Sono almeno 58 i corpi ripescati lungo le spiagge di Skhira, Chaffar, Kerkennah, Gabes, Djerba e Mahdia durante il mese di aprile. Lo ha riferito il ministro dell'Interno tunisino Habib Essid, presente oggi al porto di Civitavecchia per la consegna alla Tunisia di quattro motovedette italiane che saranno impegnate nei pattugliamenti della costa tunisina con equipaggi tunisini a bordo. La cerimonia presidiata dal ministro dell'interno Maroni ricordava per certi versi la consegna nel 2009 delle motovedette ai libici per i respingimenti. E infatti il senso è lo stesso. Serviranno a bloccare in mare i ragazzi delle traversate e a riportarli in Tunisia. Nelle prossime settimane saranno ceduti anche anche 28 fuoristrada tropicalizzati, 10 motori fuoribordo e 10 quadricicli. Mentre sono già stati consegnati a Tunisi 60 personal computer, 10 scanner, 20 stampanti e 20 metal-detector portatili. È inoltre in fase avanzata il ripristino di 7 imbarcazioni da 17 metri già in uso alle forze di polizia tunisine. Dopotutto il nuovo ministro tunisino Essid l'ha detto: "La Tunisia ha come priorità la sicurezza e vogliamo compiere ogni sforzo per impedire l'attraversamento illegale delle frontiere". Intanto a Lampedusa rimangono trattenuti nel centro di prima accoglienza gli ultimi 137 tunisini, compresa una donna e 11 minori. I rimpatri in Tunisia sono di fatto sospesi dal 23 aprile scorso, giorno dell'ultimo volo. L'accordo del 5 aprile infatti, prevedeva sì rimpatri collettivi su due voli al giorno da 30 passeggeri l'uno, ma soltanto per una quota massima di 800 rimpatri, che evidentemente è già stata raggiunta. Come dire che iniziano i pattugliamenti e finiscono i rimpatri.