PALERMO, 29/06/08 - Alcune unità di Frontex tolgono viveri e carburanti dalle navi dei migranti nel Mediterraneo per costringerli a tornare indietro a loro rischio e pericolo. È quanto emerge dall'ultimo documentario radiofonico di Roman Herzog, "Guerra nel Mediterraneo” , messo in onda dalla Radio Pubblica Tedesca (ARD) il 22 giugno 2008. Lo ammettono la Guardia di Finanza italiana e il direttore esecutivo dell'agenzia europea per il pattugliamento delle frontiere esterne (Frontex) Ilkka Laitinen. Sui respingimenti in mare però le autorità degli Stati membri sarebbero divise. Priorità al soccorso per gli italiani, pugno di ferro da parte della Germania. Ecco un estratto del documentario con le dichiarazioni di Frontex e della Finanza.Il blog di Gabriele Del Grande. Sei anni di viaggi nel Mediterraneo lungo i confini dell'Europa. Alla ricerca delle storie che fanno la storia. La storia che studieranno i nostri figli, quando nei testi di scuola si leggerà che negli anni duemila morirono a migliaia nei mari d'Italia e a migliaia vennero arrestati e deportati dalle nostre città. Mentre tutti fingevano di non vedere.
29 June 2008
Guerra nel Mediterraneo
PALERMO, 29/06/08 - Alcune unità di Frontex tolgono viveri e carburanti dalle navi dei migranti nel Mediterraneo per costringerli a tornare indietro a loro rischio e pericolo. È quanto emerge dall'ultimo documentario radiofonico di Roman Herzog, "Guerra nel Mediterraneo” , messo in onda dalla Radio Pubblica Tedesca (ARD) il 22 giugno 2008. Lo ammettono la Guardia di Finanza italiana e il direttore esecutivo dell'agenzia europea per il pattugliamento delle frontiere esterne (Frontex) Ilkka Laitinen. Sui respingimenti in mare però le autorità degli Stati membri sarebbero divise. Priorità al soccorso per gli italiani, pugno di ferro da parte della Germania. Ecco un estratto del documentario con le dichiarazioni di Frontex e della Finanza.Frontex: krieg im Mittelmeer
PALERMO, 29/06/08 –Einheiten der Grenzschutzagentur Frontex entnehmen den Schiffen der Migranten im Mittelmeer Nahrungsmittel und Treibstoff, um sie zur Umkehr zu zwingen. Dies geht aus der Radiosendung „Krieg im Mittelmeer“ hervor, dem jüngsten Dokumentarfeature von Roman Herzog, das am 22. Juni von der ARD ausgestrahlt und am 25. Juni in italienischer Version in Palermo präsentiert wurde. Sowohl die italienische Guardia di Finanza als auch der Frontex-Exekutivdirektor Ilkka Laitinen äußern sich dementsprechend in dem Radiofeature. Hinsichtlich der Zurückweisungen auf dem Meer seien die Sicherheitskräfte der Mitgliedsstaaten jedoch unterschiedlicher Meinung: genieße die Lebensrettung in Italien Priorität, so bevorzugen deutsche Einheiten die harte Hand. Hier ein Auszug aus dem Dokumentarfeature mit den Aussagen der Guardia di Finanza und von Frontex.28 June 2008
Tamanrasset: il cuore nero dell’Algeria
TAMANRASSET - In questa stagione di venti di sabbia il cielo di Tamanrasset (o Tamenghest, in tamashek, una delle varianti del berbero parlata dai tuareg), è bianco latte. Il grande caldo qui, a 1400 metri di altitudine, non è ancora arrivato. Il sole pesa sull’asfalto appena fatto e sulle nuove file di case in cemento inadatte alla violenza del Sahara, ma le folate di vento polveroso daranno, ancora per pochi giorni, sollievo alla città. Capoluogo dell’ Hoggar, terra di Tin Hinan, la mitica regina dei tuareg (o forse un re, rivelano le ultime ricerche britanniche), Tamanrasset (2000 km a sud di Algeri) è da sempre il punto d’incontro delle grandi carovane in arrivo da Agades e Arlit (Niger), Gao e Bamako (Mali). Terra di nomadi, terra di passaggio, lungo la ’pista dei carri’ che nel VII secolo univa l’Atlantico a Tripoli. Oggi, quelle stesse rotte, quelle stesse piste di sabbia incandescente, sono percorse ogni anno da migliaia di migranti che dai paesi del Sahel e dell’Africa nera arrivano in Maghreb con la speranza di raggiungere la costa. Da quando nel 2000, dopo un decennio di apertura, il leader libico Muammar Gheddafi ha stretto accordi con Italia e Ue e proclamato il pugno di ferro contro l’immigrazione irregolare, l’Algeria, via Tamanrasset, è diventata una delle rotta principali per chi punta al Mediterraneo e al sogno europeo. Migranti di almeno 30 nazionalità non soltanto africane, ma anche asiatiche, convivono, o meglio sopravvivono, a Tam. Comunità anglofone e francofone, cattolici e musulmani, in arrivo da Niger e Mali, Nigeria, poi Camerun, Angola, Liberia, Costa d’Avorio, Mauritania, Burkina Faso fino a Bangladesh, India e Pakistan, transitano dall’estremo sud algerino. Un passaggio lungo anche due o tre anni, necessari per raccogliere quei pochi euro fondamentali per compiere un nuovo passo verso Nord.20 June 2008
Egitto: continua la deportazione di massa degli eritrei
CAIRO, (20 giugno 2008) - Continua la deportazione di massa dei rifugiati eritrei dall'Egitto. Fonti della polizia citate dalla Reuters affermano che la notte del 20 giugno scorso 350 eritrei sono stati trasferiti da un campo di detenzione sul mar Rosso al Cairo, e deportati nella stessa giornata. Secondo Amnesty International sono gia' 810 gli eritrei deportati dall'11 giugno 2008 sul totale dei 1.600 eritrei detenuti nei campi di detenzione egiziani. Si tratta della piu' grande deportazione mai organizzata negli ultimi anni dall'Egitto e potrebbe segnare il passo di una nuova stagione di repressione anche al Cairo.
18 June 2008
Ue: passa direttiva rimpatri. Ecco chi l’ha votata

STRASBURGO, 18/06/08 – Quando i nostri nipoti studieranno l’Europa razzista sui libri di storia troveranno una pagina di approfondimento con i nomi degli europarlamentari che il 18 giugno 2008 approvarono la direttiva rimpatri. E si domanderanno come fosse stato possibile un attacco così spudorato contro i diritti di una minoranza di alcuni milioni di persone residenti nei 27 Stati Membri. Sì perchè una tabella a fine capitolo spiegherà che nel maggio 2007, secondo una comunicazione della Commissione Europea, gli immigrati senza documenti in Europa erano tra 4,5 e 8 milioni. E che ogni anno il loro numero aumentava di 500.000 unità, tra i nuovi arrivati e chi diventava illegale perchè aveva perso il lavoro. La direttiva - spiegherà una nota a piè di pagina – rese legale arrestare gli immigrati senza documenti fino a 18 mesi, in uno dei 224 campi di detenzione presenti nel Vecchio continente, per poi rimpatriarli e vietare loro il reingresso in Europa per 5 anni.
UE: directive retour approuvée. Qui a voté quoi?

STRASBOURG, 18/06/08 - Quand nos petits-enfants étudieront à l'école l'âge de l’Europe raciste, ils trouveront sur leurs livres la liste des députés européens qui le 18 Juin 2008 approuvèrent la directive retour. Et ils demanderont à leurs enseignants comment il fut possible une telle attaque aux droits d'une minorité de plusieurs millions de personnes vivant dans les 27 États membres. Oui parce que un tableau à la fin du chapitre expliquera que, selon la Commission européenne, entre 4,5 et 8 millions d'immigrés sans-papiers vivaient et travaillaient sans contrat en Europe en 2007. Et que chaque année, leur nombre augmentait de 500.000 unités, avec les nouveaux arrivés et ces qui devenaient illégale perdant l'emploi. La directive - expliquera une note de bas de page - prévoyait un maximum de 18 mois de détention pour le sans-papiers dans les 224 camps de l'UE et une interdiction de cinq années sur la ré-entrée dans l'UE aux déportés.
EU approved return directive.The name of MEPs who voted it

STRASBOURG, 18/06/08 – When our grandchildren will study the age of racist Europe at school, they will find on their books the list of the European MEPs who on June 18, 2008 approved the return directive. And they will ask to their teacher how it was possible such a shamefull attack against the rights of a minority of several million people living in the 27 Member States. Yes because a table at the end of the chapter will explains that, according to the European Commission, between 4.5 and 8 million of undocumented immigrants were living and working without contract in Europe in 2007. And that each year their number increased by 500,000 units, with the newcomers and who became illegal because he lost the job. The directive – will explain a footnote – laid down an 18 months maximum period of detention in the 224 undocumented migrants detention camps of EU and a five years ban on re-entry into the EU by deportees.
15 June 2008
L'Egitto deporta 200 eritrei. Uno spiraglio per l'Unhcr
Egypt gives UN access to Eritrean asylum seekers
ΕΛΛΑΔΑ: Το ελληνικό λιμενικό πυροβολεί και βουλιάζει βάρκα μεταναστών
12 June 2008
Turchia: somalo ucciso in scontri nel cpt di Kirklareli
Grèce: bateau de migrants coulé par les Gardes-côtes
Greece: migrants boat sank by the Coast Guard
11 June 2008
Grecia: guardia costiera affonda zodiac. Video
Lampedusa Gate to Europe
Every year, thousands of migrants and refugees from Africa pay smugglers to help them cross the Mediterranean sea to Europe. The Italian island of Lampedusa is one of their main destination. The migrants are sent out on their own from Libya in overloaded boats by their smugglers and often lose their way. Misinformed about the dangers they are bound to face, hundreds never make it across the Mediterranean. Some are lucky to be spotted by the fishermen who report their location to the Italian Coast Guard. Many of those who reach Europe and do not get sent back, find a reality which does not resemble their dreams of a better life. A photo reportage by Mashid Mohadjerin![]() | Gate to Europe. Boat refugees in Lampedusa, Italy |
![]() | Objects left behind on a newly arrived refugee boat, Lampedusa, Italy |
| San Nicola Varco. A make-shift migrants settlement | |
![]() | Stranded in Libya. African migrants stuck on their way to Europe |
08 June 2008
Israele nuova meta per i rifugiati eritrei e sudanesi
TEL AVIV, giugno 2008 - Nel solo mese di giugno 2008, gli spari della polizia hanno ucciso tre profughi lungo il confine egiziano con Israele. Una delle vittime è una bambina sudanese di sette anni. Quella del Sinai si conferma la nuova rotta dei rifugiati eritrei e sudanesi, che alle carceri libiche e alla morte in mare preferiscono lo Stato ebraico. Nel 2007, secondo l’Unhcr, ne sono arrivati almeno 5.000. Intanto l’Egitto ha rinforzato i propri dispositivi di controllo, autorizzando la polizia di frontiera ad aprire il fuoco sui migranti. Dall’inizio dell’anno i morti ammazzati sono almeno 16. Messo sotto pressione da Israele, l’Egitto ha avviato una vasta operazione di arresti e deportazioni, colpendo in modo particolare gli eritrei. Secondo Amnesty International, su un totale dei 1.600 eritrei detenuti nei campi di detenzione egiziani, 810 sono già stati deportati dall'11 giugno 2008. Si tratta della più grande deportazione mai organizzata negli ultimi anni dall'Egitto e potrebbe segnare il passo di una nuova stagione di repressione al Cairo. Intanto chi ce l'ha fatta cerca una nuova vita in Israele.
02 June 2008
Giugno 2008
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ROMA – È un triste anniversario quello della Giornata mondiale dei rifugiati del 20 giugno. Nel mese appena trascorso infatti, lungo le frontiere europee sono morti almeno 185 migranti e richiedenti asilo, dei quali 173 soltanto nel Canale di Sicilia. Quattro uomini sono deceduti alle Canarie, dopo essere stati ricoverati in gravi condizioni dopo il loro sbarco. In Italia, a distanza di pochi giorni, due iracheni sono stati trovati morti dentro due container sbarcati nel porto di Venezia a bordo di traghetti partiti dalla Grecia. In Turchia due migranti hanno perso la vita in un incidente del camion nel quale viaggiavano nascosti nella provincia orientale di Dogubayazit, mentre un cittadino somalo è rimasto ucciso da un proiettile durante una violenta protesta esplosa nel campo di detenzione di Kırklareli, vicino alla frontiera bulgara. E un proiettile ha ucciso anche tre profughi lungo il confine egiziano con Israele. Una delle vittime è una bambina sudanese di sette anni, ammazzata lo scorso 28 giugno. Em direção obstinada e contrária. Reportage da Grécia
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Trapped in Greece: illegal entry, illegal exit
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Haziran 2008
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ROMA - Haziran 2008 içinde AB sınırlarında en az 185 mülteci ve sığınmacı öldü, bunların 173’ü Sicilya Boğazı’nda hayatlarını kaybetti. Kanarya Adaları’na ulaşmalarının ardından dört kişi hayatını kaybetti. Yunanistan’dan İtalya’nın Venedik limanına gelen iki gemide bulunan konteynerlerin içinde iki Iraklının cesedi bulundu. Türkiye’de Doğubayazıt’ta bir kamyon içinde gizlenip seyahat eden iki göçmen aracın kaza yapması üzerine hayatlarını kaybettiler; Bulgaristan sınırına yakın Kırklareli’ndeki göçmen alıkonum merkezinde çıkan olaylarda bir Somalili vurularak öldürüldü. Mısır-İsrail sınırında üç mülteci vurularak öldürüldü. 28 Haziran’da öldürülen kurbanlardan biri yedi yaşında Sudanlı bir kız çocuğuydu.Maggio 2008
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