FOGGIA - A Verona lavorava come addetta alle pulizie, in una libreria. Poi l'incidente in auto, il femore rotto, la lunga degenza. E l'inizio di quella lenta discesa che dal ricco nord l'ha portata nelle campagne foggiane, in mezzo a quell'umanità precaria, che ogni mattino alle prime luci dell'alba va a cercare lavoro nei campi per 20-25 euro al giorno. Nella masseria occupata dove vivono una trentina di nigeriani, in mezzo a una distesa piatta di piantagioni di pomodori e campi appena arati, la chiamano mommy, mamma. Avrà una cinquantina d'anni. Nel femore ha ancora i ferri dell'operazione. Vive in Italia da diciassette anni. L'incidente le ha fatto perdere il lavoro. E senza lavoro non ha potuto rinnovare il permesso di soggiorno. Adesso, con un decreto di espulsione alle spalle, è tagliata fuori dai giochi.Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
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08 August 2008
Viaggio tra i braccianti immigrati nelle campagne di Foggia
FOGGIA - A Verona lavorava come addetta alle pulizie, in una libreria. Poi l'incidente in auto, il femore rotto, la lunga degenza. E l'inizio di quella lenta discesa che dal ricco nord l'ha portata nelle campagne foggiane, in mezzo a quell'umanità precaria, che ogni mattino alle prime luci dell'alba va a cercare lavoro nei campi per 20-25 euro al giorno. Nella masseria occupata dove vivono una trentina di nigeriani, in mezzo a una distesa piatta di piantagioni di pomodori e campi appena arati, la chiamano mommy, mamma. Avrà una cinquantina d'anni. Nel femore ha ancora i ferri dell'operazione. Vive in Italia da diciassette anni. L'incidente le ha fatto perdere il lavoro. E senza lavoro non ha potuto rinnovare il permesso di soggiorno. Adesso, con un decreto di espulsione alle spalle, è tagliata fuori dai giochi.30 May 2008
Una stagione all'inferno
Una stagione all'inferno è il titolo del rapporto di Medici Senza Frontiere sulle condizioni di salute, vita e lavoro degli stranieri impiegati in agricoltura nelle regioni del Sud Italia. Una stagione all'inferno è quella che vivono regolarmente migliaia di immigrati in Italia, sfruttati nell'agricoltura delle regioni del sud. Da luglio a novembre 2007 un’equipe mobile di MSF ha visitato e intervistato oltre 600 stranieri impiegati come lavoratori stagionali in agricoltura nelle regioni del Sud Italia. I risultati dell’inchiesta sono allarmanti: gli stranieri si ammalano a causa delle durissime condizioni di vita e lavoro cui sono costretti. Già nel 2004 MSF aveva visitato le campagne del Sud Italia per portare assistenza sanitaria agli stranieri impiegati come stagionali e per indagare questa scomoda realtà. Nonostante le reiterate promesse da parte di autorità locali e nazionali, a distanza di tre anni MSF ha potuto constatare che nulla è cambiato.
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