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| Aleppo. Nella sede del coordinamento di attivisti civili di Ashrafiyya |
Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
13 September 2013
Siria: la rivoluzione è finita
12 September 2013
Aleppo: la vita, la morte e quelle altalene sopra le fosse comuni

Aleppo. Mahmud guarda la guerra dalla finestra
11 September 2013
Al Qaeda in Siria: il nemico perfetto, la minaccia reale
Taftanaz, Idlib, miliziani di Al Qaeda in Siria cantano in solidarietà con il Mali e minacciano alawiti e sciiti
ALEPPO - “Polizia di infedeli, aspettate alawiti, veniamo a tagliarvi la gola. Sciiti, veniamo a sgozzarvi!”. A cantare non è un ragazzo siriano. Dall'accento si direbbe un saudita. Barba folta, camicia a quadretti e giacchetta viola. Tiene il microfono davanti alla folla e canta quello che ormai è diventato un tormentone: l'inno contro gli sciiti delle brigate di Al Qaeda in Siria. “Il nostro capo è Bin Laden. Il nostro capo è il mullah Omar. Abbiamo distrutto l'America. Un volo di linea ha ridotto in polvere le torri gemelle!”. È un video girato a Taftanaz, nella provincia di Idlib, e caricato su youtube. Wassim clicca su pausa e mi fa notare un frame dove si leggono slogan di solidarietà con Al Qaeda nel Mali. Poi rimette in play. Intorno al cantante, si vedono decine di ragazzi e ragazzini che sventolano le bandiere nere di Al Qaeda e ripetono in coro gli slogan: “Ci chiamate terroristi, ma così ci fate soltanto onore”. E di nuovo “Vi verremo a sgozzare sciiti, vi taglieremo la gola!”.
01 September 2013
Fortress Europe. Édition Française
Le blog de Gabriele Del Grande. Six années de voyages dans la Méditerranée le long des frontières de l’Europe. À la recherche des histoires qui font l’Histoire. L’histoire que nos enfants apprendront à l’école lorsque, sur leurs livres, on lira que dans les années 2000, les gens mouraient par milliers dans les mers de l’Italie et par milliers ils furent arrêtés et déportés de nos villes. Alors que tous faisaient semblant de ne rien voir. Depuis 1988, au moins 19.144 personnes sont mortes aux frontières de l'Ue. Nous en avons les preuves. Ci dessous nos reportages depuis l'intérieur et l'extérieur de la forteresse
مهاجرون ميتون طوال حدود أوروبا
الموت على الحدود. حدث يتكرر منذ عشرين عاما على الحدود الأوروبية. هم بالأخص الغارقين، بالإضافة إلى حوادث الطرق، ضحايا متاعب الصحراء، كما بين ثلوج الجبال، بدلا من الموت بإنفجار في اخر الحقول الملغومة في اليونان، أو بنار الجيش التركي أو عنف الشرطة الليبية. حصن أوروبا عرض للصحف منذ 1988 إلى اليوم و يمثل ذاكرة ضحايا الحدود: 19.144 ضحية موثقة، بينها 8.822 مفقود.
حصن أوروبا
مدونة جابرييليه ديل جرانديه. أربعة أعوام من الترحال في البحر المتوسط على طول حدود أوروبا. بحثاً عن القصص التي تصنع التاريخ. التاريخ الذي سوف يدرسه أبنائنا، عندما يقرأون في نصوص كتب المدرسة أن في الألفية الثانية مات الآلاف في بحار إيطاليا، وآلاف آخرون تم القبض عليهم وطردهم بعيداً عن مدننا. بينما الجميع كان يتظاهر بأنه لا يرى شيئاً. حدث يتكرر منذ عشرين عاما على الحدود الأوروبية. هم بالأخص الغارقين، بالإضافة إلى حوادث الطرق، ضحايا متاعب الصحراء، كما بين ثلوج الجبال، بدلا من الموت بإنفجار في اخر الحقول الملغومة في اليونان، أو بنار الجيش التركي أو عنف الشرطة الليبية. حصن أوروبا عرض للصحف منذ 1988 إلى اليوم و يمثل ذاكرة ضحايا الحدود: 19.144 ضحية موثقة، بينها 8.822 مفقود. [...]
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