lampedusani comitato "NO CIE" e associazione Askavusa) aiuta a ricostruire gli eventi degli ultimi quattro mesi. A partire dagli sbarchi di dicembre, il blocco dei trasferimenti e il successivo decreto ministeriale che trasforma il centro di prima accoglienza di Contrada Imbriacola in un centro di identificazione e espulsione. Una forzatura che causa le proteste dei detenuti, sfociate in atti di autolesionismo, tentati suicidi e poi la rivolta che mette a fuoco un'intera area del centro. Parallelamente anche i lampedusani scendono in piazza per dire no alla costruzione del nuovo centro nella vecchia base Nato, guidati dal sindaco De Rubeis, e spaventati dall'idea di un'isola carcere, come già fu ai tempi del fascismo e prima dei Borboni. Il rapporto mette in luce anche le criticità della nuova gestione degli arrivi. Gli emigrati vengono divisi in mare in base al colore della pelle. Bianchi verso il Cie di Lampedusa. Neri verso i centri per richiedenti asilo in Sicilia e nel resto d'Italia. Il tutto senza identificazione, senza accertamenti medici, e senza la possibilità di individuare da subito minori e categorie vulnerabili. Intanto nell'ultima settimana, il Viminale rende noto di aver rimpatriato 69 dei detenuti a Lampedusa.
Ecco il testo del rapporto, scaricabile in pdf dal sito di Kom-pa.net. Da vedere anche il video
19 February 2009
Brucia Lampedusa. Rivolte anche a Malta. No ai rimpatri
CAIRO, 19 febbraio 2009 - Iniziano i trasferimenti dal Cie di Lampedusa. Ieri la rivolta degli 800 cittadini tunisini detenuti da dicembre nel Centro di identificazione e espulsione dell'isola, che hanno dato alle fiamme la struttura per protestare contro l'imminente deportazione di 107 persone. Nella notte, 180 persone sono state trasferite nei Cie di Cagliari e Torino. E un terzo aereo è volato a Crotone, in Calabria. Sono una cinquantina le persone rimaste ferite nell'incendio, alcuni intossicati e altri contusi.07 February 2009
Lampedusa: tentano il suicido per evitare il rimpatrio
MODICA, 7 febbraio 2009 - Hanno ingoiato lamette da barba e bulloni di ferro. Un gesto estremo di protesta. L'ultimo e forse l'unico rimedio per evitare la deportazione. E' successo la notte scorsa a Lampedusa. I protagonisti sono una decina di tunisini. Uno è stato ricoverato d'urgenza all'ospedale di Palermo, per le profonde ferite alla trachea. Il centro di prima accoglienza e soccorso dell'isola è stato trasformato con un decreto in centro di identificazione e espulsione. Vi sono detenuti oltre mille tunisini. Molti da prima di Natale. In condizioni igieniche pessime. Da dicembre, 343 minori non accompagnati e 377 richiedenti asilo sono stati trasferiti in altre strutture in Italia. Per tutti gli altri Maroni ha promesso il rimpatrio. Un gruppo di 150 tra egiziani e nigeriani sono stati rimpatriati direttamente dall'isola. E la settimana scorsa 120 persone sono state trasferite al centro di identificazione e espulsione di Roma, per uno scalo tecnico prima del rimpatrio in Tunisia, come concordato dal ministro Maroni con il suo omologo tunisino Kacem. Ad accoglierli ci sarà il regime di Ben Ali, un regime che - tanto per capire con chi l'Italia collabora - lo scorso 4 febbraio 2009 ha confermato in appello le condanne a dieci anni di carcere ai sindacalisti che nel 2008 promossero il movimento sociale di Redeyef, nei bacini minerari di fosfato, e ai giornalisti tunisini che raccontarono quelle proteste che, lo ricordiamo, causarono la morte di 2 persone sotto il fuoco della polizia.25 April 2008
Lampedusa: tornano in libertà i detenuti del Cie. E c'è chi lascia l'Italia
BOLOGNA, 25 aprile 2008 – Tornano in libertà i 700 emigrati tunisini e marocchini detenuti da fine dicembre nel Centro di identificazione e espulsione di Lampedusa. Il decreto 11/2009 che ne aveva autorizzato il trattenimento oltre i 60 giorni previsti per legge (fino a un massimo di sei mesi) scade infatti il 26 aprile e la legge di conversione approvata dal Parlamento ha bocciato la norma che prolungava i termini di detenzione. I trasferimenti sono iniziati già da mercoledì 22 aprile con 121 persone portate in aereo a Roma e a Crotone e da lì rilasciati con un foglio di via. Il 23 aprile altre 140 persone sono partite da Lampedusa dirette ai centri di Gorizia, Milano e Trapani. E il 24 sono partiti ulteriori voli.12 May 2006
Lampedusa: così la Finanza deportava i migranti in Tunisia nel 2004
"Ci sono stati rimpatri in base agli accordi con la Libia e più di recente trasbordi in mare con la Tunisia. Sono stati passati sotto nostra vigilanza dal peschereccio al guardacoste tunisino e riportati direttamente in Tunisia presi in alto mare. In ogni caso non hanno ancora commesso nessun reato. Perché il reato di emigrazione clandestina, scatta qualora attraversino fascia 12 miglia, non sono ancora entrati in territorio italiano, vengono respinti prima, vengono rimandati a destinazione. Si cerca di bloccarli prima che entrino nelle acque italiane, il cosiddetto respingimento, di non consentire di entrare in Italia, questo sarebbe l’ideale".