31 October 2007

Grecia: migranti picchiati e torturati nelle isole dell'Egeo

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ROMA, 31 ottobre 2007 – Migranti picchiati e torturati nei centri di detenzione delle isole greche di Lesbos, Hios e Samos, dinieghi ingiustificati delle richieste d’asilo e respingimenti collettivi alla frontiera. Emergono gravissime accuse contro le autorità greche, nel rapporto appena pubblicato dalla ong tedesca “Pro Asyl” e dalla “Associazione degli avvocati greci per la difesa dei diritti dei rifugiati e dei migranti”. Cento interviste realizzate tra il 12 luglio e il 14 agosto 2007 sulle isole di Lesbos, Hios e Samos.

Libya: interview with a refugee imprisoned at Az Zawiyah

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ROME, 31 October 2007 - "It's been months since we've seen sunlight...We were brought outside, stripped naked and then beaten." Thus begins the interview with one of the 103 Eritreans imprisoned in the detention centre of Az Zawiyah, 50 km west of Tripoli, in an exclusive document - produced by Fortress Europe, Agenzia Habeshia and Radio Parole - that documents the inhumane conditions in which most of those 500 immigrants live in the Libyan camp. Their bodies are covered with wounds, and they are without any medical cure, these men who have left their homes and villages in search of work. Further, they were not arrested in the act of migrating, some were taken in their homes, others where they were working and others while on the street, in one of the standard round-ups done by the police. More than 53,000 migrants and refugees who have been arrested and held in Libya since 2006 are forced to live in these brutal conditions. Their crime? To be suspected candidates for illegal immigration towards Europe, passing through the Sicilian Channel.

Libye : interview avec un réfugié détenu à Az Zawiyah

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ROME, 31 octobre 2007 - "Nous ne voyons pas la lumière du jour depuis des mois. On nous a fait sortir, nous déshabiller complètement et on nous a battus". Un des 103 Érythréens détenus dans le camp libyen de Zawiyah, à 50 km à l'ouest de Tripoli, témoigne au micro de Fortress Europe, Agenzia Habeshia et Radio Parole sur les conditions incroyables dans lesquelles 500 étrangers sont détenus dans ce camp libyen. Le corps couvert de plaies, atteints de gale, sans couvertures, avec très peu de nourriture, sans aucun soin médical, ces hommes ont été raflés dans la rue, à la maison ou sur leur lieu de travail. Plus de 53 000 étrangers ont ainsi été arrêtés en Libye en 2006. Leur crime? Être suspects d'être candidats à l'émigration vers l'Europe, via le Canal de Sicile

Grèce: Pro Asyl dénonce, migrants torturé sur les îles grecques

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ROME, 31 Octobre 2007 - L'Ong allemande Pro Asyl et l'Association des avocats grecs pour la défense des droits des réfugiés et des migrants ont procédé entre le 12 juillet et le 14 août dernier à une centaine d'entretiens avec des clandestins parvenus sur les îles grecques de Lesbos, Chios et Samos, à l'est de la mer Egée. Les deux organismes ont présenté lundi à Bruxelles un rapport accablant dénonçant les méthodes utilisées contre les migrants par les garde-côtes. Selon les deux associations, les fonctionnaires grecs maltraitent systématiquement les réfugiés, tentent de bloquer leurs bateaux ou les forcent à sortir des eaux territoriales grecques sans s'inquiéter de leur sort, alors qu'ils sont sur des embarcations de fortune qui peuvent couler à tout moment.

The situation of Refugees in the Aegean

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ROME, 31 October 2007 - On two fact-finding missions in July/August and in October 2007 representatives of the German ngo “Pro Asyl” and the “Greek Group of Lawyers for the Rights of Refugees and Migrants” examined the situation at the EU external border in the Aegean. The research findings are shocking. Serious human rights violations are taking place. The Greek coast guard systematically maltreats newly arrived refugees. It tries to block their boats and force them out of Greek territorial waters. Regardless of whether they survive or not, passengers are cast ashore on uninhabited islands or left to their fate on the open sea.

Libia: esclusiva intervista con i rifugiati detenuti a Zawiyah

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ROMA, 31 ottobre 2007 - "Non vediamo la luce del sole da mesi.. Siamo stati portati fuori, spogliati nudi e picchiati". Inizia così l'intervista a uno dei 500 migranti detenuti nel centro di detenzione di Zawiyah. Un documento esclusivo - prodotto da Fortress Europe, Agenzia Habeshia e Radio Parole - che documenta le condizioni degradanti in cui decine di migliaia di migranti e rifugiati sono arrestati e detenuti in Libia. Il loro reato? Essere candidati all'immigrazione clandestina verso la Sicilia.

30 October 2007

France: réfugiés expulsés, les dictateurs sont les bienvenus

Expulsions et dictateurs, 6 minutes. Une femme congolaise expulsée par avion, pieds et poings liés. Les dictateurs africaines au contraire sont les bienvenus en France


29 October 2007

On line rapporto su migranti detenuti in Libia e Algeria

ROMA, 29 ottobre 2007 - Fortress Europe ha pubblicato oggi un rapporto in cui accusa la Libia di gravi crimini contro i migranti arrestati sulla rotta per Lampedusa. Il rapporto, intitolato “Fuga da Tripoli” documenta 1.579 morti nel deserto e 2.483 nel Canale di Sicilia, e raccoglie 83 testimonianze dirette di torture, stupri e omicidi commessi dalla polizia libica negli almeno 20 centri di detenzione per migranti, dove 60.000 persone sono detenute ogni anno. Uomini, donne e bambini. Rifugiati e migranti economici. I testimoni dichiarano nel rapporto di aver subito arresti arbitrari, detenzione senza processo in condizioni disumane e degradanti, stipati fino a 70 persone in camerate di 6 metri per 8, senza letti né materassi, tenuti a acqua e riso. Gli immigrati denunciano anche deportazioni di massa nel deserto del Sahara, respingimenti collettivi in mare, e rimpatri di rifugiati, anche sui 47 voli da Tripoli finanziati dall’Italia. Dettagli inquietanti, che confermano e aggiornano le gravi accuse del precedente rapporto sui diritti dei migranti in Libia di “Human Rights Watch” del settembre 2006. Gabriele Del Grande, fondatore di Fortress Europe e curatore del rapporto, dichiara: “L’Unione europea si rende complice dei crimini commessi dalle autorità libiche contro i migranti e i rifugiati arrestati sulle rotte per la Sicilia, dal momento che dal 2008 procederà al respingimento collettivo in mare di tutte le imbarcazioni che saranno intercettate da Frontex, mandando migliaia di uomini, donne e bambini a marcire per mesi o per anni nelle carceri libiche, per poi essere rimpatriati anche se rifugiati”.

27 October 2007

Maroc: nouvelles rafles à Rabat et Oujda

RABAT, 27 octobre 2007 - Des nouvelles rafles ont eu lieu au Maroc la nuit du 25 au 26 octobre 2007, dans le quartier Takadoum à Rabat et refoulés à Oujda à la frontière algérienne, juste deux jours après la visite de Nicolas Sarkozy au Maroc et suite d’une longue série.

Marocco: rastrellamento a Rabat, deportati migranti e rifugiati

RABAT, 27 ottobre 2007 – Fortress Europe riceve e pubblica due notizie diffuse dalla “Associazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo congolesi in Marocco” (Arcom) e da Abcds, seconda cui la notte tra il 25 e il 26 ottobre 2007, un centinaio di migranti e rifugiati sono stati arrestati in un rastrellamento a Rabat e deportati alla frontiera algerina, a Oujda, dove una nuova retata ha colpito il campus dell’università dove i deportati sub-sahariani avevano trovato rifugio.

25 October 2007

Ue: due interrogazioni scritte sui detenuti di Misratah

ROMA, 25 ottobre 2007 – Arriva al Parlamento europeo la questione dei 600 eritrei detenuti da un anno e tre mesi a Misratah, in Libia, dopo essere stati arrestati dalle autorità libiche sulle rotte per la Sicilia. L’eurodeputato Giusto Catania ha infatti depositato due interrogazioni scritte il 16 ottobre 2007. Una rivolta alla Commissione europea e l’altra al Consiglio. È possibile “impedire l'espulsione dei 600 eritrei, visti i pericoli che rischiano al momento del rimpatrio in Eritrea?” chiede Catania a Commissione e Consiglio. E continua: “Alla luce dei dati forniti da Frontex e delle palesi violazioni dei diritti umani denunciate da numerose ONG internazionali e dall'ACNUR, può chiarire la Commissione su quali basi e su quali settori si svilupperà la cooperazione con la Libia?”. E il Consiglio “può intervenire per permettere alle 49 donne con bambini, cui l'ACNUR ha riconosciuto lo status di rifugiato, di giungere nei paesi europei che si sono mostrati disponibili ad accoglierli?”.

Libia: pestati 500 migranti detenuti a Zawiyah

ROMA – 25 ottobre 2007 – Fortress Europe riceve e pubblica una testimonianza raccolta ieri da Ahcs e Ahei, due associazioni eritree, che sono riuscite a entrare in contatto con alcuni richiedenti asilo eritrei detenuti nel centro di detenzione per migranti di Zawiyah, in Libia. Ecco le testimonianze.

24 October 2007

Libia: 200.000 migranti deportati dal 2003

ROMA, 24 ottobre 2007 - Lo sostiene un rapporto segreto di Frontex pervenuto a Fortress Europe. Sono 53.842 i migranti arrestati in Libia e deportati, nel 2006. Quanto la popolazione carceraria italiana, nove volte i circa 6.000 migrati espulsi dai cpt di tutta Italia l'anno scorso. I dati sono riportati nel rapporto della seconda missione tecnica in Libia dell"Unione europea, condotta da Frontex tra il 28 maggio e il 5 giugno 2007, a tre anni di distanza dalla prima spedizione nel dicembre 2004. Una missione affidata all’agenzia per il controllo delle frontiere esterne Ue direttamente dalla Commissione europea, nel marzo 2007, ma di cui non si è mai saputo niente. Soltanto dopo quattro mesi infatti, "Redattore Sociale” è riuscito ad ottenere una copia del rapporto della missione, finora tenuto segreto da Frontex. I dati parlano di decine di migliaia di migranti arrestati ed espulsi ogni anno. 53.842 deportazioni nel 2006, oltre 60.000 detenuti nelle carceri libiche nel maggio 2007. Niger, Mali, Ghana, Burkina Faso, Nigeria, Costa d’Avorio, Senegal le principali nazionalità dei migranti arrestati. Ma anche Somalia, Eritrea, Etiopia e Sudan, specie lungo la frontiera sud occidentale col Sudan. E infine, seppure in cifre minori, Marocco, Egitto, Bangladesh, Pakistan e India. Sommando i dati di questo documento a quelli del rapporto 2006 di “Human Rights Watch”, tra il 2003 e il 2006 i migranti espulsi dalla Libia sono almeno 200.000. Una cifra ancora più elevata se rapportata ai circa 2 milioni di migranti residenti in Libia, a fronte di 5,5 milioni di libici.

15 October 2007

Alla Camera un'interrogazione sui rapporti Italia-Libia

ROMA, 15 ottobre 2007 – Quali rapporti intercorrono tra l’Italia e la Libia in materia di cooperazione per il contrasto all’immigrazione clandestina dal 2004? L’Italia ha pagato voli di rimpatrio per l'espulsione di cittadini di Paesi terzi dalla Libia in questi anni? Domande rimaste fino ad oggi senza risposta, ma che lo scorso 4 ottobre sono state messe per iscritto in una interrogazione parlamentare scritta, non ancora calendarizzata, presentata al Ministero dell’Interno e al Ministero degli esteri dai deputati Mercedes Frias (prima firmataria, nella foto), Tana De Zulueta, Franco Russo, Iacopo Venier, Elias Vacca, Sabina Siniscalchi e Graziella Mascia, che ai ministri chiedono anche di sapere come si muoverà l’Italia nei confronti dei 600 richiedenti asilo eritrei arrestati dalla guardia costiera libica sulla rotta per Lampedusa e detenuti da oltre un anno a Misratah, oggi a rischio di espulsione.

Amnesty scrive all'Ue: nessuna cooperazione con la Libia

ROMA, 15 ottobre 2007 – Dura lettera di Amnesty International all’Unione europea. La cooperazione con la Libia per il contrasto dell’immigrazione clandestina via mare non può crescere senza reali garanzie sul rispetto dei diritti umani dei migranti che saranno respinti. Critiche che arrivano in un momento cruciale: i ministri stanno infatti per conferire alla Commissione europea il mandato per intensificare le relazioni con la Libia, e in particolare per installare un sistema elettronico di sorveglianza per la frontiera meridionale del Paese, da cui ogni anno migliaia di persone entrano irregolarmente nel Paese, talvolta proseguendo il viaggio verso l’Italia una volta raggiunta Tripoli. La Sezione Italiana di Amnesty International ha fatto pervenire copia della lettera alla Farnesina e a Palazzo Chigi. L’Italia infatti è il Paese che più sta spingendo, assieme a Malta per una più stretta collaborazione con la Libia. Una collaborazione nata sotto il precedente governo.

Sbarcati a Tripoli i 50 naufraghi soccorsi dal "Corisco"

ROMA, 15 ottobre 2007 – Sono sbarcati a Tripoli i 50 naufraghi soccorsi in acque internazionali dal peschereccio spagnolo “Corisco” il 13 ottobre, ma è giallo sulla loro sorte. Il gommone Zodiac su cui viaggiavano era semi-affondato e sovraccarico. A bordo c’erano 42 uomini, cinque donne e tre bambini di due e tre anni, tutti nord africani tranne due senegalesi secondo le dichiarazioni del comandante del “Corisco”, Antonio López. Il soccorso è avvenuto a 80 miglia dalle coste libiche, in acque internazionali. Ma il capo della diplomazia spagnola Miguel Angel Moratinos, ha strappato il via libera alla riammissione in Libia dei migranti dal suo omologo libico, sulla base del fatto che dalla Libia erano partiti. Lo sbarco ha posto fine alla situazione di emergenza che si era creata a bordo del peschereccio, ma ne ha subito creato un’altra. I naufraghi infatti, non essendo cittadini libici, saranno arrestati e detenuti per mesi, senza processo, nelle condizioni degradanti dei centri di detenzione libici già documentate da Human Rights Watch e dal libro “Mamadou va a morire – Infinito Edizioni”, per poi essere rimpatriati o abbandonati alla frontiera sud, a Toumou, Ghat o Kufrah. Fortress Europe esprime forte preoccupazione e ha chiesto all’Acnur di Tripoli di incontrare i migranti.

Refugees shot dead along the Egypt-Israel border

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ROMA, 15 October 2007 - A day after a Sudanese refugee was shot and killed while trying to cross into Israel from Egypt's Sinai Peninsula, border guards wounded today two Turkish teenagers, 14 and 15 years old, as they attempted to sneak into the Jewish state. This year Egypt police has already killed three migrants along the Sinai border with Israel: one Eritrean and two Sudanese.
The 17th September 2007, Egyptian border guards shot dead an Eritrean man trying to cross the border from Egypt to Israel, and detained four other Eritreans travelling in the same group in the central section of the border in Sinai. The 23rd July 2007 Egyptian police shot and wounded two Sudanese men, Usama Musa Abkar, 33, and Naji Mohammed Abkar, 28, as they tried to make the crossing south of the border town of Rafah into Israel. The day before, a Darfuri woman was shot dead and four others, including a woman and a young girl, were critically injured by police fire as they tried, with a group of 26 African migrants, to cross into Israel in the same area. The two men were smuggled in a truck by Bedouin tribesmen who dropped them some 15 kilometers (10 miles) south of the Rafah border crossing.

Egitto-Israele: fuoco sul Sinai, già 3 morti nel 2007

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ROMA, 15 ottobre 2007 – Il giorno dopo l’omicidio di un migrante sudanese, la polizia egiziana torna a sparare lungo la frontiera con Israele sulla penisola del Sinai. Oggi le forze egiziane hanno aperto il fuoco contro due ragazzi turchi di 14 e 15 anni, che cercavano di entrare illegalmente in Israele e li ha feriti. I due, insieme al padre, cercavano di oltrepassare la recinzione di filo spinato alla frontiera. Dopo aver intimato loro l'alt, la polizia ha aperto il fuoco. La penisola del Sinai è la nuova porta di ingresso per Israele, lungo i 250 km di frontiera in pieno deserto. Si parte in cerca di lavoro, ma anche di protezione, dato che buona parte dei migranti fermati risultano essere profughi sudanesi della regione del Darfur. Le forze dell'ordine egiziane hanno adottato la tolleranza zero e non esitano a sparare, quest’anno hanno già ucciso almeno un eritreo e due sudanesi.

In fuga dall'Eritrea: il deserto, il mare e i ghetti di Roma

Tratto da "Mamadou va a morire"

Tor Vergata, periferia est di Roma. A due passi dal Grande raccordo anulare, che con un abbraccio di traffico, bestemmie e fumi di scarico circonda la capitale 24 ore al giorno, la vecchia sede dell’Università Roma 2 specchia sui vetri neri delle finestre la luce del sole di un pomeriggio d’estate. Arrivo dopo pranzo. Il palazzo è occupato da un paio d’anni da circa 300 giovani, in maggioranza eritrei, etiopi, somali e sudanesi. Non ho le carte in regola per avere un visto d’ingresso in Libia, così ho deciso di ripercorrere la geografia dei racconti di chi a Tripoli ci ha passato mesi, e più spesso anni, prima di raggiungere Lampedusa. Abraham è uno di loro. Mi aspetta al terzo piano. Tre settimane fa la moglie Anna è arrivata in Sicilia con il piccolo Daniel. Il viaggio è durato sei anni, eppure dalle porte di Roma, senza documenti e lavoro, la terra promessa sembra ancora lontana.

Debatte über die libysch-italienischen Beziehungen

ROMA, 15/10/07 - Welche Beziehungen gibt es seit 2004 zwischen beiden Ländern, vor allem in Bezug auf die Verhinderung der illegalen Migration? Hat Italien Abschiebungsflüge aus Libyen in Drittländer bezahlt? Die italienische Regierung antwortet auf eine schriftliche parlamentarische Anfrage, die am 4.Oktober von den Abgeordneten Mercedes Frias (Erstunterzeichnerin), Tana de Zulueta, Franco Russo, Iacopo venier, Elias Vacca, Sabina Siniscalchi und Graziella Mascia an das Innen- und Außenministerium gestellt wurde. Gefragt ist auch, wie sich die italienische Regierung zu der von der libyschen Küstenwache vor über einem Jahr verhafteten eritreischen Asylsuchenden verhält, die seit dem in Misratah in Haft sitzen und ihre Abschiebung riskieren.

Amnesty an EU: Keine Kooperation mit Libyen!

ROMA, 15/10/07 - Ein harter Brief an die EU: Die Kooperation mit Libyen zur Eindämmung der illegalen Migration auf See darf nicht ohne eine Garantie für die Einhaltung der Menschenrechte derer laufen, die zurückgeschoben werden. Kritik, die zum richtigen Zeitpunkt kommt: die Minister wollen gerade das Mandat einholen, um die Zusammenarbeit mit Libyen zu intensivieren. Als erstes soll ein elektronisches Überwachungssystem an der Südgrenze Libyens installiert werden, die jedes Jahr von Tausenden von MigrantInnen illegal überquert wird und von wo sie die Reise zum Teil nach Italien fortsetzen, wenn sie einmal Tripolis erreicht haben. Die italienische Sektion von Amnesty International hat eine Kopie des Briefes an den italienischen Regierungssitz geschickt. Italien ist das Land, das neben Malta eine engere Kooperation mit Libyen anstrebt – eine Kooperation, die schon von der Vorgänger-Regierung begonnen wurde.


50 Schiffbrüchige in Tripolis an Land gegangen

ROMA, 15/10/07 - Die 50 in internationalen Gewässern am 13. Oktober vom spanischen Fischer „Corisco“ geretteten MigrantInnen sind in Tripolis (Libyen) an Land gegangen. Über ihr weiteres Schicksal weiß man jedoch nichts. Das Schlauchboot, auf dem sie fuhren, war schon halb untergegangen und völlig überfüllt. An Bord waren 42 Männer, 5 Frauen und 3 Kinder, laut Aussagen des Kapitäns alle aus dem Subsahararaum. Nun riskieren die 50 Flüchtlinge monatelange Haft und Deportation.

10 October 2007

Misratah: peggiora situazione detenuti eritrei, 70 arresti a Zawiyah

ROMA, 10 ottobre 2007 – Diciotto mesi. Tanto tempo è passato dai primi arresti, nel 2006, del primo gruppo dei 600 eritrei oggi detenuti nel “transit centre” di Misratah in condizioni degradanti e a imminente rischio di espulsione. Grazie all’associazione eritrea Agenzia Habeshia abbiamo parlato con i migranti, da cui ci arrivano gravi allarmi.

Misratha: die Situation der inhaftierten Eritreer verschlimmert sich

ROMA, 10/10/2007 - Misratha: die Situation der inhaftierten Eritreer verschlimmert sich. 70 Menschen wurden in Zawiyah verhaftet. Es ist uns gelungen mit einigen der 600 Eritreer, die in Libyen verhaftet sind, zu sprechen. Es gibt große gesundheitliche Probleme: Krätze, Bronchitis, TBC. Aber es gibt keine medizinische Versorgung, nicht einmal für die fünf Schwangeren, von denen drei kurz vor der Geburt stehen. Inzwischen gab es eine erneute Razzia in Zawiyah, die Inhaftierten gaben an, dass sie von der Polizei ausgekleidet und mit Ketten geschlagen wurden.


09 October 2007

Caso tunisini: Pm contesta nuovi reati, la Corte dice no

AGRIGENTO, 9 ottobre 2007 – Continua il processo ai sette pescatori tunisini accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver sbarcato a Lampedusa 44 migranti naufragati a una trentina di miglia dall’isola lo scorso 8 agosto. La Corte del Tribunale di Agrigento, oggi ha rigettato le richieste del pm Santo Fornasier, che voleva contestare agli imputati due nuovi capi d’accusa: “resistenza a nave militare da guerra” (articolo 1.100 del codice di navigazione) e “resistenza a pubblico ufficiale” (articolo 337 del codice penale), sulla base delle testimonianze di ufficiali della Guardia costiera su tentativi di speronamento subiti per sconfinare in acque territoriali. Positiva la reazione della difesa, considerato che la resistenza a nave da guerra è punita da 3 a 10 anni di carcere.

02 October 2007

September 2007

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ROM: Unserer internationalen Presseberichten nach sind mindestens 99 Personen im September dieses Jahr an den Pforten Europas gestorben. Es gibt 1096 Opfer seit Anfang des Jahres, 10355 Migranten sind seit 1988 gestorben. Im letzten Monat sind 43 Personen vor den Kanarischen Inseln ertrunken; 19 auf dem Weg zu der französischen Insel Mayotte im indischen Ozean, 11 Leute starben auf dem Weg zwischen der algerischen und spanischen Küste, 13 starben im Kanal von Sizilien und 10 vor den griechischen Inseln. 3 tscheschenische Mädchen,im Alter von 6, 10 und 13 Jahren sind beim Versuch mit ihrer Mutter von der Ukraine zu Fuss nach Polen z gelangen, erfroren. Die Zahl der Ankünfte über See nimmt ab (-75% in Spanien und -7% in Italien), nicht aber die Zahl der Opfer. Unterwegs zwischen Libyen und Spanien, sind dieses Jahr bereits 500 Personen gestorben, verglichen mit den 302 des ganzen vorigen Jahres. Inzwischen geht in Libyen das Leiden der 600 Erithräer weiter, die in Misratah gefangen sind. Aber Europa schaut weg und Frattini kündigt ein neues Abkommen mit Tripoli an, um Migranten die im Meer aufgegriffen werden, zurückzuschicken.

Settembre 2007

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ROMA - 99 migranti hanno perso la vita sulle rotte dell’immigrazione clandestina a Settembre. Erano stati 243 ad agosto, 1.096 le vittime dall’inizio dell’anno. 43 morti alle Canarie; 19 al largo dell’isola francese di Mayotte, nell’Oceano Indiano; 11 tra l’Algeria e le coste andaluse; 13 nel Canale di Sicilia e 10 in Grecia. Assiderate alla frontiera polacca con l’Ucraina tre bambine che attraversavano a piedi il confine accompagnate dalla madre cecena. Gli sbarchi diminuiscono (-75% in Spagna e –7% in Italia), ma tra la Libia e Lampedusa non sono mai state così tante le vittime: già 500 nei primi nove mesi del 2007, contro le 302 di tutto il 2006. E mentre a Misratah continua il calvario dei 600 detenuti eritrei, Frattini chiede più fondi per Frontex e annuncia un patto con la Libia.

September 2007

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ROME - At least 99 migrants have died at the gates of Europe in September, according to our international press review. The victims along the European borders since the beginning of the year are 1,096, while 10.355 migrants have died since 1988. The last month 43 people were drowned off the Canary islands; 19 on the way to the French island of Mayotte, in the Indian Ocean; while 11 people died on the route between Algeria and Spanish coasts, 13 lost their life in the Strait of Sicily and 10 off Greek islands. Three Chechen girls, ages 6, 10 and 13, froze to death trying to cross by foot into Poland from Ukraine with their mother. The number of sea arrivals decreased (- 75% in Spain and - 7% in Italy), but not the victims. On the way between Libya and Sicily, 500 people have already died this year, in spite of the 302 of the entire 2006. In the meantime in Libya, the calvary of the 600 Eritreans detained in Misratah goes on. But Europe turns the eyes and Frattini announces a new agreement with Tripoli in order to return migrants intercepted in the sea.

Septembre 2007

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ROME - Au moins 99 migrants morts aux portes de l'Europe à septembre, selon notre revue de presse internationale. Déjà 1.096 victimes depuis le début de l’année, alors qu’au moins 10.355 personnes ont perdu la vie depuis 1988 le long des route de la migration soi-disant illégale. Les mois passé, 43 migrants se sont noyés aux Canaries; 19 au large de l'île française de Mayotte, dans l'Océan Indien; 11 morts entre l'Algérie et l’Espagne, 13 dans le Détroit de Sicile et 10 encore au large des îles grecques. Et puis il y trois petites filles tchétchènes, âgées de 6, 10 et 13 ans, qui sont mortes congelés en essayant de franchir à pied la frontière Ukraine-Pologne accompagnées par leur mère. Les arrivées baissent (- 75% en Espagne et - 7% en Italie), mais pas les victimes. Entre la Libye et la Sicile, cette année sont déjà mortes 500 personnes, contre les 302 de tout 2006. En attendant en Libye, continue le calvaire des 600 réfugiés Erythréens détenus à Misratah, avec des nouvelles arrestations à Zawiyah. Mais l’Europe tourne les yeux et annonce un nouvel accord avec Tripoli pour retourner en Libye les migrants interceptés en mer.

Informe septiembre 2007

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ROMA - 99 emigrantes han perdido la vida en las rutas de la inmigración clandestina en este mes de septiembre. Fallecieron 243 personas en agosto y 1.096 desde el principio del año. 43 victimas en las Canarias; 19 rumbo a la isla francesa de Mayotte, en el Océano Indico; 11 entre Argelia y las costas andaluzas, 13 en el Canal de Sicilia y 10 en Grecia. En la frontera entre Polonia y Ucrania tres niñas chechenas que intentaban atravesar a pie la frontera, acompañadas por su madre, murieron ateridas. Los desembarcos disminuyen (-75% en España y –7% en Italia) y, sin embargo, entre Libia y la isla de Lampedusa no se habían contado nunca tantas victimas: son ya 500 en los primeros nueve meses de 2007, frente a los 302 fallecidos de todo el 2006. Y mientras en Misratah continúa el calvario de los 600 detenidos eritreos, el vicepresidente de la Comisión Europea, Franco Frattini pide más fondos para Frontex (Agencia Europea para el control de las fronteras exteriores) y anuncia un pacto con Libia.