GRADISCA, 29 luglio 2008 – Ci sono bambini ed ex detenuti. Donne nigeriane sbarcate a Lampedusa dopo viaggi di mesi in mezzo al deserto e lavoratori albanesi diventati clandestini per un vecchio precedente penale. Ragazzi algerini partiti in barca da Annaba che dicono “questo è un hotel” e tunisini che in arabo alzano la voce: “Iktab! - scrivi! - siamo ostaggi non ospiti”. Il centro di Gradisca d'Isonzo, provincia di Gorizia, dieci chilometri dalla Slovenia, è molte cose insieme. Contiene una sezione di prima accoglienza per i migranti intercettati nel Canale di Sicilia (Cda), un centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e un centro di identificazione e espulsione (Cie).Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
29 July 2008
Accoglienza e detenzione: le due facce del cpt di Gradisca
GRADISCA, 29 luglio 2008 – Ci sono bambini ed ex detenuti. Donne nigeriane sbarcate a Lampedusa dopo viaggi di mesi in mezzo al deserto e lavoratori albanesi diventati clandestini per un vecchio precedente penale. Ragazzi algerini partiti in barca da Annaba che dicono “questo è un hotel” e tunisini che in arabo alzano la voce: “Iktab! - scrivi! - siamo ostaggi non ospiti”. Il centro di Gradisca d'Isonzo, provincia di Gorizia, dieci chilometri dalla Slovenia, è molte cose insieme. Contiene una sezione di prima accoglienza per i migranti intercettati nel Canale di Sicilia (Cda), un centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e un centro di identificazione e espulsione (Cie).Sbarcati in Calabria, due famiglie di kurdi dormono in strada a Rimini
RIMINI, 29 luglio 2008 - Lo scorso 9 luglio 2008 un centinaio di persone sbarcarono sulle coste calabresi della Locride. A bordo c'erano 12 donne e 10 bambini. Il motopeschereccio di circa 15 metri su cui avevano viaggiato per cinque giorni era rimasto incagliato a Stignano mare, vicino Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria. Come ogni volta il racconto dei giornalisti si ferma allo sbarco. Nessuno si domanda che fine facciano queste persone. Alcune volte i circuiti dell'accoglienza funzionano. E dai centri di prima accoglienza si passa negli appartamenti degli Sprar. Molte altre volte no. E allora può succedere che due famiglie di richiedenti asilo politico kurdi iracheni, con bambini al seguito, finiscano a dormire in mezzo alla strada. E in mezzo all'indifferenza.Una nostra lettrice di Rimini, Fatima, quell'indifferenza l'ha vinta. E i profughi li ha ospitati addirittura a casa propria. Ecco la sua lettera, che è una testimonianza sui destini che spesso attendono i richiedenti asilo politico in Italia.
"Venerdì 18 luglio 2008 ho incontrato a Rimini due famiglie composte da due uomini, due donne e le due figlie minorenni, una ragazza di 16 anni e una bambina di un anno e tre mesi. Le due famiglie, appartenenti allo stessa Qabila, avevano lasciato l’Iraq un paio di mesi fa. La prima tappa del loro viaggio è stata la Turchia. L'hanno raggiunta in aereo, e ci sono rimasti un mese, in un appartamento condiviso da quattro famiglie. Dormivano nella stessa camera e usavano la stessa cucina e il bagno, in attesa della partenza, concordata con un trafficante che ha addirittura un’agenzia nella loro città d’origine, nella provincia di Diala.
Il viaggio dalla Turchia verso l’Italia l'hanno fatto su un peschereccio. A bordo c'erano 104 persone tra iracheni, afgani e iraniani. Il viaggio è durato cinque giorni, in condizioni pessime e rischiando la propria vita. Dietro il suggerimento dei trafficanti hanno buttato le loro valigie in mezzo al mare. Mezz’ora prima dell’arrivo, lo scafista ha abbandonato la nave. Quando si sono accorti che la nave era ferma, a bordo è scoppiato il panico. Sherine mi ha raccontato che tutti hanno cominciato a piangere. Poco dopo alcuni uomini che sapevano nuotare si sono tuffati in acqua cercando di raggiungere la riva per chiedere aiuto. Sono sbarcati a Reggio Calabria. Dicono di essere stati accolti in un centro. Dopo tre giorni li hanno identificati, chiedendo loro, tramite l’interprete, le proprie generalità e se desideravano rimanere in Italia. Le due famiglie hanno dichiarato di volere lasciare l’Italia. Ma stranamente sono stati abbandonati con due fogli in mano. Il primo è un permesso di soggiorno per motivi di asilo e l’altro un allegato sul sistema EURODAC che impedisce fare domanda d’asilo in un altro paese firmatario dell’accordo Dublico 2. Nessuno di loro capiva il significato di questi documenti.
Le due famiglie hanno quindi ripreso il loro viaggio per raggiungere i parenti in Norveggia e in Svezia, ma purtroppo le loro sofferenze non sono finite qua. Sono stati abbandonati dal loro accompagnatore a Rimini, dove sono rimasti per sei giorni in un parco pubblico. Si sono rivolti ad una chiesa situata di fronte, la quale ha offerto un posto solo per le donne, ma fuori dalla città. Durante questi giorni i poliziotti hanno chiesto loro di andare via dal parco. Secondo le famiglie, gli agenti si sarebbero anche rivolti alla chiesa per impedire qualsiasi forma di aiuto. Hanno dormito sulla spiaggia, ma alle donne è stato impedito l’utilizzo dei bagni.
Quando li ho incontrati ho cercato immediatamente di inserirli in una delle strutture che se ne dovrebbero occupare. Ma la risposta è stata scioccante. La risposta è stata che gli operatori erano in ferie oppure che non c'erano posti per il momento. Davanti a questa situazione drammatica, non ho fatto altro che ospitarli a casa mia. La prima famiglia è partita dopo tre giorni e la seconda dopo sei. Adesso sono arrivati dai loro parenti nel Nord Europa".
Fatima
Niger: i rifugiati denunciano gli abusi subiti nel Sahara
GRADISCA, 29 luglio 2008 – Termina all'estremo nord est del Paese la corsa di centinaia di migranti e richiedenti asilo sbarcati a Lampedusa e sulle coste siciliane. Da Gradisca, in provincia di Gorizia, il confine sloveno dista meno di dieci chilometri. Ma la quasi totalità dei 135 richiedenti asilo ospiti del Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) è entrata in Italia dal Mediterraneo. E sulle rive del Mediterraneo sono arrivati dopo viaggi lunghi mesi attraverso il deserto del Sahara. Sono loro i testimoni degli abusi commessi lungo le rotte da agenti della polizia nigerina e trafficanti. In un ipotetico processo contro le mafie che lucrano sulla pelle di questi viaggiatori, nel deserto e nel mare, ognuno di loro potrebbe essere chiamato a testimoniare. Ad aprire il flusso della memoria, basta citare loro i luoghi dei dannati del Sahara: Dirkou, Madama, Arlit, Tumu, Gatrun. Passaggi obbligati. Luoghi di razzie e violenze, contro uomini e donne. Soltanto chi può pagare si salva. Gli altri rimangono bloccati.Sardegna: 38 dispersi al largo delle coste algerine
GRADISCA, 29 luglio 2008 - “I miei pensavano fossi morto. Quando ho telefonato a casa dalla Sardegna non volevano credere alla mia voce!”. A distanza di un mese dai fatti, Kadri ci scherza su. È algerino. È arrivato in Italia attraversando il Mediterraneo tra l'Algeria e la Sardegna. Ha visto rovesciarsi in mare due barche su cui viaggiavano 38 ragazzi algerini. Oggi è ospite del centro di accoglienza di Gradisca. Ha presentato una richiesta di protezione umanitaria. Aspetta la risposta. Delle condizioni del centro non si lamenta: “è un hotel”. Gli ospiti sono 112, tanti quanti i posti disponibili. Non c'è un letto libero. Altre 20 persone sono state ospitate all'hotel Pellegrino, a Gradisca. Kadri raduna i compagni di viaggio algerini. E riprende a raccontarmi la storia.Al cpt di Gradisca un palestinese in sciopero della fame
GRADISCA, 29 luglio 2008 – Gli immigrati detenuti nel centro di identificazione e espulsione (Cie) di Gradisca, in provincia di Gorizia sono 63, poco meno della metà dei 136 posti disponibili. Dormono in camere da otto letti ciascuna. I materassi sono di gommapiuma, l'aria condizionata non c'è e nei bagni non ci sono specchi. Le stanze si affacciano su un corridoio a ferro di cavallo che gira sui tre lati di un cortile grigio di cemento, chiuso da una grande gabbia di ferro. Scorrendo il registro delle presenze, spiccano le nazionalità tunisina, marocchina, albanese, ma anche algerina, senegalese e macedone. Alcuni sono arrivati qui dopo aver scontato una pena in carcere, gli altri dopo un controllo dei documenti. C'è chi vive in Italia da dieci anni e ha perso il permesso di soggiorno dopo aver perso il lavoro. E c'è chi il permesso non l'ha mai avuto. Uno di loro è un ragazzo palestinese. Viene da Gaza e vive in Italia dal 2003. Nei centri di identificazione e espulsione è già stato detenuto altre quattro volte, a Modena. Per un totale di otto mesi. E a Modena lo hanno fermato anche l'ultima volta. Lavorava in nero per un'agenzia di traslochi. Non ha mai chiesto asilo. Non sa nemmeno come si possa fare. A Gradisca è arrivato da sette giorni. E da sette giorni è in sciopero della fame. Rifiuta il cibo. Chiede la libertà. Per quattro giorni anche Qasseri, un ragazzo tunisino, ha scioperato. Ma poi ha interrotto la protesta.25 July 2008
Egitto: lettera di un prigioniero eritreo
Brief von einem eritreischen Flüchtling aus einem ägyptischen Gefängnis
23 July 2008
Isola Mayotte, Francia
Per raggiungere la Francia ogni anno migliaia di migranti partono dalle isole Comore, nell'oceano Indiano, facendo rotta sulla vicina isola di Mayotte, che dalla più vicina isola di Anjouan dista circa 80 chilometri. Dal 1994 serve il visto per entrare e da allora sono iniziati i viaggi clandestini sulle tradizionali barche da pesca kwassa kwassa.Dal 1998 i morti censiti sono almeno 629. Ma secondo la Croissant Rouge di Anjouan le vittime sarebbero 850 solo tra il 1995 e la metà del 1997. Mentre per l'Observatoire de l'émigration clandestine anjouanaise (oggi scomparso), solo tra luglio 2000 e dicembre 2001 le vittime sarebbero state 183. Infine secondo dati citati da un progetto di legge depositato al Senato francese, dal 1997 le vittime sarebbero 4.000.
Molte informazioni si trovano sui siti di Mayotte sans frontière e Stop Kwassa. Le Monde diplomatique ha dedicato un intero reportage alla questione. Nella nostra pagina video trovate un documentario sulle inumane condizioni di detenzione degli immigrati sull'isola. [Dati anno per anno]
| 13/12/10 | Francia | Naufragio di un kwassa al largo dell'isola di Mayotte, nell'oceano indiano, almeno 5 i dispersi | L'Info |
Francia | Naufragio al largo dell'isola francese di Mayotte, nell'Oceano Indiano. Almeno 6 morti, molti i dispersi | Le Monde | |
| 04/12/07 | Francia | Motovedetta della polizia francese sperona barca di migranti proveniente delle isole Comore, al largo dell'isola francese di Mayotte, 2 morti e 8 dispersi in mare | Le Monde |
| 12/09/07 | Francia | Naufragio al largo dell'isola di Anjouan, alle Comore, di un kwassa-kwassa diretto all'isola francese di Mayotte: 4 morti e 15 dispersi | Jeune Afrique |
| 13/08/07 | Francia | Affonda imbarcazione proveniente dalle isole Comore e diretta all'isola francese di Mayotte, nell'Oceano indiano. Recuperati 17 cadaveri, tra cui quelli di 8 bambini; i dispersi sono 19 | Le Monde |
| 21/07/07 | Francia | Affonda imbarcazione proveniente dalle isole Comore e diretta all'isola francese di Mayotte, nell'Oceano indiano. Due morti e 27 dispersi | Le Monde |
| 08/01/07 | Francia | Affonda imbarcazione proveniente dalle isole Comore e diretta all'isola francese di Mayotte, nell'Oceano indiano. Due morti e 19 dispersi | Le Monde |
| 21/09/06 | Francia | Affonda imbarcazione proveniente dalle isole Comore e diretta all'isola francese di Mayotte, nell'Oceano indiano. Un morto e 10 dispersi | Le Monde |
| 21/02/06 | Francia | Due naufragi a Mayotte, recuperati 7 cadaveri, tra cui quelli di 6 donne incinte partite per partorire sull’isola francese, e 6 dispersi | Mayotte sans frontières |
| 22/08/05 | Francia | 25 morti in un naufragio sulle rotte tra Anjouan e Mayotte | Mayotte sans frontières |
| 17/06/05 | Francia | 11 morti nel naufragio di un kwass kwassa partito da Anjouan e affondato a nord di Mayotte, tra Acoua e M’Tsangamouji | Mayotte sans frontières |
| 07/03/05 | Francia | 36 morti in un naufragio a sud di Mayotte, tra Sada e Bouéni, di un kwassa kwassa partito da Anjouan | Mayotte sans frontières |
| 29/03/04 | Francia | Naufragio sulle rotte tra Anjouan e Mayotte, 13 dispersi | Mayotte sans frontières |
| 06/06/03 | Comoro | Prende fuoco un kwassa kwassa partito da Domini, Anjouan, e diretto a Mayotte, 4 morti | Mayotte sans frontières |
| 28/02/03 | Francia | Sette morti in un naufragio nella baia di Kani Keli, a Mayotte | Mayotte sans frontières |
| 27/10/02 | Francia | Naufragio al largo di Koungou, Mayotte di una barca partita da Bambao, Anjouan : 23 morti | Mayotte sans frontières |
| 10/08/02 | Francia | Muore bambina di 4 anni su un kwassa kwassa partito da Anjouan e intercettato a nord di Mayotte | Mayotte sans frontières |
| 04/08/02 | Francia | 34 dispersi in mare su un kwassa kwassa partito da Bimbao, Anjouan, per Mayotte | Mayotte sans frontières |
| 09/11/01 | Francia | Due morti in un naufragio al largo di Majicavo, a Mayotte | Mayotte sans frontières |
| 25/10/01 | Francia | Naufragio di un kwassa kwassa partito da Anjouan verso Mayotte : 25 morti | Mayotte sans frontières |
| 18/10/01 | Comoro | Kwassa kwassa partito per Mayotte affonda a un paio di km dalla costa di Anjouan, 15 morti | Mayotte sans frontières |
| 06/10/01 | Francia | Naufragio al largo di Mliha di un kwassa kwassa partito da Anjouan per Mayotte, 7 morti | Mayotte sans frontières |
| 11/08/01 | Francia | Soccorso kwassa kwassa al largo di Mayotte : 1 morto e 7 dispersi | Mayotte sans frontières |
| 06/08/01 | Tanzania | Ritrovato in Tanzania, a Pemba, un kwassa kwassa partito da Anjouan per Mayotte e finito alla deriva da 11 giorni, 2 morti | Mayotte sans frontières |
| 06/08/01 | Comoro | Naufragio a 15 km dalle coste di Anjouan: 26 morti | Mayotte sans frontières |
| 05/08/01 | Comoro | Partito da Pomoni (Anjouan) e diretto a Mayotte, un kwassa kwassa fa naufragio al largo di Gnignijou. Annega una bambina di 5 anni | Mayotte sans frontières |
| 04/12/00 | Comoro | Naufragio a 4 km dalla costa di Anjouan, di un kwassa kwassa diretto a Mayotte : 17 morti | Mayotte sans frontières |
| 13/11/00 | Francia | Mayotte. Giovane si getta dalla nave “Ville de Sima” che lo stava rimpatriando ad Anjouan e annega | Mayotte sans frontières |
| 30/10/00 | Francia | Naufragio sulle rotte tra Anjouan e Mayotte, nell’oceano Indiano : 11 morti | Mayotte sans frontières |
| 22/09/00 | Comoro | Partito da Hamchako, Anjouan, un kwassa kwassa fa naufragio al largo delle coste di Anjouan, sulla rotta per Mayotte : 12 morti | Mayotte sans frontières |
| 12/08/00 | Francia | 26 morti in un naufragio al largo di Mayotte | Mayotte sans frontières |
| 09/08/00 | Francia | Naufragio al largo di Sada, Mayotte: 10 morti | Mayotte sans frontières |
| 08/08/00 | Francia | Naufragio al largo di Soulou, a Mayotte, 10 morti | Mayotte sans frontières |
| 08/08/00 | Francia | Naufragio al largo delle coste di Anjouan, sulle rotte per l’isola francese di Mayotte, 9 morti | Mayotte sans frontières |
| 04/08/00 | Francia | Partito da Domoni (Anjouan) un kwassa-kwassa fa naufragio al largo di Mayotte, 6 morti | Mayotte sans frontières |
| 07/07/00 | Francia | 20 morti in due diversi naufragi al largo di Mayotte | Mayotte sans frontières |
| 14/06/00 | Francia | Naufragio al largo dell’isola Mohéli, sulle rotte per Mayotte, nell’oceano indiano, 19 morti | Mayotte sans frontières |
| 01/09/99 | Francia | Naufragio a Mayotte, recuperato un cadavere, 13 dispersi | Bbc |
| 18/10/98 | Francia | Partito da Anjouan un kwassa kwassa fa naufragio nella baia di Kani-Kéli, a Mayotte, 8 dispersi | Mayotte sans frontières |
| 30/09/98 | Francia | Tre giovani si gettano in mare, a Mayotte, dalla nave che li stava rimpatriando alle Comore, e annegano | Mayotte sans frontières |
| 28/08/98 | Francia | Si rovescia imbarcazione partita da Anjouan al largo di Mayotte, 12 morti | Mayotte sans frontières |
| 09/05/98 | Francia | Naufragio nel canale del Mozambico, tra Anjouan e l’isola francese di Mayotte, a seguito di un’esplosione a bordo, 41 dispersi | Mayotte sans frontières |
Tunisia: rivolta a Redeyef. Pericolo per i rimpatriati
Proponiamo un articolo sulla rivolta di Redeyef, in francese, tratto da Le Monde Diplomatique. E un video, sfuggito alla censura tunisina grazie a Youtube
20 July 2008
Sicilia: triplicati gli arrivi nel primo semestre
ROMA, 20 luglio 2008 – Aumentano gli sbarchi in Sicilia. Sempre più donne. Sempre più richiedenti asilo. Sempre meno marocchini e egiziani. A fotografare il nuovo volto degli immigrati che raggiungono le coste siciliane sono i dati ufficiali diffusi dal Ministero dell’Interno lo scorso 8 luglio. Nei primi sei mesi del 2008 sono sbarcate in Italia 11.949 persone. Il triplo dei 3.158 che avevano fatto ingresso nel nostro Paese nello stesso periodo 2007. Una media di 66 persone al giorno, contro i 55 al giorno del 2007, quando nell’intero anno arrivarono 20.455 persone. Le imbarcazioni intercettate sono state 258. In media su ognuna viaggiavano 46 passeggeri; erano 34 nel 2007 e 44 nel 2008. E all’aumento degli arrivi corrisponde, inevitabilmente, un aumento delle vittime: 387 quelle documentate dalla stampa nel primo semestre, contro le 556 di tutto il 2007. Ma il dato potrebbe essere molto più elevato a causa del numero imprecisato di dispersi causati da una serie di naufragi fantasma di cui sono stati ritrovati soltanto alcuni cadaveri in alto mare.Nel dettaglio, aumentano le donne (11% contro l’8% del 2007), il cui numero nei primi sei mesi dell’anno ha già eguagliato quello dell’intero 2007. Mentre si assiste a un drastico cambiamento nel panorama delle nazionalità. Crollano gli arrivi dai Paesi del Maghreb. Gli egiziani passano dai 5.131 dell’intero 2007 ai 557 del primo semestre 2008. E così i marocchini, dai 2.341 agli 849. Più stabile il numero dei tunisini (1.287), che dopo Somalia e Nigeria rappresentano la terza nazionalità. Il 75% di chi sbarca in Sicilia arriva - nell’ordine - da Somalia (2.556 persone), Nigeria (1.859), Tunisia (1.287), Ghana (853), Marocco (849), Egitto (557), Burkina Faso (290), Costa d’Avorio (277), Eritrea (240) e Togo (202).
Da notare l’aumento deciso del numero dei somali, passati dagli 892 di tutto il 2007 ai 2.556 del primo semestre di quest’anno. La situazione in Somalia è disperata. Senza un governo da 17 anni, il Paese è esasperato ogni giorno dalla guerra, dopo che alla fine del 2006 la forza militare guidata dall’Etiopia ha vinto sul campo le Corti islamiche. Una situazione che spinge ogni anno centinaia di migliaia di somali a lasciare il Paese, per lo più attraversando il Golfo di Aden verso lo Yemen, oppure tentando la rotta libica verso l’Italia o quella turca verso la Grecia.
Altro dato su cui riflettere è il crollo degli sbarchi degli eritrei. In tutto il 2007 ne erano arrivati 3.007. E dall’aprile 2005 se ne contavano almeno 6.000. Eppure nei primi sei mesi del 2008 ne sono arrivati soltanto 240. La situazione in patria non è migliorata. Un recente reportage della Reuters denuncia le dure condizioni imposte dalla coscrizione militare a tempo indeterminato, che costringe ormai 320.000 ragazzi e ragazze a servire l’esercito per 20 dollari al mese, in un paese che conta 4,7 milioni di abitanti. Ma sulle vie della diaspora eritrea la rotta libica sembra ormai essersi chiusa. Oltre 700 eritrei sono detenuti da più di due anni nel carcere libico di Misratah. E altri 1.500 sono stati arrestati in Egitto, lungo la nuova rotta che dal Sudan, via Assuan e Il Cairo, porta in Israele. Mille di loro sono già stati rimpatriati, nonostante le proteste delle associazioni di eritrei, da Roma a Addis Abeba. Della loro sorte non si ha notizia.Contro chi grida all’invasione, i dati sugli sbarchi vanno contestualizzati. Nei primi quattro mesi del 2008 sono state presentate in Italia 4.237 richieste di asilo politico. In tutto il 2007 erano state 14.053. Il 10% delle domande sono state accolte, e il 47% ha avuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ma quanti sono i rifugiati nel mondo? Alla fine del 2007, secondo l’ultimo rapporto dell’Alto commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, i rifugiati politici e gli sfollati interni, fuggiti a guerre o persecuzioni, erano almeno 31,7 milioni. L’80% è ospitato da Paesi non industrializzati. Il maggior numero dei rifugiati nel 2007 era accolto in Pakistan, Siria, Iran, Germania e Giordania.
Un ultimo cenno infine va fatto al fallimento del meccanismo delle quote di ingressi per motivi di lavoro. Perché non si può dimenticare che i due terzi di chi rischia la vita nel Canale di Sicilia sono lavoratori in cerca di salari migliori. La legge concede ogni anno quote di ingressi per alcuni Paesi, previa dichiarazione di assunzione del datore di lavoro. Il visto di ingresso va ritirato presso l’Ambasciata italiana nel proprio Paese. Peccato che per trovare il datore di lavoro si debba prima venire in Italia e farsi conoscere. Il 90% lo fa con un visto turistico. Gli altri via mare. E una volta in Italia, dopo anni di lavoro nero, ottenuta la dichiarazione di assunzione, si tenta di tornare. Ma è una lotteria. E i dati lo confermano. Secondo un’inchiesta di Metropoli del 20 luglio 2008, dei 300.000 visti di ingresso rilasciati nel 2006, ben 89.000 non sono mai stati ritirati. Uno su quattro. Perché è tutta una farsa. I lavoratori sono già in Italia, e per molti di loro tornare significa rischiare un provvedimento di espulsione. Rimarranno qui. A lavorare nei nostri cantieri e nelle nostre case. Senza carte né diritti. E il gioco si ripete ogni anno. Nel 2007 il governo ha assegnato 170.000 ingressi. Sono state presentate 650.000 richieste. La maggior parte dei lavoratori vive già in Italia. La maggior parte non avrà il nulla osta. E tra chi lo avrà, uno su quattro non potrà tornare in patria per ritirare il visto di ingresso.
TREND DELLE DOMANDE ESAMINATE DALLA EXCOMMISSIONE CENTRALE PER LO STATUS DI RIFUGIATO E DAL 21/04/2005 DALLE COMMISSIONI TERRITORIALI | ||||||||||
ANNI | 1999 | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005** | 2006 | 2007 | TOTALE |
Domande presentate | 24.808 | 18.360 | 17.402 | 16.123 | 13.971 | 9.796 | 9.346 | 10.348 | 14.053 | 134.207 |
Domande esaminate di cui | 8.239 | 24.978 | 13.148 | 16.890 | 11.144 | 8.584 | 11.589 | 9.260 | 13.509 | 117.341 |
Riconosciuti | 785 | 1.615 | 2.052 | 1.235 | 720 | 771 | 961 | 878 | 1.408 | 10.425 |
Negativi senza protezione | 6.579 | 21.617 | 6.908 | 4.186 | 2.658 | 3.277 | 1.701 | 3.681 | 4.908 | 55.515 |
Negativi con protezione | 853 | 1.615 | 1.312 | 729 | 1.829 | 2.366 | 4.084 | 4.338 | 6.31 | 23.444 |
Irreperibili | - | 11 | 2.838 | 10.662 | 5.854 | 2.086 | 4.258 | 262 | 400 | 26.371 |
Sospesi | 1 | 11 | 19 | 12 | 15 | 1 | 202 | 101 | 275 | 637 |
Altro | 21 | 109 | 19 | 66 | 68 | 83 | 383 | 0 | 200 | 949 |
STATUS RIFUGIATO | 452 | ||
PROTEZIONE SUSSIDIARIA | 840 | ||
TOTALE PROTEZIONE INTERNAZIONALE | 1292 | ||
PROTEZIONE UMANITARIA | 927 | ||
NON RICONOSCIUTI | 1457 | ||
TOTALE NON RICONOSCIUTI | 2384 | ||
ALTRO ESITO: RINUNCIA - DUBLINO - IRREPERIBILI | 127 | ||
TOTALE | 3803 |
14 July 2008
Egitto: rimpatriato dall'Italia, tenta il suicidio
Sui rimpatri in Egitto operati dal centro di Lampedusa, il giurista Fulvio Vassallo Paleologo esprime perplessità: “Non si sa se verso le persone destinatarie della misura dell’allontanamento forzato in frontiera sia stato notificato un provvedimento di respingimento o di espulsione, né se questi provvedimenti e il trattenimento nel Centro di identificazione e espulsione siano stati convalidati da un magistrato. Di certo a Lampedusa non c’è né un tribunale, né una questura”
09 July 2008
Held in Ukraine, immigrants cling to Europe dream
In a detention camp for illegal migrants near Mukachevo, a small town in western Ukraine, Europe's immigration debate comes to life in the men who paid between $6,000 and $15,000 to smugglers to take them out of their often-turbulent countries. Their dreams of starting a new life in the rich 27-member European Union, by sneaking across Ukraine's border with four EU states, have been dashedby Sabina Zawadzki, from Turkish Daily News 9 July 2008
06 July 2008
إسطنبول مفترق الطرق للهجرة الأفريقية
متى سترحل إذاً، اليوم أم غداً؟ هكذا يمزح جون مع حمادي في الساحة الصغيرة أمام المسجد. يضحك الإثنان وفي النهاية يتصافحان. فقد نجيا بأعجوبة، والآن يشعران أنهما لا يقهران. فمنذ أيامٍ قليلةٍ، واجها الموت. تلك الليلة لم يكن يفعل جون شيئاً سوى الصراخ كالمجنون: "نينا! نينا!" نينا – الزوجة – كانت المرأة الوحيدة على متن القارب. نجت هي الأخرى. نجوا جميعاً. لكن الأمر كان من الممكن أن يتحول إلى مذبحة. حمادي وجون هما اثنان ضمن الخمسة وعشرين الناجين من إحدى حوادث الغرق التي تتكرر بكثرة في بحر إيجة، والذي لم تتعامل معه هذه المرة شرطة خفر السواحل اليونانية، بل شرطة خفر السواحل التركية. وقعت الحادثة في الرابع من يونيو 2008، في نقطة غير معروفة عند السواحل التركية، على بعد ساعتين بالسيارة من مدينة إزمير. قابلت حمدي في إزمير، وهو شاب إفواري ولاعب كرة قدم محترف يبحث عن الثروة. في حي باسماني. عدد من الشوارع الضيقة خلف البازار الكبير، الذي يقع في قلب الحي، في المنطقة القديمة من المدينة. إنها المرحلة قبل الأخيرة التي تسبق الرحيل. وبعد دفع الرسوم المطلوبة للمُسَفِّرِين في إسطنبول، ينام هنا على الأقل لمدة ليلتين كل مَن سيعبرون بحر إيجة. الفنادق الاقتصادية الموجودة في الحي تغض الطرف عن مطالبة زبائنها بالمستندات، وهي متوفرة طوال العام. على بارات أزقة الحي يجلس السودانيون والصوماليون، الإريتريون والسنغاليون والإفواريون. وأيضاً العديد من الجزائريين والمغاربةIstanbul crocevia della migrazione africana
“Quando riparti allora, oggi o domani?” John scherza con Hammady nella piazzetta davanti alla moschea. Si mettono a ridere e finalmente si salutano con una lunga e articolata stretta di mano. L'hanno scampata bella e adesso si sentono invincibili. Pochi giorni prima hanno visto la morte in faccia. Quella notte John non faceva che gridare come un pazzo: “Nina! Nina!” Nina – la moglie – era l'unica donna a bordo. Si è salvata anche lei. Si sono salvati tutti. Ma poteva essere una strage. Hammadi e John sono due dei 25 sopravvissuti dell'ennesimo affondamento in mare nell'Egeo, operato stavolta non dalla Guardia costiera greca, ma da quella turca. I fatti risalgono al 4 giugno 2008, in un imprecisato punto della costa turca, a un paio d'ore di macchina da Izmir. È a Izmir che ho incontrato Hammady, un giovane calciatore professionista ivoriano in cerca di fortuna. Nel quartiere Basmane. Una rete di vicoli dietro il grande bazar, in pieno centro, nella zona vecchia della città. È l'anticamera della partenza. Dopo aver pagato i kaçakçi a Istanbul, dormono qua almeno un paio di notti tutti quelli che attraverseranno l'Egeo. Gli otel economici del quartiere chiudono un occhio sui documenti dei propri clienti e hanno il pieno garantito tutto l'anno. Nei bar dei vicoli siedono sudanesi e somali, eritrei e senegalesi, nigeriani e ivoriani. E anche molti algerini e marocchini.03 July 2008
Caltanissetta: un altro morto sospetto a Pian del Lago?
02 July 2008
Porta d'Europa. A Lampedusa un monumento ai caduti
PALERMO, 2/7/08 – È il primo monumento alla memoria dei migranti morti nel Mediterraneo. Si trova sull'ultimo promontorio dell'isola di Lampedusa, nella contrada Cavallo Bianco, su una collina di roccia ed arbusti che guarda il mare, verso sud. È una porta in ceramica refrattaria alta cinque metri, realizzata dallo scultore Mimmo Paladino. Il monumento è stato inaugurato lo scorso 28 giugno 2008, grazie al sostegno di Amani, Mondadori, Alternativa Giovani e Comunità Koinonia. Un simbolo importante. Che va a intaccare l'immaginario collettivo. Che pone un punto di domanda alle coscienze. Perché quella strage non appartiene al passato, ma al tempo presente, e verosimilmente al futuro.Juin 2008. Reportage en Israel avec les réfugiés africains
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ROME – C’est un triste anniversaire que celui de la Journée mondiale des réfugiés du 20 juin. En effet, pendant le mois qui s’est à peine achevé, le long des frontières européennes sont morts au moins 185 migrants et demandeurs d’asile, desquels 173 pour le seul Canal de Sicile. Quatre hommes sont décédés aux Canaries, après avoir été hospitalisés en graves conditions après leur débarquement. En Italie, à quelques jours d’intervalle, deux irakiens ont été retrouvés morts dans deux containers débarqués au port de Venise à bord de ferry partis de Grèce. En Turquie, deux migrants ont perdu la vie dans un accident du camion dans lequel ils voyageaient cachés dans la province orientale de Dogubayazit, pendant qu’un citoyen somalien a été tué par un projectile durant de violentes protestations qui ont explosées dans le camp de détention de Kirklareli, prêt de la frontière bulgare. Et un projectile a aussi tué trois réfugiés le long de la frontière égyptienne avec Israël. Une des victimes est une petite fille soudanaise de sept ans, tué le 28 juin dernier.
Juni 2008
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ROM – Der Welttag der Flüchtlinge am 20. Juni ist ein trauriger Jahrestag. Denn im vergangenen Monat sind an den europäischen Grenzen mindestens 185 Migranten und Asylanten gestorben, 173 von ihnen allein im Kanal von Sizilien. Vier Männer sind auf den Kanarischen Inseln gestorben, nachdem sie nach ihrer Ankunft in schlechter Verfassung in ein Krankenhaus eingeliefert worden waren. Innerhalb weniger Tage sind in Italien zwei Iraker tot in Containern aufgefunden worden, die im Hafen von Venedig von Fähren aus Griechenland ausgeladen wurden. In der Türkei sind zwei Migranten bei einem Unfall gestorben, als sie auf einem LKW versteckt in der östlichen Provinz Doguhayazit unterwegs waren. Ein Somalier ist bei einem heftigen Aufstand im Haftlager Kirklareli, in der Nähe der bulgarischen Grenze, durch ein Projektil gestorben. Auch drei Flüchtlinge an der ägyptischen Grenze zu Israel sind durch Projektile getötet worden. Eines der Opfer ist ein siebenjähriges sudanesisches Mädchen, das am 28. Juni umgebracht wurde.
Der Weg über den Sinai erweist sich als neue Route für eritreische und sudanesische Flüchtlinge, die den jüdischen Staat den lybischen Gefängnissen und dem Tod auf dem Meer vorziehen. Laut UNHCR sind im Jahr 2007 mindestens 5.000 Flüchtlinge dort angekommen. Inzwischen hat Ägypten die Kontrollen verschärft und die Grenzpolizei ermächtigt, auf Migranten zu schießen. Seit Anfang des Jahres sind mindestens 16 Personen getötet worden. Auf Druck von Israel hat Ägypten ausgedehnte Verhaftungen und Deportationen gestartet, und dabei insbesondere die Eritreer getroffen. Laut Amnesty International sind von insgesamt 1.600 Eritreern, die in den ägyptischen Haftlagern festgehalten werden, seit dem 11. Juni 2008 schon 810 deportiert worden. Es handelt sich um die größte Deportation aus Ägypten, die in den letzten Jahren durchgeführt wurde, und sie könnte den Beginn einer neuen Ära der Repression in Kairo einläuten. Wer es geschafft hat, versucht inzwischen, in Israel ein neues Leben zu beginnen.
June 2008
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ROME - At least 185 migrants and asylum seekers have died during the month of June 2008 along the EU borders, 173 of them just in the Strait of Sicily. Four people died in the Canary Islands, after their arrival. In Italy, two Iraqis were found dead in the port of Venice inside containers on two different ferries coming from Greece. In Turkey two migrants have died after the truck where they were travelling hidden had an accident in the eastern province of Dogubayazit, and a Somali was shot dead during a riot in the migrant detention camp of Kırklareli, near the Bulgarian border. Three other refugees were shot dead along the Egyptian border with Israel. One of the victims was a seven years old Sudanese girl, killed on June 28th.Brescia: per evitare espulsione scappa e muore
BRESCIA, 2 luglio 2008 (ANSA) - Era stato scoperto, per due volte, nel giro di sei mesi, e non ne voleva sapere di rischiare nuovamente l'espulsione, o forse anche la galera. Così, Ivan Pyreu, 47 anni, un immigrato irregolare proveniente dall'Est europeo, alla vista dei carabinieri ha cercato di fuggire, scavalcando una finestra, ed è precipitato nel vuoto morendo. È questa la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Brescia di quanto accaduto intorno alle 23 di ieri in città. La vittima della disgrazia viveva in un appartamento affittato a un' immigrata regolare e lavorava onestamente, come tanti irregolari, nell'edilizia, per mandare i soldi ai tre figli che vivono in Siberia. Nel febbraio scorso era stato arrestato per violazione della Bossi-Fini. Non aveva lasciato l'Italia dopo essere stato espulso ed era finito in carcere. Anche allora a controllarlo erano stati i carabinieri di Brescia. Ieri sera i militari si sono nuovamente presentati nell' appartamento e chiesto i documenti agli otto immigrati che si trovavano all'interno. Erano tutti amici che stavano festeggiando il compleanno dell'affittuaria. Ivan Pyreu ha mostrato la fotocopia di un documento vecchissimo, ma i carabinieri hanno controllato tutto al terminale. La fotocopia era consunta ma è bastato poco per accertare che si trattava di un irregolare, arrestato solo sei mesi prima. A quel punto Ivan Pyreu ha capito che tutto si stava mettendo davvero male e che si sarebbe concluso con il carcere. «Vado a spegnere la televisione» ha detto ai carabinieri, prima d'apprestarsi a seguirli. Ma l'uomo non è più tornato e quando sono andati a cercarlo giaceva ormai morto sul ballatoio al piano inferiore. Lesioni alla testa e una frattura del femore, gli sono state fatali. Al momento viene comunque escluso che l'uomo si possa essere suicidato.
ΙΟΥΝΙΟΣ 2008
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Η 20ή Ιουνίου, “παγκόσμια μέρα προσφύγων”, ήταν μια θλιβερή μέρα για τους πρόσφυγες. Τον μήνα που πέρασε έχασαν τη ζωή τους 185 μετανάστες και πρόσφυγες που ζητούσαν άσυλο στα ευρωπαϊκά σύνορα, από τους οποίους οι 173 στα στενά της Σικελίας. Τέσσερεις άντρες πέθαναν στα Κανάρια όπου είχαν μεταφερθεί μετά τον εντοπισμό τους, σε κρίσιμη κατάσταση, στην ανοιχτή θάλασσα. Στην Ιταλία, μέσα σε λίγες μέρες, δύο ιρακινοί βρέθηκαν νεκροί σε φορτηγά που έφευγαν από το λιμάνι της Βενετίας αφού είχαν ταξιδέψει σε φέρι μποτ από την Ελλάδα. Στην Τουρκία δύο μετανάστες έχασαν τη ζωή τους κρυμμένοι μέσα σε φορτηγό που έφυγε από τη νότια επαρχία του Ντογκουμπαγιαζίτ, ενώ ένας σομαλός σκοτώθηκε από πυρά που άνοιξαν συνοριοφύλακες κατά τη διάρκεια εξέγερσης που ξέσπασε στο κέντρο κράτησης στο Κιρκαρελί κοντά στα βουλγαρικά σύνορα. Πυροβολισμοί συνοριοφυλάκων σκότωσαν και τρεις πρόσφυγες στα σύνορα της Αιγύπτου με το Ισραήλ. Ένα από τα θύματα είναι ένας επτάχρονος σουδανός. Δολοφονήθηκε στις 28 Ιουνίου.Juni 2008








ROM - Mindst 185 migranter og asylsøgere omkom langs EUs grænser i løbet af juni 2008. 173 af dem døde i Sicilien strædet. Fire omkom efter ankomsten til Kanarieøerne. I Venedig blev to irakere blev fundet døde i containere på to forskellige færger, der ankom fra Grækenland. To migranter livet, da den lastbil, hvori de havde gemt sig, havde en ulykke i den østlige del af Tyrkiet, og en somalier blev skudt og dræbt under uroligheder i en interneringslejr i Bulgarien. Tre andre flygtninge blev skudt ihjel langs grænsen mellem Ægypten og Israel, en af dem var en syv år gammel pige fra Sudan, som blev dræbt den 28. juni.