23 February 2012

La corte europea condanna l'Italia per i respingimenti. Ma con la nuova Libia cambierà davvero qualcosa?


video
Fotoracconto, in francese, del respingimento del 6 maggio 2009, Paris Match
La Corte europea dei diritti umani (Cedu) di Strasburgo ha condannato l'Italia per i respingimenti verso la Libia. Era il 6 maggio del 2009, e alle motovedette italiane venne dato per la prima volta l'ordine di invertire la rotta. E di riportare in Libia i naufraghi che avevano intercettato in mare 35 miglia a sud di Lampedusa. Sul molo di Tripoli li aspettava la polizia libica, con i camion container pronti a caricarli, come carri bestiame, per poi smistarli nelle varie prigioni del paese. A bordo di quelle motovedette c'era un fotogiornalista, Enrico Dagnino, che ha raccontato la violenza di quell'operazione. Poi fu censura. In Libia vennero respinte altre mille persone in un anno. Ma nessuno vide. E nessuno si indignò. Fortuna che a Roma uno studio di avvocati non ha mai smesso di crederci, e tramite alcuni buoni contatti in Libia, è riuscito a raccogliere le procure di 24 di quei respinti, undici eritrei e tredici somali. Sono stati loro a denunciare il governo italiano di fronte alla Corte europea. Per essere stati espulsi collettivamente e senza identificazione, per non aver avuto il diritto a un ricorso effettivo davanti a un tribunale, e per essere stati respinti in un paese terzo, la Libia di Gheddafi, dove sono stati incarcerati in condizioni inumane e degradanti e in alcuni casi sottoposti a torture. Quei due avvocati sono Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci. Oggi raccolgono il frutto del lavoro di quasi tre anni di processo. La Corte europea ha riconosciuto la colpevolezza dell'Italia e ha condannato il governo a risarcire con 15.000 euro di danni i ricorrenti, due dei quali nel frattempo sono morti annegati tentando di nuovo la traversata. Una condanna importante, che però lascia senza risposta due domande fondamentali. Che fine hanno fatto i mille respinti del 2009? E che conseguenze politiche avrà la sentenza, visto che in Libia è cambiato tutto?

Asylum


Si intitola "Asylum Seeking Refuge" l'ultima mostra di Francesca H. Mancini. Ed è un viaggio, iniziato nel 2009, nell'Italia dei rifugiati politi. Le foto sono state scattate nei centri d'accoglienza, nelle periferie delle città e sulle strade, con tagli di luce sfuggenti per proteggere l'identità dei soggetti ritratti ma anche per evocare la loro condizione precaria di invisibilità nella società in cui sono arrivati.

Menzione d'onore nella categoria Multimedia al The 2011 Anthropographia Award for Human Rights

Foto: Francesca H. Mancini
Produzione multimediale: Eva Filgueira
Audio e assistenza alla produzione: Roberto Giussani.

المحكمة الأوروبية تدين عمليات الإبعاد القسرية التي تنفذها إيطاليا. ولكن مع ليبيا الجديدة، هل سيتغير شيء؟

أدانت المحكمة الأوروبية لحقوق الإنسان في ستراسبورغ قيام إيطاليا بعمليات الإبعاد القسرية تجاه ليبيا. في السادس من مايو 2009، تلقت زوارق خفر السواحل الإيطالية – وللمرة الأولى – أوامر بتغيير الاتجاه. وتوجيه المطرودين الذين تم اعتراضهم في البحر على بعد 35 ميلاً جنوب لامبيدوزا إلى ليبيا. عند ميناء طرابلس، كانت الشرطة الليبية في انتظارهم، بالحاويات الجاهزة لتحميلهم داخلها، مثل عربات الماشية، ثم فرزهم بعد ذلك في مختلف سجون البلاد. على متن زوارق خفر السواحل الإيطالية كان هناك المصور الصحفي إنريكو دانيينو، الذي روى العنف الذي شاهده أثناء تنفيذ هذه العملية. ثم بعد ذلك جائت الرقابة. تعرض ألف شخص آخرين للإبعاد القسري إلى ليبيا خلال سنة واحدة. لكن لم يرى أحدٌ شيئاً. ولم يغضب أحد. من حسن الحظ أن إحدى مكاتب المحاماة في روما كان على اعتقاد دائم من أن هذه العمليات لم تتوقف، ومن خلال بعض الاتصالات في ليبيا، استطاع أن يعرف ما تعرض له 24 ممن تم إبعادهم قسرياًّ، وهم 11 إريترياًّ و13 صومالياًّ. هم من تقدموا ببلاغ ضد الحكومة الإيطالية أمام المحكمة الأوروبية؛ لتعرض هؤلاء للإبعاد القسري بشكل جماعي، ودون تحديد هوياتهم، ولعدم حصول هؤلاء على حق المثول أمام إحدى المحاكم القضائية، وأيضاً لإبعادهم قسرياًّ إلى إحدى دول العالم الثالث، ليبيا القذافي، حيث تم سجنهم ووضعهم تحت ظروف غير إنسانية مهينة، وتعرضهم في بعض الحالات للتعذيب. هذان المحاميان هما أنتون جوليو وأندريا ساكُّوتشي. اليوم يجنون حصاد عمل استمرت جلساته القضائية لمدة ثلاث سنوات تقريباً. وقد أقرت المحكمة الأوروبية إدانة إيطاليا وأمرت الحكومة بدفع 15000 يورو تعويضات للمدعين، الذين مات اثنان منهم بعد أن غرقوا أثناء محاولتهم عبور البحر مرة أخرى للوصول إلى إيطاليا. يعد هذا الحكم غاية في الأهمية، إلا أنه يترك سؤالين مهمين بلا إجابة: ماذا كان مصير الألف الذين تم إبعادهم قسرياًّ إلى ليبيا عام 2009؟ وما هي التبعات السياسية لهذا الحكم، وخاصةً أن كل شيء في ليبيا قد تغير؟

La Cour européenne condamne l'Italie pour les rapatriements en Libye

The European court condemns Italy over rejections. But with a new Libya, will things really change?

22 February 2012

Ceuta: muore tentando di passare la frontiera a nuoto

La polizia di frontiera marocchina ha ritrovato il corpo senza vita di un ragazzo annegato tentando di aggirare a nuoto la barriera lungo la frontiera di Ceuta, una delle due enclavi spagnole sulla costa marocchina. Nel 2011 almeno 34 persone sono annegate tentando di raggiungere Ceuta e Melilla. Di seguito il dettaglio della notizia sulla stampa spagnola.

17 February 2012

Forteresse Europe

Selon la suivante revue de presse 19.144 migrants sont morts aux frontières de l'Europe depuis 1988, dont 8.822 sont disparus en mer. En mer Méditerranée et dans l'océan Atlantique ont perdu la vie 14.309 migrants. Les statistiques sont mises à jour jusqu'au 3 octobre 2013. Seulement en 2011, au moins 2.352 personnes ont perdu la vie aux frontières de l'Europe.

08 February 2012

Grecia: 3 afghani morti asfissiati in un camion

I corpi senza vita li hanno ritrovati lungo la strada. Vicino agli alberghi delle spiagge di Parga, non lontano dalla città di Igoumenitsa. La loro destinazione era lì: il porto di Igoumenitsa, da dove salpano i traghetti di linea per l'Italia. Ma qualcosa deve essere andato storto. E probabilmente quando l'autista si è accorto della morte dei tre, li ha abbandonati lungo la strada per continuare il suo viaggio, forse con altre persone nascoste a bordo. Di seguito il dettaglio della notizia sulla stampa greca.

03 February 2012

Spagna: 29 cadaveri ripescati in mare nel 2011

La Guardia Civil spagnola ha annunciato di aver recuperato durante il 2011 un totale di 29 cadaveri in mare nello stretto di Gibilterra. Nel 2011 gli sbarchi sulle coste spagnole sono aumentati del 49%, pur mantenendosi su livelli molto bassi. La rotta delle isole Canarie di fatto è chiusa, considerando che sono arrivate sull'arcipelago 340 persone nel 2011 e che erano 196 nel 2010. Lo stretto di Gibilterra invece è stato attraversato da 3.357 persone, più altre 2.567 entrate a Ceuta e Melilla, le due enclave spagnole in Marocco, aggirando a nuoto o con piccole imbarcazioni i pattugliamenti sul confine. Sono soprattutto giovani africani. Di seguito il dettaglio della notizia sulla stampa spagnola.